ECONOMIA AZIENDALE
Cos’è? (soft science)
L’economia aziendale è una SCIENZA SOCIALE caratterizzata per
l’appunto dalla presenza di persone fisiche che determinano una condizione di
instabilità e variabilità (non costanza).
Scienze economiche: produzione consumo
Studio delle attività di e volte a
soddisfare i bisogni delle persone.
- Economia politica (Macro economia) Studia le economie
nazionali
- Economia aziendali (Micro economia) Studia le economie
delle singole istituzioni
“Scienza che studia le condizioni di esistenza e
Esattamente è la
le manifestazioni di vita delle aziende, ossia la scienza
dell’amministrazione economica delle aziende.”
(G. Zappa) TECNICHE
L’economia aziendale deriva da delle (Ragioneria, Tecnica economica o di
amministrazione e Organizzazione) ormai stagnanti e passate per la finalità
dell’azienda.
Vi è attualmente una visione statica ed unitaria necessaria per giungere non ad
equilibrio economico duraturo
una sopravvivenza, bensì ad un .
DATE CHIAVE:
- 350 a.C. Aristotele Orientamento verso il risultato economico
- 1202 d.C. Fibonacci Importa dalle indie i numeri arabi per
semplificare i calcoli
- 1494 a.C. Pacioli Divulga il metodo veneziano della tenuta
dei conti (Partita doppia)
- Fine ‘800 Gino Zappa Riforma l’economia delle aziende
(introduce la gestione interna)
Obiettivo…
Supportare ed indirizzare il comportamento umano nella scelta
caratterizzata dalla scarsità di beni rispetto ai bisogni che le persone
intendono soddisfare.
Naturali e sociali Processi di scelta in base a:
- Dinamicità dei bisogni
BISOGNI Primari e secondari - Gerarchia (Piramide
Individuali e pubblici Maslow)
- Razionalità nella scelta
Razionalità della scelta
Modello della razionalità assoluta: (il problema da risolvere è
chiaro, l’alternativa scelta è sempre la
migliore, tutti gli scenari sono conosciuti e
tutte le informazioni sono disponibili, il
decisore è unico ed isolato, le alternative
sono perfettamente confrontabili, di
conseguenza non è simile al modello
umano)
Modello della razionalità limitata: (simile al modello umano poiché
la scelta finale è soddisfacente in base alla
motivazione per cui è stata presa)
Modello delle scelte a più (Simile al consiglio amministrativo,
ossia le decisioni
attori in contesti organizzati: vengono prese in comune accordo tra i
partecipanti)
Oggetto…
Studia l’ATTIVITA’ ECONOMICA svolta dagli ISTITUTI.
Merci e servizi scarsi
Produzione e consumo in natura per
di beni economici. soddisfare i bisogni.
di produzione deve tener conto dei fattori
capitale di produzione e del loro costo
lavoro
L’attività economica di consumo
N.B. La persona svolge l’attività economica NON COME FINE ma COME
MEZZO per realizzare i propri bisogni.
Vi sono due tipi di soggetti economici:
Homo oeconomicus Rispettando le leggi per filo e per segno causa “danni”
all’economia generale, agisce in autonomia, è egoista,
agisce per ottenere esclusivamente reddito e ricchezza, è in
grado in ogni contesto di prendere decisioni secondo
razionalità.
Persona umana Modello reale che rispetta le esigenze di tutti in base ai
bisogni della persona, è infatti membro di una società
umana, svolge attività economica, opera secondo razionalità
limitata e da valore a solidarietà, lealtà e progresso.
Istituto
È un insieme di elementi/risorse atto a soddisfare bisogni collettivi e per realizzare fini
che non riusciresti o non converrebbe realizzare da solo; dev’essere: duraturo,
dinamico, ordinato secondo leggi e deve avere un fine.
SOCIETA’ UMANE CHE PERSEGUONO UN FINE CON REGOLE E
Sono dunque:
STRUTTURA DI COMPORTAMENTO STABILE .
