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Economia aziendale

Quando è nata l'economia aziendale?

Fra Luca Pacioli ha inventato la partita doppia. Nel 1494 scrive Summa de Arithmetica. L'Italia era un Paese di mercanti, era importante tener conto, registrare la situazione di debito e credito dei soggetti: da qui l'importanza di registrare le operazioni di scambio e osservare come impattano sulla ricchezza.

Nel 700 Adam Smith scrive il primo trattato di economia "La ricchezza delle Nazioni". L'economia aziendale moderna invece viene fatta risalire al 1927: Gino Zappa tiene una riflessione scientifica chiamata "tendenze nuove negli studi di ragioneria". Si introduce la tripartizione che rimane un fondamento dell'economia aziendale: la rilevazione è utile e fornisce informazioni su momenti dell'azienda che vengono prima della rilevazione, ovvero l'organizzazione (divisione del lavoro, struttura organizzativa etc.) e la gestione strategica e operativa (scelte strategiche, target, fasce di prezzo etc.). Zappa introduce quindi i tre momenti fondamentali:

  • Organizzazione
  • Gestione: strategica e operativa
  • Rilevazione: nel bilancio si raccolgono una serie di informazioni che mostrano gli esiti delle scelte fatte, ovvero gli utili e come sono stati ottenuti

Dopo Zappa si sono susseguiti altri contributi nell'economia come Besta, Ferrero, Saraceno, Masini (la persona è il centro del mondo economico). È una disciplina che affonda le sue radici nel tempo lontano ma è in continua evoluzione: prodotti sostenibili, smart working, nuove tecnologie.

Teorie di management

Anche se vengono usati come sinonimi, vi sono sostanziali differenze tra:

  • Economia aziendale: per come è nata in Italia e come si è consolidata in Europa (soprattutto in Germania), è molto centrata sul concetto unitario di azienda.
  • Management: discende prevalentemente dal mondo anglosassone ed è legato alle singole funzioni aziendali. Inoltre, le teorie di management attingono in larga misura da discipline diverse (sociologia, psicologia) e hanno un approccio molto pragmatico.

Quando pongo al centro la visione unitaria dell'azienda significa che le soluzioni per i singoli problemi delle varie funzioni aziendali sono accettabili solo se compatibili con un equilibrio complessivo dell'azienda. L'Italia ha un grosso fabbisogno di competenze manageriali, ovvero ha bisogno di organizzazione. Nel nostro Paese stenta a decollare la quarta rivoluzione industriale, in quanto c'è una carenza di competenze gestionali adeguate, così come per il mondo della moda e il turismo. Le competenze manageriali sono trasversali a moltissimi campi (anche sportivo): ad esempio la Formula 1 è un ambiente molto importante per campi poi molto più grandi (uno studio fatto sui pitstop di Ferrari è stato poi applicato alla gestione dei tempi di un reparto di pediatria). La strumentazione manageriale è spendibile in moltissimi contesti.

Bisogni e beni

I beni economici sono intesi come beni utili a soddisfare bisogni e sono scarsi, al contrario dei beni liberi che invece sono illimitati.

  • Bisogni naturali (mangiare) o sociali (uscire e socializzare)
  • Bisogni essenziali o voluttuari

I bisogni sono analizzabili secondo due linee di interpretazione:

  • Gerarchia: si parla della scala dei bisogni di Maslow. I bisogni alla base necessitano di una risposta essenziale; sono quindi bisogni primari, per passare poi a bisogni secondari. Man mano che il soggetto soddisfa i suoi bisogni tende a ricercare la soddisfazione di bisogni di livello superiore:
    • Consumo: bisogni primari, fisiologici
    • Sicurezza
    • Socialità: bisogno di relazioni sociali
    • Stima: sentirsi apprezzati e valorizzati per il proprio lavoro
    • Potere
    • Realizzazione: in tutti i contesti, soprattutto nel lavoro
  • Apprendimento: utilizzando determinati beni si sviluppa la conoscenza di quel bene che fa crescere la consapevolezza dell'utilità del bene o del servizio e quindi anche la sua domanda (es. TripAdvisor oppure Teams). A volte non avviene, alcuni prodotti non riescono ad essere apprezzati e non innescano quindi il processo di apprendimento (ad es. alcuni lanci della Coca Cola).

