Avversione al rischio
Testa = 0, croce = 100.000. 50% = 0, 50.5 * 0 + 0.5 * 100.000 = 0 + 50.000 = 50.000 —> il valore atteso da questa sfida.
Indifferente
Indifferente tra avere 50.000 e giocare, perché sa che la sua aspettativa è 50.000 —> quindi accetterebbe quei 50.000 senza giocare.
Avverso al rischio
Prende i 50.000 e non gioca, non partecipa al gioco, non mette sul tavolo tutta la sua ricchezza. Un avverso al rischio è un individuo che non partecipa a giochi rischiosi, a meno che non ci sia un premio per il rischio.
Propenso al rischio
Comunque gioca perché gli va bene tentare e provare ad avere i 100.000. Tutte le scelte che le aziende fanno hanno due elementi: valore atteso e propensione/avversione al rischio. Se uno ha già tanta ricchezza è avverso al rischio; chi non ha niente è più probabile che giochi. Più ricco sei, più sei avverso al rischio.
Una persona indifferente al rischio si rappresenta con una linea dritta in obliquo verso l’alto nel grafico. Quello che influenza tutto è l’utilità marginale. Per spingere uno già ricco a giocare, bisogna dargli un grande premio.
Struttura dell'impresa
Schema —> l’impresa deve fare scelte economico finanziarie (ha bisogno di soldi e va da varie persone per trovarli —> che scelta fa per prendere questi soldi?). Fa anche scelte competitive (fare qualcosa per differenziarsi dai concorrenti?).
Spesso si ha un’impresa al centro, però al suo interno ci sono tanti business diversi e quindi fornitori diversi ecc. Per esempio Campari ha business dei liquori, dei vini, degli analcolici. Vengono accomunati dai ‘numeri’. Ci sono prodotti che sembrano diversi, ma per tutto il resto sono uguali, ad esempio budget per la pubblicità; quindi vengono raggruppati.
Scelte organizzative
Figure all’interno dell’impresa, che ruoli ci sono, che incentivi per i lavoratori ci sono, ecc. Quindi si deve scegliere quali sono le posizioni e come vengono rimunerate.
Gestione interlocutori
Fattori di produzione che costano all’impresa. Azionista = sceglie di investire in un business, dà i soldi all’azienda così da avere gli utili dell’azienda in futuro. Non presta i soldi, non li chiede indietro. La ricompensa dell'azionista è vedersi riconosciuto un dividendo = risultato positivo di fine anno che l’impresa distribuisce ai propri azionisti. Il dividendo esiste solo quando l’anno dell’impresa si è chiuso positivamente. Risultato positivo = utile. Risultato negativo = perdita. L’utile che non viene distribuito si chiama ‘utile portato a nuovo’. L’azionista può ricevere due tipi di ricompense: i dividendi, oppure può rivendere quell’azione ad un prezzo più alto.
Esempio: Benetton non ha i punti vendita perché è in franchising, non ha le macchine perché fa fare tutto all’estero, ha solo il prodotto finito.
Scelte aziendali
Ogni scelta economica. Azienda: soggetto o entità che prende decisioni economiche. L’economia aziendale studia le imprese e non solo. I soggetti sono le companies = società.
Impresa: si intende anche ‘fare qualcosa di difficile’. Termine generico non legato a nessuna forma giuridica.
Società: termine giuridico.
Ditta: forma giuridica d’impresa che è la ditta individuale. Termine usato dai giuristi.
Settore: in inglese ‘industry’ o ‘business’. In che business sei = in che settore lavori.
Filiera: fasi produttive che portano un prodotto dallo stato grezzo alla fase finale. Diverso dalla supply chain (catene di fornitura).
Competenze distintive: qualcosa che gli altri non hanno. L’unica cosa distintiva rispetto agli altri.
Vantaggio competitivo: è una cosa tecnica, significa che alla fine dell’anno quell’impresa ha avuto un risultato di esercizio positivo (utile) superiore alla media di tutti gli altri concorrenti del settore. È un numero. Chi ha il vantaggio competitivo, può fare delle cose in più rispetto agli altri.
Spread: divario.
Management: il top management lavora tutti i giorni, a differenza dell’amministratore delegato. Il management deve implementare le scelte dell’amministratore delegato.