I principali istituti con attività economica rilevante sono:
a) Famiglie
b) Imprese prevalentemente svolgono attività di produzione
c) Istituti pubblici svolgono attività di produzione e consumo (stato e le
sue articolazioni)
d) Istituti no-profit il profitto conseguito va totalmente reinvestito in sviluppo
dell’impresa
L’azienda
È un insieme di accadimenti economici disposti ad unità e svolta
all’interno degli istituti, è dunque un’astrazione di un concetto di
coordinazione economica istituita per soddisfare i bisogni umani. (E’
un ordine strettamente economico di un istituto)
Le principali aziende relative agli istituti sopraelencati:
a) Azienda famigliare di consumo e gestione patrimoniale
b) Azienda di produzione
c) Azienda composta pubblica
d) Azienda no-profit
In comune : Il fine generale (soddisfare bisogni) ed il mezzo (attività economica)
Differenze : Il fine immediato e le loro stutture
CONVENIENZA ECONOMICA:
L’azienda è un sistema di forze economiche che deve scegliere il rapporto favorevole
tra mezzo e risultato.
- Attualmente l’economia è basata sulle conoscenze e sulle idee che sono
rinnovabili ed accessibili a tutti.
Vi sono 3 principali tipi di azienda:
… di produzione svolge attività di scambio per soddisfare indirettamente i
propri bisogni (remunerare i dipendenti, ecc..)
… erogativa svolge attività di consumo per la soddisfazione diretta dei bisogni
dei beneficiari (società sportive, ecc..)
… composta volta a produrre e consumare (attività statali)
L’azienda è inoltre un sistema… (insieme di parti, ciascuna delle quali svolge una
determinata funzione avente però un unico fine).
…complesso per la molteplicità dei suoi elementi
…aperto
…finalizzato volto al raggiungimento di fini
…probabilistico ambiente incerto ed essendo composto da persone vi sono
condizioni imprevedibili
…dinamico varia nel tempo in funzione del mercato
…instabile non tende a ripristinare un preesistente stato di equilibrio in caso di
mutamenti improvvisi
…cibernetico “macchina” che funziona grazie all’uomo e attua le scelte
principali
ASPETTI DISTINTIVI DELL’AZIENDA
Finalità istituzionali (Imprese: Finalità dominante economica, Altri enti
aziendali: Finalità dominanti non economiche)
Le finalità istituzionali sono lo scopo (economico o non economico) per il
quale l’azienda è stata costituita.
- Economico (Soddisfacimento di bisogni utilizzando riserve scarse
e limitate)
- Non economico (Si occupa della società, delle relazioni, ecc..)
(In quasi tutte le imprese sono presenti entrambe le finalità, ma solo una è quella
dominante.)
L’obbiettivo principale è comunque sempre quello di soddisfare le attese degli
Stakeholder ossia i soggetti che ‘ruotano’ di continuo intorno alla nostra impresa.
Portatori di interessi coinvolti
Gli stakeholder sono i portatori di interessi per eccellenza poiché
pretendono di ottenere gli interessi che maturano in azienda, di varia
natura (interessi economici, sociali, morali, ecc..)
Gli interessi però possono essere in contrasto tra loro e l’azienda deve essere in
grado di soddisfarli tutti o quantomeno valutarne l’importanza e soddisfarli in base alle
necessità.
Le decisioni aziendali sul soddisfacimento degli interessi sono improntate in base ai
rapporti di forza contrattuale che ‘crea’ una gerarchia interna all’azienda.
Molte delle attese dei soggetti in gioco sono implicite e non dichiarate, ma
sottintese ai valori e alle consuetudini.
INTERESSI ISTITUZIONALI NON ISTITUZIONALI
ECONOMICI Portatori di interessi Portatori di interessi
economici istituzionali economici non istituzionali
SOGGETTO (es. fornitori, clienti,
ECONOMICO: conferenti capitale di
- Conferenti capitale prestito ‘banche’, ecc..)
di rischio
- Prestatori di lavoro
NON ECONOMICI Portatori di interessi non Portatori di interessi non
economici istituzionali economici e non
istituzionali
Attività economiche prevalenti
Sono le attività che qualificano la dimensione economica delle diverse tipologie di
aziende e sono principalmente la produzione e il consumo.