In risposta ai bisogni nascono i beni economici, detti:

  • Primari: sono i beni essenziali, che soddisfano bisogni primari
  • Voluttuari: beni secondari, non sono essenziali
  • Complementari: Il loro utilizzo acquista un senso solo se unito ad un altro bene (pneumatici e automobile, gomma e matita).
  • Fungibili: il bene può essere sostituito o sostituisce un altro bene nella risposta ad un bisogno, ovvero soddisfa lo stesso bisogno di altri beni.
  • Differenziabili o non: è possibile lavorare sulle caratteristiche (estetiche, tecniche etc.) del bene per far percepire una differenza al consumatore: è un bene con caratteristiche uniche e irriproducibili (ad esempio la ricetta della Coca Cola è differenziabile, come la Nutella). I beni non differenziabili sono le materie prime.
  • Strumentali o di consumo: quelli strumentali hanno una durata lunga, in quanto vengono usati per la produzione di altri beni (Impianti, macchinari). I beni di consumo si esauriscono invece dopo il loro utilizzo.
  • A consumo individuale o collettivo: i beni a uso collettivo sono tipicamente dei beni pubblici, ovvero non esiste una saturazione della capacità produttiva (es. indipendentemente dal numero di persone presenti in una piazza, tutti fruiscono dell'illuminazione pubblica).
  • Beni privati e pubblici: i beni pubblici sono i beni ad uso collettivo.

Attività economica

Una delle attività tramite le quali le persone trovano soddisfazione ai propri bisogni. L'economia aziendale distingue in base al processo economico (produzione di ricchezza o consumo) e al processo fisico-tecnico. L'attività si sostanzia innanzitutto in:

  • Trasformazione tecnica: le imprese svolgono attività tramite processi di:
    • Trasformazione fisica, ovvero le materie prime vengono trasformate per ottenere un prodotto.
    • Trasformazione spaziale: non vi è una trasformazione di materie prime, ma vi è una produzione economica (es. il supermercato si limita a comprare i prodotti ed esporli).
    • Trasformazione logica: vengono fatti determinati studi.
  • Negoziazione: operazioni di negoziazione per arrivare alla realizzazione dell'attività economica. Si tratta per lo più di beni privati, strumentali, di consumo e anche servizi, che vengono acquistati per arrivare al prodotto finito. Disponibilità di mezzi monetari. Copertura di rischi, tramite premi assicurativi. Lavoro delle persone, compro il loro tempo e la loro professionalità. Beni pubblici: a fronte di un prezzo la pubblica amministrazione offre dei servizi importanti per le imprese (trasporto, igiene pubblica, poste, manutenzione delle strade, progettazione di aree industriali).

È però essenziale anche:

  • Configurazione: configurare l'assetto istituzionale dell'attività economica (es. definire i componenti e i ruoli di una attività)
  • Organizzazione: dare una forma organizzativa (definire i responsabili, quali sono i meccanismi di coordinamento nell'istituzione etc.)
  • Rilevazione e informazione: significa registrare e rilevare l'andamento dell'attività, tenere le scritture contabili, strutturare canali di informazione, aiutare chi assume le decisioni ad avere feedback degli esiti delle vecchie decisioni.

Queste ultime operazioni vengono definite "combinazioni Economiche".

Condizioni di produzione

L'attività economica di produzione si caratterizza grazie a:

  • Materie prime, componenti, servizi
  • Terra
  • Beni liberi: beni legati alle caratteristiche del territorio
  • Beni pubblici
  • Immobili, impianti, attrezzature
  • Lavoro operativo, direttivo, di governo economico

Alcune di queste condizioni sono definite primarie perché sono fondamentali e conferiscono interessi economici primari e vanno quindi tutelati. Queste condizioni sono: lavoro e capitale risparmio.

I processi decisionali

Le scienze economiche affrontano i processi decisionali con due ottiche diverse, a seconda della premessa riguardo alla persona che decide:

Homo oeconomicus Persona umana
Si parte dall’Homo omini lupus di Hobbes: l’uomo è spinto da motivi egoistici, motivato solo dalla ricchezza e dai redditi. È alla ricerca della soluzione ottimale ed è in grado di valutare tutto secondo razionalità assoluta. La persona vive in una società: il fine non è il guadagno, ma è la soddisfazione dei bisogni. Si tratta di una razionalità limitata, non assoluta. La ricchezza è solo un mezzo per arrivare alla soddisfazione. Da quindi importanza alla lealtà, alla solidarietà, al progresso.