Governance: chi governa la società, controlla gli azionisti che non sanno organizzarsi da soli. Viene scelta dagli azionisti. Proprietà —> governo —> direzione: in ordine di importanza.
Core business: quello che ha la maggior parte del fatturato in un’impresa.
Le scelte di assetto istituzionale
Le operazioni di un'impresa
Gestione
- Gestione caratteristica = operazioni di acquisto, trasformazione e vendita dei prodotti di un’azienda.
- Gestione patrimoniale = operazioni volte a produrre dei redditi addizionali a quelli della gestione caratteristica. Con queste si può produrre un reddito addizionale. Sono attività diverse da quelle di gestione caratteristica.
- Risultato reddituale = quanto guadagna o perde un’azienda alla fine dell’anno. Può essere positivo (utile) o negativo (perdita).
- Gestione finanziaria = operazioni con le quali si prendono in prestito dei soldi da banche e istituti di credito che servono per lo svolgimento dell’attività economica.
- Gestione tributaria = tutto quello che attiene al pagamento delle imposte allo stato.
- Gestione assicurativa = attività con cui ci preveniamo dal verificarsi di alcuni eventi.
La progettazione dell'assetto istituzionale
Costituzione dell’istituto: per avviare un’attività economica bisogna prima di tutto costituire una società. Soci = persone che mettono soldi e avviano l’attività economica —> bisogna decidere da chi è composta la ‘compagine iniziale dei soci’. Ci possono essere uno o tantissimi soci. Bisogna decidere anche la percentuale di ogni socio all’interno della società; in base a questa i soci hanno poteri diversi.
Trasformazioni della forma giuridica: la prima grande scelta è tra una società di persone e una società di capitali; nella prima colui che la costituisce è responsabile dei debiti; nella seconda quando si tira fuori il capitale proprio (o di rischio), si sa che se le cose andranno male nessuno reclamerà altri soldi. Una società di persone non deve redigere il bilancio di esercizio, attività che costa molto. È un tipo di società consigliata per attività molto piccole.
In una società grande e strutturata si ha una società di capitali e quindi c’è il consiglio di amministrazione, cioè l’organo di governo di una società, che si fa carico delle scelte di gestione dell’azienda.
Operazioni straordinarie: acquisizioni, fusioni, scissioni. Alleanze = accordi che si fanno con altre aziende; si usano in particolare per l’ingresso in mercati esteri. Liquidazione = chiusura dell’azienda.
Definire il soggetto economico d'istituto
Indica i soci = titolari dei diritti di proprietà dell’impresa —> diritto/dovere di governare, decidere e prendere scelte nella società, assegnare il diritto/dovere di farsi carico del risultato residuale. Se il risultato reddituale è un utile o una perdita, è a carico sempre dei soci.
Le strutture di governo economico
Assemblea dei membri del soggetto economico = assemblea dei soci. Organo decisionale di governo economico = consiglio di amministrazione. Organo di controllo: è obbligatorio, è nel collegio sindacale, deve sorvegliare che tutto sia corretto all’interno dell’azienda. Spesso verifica che il bilancio di esercizio sia corretto e veritiero. In un’impresa capitalistica i titolari dei diritti di proprietà sono coloro che hanno conferito il capitale di rischio —> chiamati anche portatori di interessi. Ma ciò non è sempre vero, ci sono coloro che sono diventati soci portando la loro prestazione anziché i soldi; nelle cooperative ad esempio i soci sono coloro che lavorano.
Assetto di governo delle imprese
Sistema tradizionale: il collegio sindacale è un organo di controllo interno all’azienda, che tutte le aziende devono avere. Spesso si chiama anche un soggetto esterno, la società di revisione, che esprime un giudizio sulla veridicità del bilancio. Azienda quotata in borsa: azienda in cui si possono vendere le azioni, e quindi si possono vendere e comprare i diritti di proprietà. Almeno il 20% è sempre negoziabile sul mercato.
Sistema dualistico tedesco
È un modello non capitalistico. Due categorie di portatori di interessi (soci): chi conferisce il capitale di rischio e prestatori di lavoro. Due assemblee: assemblea degli azionisti e assemblea dei lavoratori —> queste eleggono il consiglio di sorveglianza. Non c’è qui il collegio sindacale (caratteristica solo italiana). C’è poi il consiglio di gestione, fatto dai manager che prendono le decisioni nell’azienda. Eletto dal consiglio di sorveglianza. L’idea alla base di questo sistema è che anche i lavoratori devono avere lo stesso potere decisionale di chi ha messo i soldi.
