II modulo – La ragioneria
La ragioneria può essere considerata un’area disciplinare all’interno dell’economia aziendale; infatti, ha il compito di quantificare, misurare, rappresentare e interpretare i fatti aziendali, naturalmente cercando di utilizzare un linguaggio di tipo monetario rendendo il sistema delle operazioni aziendali in cifre. Quindi, grazie ai dati dataci dalla ragioneria, possiamo comprendere l’andamento dell’azienda e i suoi contatti con l’esterno.
I metodi
I metodi di rilevazione sono molteplici e rappresentano veri e propri strumenti di conoscenza. La loro efficacia è tanto maggiore quanto meglio si adattano alla materia cui si applicano. Sono riconducibili a due grandi classi:
- Metodi contabili: si servono del conto come strumento principale di rilevazione.
- Metodi non contabili: utilizzano altri supporti.
Il metodo contabile è il più utilizzato per la rilevazione delle operazioni di gestione. Per poter concepire la redditività bisogna analizzare al meglio il sistema dei valori dell’azienda presa in considerazione, naturalmente prendendo in considerazione le conseguenze che queste operazioni possono avere nel sistema aziendale. Per fare ciò viene usato un sistema di rilevazioni, che ci permette di osservare gli effetti delle operazioni sul cambiamento dei valori dell’azienda.
Il sistema di scritture svolge funzioni caratteristiche di accertamento, come per determinare il risultato economico e il capitale di funzionamento dell’azienda. Il sistema di rilevazione deve essere molto elastico e dinamico, perché si deve adattare ai cambiamenti nel tempo in base alle necessità di tipo economico che si presentano; infatti, spesso viene utilizzata come fonte informativa la contabilità generale.
L'interpretazione delle dinamiche aziendali
La ragioneria ha come compito lo studio nell’aspetto economico e finanziario delle operazioni aziendali, sfruttando di solito il metodo contabile. In ragioneria il processo di determinazione quantitativa, classificazione, sistemazione, rilevazione, interpretazione, è un processo nel quale le diverse fasi vanno intese nella loro compiutezza. La ragioneria non può trascrivere i fatti aziendali, occorre quindi analizzare i fenomeni osservati, interpretare il loro significato, scegliere i mezzi più idonei ed attraverso ciò rilevare in cifre la dinamica aziendale. Possiamo notare che la ragioneria è strettamente legata all’economia aziendale, perché tende a studiare i fenomeni presenti all’interno dell’azienda.
Il sistema informativo ed il sistema contabile
La produzione e la diffusione delle informazioni di natura economica si basano su appositi sistemi gestionali. Il sistema informativo rappresenta l’insieme di procedure formali mediante le quali i dati vengono raccolti, trasformati e distribuiti dagli utenti. Il sistema amministrativo è l’insieme dei meccanismi e delle risorse di rilevazione, elaborazione e comunicazione dei dati. Il sistema contabile fa parte del sistema informativo e del sistema amministrativo.
Nelle aziende, il sistema contabile può riguardare:
- Situazioni di economicità globale: è il caso, per esempio, della determinazione del capitale e del risultato economico di periodo.
- Situazioni parziali: finalizzate all’approfondimento di aspetti particolari dell’attività aziendale, quali, per esempio, l’andamento dei costi, dei prezzi, delle performance aziendali.
- Situazioni attinenti al rapporto tra l’azienda e le principali categorie di interlocutori esterni: è il caso, per esempio, dei cosiddetti bilanci sociali e dei bilanci ambientali.
Facendo riferimento alla strumentazione contabile, si distingue tra contabilità generale e contabilità analitica. Vediamo le principali analogie e differenze:
- Obiettivi:
La contabilità generale viene utilizzata in prevalenza per l’accertamento delle posizioni di credito e debito e per la determinazione del risultato di periodo e del capitale di funzionamento; la contabilità analitica viene utilizzata per risultati particolari (costi di prodotto, di processo, margini di area di affari, ecc.). - Soggetti destinatari:
Le informazioni della contabilità generale si rivolgono anche a soggetti esterni; le informazioni della contabilità analitica, di solito, sono indirizzate ai soggetti interni all’azienda. - Obiettivi correlati:
I risultati contabili possono essere utilizzati per favorire comportamenti congeniali agli obiettivi generali dell’azienda. - Metodo di tenuta:
La contabilità generale viene tenuta utilizzando il metodo contabile, cosa che non sempre avviene con la contabilità analitica. - Obbligatorietà:
Nelle imprese, la contabilità generale è obbligatoria per legge, sulla base delle disposizioni del Codice Civile, non la contabilità analitica.
