Capitolo 17
Le problematiche di gestione strategica assumono profili diversi a seconda
delle diverse fasi evolutive dell’impresa che si considerano. Il modello del
ciclo di vita ruota attorno al concetto di prodotto e descrive le fasi tipiche di
evoluzione della domanda di un bene in un determinato contesto
concorrenziale (astrazione e semplificazione della realtà). Sebbene la
caratteristica dominante di ogni stadio del ciclo di vita sia un diverso tasso di
crescita (positivo o negativo) della domanda, nelle diverse fasi anche le
caratteristiche delle imprese e la struttura del settore cambiano
significativamente.
Il modello del ciclo di vita
Il ciclo di vita del prodotto serve ad analizzare la dinamica strategica di
un’impresa in diversi contesti ambientali e in diversi momenti della sua storia.
Le quattro fasi fondamentali del ciclo di vita sono:
a. fase di introduzione: in uno scenario non esistono o quasi
concorrenti , l’impresa deve costruire un mercato per i suoi prodotti;
identifica, perciò, un gruppo di consumatori a cui potrebbe interessare il
prodotto offerto. Il primo problema è costituito dalla creazione di
un’organizzazione intorno all’idea imprenditoriale (dotazione di risorse
finanziarie, di personale, di canali distributivi, di tecnologie).
b. fase di crescita: il successo del prodotto permette piani di
espansione verso un mercato più ampio, ma attira nuovi concorrenti,
bisogna, quindi, mantenere o conseguire una leadership in termini di
posizione di mercato. L’enfasi innovativa passa gradualmente dal
prodotto al processo produttivo e l’impresa adotta politiche di vendita
aggressive. Essa mantiene una forte focalizzazione sul business di
partenza, senza diversificarsi, ma internazionalizzandosi.
c. fase di maturità: raggiunta la massima estensione del mercato, lo
sviluppo del settore di arresta ed è impossibile aumentare le vendite, se
non sottraendo clienti ai competitor (accentuazione tensione
competitiva). Il numero delle imprese all’interno del settore diminuisce,
ma le imprese devono comunque investire nella pubblicizzazione del
prodotto per sostenere il marchio e cercare di ridurre i costi.
d. fase di declino: sotto la spinta di prodotti sostitutivi emergenti e a
fronte di un calo strutturale della domanda, il settore inizia una fase di
declino delle vendite. Se questo non viene previsto in tempo, si sviluppa
un’accesa competizione che porta all’uscita dei concorrenti più deboli.
Mentre in alcuni settori dopo una prima contrazione, le dimensioni del
mercato si stabilizzano ad un livello più basso, in altri la discesa prosegue
inarrestabile.
I ricavi da vendite, i flussi di cassa e i profitto hanno un andamento a “S”. Le
fasi di introduzione e sviluppo del prodotto sono abbastanza dispendiose dal
punto di vista finanziario, a causa di investimenti iniziali in immobilizzazioni e
della veloce crescita del capitale circolante, flussi positivi si manifestano con la
fase di maturità, poiché le attività si stabilizzano e si riducono i tassi di
innovazione. I profitti hanno un andamento simile anche se con oscillazioni
minori, dovute alla riduzione dei costi legati agli alti investimenti iniziali. Uno
dei principali vantaggi del modello del ciclo di vita è quello di descrivere in
modo adeguato il rapido cambiamento che caratterizza lo scenario economico
in cui le imprese operano. Queste quindi devono essere altrettanto veloci e
flessibili, per generare valore, a definire le loro strategie. On è facile
determinare in quale punto del modello del ciclo ci si trovi.
Nascita
La creazione di nuove iniziative d’impresa è un processo essenziale per la
crescita economica e per il continuo ammodernamento dei sistemi industriali.
L’impresa nasce per effetto della spinta creativa di un imprenditore che genera
dal nulla un’organizzazione intorno ad un’idea e alla propria azione personale
(new venture).
L’impresa può essere vista come la realizzazione di un’opportunità di
miglioramento di prodotti o servizi, e come un’innovazione che permette di
soddisfare i modo migliore i bisogni dei clienti e dei consumatori. Questa
opportunità deve essere sfruttabile commercialmente, ossia deve garantire
redditi adeguati all’imprenditore.
