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Introduzione

Docente: Enrico Guarini.

Esame:

• due parziali per i quali non è necessaria l’iscrizione al SIFA, uno a metà novembre (capp. 1

fino a 5), uno a metà gennaio (capp. 6 fino a 10) // conteggio punti: 10 domande a scelta

multipla, +1 per ogni risposta giusta, 0 per ogni non data, -1 per ogni errore // requisiti:

almeno 3 punti per accedere al secondo parziale.

• Esame orale, almeno 3 punti nel secondo parziale e almeno 12 punti tra i due parziali;

interrogazione su capitoli 5 e 8.

• Esame intero (senza sostenere i parziali): scritto, dieci domande come sopra su tutti i

capitoli; più orale, colloquio su tutti i capitoli.

Testo: Economia Aziendale, Massimo Saita, Giuffrè Editore, 2012.

1 Ottobre 2013

Programma: gli istituti e le aziende (capitolo 2); focus: l’impresa (capitolo 3); la scienza

dell’economia aziendale (capp. 1 e 4 ).

Azienda

FINE: Produzione di FINE: garantire un FINE: soddisfare i FINE: soddisfare i

valore economico servizio pubblico / bisogni dei soggetti bisogni dei soggetti

(ritorno per soddisfare i bisogni membri / valori fondanti membri

azionisti/soci) della collettività

Milan SPA UNI Bicocca ASD Famiglia

Inter SPA Politecnico Unicef

Apple Comune Bocconi

Ferrari Cattolica

Barilla SPA Luiss

Legambiente

Intesa San Paolo H. Galeazzi H. San Raffaele

Banca Popolare di H. Niguarda IEO

Sondrio H. San Gerardo

Generali SPA

Unicredit

AZIENDA DI AZIENDA PUBBLICA AZIENDA NON AZIENDA FAMIGLIA

PRODUZIONE O O AZIENDA PROFIT

IMPRESA COMPOSTA

PUBBLICA

Le varie categorie si distinguono per il FINE perseguito, non per il servizio erogato.

Bocconi (fondata in memoria di un figlio morto), Luiss (fondata per formare la classe dirigente di

Confindustria), Cattolica (fondata per introdurre nel mondo universitario i valori cattolici), sono

tutte aziende volte a soddisfare un bisogno di chi le fonda.

Legambiente, FAI e IEO, si identificano invece con un dato valore fondante.

Per alcune aziende (Trenord, Trenitalia) è necessario identificare il fine prevalente per poterle

classificare: se l’obiettivo è il profitto le si inserisce nella prima colonna; se è l’offerta di un servizio

pubblico nella seconda.

Si definisce Istituto economico sociale un’aggregazione di soggetti che perseguono un fine

comune, con regole di comportamento durature nel tempo e autonomia. Si definiscono diversi tipi

di istituti:

• Soggetti la cui aggregazione è finalizzata al lucro (colonna I).

• Pubblica amministrazione (colonna II).

• Istituzione senza scopo di lucro (colonna III).

• Famiglia (colonna IV).

L’azienda è invece un aspetto trasversale a tutti gli istituti economici. Presenta particolari

caratteristiche operative:

• Usa risorse (umane, strumentali, finanziarie, ecc.)

• Le immette in un ciclo di produzione.

• Le combina con combinazioni economiche o produttive.

• Al fine di ottenere risultati specifici, ossia la produzione di beni e servizi.

L’istituto è l’elemento che aggrega l’azienda e la qualifica rispetto alle combinazioni economiche e

a i fini economici; l’azienda è il funzionamento economico che identifica l’istituto.

Il fine dell’economia aziendale è fare sì che l’istituto possa continuare il suo fine.

Esempio: Università Bicocca:

• Risorse: tasse/fondi, strutture, docenti, ecc.

• Combinazioni economiche: esami, lezioni, ecc.

• Beni e servizi: laureati, soldi, carriere, ecc.

Le aziende prendono il nome dal fine istituzionale:

• Aziende di produzione (I colonna).

• Aziende pubbliche o composte pubbliche (II colonna).

• Aziende non profit (III colonna).

• Azienda famiglia (IV colonna).

Un’azienda si definisce composta pubblica quando ha sia una componente di produzione si una

componente di consumo (Trenitalia).

Un’azienda è pubblica quando prevale il consumo.

Un’azienda è di produzione quando prevalgono produzione e profitto.

Caratteristiche fondamentali comuni a tutte le aziende sono:

• La continuità aziendale, ossia l’essere durature nel tempo. Se l’azienda muore l’istituto non

può perseguire il suo fine.