La rilevazione e la regolamentazione mediante standard contabili
La contabilità generale rappresenta quel processo di rilevazioni quantitative che utilizza lo strumento contabile e il metodo della partita doppia con i seguenti obiettivi:
- La determinazione periodica del risultato di periodo e del capitale di funzionamento;
- L’accertamento e il controllo delle posizioni finanziarie aziendali.
Il risultato di periodo si ottiene dal confronto tra valori positivi e negativi. I suddetti valori possono essere rappresentati da costi e ricavi che nel periodo sono stati misurati da una variazione finanziaria e da altri valori che rettificano o integrano dei componenti per correggere la mancata coincidenza tra manifestazione finanziaria e competenza economica. La tenuta della contabilità generale consentirà pertanto la produzione dei due prospetti di sintesi: il conto economico e lo stato patrimoniale. Uno degli output sarà quindi il bilancio di periodo, che viene redatto secondo gli schemi previsti dalla legge dei singoli paesi.
La contabilità generale ha come oggetto la rilevazione di tutte le operazioni che mettono in contatto l’azienda con terze economie e in dipendenza delle quali si manifesta una entrata o un’uscita di denaro o di valori ad esso assimilati. Durante l’esercizio, la contabilità generale rileva i fatti di gestione sulla base delle movimentazioni finanziarie, consentendo l’accertamento di cui si discute in ogni momento. La determinazione del risultato rappresenta un’operazione che viene condotta a cadenze periodiche e in relazione alla quale diviene necessario porre in essere una serie di rettifiche e di integrazioni per far sì che il suddetto procedimento risponda a corretti principi amministrativi. La valutazione delle poste alla fine dell’esercizio deve essere operata in buona fede da parte dei soggetti che redigono il bilancio e si deve basare sui principi e i criteri che consentono di pervenire a una rappresentazione veritiera e corretta.
La fissazione di standard per la determinazione del risultato di periodo e del capitale di funzionamento e per la rappresentazione delle operazioni aziendali nel bilancio di esercizio rappresenta un’operazione alla quale sono interessati sia le aziende che hanno l’obbligo di redigere i conti annuali, sia i soggetti esterni, fruitori delle informazioni divulgate dalle unità aziendali. Il nuovo organismo prende il nome di IASB sempre con il compito di elaborare principi contabili di generale accettazione. L’armonizzazione delle legislazioni nazionali in tema di principi di redazione dei conti annuali è inoltre importante per numerose ragioni. L’Italia partecipa attivamente alle operazioni dello IASB con propri rappresentanti. In Italia, l’organo preposto alla statuizione dei principi contabili è l’Organismo Italiano di Contabilità. L’OIC ha quindi sostituito la Commissione Nazionale, con il compito principale di curare l’aggiornamento dei principi contabili.
In Italia, vige una normativa (in riferimento agli articoli 2423 e seguenti del Codice Civile), sulla base della quale i principi e i criteri per la redazione del bilancio sono stabiliti dal Legislatore Nazionale. La normativa civilistica si basa sulle direttive comunitarie che disciplinano in tema di bilanci di esercizio e consolidati. A partire dal 2005, alcuni tipi di imprese non devono più attenersi, nella redazione del bilancio, alla normativa civilistica, bensì ai principi contabili internazionali emanati dallo IASB.
La riforma Draghi è stata comunque superata dall’approvazione del regolamento europeo (1606/2002) che ha previsto:
- L’obbligo per le società quotate UE di presentare i loro bilanci consolidati in base ai principi dello IASB.
- La possibilità per gli Stati membri di consentire o imporre l’applicazione degli IAS: alle società quotate nei loro bilanci d’esercizio, alle società non quotate; in settori particolarmente importanti come quello bancario o assicurativo, indipendentemente dal fatto che siano quotate o meno.
Sulla base di tali regole a partire dal 2005, si ha l’obbligo di adottare principi contabili internazionali per la redazione dei bilanci consolidati delle società quotate, delle società emittenti strumenti finanziari ampiamente diffusi sul mercato di capitali, delle banche, degli enti finanziari vigilati e delle assicurazioni. I principi IAS riguardano imprese di grandi dimensioni oppure con elevata presenza sui mercati dei capitali, mentre i principi del Codice Civile interessano ancora numerose imprese italiane per le quali l’adozione degli IAS diventerà facoltativa o resterà addirittura preclusa, se - a motivo della loro ridotta dimensione - sono ammesse alla redazione del bilancio in f.
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