FAMIGLIE IMPRESE ISTITUTI NO PROFIT
PUBBLICI
FINI Appagamento Remunerazione Produzione e Appagamento
ECONOMI dei bisogni dei del lavoro e dei consumo di beni per la
CI membri conferenti pubblici; soddisfazione
capitali di remunerazione dei bisogni
rischio (fattori del lavoro sociali e
produttivi remunerazione
primari) del lavoro
Modello centrale di riferimento
Risorse Lavora ed elabora le risorse con
finalità iostituzionali svolgendo
(Stakeholder) ATTIVITA’ ECONOMICA
Ambiente Azienda
Risultati/effetti
Mettendo sul mercato un prodotto e
osservando gli esiti e la
soddisfazione delle vendite gli
stakeholder decidono se
reinvestire o meno risorse
Modelli di configurazione dei sistemi economici
Modello dell’autoconsumo: il sistema economico è formato da gruppi
primari (famiglie) che esauriscono al proprio
interno le attività di produzione e consumo
(autoconsumo). Economie primitive
Modello atomistico: singole persone si specializzano. Le loro attività
sono coordinate dalle dinamiche della domanda
e dell’offerta (mercato), che determinano prezzi,
quantità e qualità dei beni
Modello della gerarchia totale: singole persone si specializzano: Le loro attività
sono coordinate da un’organizzazione centrale
Modello della pluralità di istituti specializzati: esistenza di molteplici istituti
con specializzazione dei compiti e
coordinamento gerarchico. Le relazioni fra gli
istituti sono regolate dal mercato
Perché…?
… l’attività economica non è totalmente svolta all’interno
delle società umane elementari, ossia le famiglie?
Essenzialmente perché al giorno d’oggi non sarebbe una cosa possibile in quanto non
è autosufficiente, la società d’oggi necessita infatti di una SPECIALIZZAZIONE
ECONOMICA.
Essa produce infatti:
Vantaggi di costo riconducibili all’effetto esperienza (maggiore efficienza)
nelle economie di scala (è più conveniente produrre grandi quantità
di uno stesso bene)
Svantaggi costi di coordinamento, crea rigidità nello svolgimento di altri
compiti, causa demotivazione.
Le economie di specializzazione fanno sì che la dimensione
conveniente per la produzione di molti beni sia superiore alla
dimensione corrispondente ai consumi della singola famiglia. PER
QUESTO MOTIVO LA PRODUZIONE AVVIENE A UN LIVELLO SOVRA
FAMILIARE.
Livelli di specializzazione
Per macro-classi di istituti (imprese, famiglie, istituti
pubblici, no-profit)
Nell’ambito di ogni classe di istituti (es. divisione dei compiti
statali tra regioni, provincie e comuni)
Nell’ambito delle singole aziende
… le persone specializzate nello svolgimento di piccole
sezioni di attività economica tendono ad aggregarsi in
istituti?
Principalmente tendono ad aggregarsi per convenienza, ossia per far fronte a
diverse tipologie di costi, aggregandosi infatti i costi si spartiscono ed hanno un
carico molto inferiore sul singolo ma inoltre l’istituto incrementa e assimila
molte più informazioni per ‘competere’ con i prezzi.
ECONOMIA DI TRANSIZIONE
Questo procedimento è chiamato .
… le organizzazioni si sono differenziate in classi quali, le
imprese, gli istituti pubblici, ecc..?
Le imprese sfruttano le opportunità di mercato (concorrenza) attraverso
l’aggregazione di competenze specifiche
Istituti pubblici in caso sia necessario l’intervento statale per far fronte al
‘fallimento del mercato’ (subentra per far fronte al gap
economico che le imprese non sostengono)
No-profit per dare spazio ad attività ispirate da motivazioni sociali
Le combinazioni economiche
Sistema di accadimenti dovuto alla vastità e varietà dell’azienda per lo
svolgimento di attività economica
Operazioni unità elementari (ex. Acquisto 1 bobina di
tessuto) 1 operazione semplice
Processi insieme di operazioni della medesima specie e
del medesimo oggetto (ex. Acquisto di materie
prime)
Coordinazioni economiche stessa operazione (acquisto, vendita, ecc…) ma
con l’oggetto
parziali (funzioni) differente
Combinazioni economiche parziali processi diversi per specie ma con lo
stesso oggetto (vestiti, scarpe, ecc..)
Coordinazioni economiche parziali (Per le informazioni consultare
l’organigramma aziendale)
Processi con una propria FUNZIONE (fabbricare prodotti, venderli, ecc..)