Si generano continuamente nuove opportunità per effetto di:
• progressi e scoperte tecnologiche, che permettono di soddisfare in modo
diverso bisogni già noti o latenti. [emergono con sviluppo tecnologico,
come il cellulare]
• cambiamenti demografici, che agiscono sulla domanda di beni o servizi.
[innazamento eta media di persone]
• mutamenti dei gusti e degli stili di vita, che determinano spostamenti
della domanda fra beni sostitutivi.
• nuove regole pubbliche o disposizioni legislative, che incidono sulle
caratteristiche dei vari beni e servizi. [sicurezza del lavoro e dei prodotti]
Affinché l’opportunità si traduca in successo economico, devono essere
soddisfatte due condizioni:
• il nuovo prodotto o servizio deve essere efficacemente difendibile
dall’imitazione.
• la nuova impresa deve disporre delle risorse e delle competenze
necessarie per produrre la novità e fornire il nuovo bene in modo
efficiente.
Se queste non vengono soddisfatte per l’innovatore è probabilmente più
conveniente brevettare l’idea e cederla sul mercato. nascono poche nuove
imprese perché non è facile difendere e ci vogliono elevati investimenti in
ricerca. Esiste una serie di passi che ogni nuova impresa deve effettuare:
1. cogliere le opportunità: le opportunità sono fenomeni di mercato in cui si
manifesta una discrasia fra domanda e offerta che le imprese non sono in
grado di fornire. Questo avviene quando ci sono vuoti d’offerta o quando
il rapporto prezzo-qualità è molto elevato e la tecnologia permette di
creare maggior valore per il cliente. Bisogna, quindi, vedere uno spazio
libero sul mercato e trovare l’idea per colmarlo.
2. rifinire l’idea: l’idea deve poi essere adattata alle esigenze della
produzione e alle concrete richieste degli utilizzatori (predisporre prototipi
e studiarne la configurazione più adatta, in rapporto alla qualità e al
costo), inoltre, bisogna stabilire una strategia di ingresso sul mercato.
3. proteggersi dall’imitazione: si realizza attraverso la tutela della
riservatezza e dell’esclusività delle tecnologie applicate ai prodotti e le
strategie di introduzione sul mercato. L’innovatore può ostacolare gli
imitatori rendendo più difficile il loro ingresso nel mercato (es. ombrello
dei prezzi). OMBRELLO DEI PREZZI: creazione di una barriera all’entrata
fissando un prezzo inferiore al costo unitario, infatti, nonostante una
perdita iniziale, si annulla ogni attrattività dell’innovazione per la
concorrenza. Sfruttando poi la curva di esperienza, i costi unitari
diminuiscono, e si entra nella zona di profitto recuperando le perdite
iniziali (fase ombrello prezzi). Entrerà anche la concorrenza, ma subisce
un pesante svantaggio di costi.
4. costruzione della squadra (teaming): bisogna aggregare un gruppo di
persone destinate a formare il nucleo della dirigenza, è infatti
indispensabile attivare energie e competenze che vadano oltre le
possibilità individuali.
5. start-up: momento in cui si pone in essere la vera organizzazione, dando
vita a una nuova entità giuridica d’impresa (predisposizione di un
business plan). BUSINESS PLAN: o piano strategico finanziario, è un
documento che mette in evidenza la mission e la vision dell’impresa, le
risorse di cui necessita, il patrimonio di cui dispone e le prospettive di
crescita. In un’ottica di lungo periodo, il fine del piano finanziario è
quantificare i fabbisogni e le disponibilità finanziarie dell’impresa.
6. finanziamento: la raccolta di risorse finanziarie è l’elemento decisivo per
l’avvio della nuova attività. Le fonti di finanziamento sono inizialmente
assicurate da capitali dello stesso imprenditore e successivamente da
capitale di prestito o di rischio (si può essere finanziati da un venture
capitalist).
7. lancio del prodotto: è il momento di introduzione sul mercato del nuovo
prodotto. Questo verrà pubblicizzato attraverso un’opera di promozione
attuata direttamente dall’imprenditore presso i clienti e i canali di
distribuzione (il lancio è più facile se l’impresa nasce come spin-off da
un’organizzazione già esistente).
