Capitolo 1: L'economia aziendale e il sistema aziendale
Introduzione all'azienda
- Cos'è l'azienda?
- Come funziona e come muta nel tempo?
- Come interagisce con il mondo esterno?
- Quali sono le finalità dell'azienda?
L'economia aziendale
Il termine azienda è molto generico. Un'azienda è un insieme complesso di elementi tra loro concatenati e accomunati da una ragion d'essere unitaria: realizzare un prodotto attraverso un processo di trasformazione nel tempo e nello spazio, con lo scopo di soddisfare un bisogno di qualcuno (natura economica dell'azienda – crea qualcosa che ha un valore).
In linea generale per azienda si intende l'ordine economico, la parte economica, di istituti, ovvero degli aggregati destinati a durare nel tempo con delle loro regole di funzionamento. Quest'ultimi sono di tre tipi: le famiglie, le imprese e gli enti pubblici.
L'economia aziendale prende atto dell'esistenza di questi istituti all'interno della società civile e si occupa di osservare la loro parte economica. L'economia aziendale si occupa di studiare le regole degli istituti per permettere un loro corretto funzionamento sotto l'aspetto economico.
Gli elementi costitutivi il sistema aziendale
L'azienda, se la si osserva come ordine economico delle imprese, viene presentata come un sistema di input-output, cioè un insieme di elementi che interagiscono tra loro per uno scopo comune. Questi elementi sono:
- Risorse (fattori causanti): sono le variabili da cui dipende il conseguimento degli obiettivi del sistema e si dividono in:
- Fattori causanti primari: definiscono la situazione del sistema e sono essenzialmente due:
- Il lavoro: di ogni tipo (esecutivo, direttivo) prestato dalle persone che dedicano all'azienda una parte del proprio tempo (generalmente le persone che hanno un rapporto di lavoro dipendente).
- Il capitale: che, qui in prima approssimazione, viene inteso come l'insieme dei mezzi monetari conferiti stabilmente all'azienda. Il capitale corrisponde alle risorse finanziarie disponibili in azienda solo nel momento in cui si ha la costituzione della stessa; successivamente, per la copertura del fabbisogno finanziario connesso alle proprie attività, l'azienda ricorre a capitali di prestito. Per tale ragione, la risorsa primaria "capitale" si qualifica più correttamente come "capitale di funzionamento".
- Fattori causanti derivati: sono quelle che derivano dalle primarie e possono essere:
- Il patrimonio tecnico-industriale: nel quale si considerano le strutture e infrastrutture produttive, il grado di avanzamento tecnologico di impianti e attrezzature, i brevetti a disposizione, il know-how di processo sviluppato, le competenze e le abilità tecniche del personale e così via.
- Il patrimonio commerciale: comprende il portafoglio clienti, le reti di vendita diretta o indiretta, i marchi aziendali o di prodotto, la credibilità goduta presso la clientela attuale e potenziale, ecc.
- Fattori causanti primari: definiscono la situazione del sistema e sono essenzialmente due:
- Attività (variabili intercorrenti): sono tutte le decisioni, le azioni e le interazioni che si svolgono all'interno di un'azienda sia a livello direzionale sia a livello esecutivo, indirizzate alla produzione di risultati o al consolidamento o al cambiamento delle risorse. Possono essere scomposte in attività di:
- Gestione: operazioni che direttamente attuano la produzione ed i consumi mediante le trasformazioni fisico-tecniche e le negoziazioni.
- Organizzazione: coordinamento e suddivisione del lavoro delle varie persone.
- Rilevazione: ossia le operazioni finalizzate alla raccolta ed elaborazione dei dati utili per conoscere e programmare l'attività aziendale.
- Risultati (fattori risultanti o output): si dividono in tre categorie:
- Risultati economici: in termini di differenziale di valore dei beni prodotti rispetto al costo delle risorse impiegate per produrli.
- Risultati competitivi: in termini di gradimento del cliente nei riguardi del prodotto offertogli.
- Risultato sociale: consensi delle forze economiche e sociali (diverse dai clienti) nei riguardi dell'attività svolta dall'azienda.
I tre elementi costituenti il sistema aziendale sono in continuo rapporto con l'ambiente, ciò è una caratteristica di tutti i sistemi aperti, come il sistema aziendale.
