Economia aziendale
L'evoluzione dell'economia aziendale: dall'antichità al nuovo millennio
Cos'è l'economia aziendale
L'economia aziendale è una scienza abbastanza recente che sorge dagli studi di ragioneria. Essa si pone come scienza di riferimento per imprenditori, dirigenti, professionisti ecc., in quanto studia le operazioni economiche delle aziende al fine di individuarne dei principi di carattere e validità generale.
Dalla ragioneria all'economia aziendale
Per comprendere il passaggio dalla ragioneria all'economia aziendale, che prende forma intorno agli inizi del 1900, bisogna analizzare l'evoluzione storica degli studi aziendali. L'uomo si è sempre posto problemi di misurazione quantitativa sin da quando il suo sviluppo evolutivo lo ha reso in grado di programmare intenzionalmente il procacciamento e l'impiego delle risorse necessarie al suo sostentamento. Le esigenze di accumulare beni, di ripartirli e di regolarne il consumo fecero sorgere la necessità dei primi rudimentali prospetti per tenere memoria degli incrementi e decrementi nelle quantità di determinati oggetti come materie, merci, monete, etc.
Le prime figure contabili
La figura del contabile è sempre esistita. Nell'antico Egitto le ricerche archeologiche hanno rinvenuto registrazioni contabili dei magazzini generali e rilevazioni tenute per il pubblico erario fatte dagli scriba. In Grecia esisteva la figura del logista che utilizzava sistemi di registrazione in cui si teneva conto del bilancio iniziale, delle entrate, delle uscite e del bilancio finale. Nell’antica Roma il rationale, da cui deriva il nome di ragioniere, utilizzava i primi veri e propri libri contabili come l’adversaria e le tabulae.
La partita doppia
Dopo la caduta dell’impero romano ci fu un periodo d’oscurantismo culturale che investì tutte le scienze: anche gli studi di ragioneria ripresero nel Medioevo e nel Rinascimento in un contesto di rinascita e sviluppo degli affari. Maturò la nascita di un nuovo metodo di registrazione, la partita doppia, che avrebbe trasformato la modalità di tenuta dei conti e che tutt’oggi costituisce la struttura portante dei sistemi informativi di tutte le aziende. Nasceva una nuova ragioneria a opera di studiosi come Leonardo Fibonacci e Fra’ Luca Pacioli. Con l’Ottocento prendeva forma la scienza economica dell’amministrazione aziendale, grazie soprattutto al contributo di Francesco Villa, individuando nella gestione e organizzazione delle aziende l’ampio oggetto di studio della contabilità. Questi affermò che l’amministrazione deve essere sempre economica, a prescindere dalle finalità dell’azienda o dalla sua natura pubblica o privata, e sostenne l’inutilità dello studio delle scritture contabili senza le necessarie conoscenze di amministrazione aziendale. Prendeva avvio con il Villa una prima bozza di scienza economico aziendale.
Besta e Zappa
Con l’avvio dell’unità d’Italia si distinse Giuseppe Cerboni, Ragioniere generale dello Stato, con il quale prendeva forma la logismografia, un sistema contabile che egli applicò anche all’amministrazione dello Stato e che rappresentava un passo indietro nell’avvicinamento all’economia aziendale. Fu agli inizi del 1900 che si assistette al più grande e rilevante progresso negli studi di ragioneria grazie a due studiosi: Fabio Besta e Gino Zappa. Fabio Besta riprendeva il filone di studi aziendali, abbandonato con la logismografia, sostenendo che l’azienda è un sistema coordinato di azioni di gestione, direzione e controllo riferite a un patrimonio e la ragioneria studia le aziende mediante la rilevazione del loro patrimonio e delle sue modificazioni. Caratteristica del pensiero di Besta è la negazione di una scienza aziendale unitaria. Besta inventò il sistema patrimoniale che verrà poi adottato in tutti i paesi del mondo con il nome di sistema patrimoniale anglosassone e che è stato ripreso in Italia negli anni Ottanta e integrato con il sistema del reddito.