L’imprenditore deve sviluppare una strategia che si adegui all’instabilità del
contesto; questa dipenderà dalla sua visione su come il settore si evolverà,
deve scommettere su tecnologia e domanda, sull’organizzazione e gestione del
processo produttivo e sull’analisi dei bisogni e gusti dei potenziali clienti.
Crescita
Al termine del periodo di nascita la tecnologia, la struttura organizzativa e le
strategie di mercato che avranno successo, appaiono chiare al management. La
crescita e sempre più spesso una condizione necessaria alla sopravvivenza
dell’impresa. La strategia d’impresa è molto importante, è necessario spostare
l’attenzione dal prodotto verso l’innovazione dei processi così, se il mercato
cresce rapidamente, non si ha bisogno di sottrarre clienti ai concorrenti, ma si
può ottenere una performance molto alta consolidando la propria posizione sul
mercato. Ogni impresa tende a concentrarsi su uno specifico ambito strategico
e la sua crescita è legata proporzionalmente a quella del segmento di mercato
prescelto.
In questa fase, i concorrenti divengono più efficienti, producendo a costi minori
beni di miglior qualità, a causa principalmente di economie di scala e di
apprendimento. le imprese più capaci acquisiranno i player meno capaci. La
strategia che si adotta guida il management a prendere decisioni sulla base
della comprensione sia dell’ambiente esterno, sia degli asset interni
all’impresa.
Infine, in questa fase c’è minore incertezza riguardo al futuro, l’impresa può
quindi scegliere tra diverse strategie di sviluppo attraverso cui si può puntare a
far crescere la domanda complessiva sia la quota di mercato.
Maturità
Lo stadio di maturità del ciclo di vita del settore mostra stabilità rispetto alle
fasi precedenti, ma offre condizioni meno favorevoli per l’ottenimento di
adeguati livelli di redditività. La maturità si identifica principalmente con il
rallentamento della crescita della domanda del mercato, fino a tassi di sviluppo
vicini a zero. Si verifica una completa diffusione tra tutti i competitor delle
tecnologie di base dei processi produttivi, rendendo difficile la diversificazione
dei prodotti offerti. Le condizioni di base sono le consolidate posizioni dei leader
di mercato e quote di mercato piuttosto stabili, che permettono di mantenere
un vantaggio competitivo, la conoscenza completa da parte dei consumatori
del prodotto e la possibilità che hanno di valutarne le caratteristiche. Se
mancano differenziazioni significative, si possono scatenare violente guerre di
prezzo fra i vari produttori, inoltre le imprese possono trovare più conveniente
spostare la produzione in paesi in via di sviluppo, dove la manodopera costa
molto meno. Infine, si manifestano fenomeni di concentrazione anche a livello
di apparato distributivo, con il graduale imporsi di forme di distribuzione su
grandi superfici (aumenta il potere contrattuale del sistema di intermediazione
commerciale). Le imprese operanti devono puntare a ridurre i costi unitari, solo
così riescono ad affermarsi come leader di costo nel settore. La riduzione dei
costi può essere perseguita attraverso:
• curva di esperienza: maggiore è il grado di conoscenza di un processo
produttivo, minore è lo sforzo che si compie per attuarlo e replicarlo. al
crescere della produttività del lavoro diminuiscono i costi di produzione
• economie di scala: sono necessarie grandi dimensioni per sopravvivere.
• ottenimento di risorse produttive a basso costo: accesso a particolari
risorse, ad esempio il lavoro, a condizioni privilegiate.
• livelli elevati di efficienza operativa: azioni per eliminare gli sprechi e per
contenere la spese nelle attività amministrative; si abbattono i costi
generali, ottimizzando il management o ridimensionando il personale
(business reengineering). BUSINESS REENGINEERING: è il ripensamento
di fondo e il ridisegno radicale dei processi aziendali finalizzato a
realizzare straordinari miglioramenti nei parametri critici delle prestazioni
(costi, qualità, rapidità e servizio).
Lo sfruttamento di particolari leve [elencate] permette di creare alcune fonti di
successo:
• dinamica di nicchia: quando la stabilità o il declino della domanda
complessiva possono nascondere forti oscillazioni riguardanti i singoli
segmenti di mercato.
• dinamica qualitativa: quando la domanda è molto mutevole in senso
qualitativo.