Razionalità assoluta:

  • Problema e obiettivo sono chiari
  • Tutte le info sono disponibili subito e gratis
  • Il futuro è conoscibile
  • Decisore unico e isolato
  • Viene scelta l’alternativa migliore

Razionalità limitata:

  • Le persone agiscono in modo da massimizzare il proprio benessere individuale
  • Il comportamento è previdente
  • Le scelte sono influenzate dalle proprie preferenze
  • Si realizzano comportamenti altruistici (teorie win-win…)

L’essere umano non è un robot razionale, ma è un animale influenzato dalle situazioni, con una razionalità limitata. Inoltre vi sono vari esempi di come l’altruismo possa entrare a far parte dei processi decisionali.

McGregor dice che osservando gli uomini si possono formulare due teorie:

  • X: se il lavoratore si comporta in modo opportunistico, è quindi continuamente controllato dal datore di lavoro. Se si parte da questo presupposto, i lavoratori non sono ispirati, non hanno fiducia, non parteciperanno volentieri.
  • Y: è necessario coinvolgere i lavoratori nel processo aziendale in modo da portarli a partecipare attivamente e spontaneamente.

Teorie win-win: stabilire relazioni collaborative in cui si vince entrambi.

L’attività economica adotta quindi un approccio di razionalità limitata: le decisioni scaturiscono da processi iterativi e sequenziali, all’interno dei quali si modificano anche le aspettative. La scelta finale è soddisfacente (Herbert Simon): non ottima o il meglio, ma è soddisfacente. Herbert Simon ha elaborato il concetto di razionalità limitata.

Innovazione economica: l’economia ricerca soluzioni convenienti nell’utilizzo delle risorse ma anche nuove modalità nell’utilizzo dei beni e nuove soluzioni ai problemi. Ovviamente l’innovazione economica ha benefici anche in ambito economico (nuove comunicazioni etc.), ma con innovazione economica si intende anche altro: nuove modalità di costruzione di partnership, produzione di nuovi prodotti e servizi (ristorante Inamo a Londra, un primo passo verso l’evoluzione della ristorazione), nuovi modelli organizzativi (esigenza di nuove competenze).

L’innovazione economica è importante; per innovare, le imprese si dotano di unità organizzative dedicate a ricerca e sviluppo: è fonte del progresso economico, ovvero il presupposto del progresso sociale. Il comune di Capànnori in particolare si è distinto nel campo della raccolta differenziata, riuso e riciclo per fare in modo che gli scarti abbiano un impatto più differenziata sull’ambiente: ha creato ad esempio centri di riuso sociale. Questo ha portato ad uno studio dei prodotti che hanno il maggiore impatto sull’ambiente per trovare soluzioni di smaltimento in collaborazione con le aziende (es. con Lavazza, per le cialde di caffè), in modo da trovare materiale più facilmente smaltibili.

Normalmente le persone sviluppano la loro vita all’interno di società umane per due ragioni: per avere relazioni gratificanti e per raggiungere i propri scopi con l’aiuto di altri individui. Quando le società umane si dotano di regole e logiche di comportamento relativamente stabili si parla di istituti.

Masini afferma che un istituto è un complesso di elementi, di fattori, di energie e di risorse personali e materiali. Deve essere:

  • Duraturo: non può essere un’attività sporadica, deve perdurare nel tempo.
  • Dinamico: deve evolvere e rispondere alle sollecitazioni esterne con cui l’istituto si confronta e in cui opera.
  • Ordinato: l’istituto si muove in un contesto socio-economico disciplinato da leggi, deve rispettare il quadro normativo già dal momento della sua creazione.
  • Unitario: i processi economici devono essere analizzati nell’economia generale dell’azienda. L’azienda è una.
  • Autonomo: si fa riferimento alle scelte autonome dell’azienda, autonomia però relativa, in quanto esiste sempre una relazione con altri soggetti e con la legge.

Se non c’è istituto non c’è azienda.