Gli interessi da tutelare sono quelli dei conferenti di capitale di rischio; perché? Perché rischiano i propri soldi se gli affari vanno male (rischio d’impresa), e sono gli unici stakeholders che fanno ciò perché tutti gli altri sono tutelati. I dipendenti sono tutelati, è come se fossero dei ‘creditori privilegiati’, infatti se le cose vanno male vengono comunque pagati, non sopportano il rischio d’impresa. Fornitori: sono stakeholders, il loro guadagno è scritto e fisso. L’unica categoria di stakeholders su cui grava la grande incertezza sono gli azionisti: se le cose vanno bene guadagnano, se le cose vanno male perdono soldi.
I diritti di proprietà delle imprese
Rischio di espropriazione: i manager potrebbero mettere in atto dei comportamenti che vanno contro l’interesse degli azionisti. Quando il manager non agisce esclusivamente per l’interesse degli azionisti, si dice che sta ‘espropriando’ ricchezza da questi. Fatturato = quanto si vende. Da questo poi bisogna pagare tutti gli stakeholders, e quello che resta è l’utile di esercizio.
Il modello capitalista ha sempre dominato. Le cooperative hanno un modello non capitalista. In Italia il modello dominante è quello capitalista con le società di persone o di capitali. Le cooperative in Italia sono solo il 5%; la maggior parte sono aziende familiari.
Fondi di investimento = società che hanno come unico obiettivo quello di investire soldi per avere un ritorno. Aziende ad azionariato diffuso: aziende con una moltitudine di soci, con quote piccole. In una società di consulenza chi sono i titolari dei diritti di proprietà? Chi ha portato i clienti, che sono la parte fondamentale più di chi ha messo i soldi. I clienti infatti seguono il consulente anche se la società si sposta.
Sistema tradizionale: adottato da tutte le società italiane. Anche se in Italia è possibile scegliere dei modelli alternativi. Composto dal consiglio di amministrazione (governo), collegio sindacale (controlla bilancio di esercizio), società di revisione (organo esterno che esercita il controllo obbligatorio per le società quotate in borsa).
Tipico esempio di azienda quotata in borsa: c’è una famiglia con circa il 14% delle azioni, ci sono altri investitori minori (fondi comuni di investimento, che investono in altre società per realizzare un guadagno), tanti piccoli azionisti minori con quote molto basse; c’è poi il consiglio di amministrazione (la maggior parte dei componenti sono eletti dalla famiglia).
Come è possibile che una famiglia con solo il 14% delle azioni può eleggere molti membri del consiglio di amministrazione? Perché gli azionisti minori hanno una quota talmente piccola che non hanno interesse a votare in assemblea, non esercitano il diritto di voto, e quindi altri azionisti hanno la maggioranza. Quindi una famiglia che ha meno del 50% delle azioni può nominare la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione.
Società di capitali: si adattano alle aziende grandi. La società per azioni è un esempio di società di capitali. Nelle società quotate è prassi che uno dei consiglieri (consiglio di amministrazione) sia una persona indipendente, cioè senza legami con la famiglia di maggioranza —> questo serve per far si che il consiglio lavori nell’interesse di TUTTI gli azionisti. Comitati: sottogruppi del consiglio di amministrazione, che per facilitare il lavoro si dedicano a tematiche specifiche. Collegio sindacale = organo di controllo interno dell’azienda, nominato dagli azionisti, formato da 5 persone chiamate ‘sindaci’. 3 devono essere effettivi e 2 sono supplenti. C’è poi una società di revisione esterna, che controlla i conti della società.
Corporate governance = attività di governo svolta dai titolari dei diritti di proprietà (soci/azionisti); può essere svolta anche dai loro delegati.
Schema degli attori in gioco
- Consob = organo di controllo per le società quotate in borsa; soggetto esterno che verifica l’operato delle società. Serve perché in un’azienda quotata in borsa gli azionisti sono tanti.
- Borsa Italiana = borsa che gestisce le azioni di tutte le società che accettano di quotarsi sul mercato.