• potenzialità innovativa: se trovano spazio nel settore imprese che
puntano sull’innovazione e sull’introduzione di nuove regole competitive.
• vuoti di offerta: se molte imprese abbandonano il settore per le scarse
prospettive di crescita, quelle che rimangono vedono la loro domanda
aumentare
La compresenza in molti settori maturi di segmenti ad alta crescita e di
segmenti a bassa crescita costituisce un’opportunità per il rilancio delle
vendite.
Declino e crisi
Nei sistemi economici moderni, caratterizzati da un intenso dinamismo dei
mercati, tutte le imprese sono costantemente imposte al rischio di una cauta
della performance. La crisi aziendale si distingue in: declino, inteso come
riduzione della capacità reddituale e indebolimento della situazione finanziarie,
e crisi [qualsiasi fase dell’impresa], intesa come condizione di perdite
economiche forti e strutturali, unite a possibili manifestazioni di insolvenza. La
crisi può dipendere poi da un andamento negativo generalizzato del settore in
cui l’impresa opera, e le situazioni in cui, pur con condizioni ambientali
favorevoli, l’impresa vede cadere le proprie performance a causa di errori
manageriali.
Le strategie nei settori di declino
Il passaggio a una situazione di declino, ossia una situazione in cui la domanda
si contrae, può essere determinato da una molteplicità di fattori: i cambiamenti
tecnologici, le dinamiche demografiche, i mutamenti nei gusti dei consumatori.
Le caratteristiche tipiche di un settore in declino sono: le eccedenza di capacità
produttiva, l’assenza di innovazioni, la riduzione del numero di concorrenti,
l’intensa lotta concorrenziale. Si dovrebbe:
• ridurre gli investimenti in capacità produttiva [produrre meno]
• flessibilità
• diversificazione
Questi settori offrono alle imprese livelli di redditività alquanto ridotti, se non
perdite economiche nette.
Si possono individuare quattro strategie per far fronte al declino:
1. strategie di quota: punta a far acquisire all’impresa una posizione di
leadership nel settore, cercando di compensare la caduta delle vendite
con l’aumento della quota di mercato. Essa deve cercare di mettere fuori
gioco i competitor oppure tentare di abbassare le barriere per favorire
l’uscita dal settore. Le conservazione di buoni livelli di vendita si basa
sulla capacità di trattenere i consumatori dalla migrazione verso nuovi
tipi di prodotto (importanti gli switching cost).
2. strategie di nicchia: punta all’occupazione di una segmento della
domanda protetto.
3. strategie di mietitura: l’impresa mira ad ottenere il massimo ritorno
finanziario dal business in declino, evitando nei limiti del possibile di
effettuare ulteriori investimenti. Il calo delle vendite può portare a flussi
positivi di cassa, grazie alla diminuzione del capitale circolante. Inoltre si
può puntare a ridurre il numero di varianti per il consumatore e innalzare
i prezzi di vendita, cercando allo stesso tempo di tagliare tutti i costi per
attività non essenziali.
4. strategie di disinvestimento: punta alla dimissione delle attività, per
destinare le risorse ottenute a nuovi business, secondo una logica di
gestione del portafoglio (deve essere tempestiva).
Harrigan e porter. Si stabilisce la strategia più opportuna sulla base di due
variabili:
• la struttura del settore (favorevole o sfavorevole) a seconda dell’intensità
del tasso di caduta delle vendite complessive, dal livello delle barriere
all’uscita, delle reazioni prevedibili al declino dei concorrenti attuali.
• la presenza o meno di punti di forza rispetto alla domanda residuale
(clienti nel mercato).
Le crisi d’impresa e le strategie di fronteggiamento
Accade spesso che imprese solide possano incontrare periodi di difficoltà e di
perdite economiche che non segnalano un male profondo, ma solo che è
arrivato il momento di procedere per ridefinire le strutture aziendali e
dell’impostazione strategica. Una crisi vera e propria dipende da fenomeni
complessi e frequenti che configurano uno stato patologico. Queste si
differenziano per la loro natura e per il tempo di manifestazione all’interno del
processo degenerativo di crisi e si possono distinguere in:
• cause primarie: fattori di tipo ambientale o interno, che determinano
l’incapacità s
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