Gli studi di Zappa
L’evoluzione della realtà economica dei primi anni del 1900 diede la svolta fondamentale agli studi di economia aziendale grazie a Gino Zappa, allievo di Besta, il quale sostenne con forza la necessità di uno studio unitario del fenomeno aziendale: la costruzione, cioè, di una nuova disciplina scientifica, l’economia aziendale, focalizzata sui problemi della rilevazione, della gestione e dell’organizzazione. Egli definisce l’azienda “un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, svolge operazioni economiche coordinate rivolte alla produzione e al consumo di ricchezza”. Zappa propose di studiare il fenomeno azienda nei suoi connotati dinamici e sistemici spostando l’attenzione dal patrimonio al reddito. Il reddito costituisce l’oggetto primario del sistema contabile ed è la differenza tra il capitale a inizio periodo e il capitale a fine periodo, per effetto della gestione. Il sistema del reddito si avvale del metodo della partita doppia e determina il reddito di un determinato periodo prendendo in considerazione soltanto gli scambi che avvengono tra l’impresa e i terzi.
Approfondimenti
Leonardo Fibonacci: studioso a forte matrice matematica scrisse nel 1200 il Liber Abaci dove descriveva i calcoli computistici da utilizzare nelle trattative commerciali e dove si introduceva l’utilizzo dei numeri arabi nei calcoli in sostituzione di quelli romani.
Fra’ Luca Pacioli: pubblicava nel 1494 il Tractatus de computis et scripturis, il primo autentico “libro di ragioneria” in cui si spiega il metodo “dare e avere”. Il libro contribuì alla diffusione del metodo della partita doppia.
Fenomeno aziendale
L’economia aziendale viene definita da Zappa come la scienza che studia le operazioni economiche delle aziende al fine di individuarne leggi o principi validi per tutte le aziende. Essa pur nella sua unitarietà si articola in tre dottrine:
- Organizzazione: combinazione di mezzi e di uomini articolati e strutturati in maniera tale da ottenere un’efficiente gestione aziendale;
- Gestione: insieme di decisioni e di operazioni economiche coordinate per il raggiungimento dei fini aziendali;
- Rilevazione: insieme di strumenti, operazioni e metodologie per la rilevazione ed interpretazione dei fatti aziendali.
Funzioni e compiti dello stato
Queste funzioni sono svolte dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali che, a livello locale, agisce attraverso le Direzioni regionali e provinciali del lavoro, strutture amministrative periferiche nate dall’accorpamento tra i precedenti Ispettorati del lavoro e gli Uffici periferici del lavoro e della massima occupazione.
Voci di glossario
- Ragioneria: è la disciplina che si occupa della rilevazione dei fenomeni aziendali e della loro traduzione in scritture contabili, allo scopo di fornire alle direzioni delle aziende o ad altri soggetti interessati le informazioni necessarie per esercitare le funzioni di controllo e di decisione.
- Economia aziendale: è la disciplina scientifica dedicata all’elaborazione di conoscenze e teorie utili per il governo economico delle aziende.
Teoria istituzionale e teoria del valore per gli stakeholder: classificazione delle aziende
Distinzione tra i termini “azienda” e “impresa”
Nella pratica operativa spesso si usano indifferentemente i termini azienda e impresa che sono, invece, sia sotto l’aspetto teorico che economico profondamente diverse. L’azienda è definita come un’organizzazione di persone e di beni economici, che, attraverso una serie coordinata di operazioni, mira al soddisfacimento dei bisogni umani. L’azienda ha un contenuto più ampio di quello d’impresa, intesa più specificamente come azienda di produzione e quindi come attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi.
Per riepilogare:
- Azienda: organizzazione di persone e di beni economici; mira al soddisfacimento dei bisogni umani.
- Impresa: attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi.