• L’economicità, ossia la garanzia dell’equilibrio economico-finanziario (cioè non consumare

più di quanto possibile in relazione alle risorse disponibili).

Esempio: OltreVenture Capital Sociale

• Obiettivi: investire capitale; avere un positivo impatto sociale (tipico della PA);

preservazione (almeno) del capitale (tipico dell’impresa).

• Metodo: investimento nel capitale di rischio, ossia finanziamento di imprese, sia già esistenti

sia start-up, con obiettivi conformi al target di OltreVenture; dicesi Impact Investing, ossia

l’applicazinoe al sociale della Private Equity.

• Investitori: persone fisiche, persone giuridiche, fondazioni.

• Fine: produzione economica e risposta ai bisogni sociali.

Si tratta di un esempio di Impresa Sociale, un mix tra una non profit e un’impresa. È il legislatore a

definire in che campi può operare questo tipo di impresa, a garantire il carattere non speculativo

dell’associazione, a istituire regole particolari per il bilancio.

Chiamiamo azienda il sistema di operazioni economiche finalizzate a creare valore per gli

stakeholders, ossia i portatori di interesse nei confronti dell’azienda, che sono:

• Esponenti della proprietà e della direzione.

• Clienti.

• Concorrenti.

• Fornitori.

• Lavoratori.

• Banche e finanziatori.

• Rappresentanti sindacali.

• Amministrazione finanziaria.

• Azionisti (non di controllo).

Le aziende si classificano in base a tre parametri: secondo il concetto di valore, secondo il soggetto

giuridico e secondo le dimensioni.

In base al concetto di valore distinguiamo:

• Azienda famiglia. Si tratta di un’azienda il cui fine è la creazione, l’accrescimento e la

distribuzione di valore non economico (assistenza, equilibrio affettivo, educazione dei figli,

ecc.) conformemente con il rispetto dell’equilibrio economico-finanziario. Quando la

somma di redditi derivati da lavoro e capitale supera la somma dei consumi e investimenti si

ha il risparmio, che serve a finanziare bisogni maggiori e altri investimenti; quando la

somma dei redditi di lavoro e capitale è minore della somma consumi e investimenti

l’azienda deve ricorrere al finanziamento di terzi.

• Azienda pubblica o composta pubblica. Nel concetto di valore prevalgono elementi

qualitativi: democrazia, libertà, educazione, salute, qualità dei servizi pubblici, eccetera. Il

fine è la creazione, l’accrescimento e la ridistribuzione (poiché i servizi non sono pagati) di

valore.

• Azienda di produzione o impresa. Il fine è la produzione di beni e servizi da cedere sul

mercato, avendo così produzione e distribuzione di ricchezza e remunerando il capitale

investito. Nel concetto di valore prevalgono però elementi quantitativi, quali la produzione e

la distribuzione della ricchezza.

• Impresa sociale. Si tratta di un’organizzazione privata senza scopo di lucro, che esercita in

via stabile e principale una attività economica. Il suo fine è realizzare finalità di interesse

generale; si differenzia da:

Imprese, perché non può avere scopo di lucro.

o Enti non commerciali, perché non ha finalità commerciali.

o Aziende pubbliche, perché la maggioranza non può essere detenuta da aziende

o pubbliche.

È compito del governo:

Definire il carattere sociale dell’impresa:

o Materie di rilievo sociale.

 Divieto di ridistribuzione degli utili per garantire il carattere non speculativo

 della partecipazione.

Obbligo di reinvestire gli utili nell’attività istituzionale.

 Esclusione dalla proprietà di soggetti pubblici e imprese private con finalità

 lucrative, anche attraverso nomine maggioritarie degli amministratori.

Prevedere omogenee disposizioni su:

o Elettività delle cariche sociali e incompatibilità delle responsabilità

 amministrative.

Ammissione ed esclusione soci.

 Obbligo di bilancio economico e sociale.

 Iscrizione nel registro delle imprese.

 Procedure concorsuali in caso di dissolvenza.

Attivare, presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, servizi di

o monitoraggio della qualità delle prestazioni rese.

