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Economia aziendale

Introduzione

Prof. Colli-Lanzi Stefano

Airoldi G., Brunetti G., Coda V., Corso di economia aziendale, Mulino, Bologna 2005

Brunetti G, Contabilità e Bilancio d’esercizio, Etas, Milano, 2007

25/09/2012

Cos'è l'economia?

Un’attività che produce un valore (guadagno, in questo caso inteso come i beni che rispondono ad un determinato bisogno). I beni sono scarsi e questo genera l’economia. Pochi prodotti se li possono permettere in pochi. Prezzo: misuratore del valore di tali beni.

Bisogno + scarsità di beni = ciò che muove il mondo economico.

Tipologia di beni

  • Beni economici: beni scarsi. (Ad esempio l’aria non è un bene economico perché anche se indispensabile, ce n’è comunque in quantità.)
  • Beni non economici: beni non prezzabili
  • Beni privati: beni individuali, prodotti da soggetti privati (famiglie, imprese), durevoli
  • Beni pubblici: atti ad un consumo collettivo
  • Beni complementari: beni per soddisfare l’utilizzo di altri beni (Ad esempio la benzina per far muovere la macchina)
  • Beni fungibili: beni sostituibili.
  • Beni di consumo: beni a consumo, utilizzabili solo una o poche volte.
  • Beni strumentali: beni per produrre altri beni.

Attività economica

L’attività economica è la produzione, consumo e vendita di beni economici (o scarsi). L’attività economica viene svolta in istituti, società umane nate per sviluppare più fini comuni:

  • Famiglie (educazione, aspirazione ad un più alto livello sociale)
  • Imprese (soddisfano i bisogni dei clienti)
  • Pubbliche amministrazioni (forniscono sviluppo alla collettività)
  • No profit

L’impresa non ha come unico fine l’attività economica, ma sono gli istituti in cui quest’attività prevale e che quindi vanno studiati per capire l’attività economica. L’azienda è l’ordine economico di un istituto.

Differenza tra azienda e impresa

L’azienda non è l’impresa in toto, ma è quella che si occupa del lato economico. L’economia aziendale studia le aziende, quindi solo l’attività economica degli istituti.

Impresa

  1. Istutito: Partecipa al fine comune della società di cui fa parte, deve produrre i beni adeguati, deve soddisfare i bisogni degli stakeholder.
  2. Azienda: Remunerazione del capitale e del lavoro.

Non dobbiamo perdere la soggettività in un’impresa poiché ognuna ha il suo posto e la sua storia. L’azienda è a sua volta un soggetto che si prende dei rischi propri. L’azienda è l’elemento di un’impresa che ha elementi in comune con altre imprese. La soggettività di un’impresa sta nella piccola percentuale della stessa che non si occupa dell’azienda (lato economico). È il campo in cui l’impresa è specializzata.

Le operazioni di attività economica

  1. Trasformazione fisico-tecnica: Un’impresa per produrre il valore esegue questa trasformazione (trasformare un’idea in oggetto, in materiale od in informazione).
  2. Negoziazione, scambio di beni con altri istituti.
  3. Scambi di capitale di prestito intesi come i debiti che un’azienda ha con i creditori.
  4. Negoziazione di rischi ad esempio per le assicurazioni.
  5. Negoziazione di capitale proprio: l’azienda ha bisogno dei mezzi per trasformare. Li deve acquistare e c’è quindi bisogno di soldi che chiede in prestito. Chi li presta si vede restituiti se l’impresa va bene e produce, altrimenti li perde. Chi negozia il capitale proprio, si vede inserito nel rischio d’impresa.
  6. Negoziazione di lavoro poiché ogni impresa genera lavoro.

Istituto: complesso di elementi e di fattori, energie personali e materiali. Ogni impresa è un complesso (articolata). Al suo interno sono presenti persone con diverse finalità e diverse mansioni (chi vende, chi produce, chi amministra, chi investe, ecc…)

Caratteristiche delle imprese

  • Durature: nascono per durare anche oltre la vita di chi le crea.
  • Dinamiche: le imprese sono vive. Continuano ad evolversi. Un’impresa non è mai ferma.
  • Ordinate ed unitarie: all’interno delle imprese c’è diversità non casuale. Diverse persone che guardano al problema da diversi punti di vista. Esiste una gerarchia. C’è una logica unitaria (ad esempio la globalizzazione: filiali non sparse a caso, ma secondo una logica ben definita → interdipendenza).
  • Autonome: l’impresa è un soggetto storico. L’impresa non è più percepibile come oggetto di una temporalità e di una spazialità ad essa esterna, ma come soggetto storico, che codetermina le sue forme ed il suo ambiente. (Sapelli)
  • Impresa come soggetto: l’impresa non è un meccanismo, ma un organismo che si evolve nella storia. Non esistono imprese uguali fra di loro. Non cambia la singola azienda, ma anche l’insieme stesso di aziende. (Ad esempio la FIAT, grande impresa che vende poco per la crisi → coinvolta, e influenzata dall’ambiente). Alcune evidenze della trasformazione dei sistemi economici occidentali sono le seguenti:
    • Drastica riduzione del tempo dedicato al lavoro.
    • Grande incremento nella qualità e quantità dei beni disponibili pro capite.
    • Aumento dell’efficienza dei processi economici e di produzione.
  • Imprenditorialità: fattore che nasce dall’idea di imprenditorialità, ovvero chiedersi in quale campo produrre e svilupparsi. È ciò che fornisce la soggettività all’impresa. Le idee imprenditoriali sono infatti uniche ed originali. Non si può capire un’azienda senza capire questa idea, il suo metodo. L’imprenditore è colui che sposta le risorse economiche da un’area di più bassa produttività ad un’area di più alta produttività.
  • Innovazione: strettamente connessa all’idea imprenditoriale. È ciò che permette all’imprenditore di creare qualcosa di nuovo e di produrre di più in nuovi campi.
  • Insieme comune di fini: chi fa parte dell’impresa deve riconoscere quali siano i fini della stessa.