Gli stakeholder
Per comprendere questa distinzione bisogna rifarsi alla teoria istituzionale tipica della dottrina italiana e tedesca. Secondo questa teoria le persone nella società si aggregano con diverse forme e modalità a seconda dei fini da perseguire e dei bisogni da soddisfare. Queste forme d’aggregazione diventano istituti nel momento in cui assumono regole di comportamento e autonomia durature nel tempo. Secondo la teoria del valore, per gli stakeholder l’azienda deve distribuire valore tra tutti coloro che sono portatori d’interessi e che influenzano o sono influenzati dall’attività aziendale. Gli stakeholder sono presenti in misura diversa a seconda del tipo di azienda e il concetto originariamente riferito solo a coloro che avevano interessi diretti nella vita dell’impresa, si è ampliato per ricomprendere anche coloro che possono esercitare un’influenza sulle decisioni aziendali. Sono esempi di stakeholder il gruppo proprietario, i dirigenti e i manager, i fornitori, i lavoratori dipendenti, i clienti, le istituzioni finanziarie, l’amministrazione finanziaria, i concorrenti.
Classificazione delle aziende
Classificazione delle aziende/1
Le aziende possono essere classificate, in base al concetto di valore e alla prevalenza dei singoli stakeholder, in:
- Aziende familiari le quali si caratterizzano per la reciproca assistenza, l’equilibrio affettivo, l’educazione dei figli nonché per la gestione del patrimonio familiare. Nelle aziende familiari quando i redditi percepiti dai componenti sono superiori ai consumi si forma il risparmio in caso contrario si accede al finanziamento dei terzi;
- Aziende pubbliche che oltre a soddisfare bisogni pubblici accrescono e distribuiscono valore per la collettività di riferimento (Stato, Regioni, Province, Asl, ecc.);
- Aziende di produzione o imprese che hanno come fine la produzione di beni e servizi al fine dello scambio in modo da remunerare i fattori produttivi impiegati e il capitale investito. Queste vengono definite imprese e si distinguono anche in base al settore produttivo cui appartengono. Avremo così, imprese del settore primario, secondario, terziario e terziario avanzato; in base alla teoria del valore, le aziende di produzione hanno come fine quello di creare valore per gli stakeholder;
Classificazione delle aziende/2
La classificazione prosegue con:
- Aziende non profit che sono costituite con atto pubblico e hanno per oggetto un’attività non commerciale (attività culturali, sportive, politiche, ecc.) e in caso questa sia svolta deve essere marginale rispetto all’oggetto sociale. Appartengono a questa categoria d’aziende le Onlus (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità sociale) che operano in particolari settori quali la beneficenza, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, la tutela dell’ambiente ecc.
- Società mutualistiche che comprendono le società cooperative, le società di mutua assicurazione e i consorzi di cooperative. Le prime hanno scopo mutualistico e forniscono, quindi, beni e servizi o lavoro direttamente ai soci della cooperativa a condizioni più vantaggiose rispetto alle condizioni di mercato. Per la costituzione è previsto un numero minimo di soci che varia a seconda del tipo di attività e possono essere sia a responsabilità illimitata che a responsabilità limitata. Le seconde svolgono attività assicurativa, hanno responsabilità limitata e i versamenti fatti dai soci sono utilizzati sia in conto capitale sia come premi assicurativi;
Classificazione delle aziende/3
Chiudono la classificazione le:
- Imprese sociali che sono organizzazioni private senza scopo di lucro. Svolgono attività economica di produzione o scambio di beni o di servizi diretta al soddisfacimento d’interessi generali. In base alla legge delega del 13-06-2005 n.118 il Governo deve stabilire il carattere sociale dell’impresa sulla base di una serie di criteri specificatamente indicati.
Voci di glossario
- Azienda: gli studiosi d’economia aziendale definiscono l’azienda “un istituto economico atto a perdurare che per il soddisfacimento dei bisogni umani compone e svolge in continua coordinazione la produzione, l’acquisizione e il consumo della ricchezza”.
- Impresa: è un concetto più ristretto di quello di azienda, in quanto con essa si intende in maniera specifica l’impresa di produzione. L’impresa viene definita dal c.c. come l’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi.
- Stakeholder: sono gruppi sociali rispetto ai quali l’impresa attiva una serie di relazioni. Questi gruppi sono portatori d’interessi che influenzano e sono influenzati dall’attività dell’impresa.