Definire la disciplina dei gruppi di imprese sociali.

o

La classificazione in base al soggetto giuridico distingue:

• Imprenditore o Impresa individuale. Il soggetto giuridico è una persona fisica senza

autonomia patrimoniale (il che significa che, in caso di fallimento, il patrimonio personale

dell’imprenditore si confonde con il patrimonio dell’impresa), il cui reddito è soggetto a

IRAP e IRPEF. Questo tipo di impresa ha agevolazioni particolari rispetto alla contabilità

per le sue ridotte dimensioni. Particolari tipi sono l’azienda familiare e l’azienda coniugale.

• Società.

Di persone. Hanno autonomia patrimoniale imperfetta (i creditori della società

o possono rivalersi del capitale del socio ma i creditori del socio non sempre possono

rivalersi del capitale della società), non prevedono capitale minimo sono soggette al

pagamento di Irap e Irpef. Ne esistono di diversi tipi:

Società semplice.

 Società in nome collettivo S.N.C.

 S.A.S.C., società in accomandita semplice (in cui esistono due tipi di soci:

 soci accomandatari che sono responsabili solidamente col il loro patrimonio;

soci accomandanti, che rispondono limitatamente al capitale conferito).

Di capitali. Hanno autonomia patrimoniale perfetta e prevedono un capitale sociale

o minimo. Devono approvare un bilancio da depositare al registro delle imprese. Sono

soggette al pagamento di Irap e Ires. Ne esistono di diversi tipi:

SPA.

 SRL.

 SAPA (società in accomandita per azioni).

• Altre forme d’impresa.

In base alla dimensione si distinguono:

• Grandi aziende.

• Medie aziende.

• Piccole aziende.

Le dimensioni delle aziende si valutano in base ai seguenti parametri:

• Fatturato.

• Valore aggiunto (fatturato – acquisti).

• Numero di dipendenti (tipico delle società di servizi).

• Quota di mercato (quantità di fatturato rispetto ad altre aziende dello stesso settore).

• Volumi di vendita.

8 ottobre 2013

Nello studiare l’impresa bisogna considerare tre importanti aspetti: le relazioni tra ambiente e

impresa; il sistema impresa; i gruppi di imprese.

Relazioni tra ambiente e impresa.

Macroambiente. Rappresenta il contesto politico e sociale in cui l’impresa opera: globale, europeo,

nazionale.

Microambiente. Rappresenta il contesto istituzionale in cui l’impresa opera – mercato delle materie

prime, mercato dei prodotti, sistema tecnologico, mercato finanziario, ordinamento sindacale,

marcato del lavoro, ordinamento tributario, ecc.

Le imprese si insediano di norma laddove trovano delle condizioni favorevoli in termini di

microambiente – i paradisi fiscali, ad esempio, attuano una bassa tassazione per attirare gli

imprenditori.

Sempre a livello di microambiente si vengono a creare dei distretti di imprese che operano in un

dato settore a causa dell’instaurazione di un indotto, ossia una produzione di contorno a supporto di

diverse imprese occupate nello stesso settore. Sono contesti che possono essere già storicamente

esistenti in una data area, anche se può capitare che si formino a partire dall’iniziativa di un’azienda

“pioniera” che crea attorno a sé un distretto.

Sistema competitivo. Rappresenta l’ambiente esterno all’impresa in cui questa inserisce i propri

prodotti – mercato. È caratterizzato dagli attori del sistema competitivo e dai differenti tipi di

sistema competitivo:

• Attori: Concorrenti o competitor: impresi che producono gli stessi beni di una data impresa,

o con cui quest’ultima può impostare rapporti di rivalità o collaborazione.

Entranti potenziali: imprese che potrebbero entrare in un dato sistema competitivo.

o Vengono allontanati grazie a barriere in ingresso (es. dimensione aziendale) e in

uscita (es. risorse da impiegare per avviare l’attività).

Fornitori: coloro che forniscono le materie prima all’impresa. Con essi si possono

o intraprendere rapporti di forza contrattuale, facendo leva sulla propria importanza al

fine di ottenere un vantaggio economico (prezzo più basso), o di integrazione, ossia

stabilendo una collaborazione a lungo termine che garantisce al fornitore un utile

sicuro e all’impresa l’esclusivo su una data materia prima.

Clienti.

o Imprese con prodotti sostitutivi: imprese che producono prodotti in grado di

o sostituire quelli di una data impresa.

• Tipologie. Si differenziano a seconda di due parametri fondamentali, la possibilità di

differenziazione e la sostenibilità dei vantaggi competitivi (collegata alle barriere). A

seconda della combinazione dei due fattori differenziazione/sostenibilità si ha:

Elevate/bassa: sistema competitivo frammentato. Si tratta di un sistema in cui è

o facile differenziare i prodotti, anche se i vantaggi competitivi sono difficili da

mantenere in quanto facilmente replicabili. In questo caso, molte imprese detengono

piccole quote di mercato (es. calzature).