Risorse e gestione caratteristica nella dinamica del sistema aziendale
Per gestione strategica si intende l'attività che tende a mutare l'assetto delle risorse disponibili, mentre quella operativa è l'attività che assicura il corretto funzionamento del sistema aziendale nell'ambito delle risorse date (sono quelle connesse al ciclo acquisti, produzione e vendita). Le risorse sono delle quantità-livello, riferite ad un dato istante, mentre le gestioni sono flussi di operazioni riferite a periodi di tempo. Le risorse alimentano le gestioni perché costituiscono input delle stesse e sono a loro volta alimentate dagli output delle gestioni medesime. In questo modo il sistema aziendale appare formato da caratteristici anelli (loop) che ruotano attorno alle risorse (primarie e derivate) e a un'attività (gestione strategica e gestione operativa).
Loop A e B = fenomeni di sviluppo/distruzione risorse che si svolgono insieme alla gestione operativa. Loop C e D = dinamica delle risorse conseguenti a operazioni di gestione strategica. Questa rappresentazione, invece, è caratteristica del sistema di un'azienda industriale, nel caso in cui i classici processi di gestione operativa caratteristica sono tre: gli acquisti, le produzioni e le vendite, mentre gli investimenti costituiscono le tipiche attività di gestione strategica. I loop esprimono meccanismi di accumulo (o distruzione) del patrimonio tecnico industriale e del patrimonio commerciale e, inoltre, di sviluppo (o inviluppo) delle risorse primarie dell'azienda stessa.
La dinamica del sistema aziendale nell'ambiente
In questo modello ci si è limitati a rappresentare i processi di gestione caratteristica e quelli di gestione strategica e non sono state prese in considerazione i rapporti con l'ambiente esterno. L'azienda è un sistema aperto che esiste in virtù dell'equilibrio di scambio con i terzi, è dunque fondamentale capire chi sono i terzi grazie ai quali l'azienda può stare in piedi. Il modello illustra un insieme di relazioni intercorrenti tra cinque variabili aggregate:
- Il sistema aziendale: costituito dalle risorse organizzate per lo svolgimento delle attività al fine di ottenere dei risultati;
- I clienti: interlocutori a cui bisogni è indirizzata l'attività produttiva;
- Gli apportatori di condizioni produttive: vari interlocutori aziendali dai quali provengono le risorse, i consensi e i contributi occorrenti all'agire dell'impresa;
- Il sistema di prodotto offerto: tutto ciò che concerne il prodotto offerto;
- Le offerte di collaborazione: rivolte ai soggetti con cui l'impresa entra o vuole entrare in relazione.
Focalizzare l'attenzione sul rapporto tra il sistema aziendale, i clienti e il sistema di prodotto offerto, significa riflettere sulla dinamica della gestione caratteristica di un'impresa (la parte sinistra della figura). Focalizzare l'attenzione sul rapporto tra il sistema aziendale, gli apportatori di condizioni produttive e le offerte di collaborazione significa riflettere sull'assetto istituzionale dell'azienda.
Capitolo 2: L'economia aziendale nelle istituzioni e nella società
Definizione e dottrine di base sull'economia aziendale
Con il tempo il termine azienda è passato da termine specialistico a termine di uso comune, ed accomuna oggi un insieme numeroso di entità molto diverse fra loro che finiscono per creare un agglomerato generico e povero di rilevanza sul piano scientifico e pratico. Anche la difficoltà di trovare una corrispondenza univoca con un termine inglese aumenta la confusione. Esiste in italiano, comunque, una chiara convergenza su due denominatori comuni:
- Art.2555 del codice civile che identifica l'azienda come un complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa;
- La derivazione spagnola-latina del termine che viene associato ad "hacienda" o "facienda" ovvero cose da farsi.
Esiste, quindi, una complessità nella categoria azienda sia perché la definizione giuridica da sola è insufficiente sia perché il significato del termine stesso sta subendo una decisa evoluzione.