Soggetto giuridico. Impresa individuale e società
L'impresa individuale
L’impresa, in relazione al soggetto giuridico, può essere classificata come impresa individuale o come società. L’impresa individuale si ha quando il soggetto giuridico è una persona fisica che risponde personalmente con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte dall’impresa. Essa non ha autonomia patrimoniale e in caso di fallimento dell’impresa individuale viene dichiarato fallito anche l’imprenditore. Il reddito dell’impresa individuale è soggetto a Irap e Irpef. Le imprese individuali solitamente sono di modeste dimensioni e per tale ragione possono usufruire di un regime di contabilità semplificata quando il fatturato annuo non supera, in caso d’attività di servizi, 309.874,14 euro o 516.456,90 per altre attività.
Le società di persone
La società si ha quando l’attività viene svolta da una o più soggetti (persone fisiche o altre società) denominati soci, che conferiscono beni nella società. Le società possono essere di persone o di capitale. Le società di persone si contraddistinguono per l’autonomia patrimoniale imperfetta, per cui i creditori sociali possono rivalersi, in caso d’insufficienza del patrimonio sociale, sul patrimonio personale dei soci. Le figure di società di persone previste dal c.c. sono:
- La società semplice, prevista per le attività agricole e per attività professionali;
- La società in nome collettivo;
- La società in accomandita semplice. In quest’ultima esistono due categorie di soci:
- I soci accomandatari, responsabili solidalmente con il proprio patrimonio delle obbligazioni sociali;
- I soci accomandanti responsabili limitatamente al capitale conferito.
Le società di capitali
Le società di capitali previste dal c.c. sono la società per azioni, la società a responsabilità limitata e la società in accomandita per azioni. Esse acquisiscono personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese e hanno autonomia patrimoniale perfetta, pertanto, per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il proprio patrimonio essendo quest’ultimo nettamente distinto da quello dei soci. Bisogna, tuttavia rilevare che nella società in accomandita per azioni i soci accomandatari rispondono per le obbligazioni sociali solidalmente e illimitatamente con il proprio patrimonio. Altre forme d’imprese previste dal nostro ordinamento sono le associazioni temporanee d’imprese, i consorzi e il gruppo europeo d’interesse economico (Geie).
Approfondimenti
- Irap: imposta regionale sulle attività produttive.
- Irpef: imposta sul reddito delle persone fisiche.
- Imprese: l’associazione temporanea di impresa si ha quando più imprese, pur rimanendo autonome, si associano per svolgere determinati affari di interesse comune.
- Consorzi: sono insieme d’imprese che svolgono attività continuativa sia verso i consorziati sia verso l’esterno.
- Geie: il Geie è stato istituito con regolamento europeo del 1985 e recepito in Italia con D.lgs del 91 n. 240. Esso sviluppa la collaborazione tra imprese appartenenti a Stati diversi.
Voci di glossario
- L’impresa individuale: sono imprese in cui il soggetto giuridico è costituito da una persona fisica, il proprietario-imprenditore, che assume tutte le responsabilità connesse all’attività aziendale. Si tratta generalmente di imprese di modeste dimensioni, a conduzione familiare o artigianale, il cui sviluppo è condizionato dalle disponibilità del proprietario.
- Società: è la forma di esercizio collettivo dell’impresa. Possono essere società di persone, le quali hanno autonomia patrimoniale imperfetta, o di capitali dotate di autonomia patrimoniale perfetta.
Dimensioni aziendali
Classificazione delle aziende per dimensione
Un’ulteriore classificazione delle aziende avviene sulla base della dimensione. Non è facile dare una definizione di dimensione aziendale ed è per questo che i parametri utilizzati sono numerosi. Tuttavia anche se non c’è un parametro esaustivo nell’individuazione delle dimensioni aziendali, solitamente si usa distinguere le aziende in grandi, medie e piccole. I parametri più utilizzati sono il fatturato e il numero di dipendenti e la quota di mercato all’interno di uno stesso settore. Pur se non determinabile in maniera univoca, il concetto di dimensione aziendale è importante per stilare una classificazione delle imprese. In base alle raccomandazioni della Commissione europea i parametri da considerare per la classificazione dimensionale delle imprese sono:
- Il numero di dipendenti;
- Il fatturato;
- Il totale dell’attivo di bilancio.
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Economia e gestione delle imprese - Riassunto esame, prof. Scozzese
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Riassunto Economia Aziendale-CLESE
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Riassunto esame Economia aziendale