L’impresa è un istituto di interesse pubblico a gestione privata (o pubblica), strumento strategico ed operativo per lo sviluppo collettivo.

Studiare le imprese

Studiare le imprese significa vedere se esistono elementi che accomunano i vari soggetti presenti nel mondo delle imprese e trovare elementi che le accomunano. Ogni impresa ha finalità sovraordinate a quelle delle singole persone. L’impresa non è il proprietario. I fini del proprietario non coincidono con quelli dell’impresa.

Sbagliato dire che l’impresa sia un imprenditore. Questo porta a gestire molto male l’azienda. Le imprese, oltre ad essere un complesso, hanno finalità proprie, accanto a quelle dell’imprenditore. Nessuno è super partes.

Proprietà dell'azienda

  • L’impresa è un istituto di interesse pubblico (diverso da statale). In ogni impresa si riferiscono più interessi diversi, di più soggetti diversi fra loro.
  • Le aziende non sono democratiche, esiste al loro interno una gerarchia. Non è perfetto come sistema poiché si rischiano che i “pochi” facciano i propri interessi e si allontanino dall’interesse pubblico. → Crisi
  • Ogni impresa è il rapporto con l’ambiente (con gli altri).
    1. Ambiente di sistema competitivo: ambiente dei clienti (soggetti interessati da ciò che l’azienda fa e produce).
    2. Sistema degli interlocutori sociali. Ogni impresa nasce vuota. Tutto ciò che fa le arriva da fuori (capitale da investire, affitto del capannone in cui si trova, …). Le imprese non creano, trasformano.
  • L’impresa è una serie di fattori combinati, ricorrenti (Variabili input, ovvero gli “ingredienti” di partenza.) Sta a chi governa l’impresa di valorizzare questi “ingredienti”. Le variabili input sono divise in due categorie:
    1. Assetto istituzionale: soggetti portatori di interessi (proprietari → azionisti). Ognuno dei proprietari possiede una piccola percentuale dell’azienda. Chi possiede la percentuale più alta è il socio di maggioranza. Chi porta di più ottiene di più in termine di percentuale. Capital game → mettere 10, trovarsi con 100. Una parte di questo valore aggiunto entra nelle tasche dell’imprenditore → Dividendi (non tutto il capitale perché esso serve a continuare l’attività dell’azienda). Il capitale può essere diviso in azioni, che possono essere privilegiate o di risparmio. L’assetto istituzionale è inteso come la configurazione di:
      • Soggetti nell’interesse dei quali l’azienda si svolge.
      • Contributi che tali soggetti apportano all’azienda.
      • Ricompensa che ne ottengo.
      • Meccanismi e strutture che regolano le correlazioni tra i contributi e le ricompense.
    2. Risorse, divise a loro volta in:
      • Organismo personale: persone che partecipano attivamente all’attività dell’azienda.
      • Patrimonio: elementi che servono all’impresa per funzionare, di proprietà dell’impresa stessa.

I soggetti che fanno parte dell'azienda

  1. Gli imprenditori: non sono necessariamente coloro che gestiscono l’impresa. Sono coloro che attraverso un’idea imprenditoriale fanno in modo che le risorse disponibili generino un valore più alto di quello che investono. Non può esistere un’impresa senza un’idea imprenditoriale.
  2. I conferenti di capitale proprio attivi: sono i proprietari, i soci, gli azionisti. Loro sono quelli che ci mettono i soldi. Proprietari di ciò che investono e di quello che gli torna. Il proprietario ha il diritto di governance sull’impresa. A loro spetta l’ultima parola. Si tratta di soldi su cui l’azienda può contare in termini di medio/lungo termine.
  3. I conferenti di capitale proprio non attivi: coloro che mettono i soldi e basta. Non si interessano alle decisioni dell’azienda, che affidano ad altra gente.
  4. Istituti creditizi e finanziari: le banche. Apportano soldi, relazioni e credenziali per avere più soldi in futuro. Si attendono solo ed esclusivamente soldi. Le banche non vorrebbero che l’azienda rischiasse (paradosso…). Le banche chiedono credibilità da parte dell’azienda, vogliono sapere dove vanno a finire i soldi prestati.
  5. I manager e i tecnici: coloro che gestiscono e sanno gestire l’impresa.
  6. I prestatori di lavoro: i dipendenti dell’azienda.
  7. I clienti e i fornitori: non hanno governance, ma sono ugualmente importanti.
  8. I concorrenti.
  9. Lo stato e le pubbliche amministrazioni.

Modello di riferimento per l’analisi d’azienda

(vedi slide BlackBoard)

Le aziende non partono vuote, hanno sempre degli input. Si approvvigionano dal di fuori di risorse. Il primo è l’assetto istituzionale, ovvero com’è composta l’azienda, le sue fondamenta. Dopodiché riempiamo l’azienda di approvvigionamenti. Ci sono due tipi di risorse: personali e materiali, di proprietà del proprietario dell’azienda. Non si è proprietari delle persone che lavorano in azienda, ma delle cose presenti al suo interno. → Patrimonio

Ogni impresa ha risorse umane e un patrimonio. Attraverso questi input l’impresa può svolgere la sua attività. Prova attraverso la trasformazione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federico.lanfranco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Colli Lanzi Stefano.
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