L'azienda come insieme di elementi diversi e interrelati
Tuttavia tutte le aziende si caratterizzano come un insieme di elementi diversi e tra loro interrelati. Si tratta quindi di un insieme complesso di elementi eterogenei, concatenati in una rete di connessioni che li qualificano. I vari elementi che vediamo operare in azienda sono accomunati da una ragion d'essere unitaria: la realizzazione di un prodotto. Il prodotto è l'output del sistema-azienda, che lo realizza attraverso un processo di trasformazione nel tempo e nello spazio che combina, mediante appropriate attività, determinate risorse produttive, le quali rappresentano l'input del sistema-azienda. In questo consiste la natura economica dell'azienda: essa esiste per realizzare qualcosa che abbia un valore, per creare ricchezza durevolmente nel tempo. A partire dal concetto giuridico di azienda sono quindi state introdotte alcune estensioni:
- I principi appena elencati valgono per qualsiasi tipo di impresa e mostrano come il concetto di azienda non si applichi solo all'imprenditore che l'avvia ma a qualsiasi soggetto che avvii un qualche tipo di intrapresa in campo economico, tecnologico, finanziario, culturale ecc.
- L'azienda è quindi un sistema:
- Complesso: ovvero un insieme di elementi eterogenei tra loro integrati e interdipendenti.
- Di natura economica: cioè finalizzato a soddisfare bisogni attraverso l'impiego di risorse limitate.
- Avente il fine di creare ricchezza: cioè concepito per realizzare prodotti di valore superiore al valore delle risorse impiegate.
- Con il problema di determinare le modalità di condivisione fra i soggetti interessati della ricchezza creata o di quella distrutta.
Sono infine molteplici le frontiere di analisi e di studio che si aprono quando si accolga questo approccio e si vogliano scoprire le regole che guidano il funzionamento delle imprese. In particolare:
- La concezione dell'azienda come sistema economico in tutte le sue articolazioni e classi;
- L'individuazione dei soggetti prevalenti e le loro funzioni-aspettative;
- L'analisi delle strutture e delle loro evoluzioni;
- Le complesse modalità di svolgimento e di controllo delle attività di produzione e di consumo;
- Le condizioni nelle quali tali attività devono essere realizzate;
- La struttura dei processi decisionali;
La disciplina che indaga su tutti questi aspetti e sul comportamento, funzionamento e divenire delle aziende è l'economia aziendale. Questa disciplina è nata alla fine degli anni venti del secolo scorso ad opera principalmente di Gino Zappa e proseguita da altri studiosi che l'hanno elaborata lungo quattro direttrici:
- Avvio di un filone di studi che ha assunto come oggetto di analisi l'azienda concepita come istituto economico che per il soddisfacimento dei bisogni umani, compone e svolge in continua coordinazione la produzione o acquisizione e consumo di ricchezza;
- Ricomposizione a un'unità concettuale degli studi sull'azienda attivando le sinergie scientifiche prima precluse fra gestione, organizzazione e rilevazione;
- Punto centrale di osservazione l'analisi delle modalità del formarsi della ricchezza prodotta attraverso gli scambi rispetto all'analisi delle modificazioni che intervengono nella struttura patrimoniale per effetto delle operazioni di gestione;
- Consolidato l'unità e l'autonomia degli studi aziendali rispetto a quelli dell'economia politica.
Finore, si è parlato di azienda come "complesso di beni" a disposizione del soggetto che avvia un'intrapresa, che si caratterizza per essere un sistema complesso, di natura economica, avente il fine di creare valore e con il problema di determinare le modalità di distribuzione della ricchezza creata o distribuita. Nella visione dell'economia aziendale, questo complesso sistemico e dinamico viene visto come la dimensione economica di un'istituzione ovvero della cellula elementare – la famiglia, l'impresa, la banca ecc. – in cui è organizzato un sistema sociale ed economico.
L'economia aziendale quindi assume l'azienda come un'entità autonoma e studia le regole che ne assicurano il buon funzionamento e ne caratterizzano struttura e funzionamento indipendentemente dall'istituzione al quale si riferiscono, propone una chiave di lettura di raccordo fra economia e società basata sul modo di organizzare l'attività economica entro le istituzioni, all'interno del ruolo che ciascuna gioca nell'equilibrio e nello sviluppo della società nel suo complesso. Integra e completa l'economia politica e quella industriale con le quali tiene un rapporto fecondo e distinto. In particolare:
- L'economia politica studia e aiuta a governare i fenomeni economici degli aggregati territoriali, nazionali e internazionali; studia l'allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la soddisfazione di un utilizzatore;
- L'economia industriale studia i processi di sviluppo e ristrutturazione dei settori industriali ovvero di aggregati di aziende omogenee in base al processo produttivo o al prodotto finale; l'economia industriale è una scienza intermedia fra l'economia politica e l'economia aziendale, osserva più "da vicino" la realtà su cui intervenire ed elabora politiche industriali mirate allo specifico andamento del settore analizzato;
- L'economia aziendale aiuta a interpretare e a configurare azioni di intervento a livello di singole aziende.