Azienda: è per astrazione l’ordine economico di un istituto, ossia l’insieme di accadimenti economici disposti ad unità secondo proprie leggi (C. Masini, Lavoro e risparmio). È un’astrazione considerare solo l’azienda di un certo istituto, in quanto essa rappresenta l’ordine economico dell’istituto (per astrazione è una dimensione dell’istituto). Può anche non rappresentare il fine economico immediato, ma è comunque una dimensione rilevante per l’equilibrio dell’azienda, per raggiungere le finalità prefissate dalla data azienda.

Istituto azienda

Tipologie di istituti che sono oggetto di studio dell’economia aziendale (4):

  1. Famiglie: non nasce con finalità economiche, ma ha il fine della crescita personale (soprattutto mentale) e del benessere dei componenti. Tuttavia, si possono riconoscere una serie di azioni e di accadimenti economici che caratterizzano la famiglia come azienda: investimenti finanziari, acquisti di case, pagamento delle imposte, ricezione di sussidi etc.
  2. Imprese: ha prevalenti finalità economiche, in quanto nasce per generare redditi e produrre ricchezza.
  3. Istituti pubblici: si può riconoscere un ordine economico (spese di investimento, combina fattori produttivi per offrire servizi), anche se non segue le logiche di mercato in quanto il fine non è la produzione di beni, ma l’offerta di servizi per il benessere dei cittadini.
  4. Istituti non profit: il terzo settore assicura erogazione di servizi a supporto dei servizi pubblici. Hanno tutti i caratteri dell’istituto socio-economico, per cui si caratterizzano come azienda.

Il fine generale è il soddisfacimento dei bisogni umani, con fini economici immediati che possono essere differenziati. Il mezzo è l’attività economica.

Azienda familiare (di consumo)

  • Fini di carattere sociale, etico, religioso + fini economici
  • Fine economico immediato: appagamento dei bisogni immediati o futuri
  • Processi di consumo e gestione patrimoniale
  • Redditi da lavoro e gestione patrimoniale
  • L’azienda sostiene dei costi per i consumi e i tributi (che vanno a finanziare l’erogazione dei servizi pubblici).
  • Risparmio= redditi percepiti – consumi e tributi

NB: l’azienda familiare NON è l’impresa familiare! (Impresa familiare: problemi enormi di ricambio generazionale).

Azienda di produzione (Impresa)

  • Il fine economico immediato è la produzione di remunerazione monetaria e di altra specie per chi presta lavoro e chi presta il capitale
  • L’attività economica genera costi e ricavi, uno dei caratteri fondamentali dell’attività economica
  • I processi economici caratteristici sono differenziati (per imprese industriali, di intermediazione finanziaria, assicurative, ecc.)
  • In tutte le aziende di produzione si verifica la combinazione di prestazioni di lavoro con capitale risparmio e pagamento di tributi

Funzione sociale dell’impresa – diverse concezioni di impresa

Qual è il ruolo che l’impresa svolge all’interno dell’ambito economico? Esistono diverse definizioni di impresa, in quanto cambia l’idea stessa di impresa. A ciò seguono quindi diversi comportamenti e diverse strategie (orientamento strategico di fondo: i valori sottesi alla concezione di fondo dell’impresa sono quelli che condizionano le strategie, ovvero le modalità di governo dell’impresa).

L’unico scopo è generare profitto o la funzione sociale dell’azienda è più ampia?

C. Romiti: “L’impresa ricava la legittimazione ad esistere nella società moderna solo in quanto produttrice di profitto o meglio solo quando contribuisce al progresso e allo sviluppo della società in cui vive aumentandone continuamente la ricchezza (…) deve avere un obiettivo che viene prima di qualsiasi altro: far funzionare l'azienda al meglio e farle conquistare il maggior profitto possibile. Dei riflessi sulla società ci si deve preoccupare in altre sedi”.

M. Friedman: “C’è una e solo una responsabilità sociale dell’impresa – usare le sue risorse e dedicarsi ad attività volte ad aumentare i propri profitti a patto che essa rimanga all’interno delle regole del gioco, il che equivale a sostenere che competa apertamente e liberamente senza ricorrere all’inganno o alla frode”.

L’azienda non ha responsabilità sociali se non quella di generare redditi, purché sia nel rispetto della legge.

F. Michelin: “Se il capo comanda soltanto perché ha questo titolo di capo, è una catastrofe. Mentre, invece, se il capo è in grado di capire i problemi..."

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Benedetta.zanotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Zuffada Elena.
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