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Lezione n1

In questo percorso di economia aziendale osserveremo la ricerca, l'individuazione e la condivisione dei caratteri universali dell'azienda. L'azienda non è oggetto di studio esclusivo degli economisti. Sono molteplici i settori dottrinali (cioè teorici / filosofici) e gli interessi scientifici che la considerano come il focus su cui costruire concetti, posizioni e modelli. È necessario osservare i fenomeni aziendali, ma la nostra finalità è osservare il fenomeno nella sua essenzialità, interezza ed unità.

Bisogni

Si considerano bisogni tutte le manifestazioni fisiche o psicologiche di uno stato di disagio, di sofferenza di tristezza o di insoddisfazioni. Avvertire il desiderio, il bisogno, i bisogni, quindi, si collegano a oggetti materiali o immateriali.

L'uomo è caratterizzato da:

  • Problemi: Richiedono adeguate soluzioni (sono eventi casuali).
  • Bisogni: Sono situazioni non previste che si ripetono.
  • Mancanze: Non disporre di qualcosa, ma non è essenziale.
  • Desideri: La sperimentazione di nuove situazioni.

Ogni uomo ha una serie di bisogni, questi però non è possibile soddisfarli tutti simultaneamente (per provare quindi sazietà). Occorre misurare e soddisfare i bisogni nella giusta maniera per quanto sia possibile. Le cose che esaudiscono le nostre esigenze si chiamano beni (materiali) o servizi (immateriali). I bisogni però sono di diversa intensità e tipologia in base al soggetto. È necessaria una scala dei bisogni anche in relazione al tempo/spazio:

Scala dei bisogni individuali

  • Auto realizzazione: Sviluppo del proprio potenziale.
  • Stima motivazionali: Stima di sé e degli altri.
  • Buone relazioni con i gruppi.
  • Sicurezza: Condizioni non minaccianti continuità di reddito.
  • Primari o fisiologici: Cibo, vestiario, casa.

La nostra è una società di servizi poiché senza non sarebbe possibile soddisfare i bisogni. Non basta possedere un bene (materiale o immateriale), esso ha un valore. È utile distinguere:

  • Utilità: Capacità del bene di soddisfare i bisogni.
  • Valore: È il contenuto del bene, com'è fatto, per calmare il bisogno.

Categorie di beni

  • Fecondità semplice (o singolo uso): Questi devono essere utilizzati nello stesso momento in cui si ottengono (se sono servizi) e soddisfano in modo più o meno completo, ne deriva che i servizi non sono cumulabili (sono detti annuali, a veloce ritorno).
  • Fecondità ripetuta (o durevoli): Si esauriscono attraverso l'uso continuato nel tempo, rilasciando il valore in più atti d'impegno (sono detti pluriennali, a lento rigiro), per tanto è necessario che si abbia una molteplicità di beni a veloce rigiro per soddisfare i bisogni e le nuove esigenze.

Non è semplice la ricostruzione dello stock, c'è una relazione tra i beni necessari e le risorse per ottenerli. Ecco perché i beni sono economici, in quantità limitata, e quindi si è disposti a pagarne un prezzo se fossero illimitate non avremmo né valore né prezzo. D'altronde il mercato è l'incontro tra chi domanda e chi offre ed in contropartita al bene trasferito, corrisponde il prezzo di scambio. La scala dei bisogni non è definitiva, con il passare del tempo vengono implementati sempre nuovi bisogni. I beni intermedi (quelli utili ad avere i bisogni di consumo) sono limitati in natura, ne deriva che:

  • Non tutti i bisogni possono essere soddisfatti.
  • Per i beni di consumo, si è disposti a pagare un prezzo sempre più alto.

Nel passato, per ottenere beni erano necessari due fattori:

  • Le risorse naturali
  • Il bagaglio delle conoscenze della comunità

I bisogni erano elementari e bastava il "patrimonio aziendale". Col tempo, al patrimonio ambientale si sono mescolati beni intermedi (a fecondità ripetuta) mischiate alle tecniche di lavorazione. I beni intermedi (o strumentali) sono impianti, macchinari, ecc. Vengono definiti "capitale tecnico". Questi non sono presenti in natura e vanno fabbricati, quindi una parte delle risorse va risparmiata per questi. Nel mercato, c'è un incontro tra chi offre e chi domanda per individuare il prezzo. L'attività di produzione è quella che conduce all'aumento del valore intrinseco dei beni.

Consumo: È l'utilizzo del bene, appropriarsi del valore intrinseco.

Risparmio: È la parte non consumata delle risorse.

Investimento: È l'ottenimento dei beni intermedi (fecondità ripetuta) occorre poi sostituirli.

Innovazione: È l'applicazione delle scoperte ai processi, anche se non tutte le innovazioni trovano riscontro nella realtà.

Tipi di innovazione

  • Prodotto: Ampliano il mix dei beni fabbricati o servizi resi.
  • Processi: Possono essere tecnologie o tecnologiche, quando vengono importate tecnologie o nuovi processi nella trasformazione del bene. Anche se non sempre l'innovazione corrisponde ad una crescita socio-economica.

I "luoghi" dove c'è una creazione del valore è chiamata azienda. Qui si combinano strumenti e conoscenze.

Lezione n2

Per azienda intendiamo il luogo dove si realizzano processi di produzione dei beni e servizi, vi opera un gruppo al fine di fabbricare beni e servizi. Inoltre però esistono similitudini e metafore per indicare l'azienda tra cui: unità, attore, soggetto, agente, individuo, entità, cellula a cui va affiancato Economico. Per unità economica non intendiamo solo la completezza ma anche essere unico, distinto tra le altre. "Unità nella molteplicità" l'unità aziendale si modifica costantemente nel tempo. Ogni azienda ha una specifica cultura posseduta dai suoi uomini, quindi ogni azienda è diversa dalle altre anche perché tiene di conto dell'...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher momo.997 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Barnabè Federico.
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