Alcune volte si sente parlare di aziendalismo come filone che propone l'adozione di una visione aziendale della società e delle istituzioni e di aziendalizzazione come trasformazione di enti pubblici o di enti a valenza prevalentemente amministrativa in enti che perseguono risultati e rispondono del modo di utilizzo delle risorse disponibili.
Infine ogni tentativo di formulare un quadro teorico da cui estrarre leggi generali per interpretare e prevedere il funzionamento delle imprese è problematico perché la vita delle aziende è la risultante di un complesso numeroso di fattori che si combinano in modo differente da azienda e azienda. Questa complessità ha visto molteplici tipi di risposte da parte degli studiosi. Si ricorda in particolare la teoria dei sistemi. Questa teoria nasce all'inizio del secolo scorso ad opera di Ludwig von Bertalanffy e legge la realtà indagata come insieme di fattori costituenti e di relazioni che li fanno interagire fra loro. L'azienda si presta a questo tipo di teoria perché permette di superare le analisi frazionate e di riportare al generale anche gli aspetti più analitici. Grande successo ha avuto il filone matematico-simulativo di questa teoria. I punti di debolezza di questa teoria sono interni ai suoi punti di forza, come ad esempio, la generalità che si trasforma in genericità e quindi spesso astrattezza. Questi limiti sono stati affrontati da vari autori cercando di recuperare sia il lavoro soggettivo del funzionamento dei sistema sia un maggior rigore sui modi con cui i sistemi evolvono e cambiano forma e struttura. Tra le proposte quindi ci sono:
- La specificazione di azienda come "sistema sociale aperto";
- L'inserimento delle transazioni fra soggetti e il sistema-organizzazione e tra questo e i soggetti che operano nell'ambiente su tre piani complementari e integrati: l'economico, il politico e il culturale;
- L'enfasi sul processo di morfogenesi che porta, attraverso la dialettica fra i soggetti e i sistemi, alla produzione di forme e strutture;
- Il recupero della soggettività attraverso l'accoglimento nel quadro teorico del soggetto principale o mandante (proprietario) e del soggetto agente (manager);
- L'ampliamento della soggettività agli stakeholder;
- L'elezione della soggettività e delle relazioni fra soggetti a nuovo paradigma scientifico in alternativa a quello degli scambi;
- Lo studio delle aziende da un punto di vista esterno, il ciclo di vita delle aziende e l'ecologia delle popolazioni organizzative secondo cui:
- La combinazione fra soggetti fattori e sistemi nell'interazione con l'ambiente può essere assimilata alle fasi di vita degli organismi viventi;
- Le aziende solo in parte sono in grado di cambiare per effetto delle decisioni del management.
Capitolo 3: L'azienda: caratteristiche, finalità e modelli di rappresentazione
Attività economica: individui e aziende
L'attività economica consiste nelle funzioni di produzione, scambio e consumo con l'obiettivo di raggiungere il soddisfacimento dei propri bisogni. Alla base delle funzioni economiche ci sono delle scelte che a partire dai bisogni che ciascuno decide di soddisfare determinano l'utilizzo di risorse scarse (esempio: tempo).
Le funzioni economiche possono essere realizzate da un singolo individuo o da un aggregato di individui più o meno complesso. Il fatto che l'attività economica venga svolta da un solo individuo o da un aggregato modifica non tanto l'attività economica, ma la modalità di realizzazione della stessa. È possibile individuare un filo rosso che lega l'analisi delle attività economiche con le varie forme di organizzazione aziendale.
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Economia aziendale
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Economia aziendale - primo parziale
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Economia aziendale
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Economia aziendale (primo parziale)