- Autorità di settore: verificano che ci sia concorrenza tra le aziende.
Caso Parmalat
Società per azioni, oggi non più quotata in borsa; dopo una brutta vicenda è stata venduta ad un gruppo francese; prima era una azienda familiare, controllata dalla famiglia Tanzi; mette sul mercato il 49% delle azioni tenendosi il 51. Il gruppo Parmalat si sviluppò anche in Sudafrica, iniziando la strategia di internazionalizzazione. All’epoca era un gruppo davvero grande e importante, ma la situazione è precipitata nel giro di qualche mese quando la famiglia ha dovuto emettere un nuovo prestito di 300 milioni di euro; il prezzo delle azioni in borsa scende del 9%; la Consob inizia a chiedere informazioni e la situazione in un mese precipita. Una società di revisione scopre del fatturato falso e che l’indebitamento finanziario netto era di 14,3 miliardi (e non 1,8 come la Parmalat aveva dichiarato).
Chi non ha sede in Italia non è tenuto a fare il bilancio di esercizio e quindi nessuno conosce la situazione fiscale. Perché un’azienda che aveva così tanti soldi in cassa continua a chiedere prestiti? —> emissioni obbligazionarie. Sicuramente il sistema di controllo esterno e interno ha fallito, ma vedendo la situazione nel dettaglio si vede che all’epoca Parmalat non era così diversa dalle altre società quotate in borsa in Italia: era la norma non avere consiglieri indipendenti ma che una famiglia nominasse tutti i membri del consiglio di amministrazione.
Attori coinvolti
- Grant Thornton: una delle società di revisioni che certificava il bilancio di Parmalat. Solitamente questo tipo di società dopo 9 anni deve cambiare, c’è un obbligo di rotazione. Questa società ha rispettato l’obbligo di rotazione ma è passata dal verificare il bilancio di Parmalat a verificare quello delle società controllate.
- Deloitte: ha sempre certificato i bilanci di Parmalat ma non ha mai mosso alcun rilievo.
- Consob: non ha mai sollevato nessuna obiezione.
- Banca centrale italiana: ogni volta che qualcuno presta dei soldi, la persona che li ha ottenuti viene censita. La centrale rischi però ha il controllo per quanto riguarda i soldi prestati in Italia. Infatti con Parmalat solo un quarto di soldi erano stati prestati da banche italiane, gli altri venivano da banche estere.
Parmalat è un esempio in cui quella che dovrebbe essere una buona governance non ha funzionato. Società insolvente = non è più in grado di far fronte ai propri debiti.
La struttura organizzativa delle imprese
Scelte di organizzazione
Decidere chi fa che cosa. Attività vengono divise in base a capacità e competenze che ogni persona ha.
Esempio Gtech:
- CEO = amministratore delegato
- CFO = responsabile di finanza
È importante il rapporto con il governo perché c’è il tema delle concessioni (bisogna avere le concessioni dallo stato).
Divisione del lavoro
Quando bisogna decidere la divisione del lavoro, bisogna suddividere i compiti e le attività delle persone e si sceglie in base a 3 criteri: per compiti/processi, per prodotti, per ubicazione geografica. In base al criterio si hanno delle strutture organizzative diverse.
1. Struttura funzionale pura
Struttura organizzativa articolata per funzioni: attività aziendali simili confluiscono in raggruppamenti funzionali.
2. Struttura divisionale pura
I primi responsabili (persone più importanti) non sono responsabili di funzione, ma della divisione: o un certo prodotto o una certa area geografica. Struttura organizzativa articolata per combinazioni prodotto/mercato. Le persone di più alto grado sono i responsabili di una divisione.
In quali casi è meglio avere una e in quali avere l’altra? Un’azienda mono prodotto e mono mercato avrebbe una sola divisione e quindi una struttura divisionale non avrebbe senso. Ha senso quando si hanno mercati molto diversi, quindi la struttura divisionale va bene per aziende complesse, multi-prodotto o con molte aree geografiche di riferimento.
Azienda diversificata = con tante attività diverse, ha prodotti diversi in aree geografiche diverse.
Bilancio
Spese dei fornitori —> stavolta chiamata Conto Economico —> le spese dei fornitori ha il segno - —>
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