Competenze specialistiche in base al loro svolgimento
Sottoclassi di operazioni (gran parte delle operazioni svolte)
Configurazione dell’assetto istituzionale (operazioni che determinano
le informazioni che “vincolano” le scelte
future da prendere in azienda)
Profilo (reddituale,
monetario/patr)
Gestione (attuazione dell’attività economica) Macro-aree
Organizzazione
Rilevazioni
Gestione
Gestione caratteristica
Operazioni di gestione che identificano la ‘funzione economico-tecnico’ tipica di
ciascun’azienda
(ex: banca gestione di capitali, assicurazione negozia i rischi, supermercato
assortimento prod)
Gestione patrimoniale
Impiego delle risorse monetarie eccedenti dalla gestione caratteristica (reinvestimento
extra-aziendale, risparmio) [agisco con il surplus della gestione caratteristica]
REDDITO EXTRA
Negoziazione di capitali di rischio
Negoziazione di capitali di prestito
Negoziazioni di beni
È comunque una GESTIONE ATTIVA dell’azienda
Gestione finanziaria
Operazione necessaria per far fronte a degli imprevisti
(es. in caso di mancanza di liquidità per far fronte ai costi di produzione devo
recuperare denaro in qualche modo)
G.F. in Negoziazione di capitale proprio (Aumento di capitale da parte dei soci)
senso Negoziazione di capitale di prestito (Chiedo prestiti a banche o finanziatori
lato esterni) [G.F. in senso stretto]
È una GESTIONE PASSIVA poiché maturano interessi passivi sul capitale
Gestione straordinaria
Estraneità dei ricavi e costi rispetto all’attività economica dovuta ad imprevisti, può
essere attiva o passiva o contemporaneamente entrambe (es. incendio danni (-)
assicurazione (+))
Gestione tributaria
Liquidazione e pagamenti di tributi che le aziende versano allo stato a fronte di
beni/prestazioni pubbliche ricevute
Profilo delle gestioni
Profilo reddituale (componenti positivi e negativi di reddito)
Si influenzano
ma non
per forza
Profilo monetario (flussi effettivi di moneta in entrata e in uscita con
coincidono
scambi)
Tutte le gestioni determinano il risultato dell’impresa attivando operazioni
differenti in base ad esso
Gestione delle aziende composte pubbliche (sia di produzione che
consumo)
Lo stato produce beni economici perché:
Inefficienze
1. Esistenza di beni puri (senza rivalità nel consumo e senza escludibilità
allocative di utilizzo)
del mercato
2. Esistenza di monopoli naturali (per la produzione di beni con costi troppo
elevati per i privati)
3. Esternalità (effetti dell’azienda esterni ad essa [ex. Inquinamento,
estetica])
4. Mercati incompleti (squilibri e servizi tralasciati dal privato)
5. Asimmetrie informative (obbliga i privati a dare informazioni [ex. Etichette,
fogli illustrativi])
6. Redistribuzione del reddito (garantisce a tutti gli stessi servizi mediante
l’uso di tasse)
7. Imposizione del consumo (obbliga ad ‘usare’ un servizio [ex. Scuole])
8. Tutela i cittadini (leggi, ecc..)
Gestione caratteristica :
Produzione, diretta o indiretta di beni e servizi
Emanazione di leggi e regolamenti (per i ‘movimenti’ dei privati
Trasferimenti dei mezzi monetari
Gestione tributaria
Gestione finanziaria
N.B. Manca la gestione patrimoniale per l’assenza di un surplus nella gestione
caratteristica
Gestione delle aziende famigliari
Gestione caratteristica :
Produzione di redditi da lavori esterni
Attività di lavoro interno
Attività di consumo
Produzione di risparmio e/o investimento (per le famiglie è gestione
caratteristica, mentre per le imprese è patrimoniale)
Gestioni finanziaria, tributaria e straordinaria
Gestione delle aziende no-profit
Gestione caratteristica :
Produzione di beni e servizi
Consumo (per i membri dell’istituto)
Raccolta dei contributi
Gestione tributaria (pagamenti dei tributi statali)
Combinazioni economiche parziali (aree strategiche di affari)
Prima colazione (cornetti, plum-cake, ecc..)
(Es Mulino bianco) Merenda (schiacciatine, patatine, ecc..)
Utilità :
“attutire” il rischio
Combinare prodotti, mercato e tecnologie
Avere target diversi (es. quotidiano sportivo, libro scolastico, ecc..)
Avere ‘rami’ interconnessi comunque tra loro (es. parte del processo
produttivo in comune a tutti)
Negoziazioni (scambio)
Operazioni di gestione interna (es gestione del magazzinaggio, del
processo produttivo, ecc..)
Operazioni di gestione esterna (svolti da soggetti esterni)
Acquisto da terzi Lavoro internamente Cedo a terzi
Sono entrambi fonti esterne all’azienda
Negoziazione di beni, capitali, lavoro, ecc..
Sono inoltre
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Economia aziendale
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Economia aziendale
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Economia Aziendale - dal Sistema Competitivo alla Pubblica amministrazione (pt 2)