Elevate/alta: sistema competitivo di specializzazione. Si tratta di un settore in cui le

o differenziazioni non sono, per cause diverse, emulabili e costituiscono quindi un

vantaggio competitivo impossibile da colmare (es. alta moda).

Limitata/alta: sistema competitivo di volume. In questo caso incide principalmente

o la quantità di prodotti messi sul mercato, che costituisce quindi anche la principale

barriera in ingresso (es. automobili di media e piccola cilindrata).

Limitata/bassa: sistema competitivo bloccato. Settori in declino al seguito del crollo

o della domanda.

È possibile passare da un sistema frammentato a uno di specializzazione puntando su

diversi fattori, quali il nome dell’azienda (brand), l’inculcazione di un’idea al mercato, il

puntare sulla qualità delle materie prime e sulla sensibilità dei consumatori, portare idee

nuove. È possibile passare a un sistema di volume puntando sull’apertura di nuovi

stabilimenti e sull’esplorazione di nuovi mercati.

Esempi di strategie competitive efficienti sono quelle di imprese come Zuegg, Grom,

ING Direct, Banca Prossima, Technogym o Valsoia.

Sistema degli interlocutori sociali o stakeholder.

Sistema impresa.

Per analizzare il sistema impresa è necessario un approccio di tipo sistemico, poiché si tratta di un

sistema dinamico nel quale le diverse componenti si influenzano a vicenda. Ha diversi aspetti:

• Ambiente, ossia il contesto che immette risorse nell’impresa (macro e micro).

• Struttura o variabili strutturali di input: si tratta delle risorse primarie (capacità e cultura

della dirigenza; capitale iniziale) e delle risorse derivate (patrimonio tecnico, industriale,

strutturale).

• Attività o processi: esistono due diversi tipi di gestione: operativa, che fa riferimento al

breve periodo e implica la gestione di tutti i giorni; e strategica, che definisce la strategia

aziendale o formula imprenditoriale sul lungo periodo, dalla quale dipende il successo

dell’azienda.

• Risultati. Di diversi tipi: economico-finanziari (condizione di ricchezza); competitivi (quota

di mercato e livello clientela); sociali e qualitativi (soddisfacimento delle attese degli

stakeholder); sviluppo (crescita e internazionalizzazione).

15 ottobre 2013

I gruppi di imprese sono aggregazioni di imprese, costituite mediante l’acquisizione da parte di

un’impresa di una parte di capitale (quota) in una o più altre, come proprietaria, socio di

maggioranza o minoranza, in grado o meno di influire sulle decisioni. Il tutto ovviamente accade

solo conformemente alla strategia di impresa.

Un’azienda che detiene capitale in un’altra è detta holding o capogruppo; un’azienda il cui capitale

è detenuto tutto in parte da un’altra è detta controllata o partecipata.

Esistono diversi tipi di gruppi:

• Gruppi economici: si perseguono strategie di integrazione tra le diverse attività delle singole

imprese, al fine di cercare nelle combinazioni economiche delle sinergie produttive che

permettono di sfruttare al meglio le potenzialità del mercato. Esistono diversi tipi di

integrazione:

Dei prodotti (FIAT che controlla aziende che producono accessori o componenti).

o Del processo produttivo (es. residenze universitarie o librerie universitarie).

o Di mercato (acquistare partecipazione in società estere per aprire nuovi mercati).

o

• Gruppi finanziari o holding finanziarie: legame di sola partecipazione finanziaria di

maggioranza in settori diversi, senza strategie o coordinamento comuni. L’unico fine è il

profitto (es. acquisizione di Autostrade SPA da parte di Benetton).

• Gruppi misti o conglomerati: si hanno coordinamento e sinergie in settori diversi.

Esistono diversi tipi di imprese facenti parte di un gruppo:

• Capogruppo o holding o casamadre o controllante: secondo la definizione UE, chi ha la

maggioranza del diritto di voto in un’impresa controllata; ha il diritto di nomina degli

amministratori, ha la maggioranza assoluta in assemblea – sia attraverso partecipazioni

maggioritarie sia attraverso particolari contratti o clausole.

• Impresa controllata: società in cui un’altra impresa ha le prerogative elencate sopra.

• Impresa collegata: influenza notevole del ca

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CinoBress di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Guarini Enrico.
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