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Esiste la possibilità di trasformare i costi fissi CF in costi variabili CV e ciò significa abbassare la

retta dei costi fissi CF per cui far scendere la retta dei costi totale CT ma aumentare la pendenza di

CT; anche in questo caso a parità di volume di produzione e altri fattori; in questo punto il risultato

operativo RO è lo stesso però al crescere o diminuire del volume di produzione Q diminuisce il mcu

e il punto di pareggio Q si sposta verso sinistra, l’area degli utili diventa più stretta; nei

PAREG

momenti di economia instabile, di crisi, si preferisce tale operazione perché pur diminuendo in

generale la redditività si migliora il rischio cioè il punto di pareggio Q si sposta e i profitti

PAREG

diminuiscono più lentamente mentre in momenti di economia più stabile è conveniente una struttura

con molti costi fissi (sempre con il volume di produzione Q che aumenta) che è più redditizia.

Passiamo alla struttuta MULTIPRODOTTO e consideriamo l’esmpio di una falegnameria; il

modello matematico non cambia ma varia la distinzione tra costi DIRETTI e INDIRETTI.

Consideriamo un prodotto P (ad esempio dei tavoli) caratterizzato dall’avere dei ricavi totali RT ,

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dei costi variabili CV e dei costi fissi CF e alla fine abbiamo il risultato operativo RO.

1 1

Affianchiamo un prodotto P (ad esempio delle sedie) e ci chiediamo come cambia la struttura di

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costi e ricavi in generale. Il ricavo totale lo possiamo distinguere dall’ammontare del ricavo di un

prodotto da quello di un altro prodotto perché ciascun prodotto avrà un prezzo p e p con quantità

1 2

di produzione che possiamo distinguerle in Q e Q , quindi:

1 2

P (tavoli) P (sedie)

1 2

RT = p Q RT = p Q

1 1 1 2 2 2

Per cui avremo due diagrammi di redditività per ciò che concerne la retta dei ricavi totali; vediamo i

costi variabili CV se possiamo distinguerli per ciascun prodotto(pensiamo come costo variabile alle

materie prime); ricordiamo che il costo variabile CV è pari a vQ dove v è il costo variabile unitario

e Q il il volume di produzione e allo stesso modo il costo variabile unitario è pari a CUNITq dove

costo unitario; la quantità di produzione possiamo distiungurla in Q1 e Q2 (ad esempio 100 tavoli al

mese e 200 sedie al mese); per il costo unitario CUNIT (pensiamo alla materia prima legno) esso

sarà lo stesso per entrambi i prodotti mentre per il consumo q esso sarà specifico per ogni

prodotto(perchè, ad esempio, saranno di più gli sprechi per la sedie oppure si deve lavorare di più

 v

per la sedia); in generale v = se il prodotto è costituito da più materie prime(se la sedia è

i

i

formata da legno e metallosi deve inserire il costo variabile unitario del legno e del metallo); in

generale possiamo distinguere i costi variabili unitario v perché ogni prodotto ha un proprio

consumo q di ciascuna materia prima quindi distinguiamo in CV e CV per cui(in un’impresa il

1 2

parametro più difficile da misurare è il consumo q di risorse variabile da prodotto a prodotto, ossia

quanto legno sta nella sedie e anche nella sedia e si effettua non solo pesando il legno ma bisogna

misurare la quantità di materia prima che viene scaricata dal magazzino per sapere quanta quantita

viene sprecata per produrre la sedia o il tavolo e si ricava quanti Kg per tavolo o per sedia)

P P

1 2

RT = p Q RT = p Q

1 1 1 2 2 2

CV = v Q = C q Q CV = v Q = C q Q

1 1 1 UNIT 1 1 2 2 2 UNIT 2 2

Consideriamo adesso i costi fissi se possiamo separarli o meno. Ribadiamo il fatto che i costi

variabili coincidono con i costi diretti CV = C mentre i costi fissi coincidono con i costi

DIRETTI

indiretti CF = C per cui essendo i costi fissi di tipo indiretti essi non sono costi impiegati nel

INDIRETTI

proceso produttivo, per cui non sono materie prime, lavoro, manodopera diretta, ma sono

l’illuminazione, lo stipendio, l’affitto dello stabilimento ed altro. Ad esempio l’affitto dello

stabilimento non possiamo dire che riguarda di più un prodotto invece che un altro quindi non

possiamo operare un RIPARTIZIONE:

Se consideriamo dei costi diretti come le materie prime(è una risorsa, mentre P e P sono i

1 2

prodotti), l’operazione di affermare che una parte del totale sono stati assorbiti dal prodotto P1 e la

rimanente parte dal prodotto P si effettua in modo analitico perché si sa quanta materia prima è

2

stata usata per un prodotto e per un altro per cui tale operazione è di misura OGGETTIVA. Al

contrario se si vuole ripartire un costo indiretto, ad esempio l’affitto del capannone e lo si vuole

ripartire fra i due prodotti, questa operazione è NON OGGETTIVA perché non esiste nessun modo

oggettivo per capire quanto il prodotto ha assorbito; ad esempio si potrebbe ripartire a metà oppure

il 70% al prodotto P perché costa di più oppure altro. In definitiva l’operazione di ripartizione dei

1

costi indiretti è soggettiva; nell’analisi CVR diremo che i costi fissi sono dei costi COMUNI per cui

non possiamo separarli fra i due prodotti ma vanno attribuiti all’intera azienda.

P P

1 2

RT = p Q RT = p Q

1 1 1 2 2 2

CV = v Q = C q Q CV = v Q = C q Q

1 1 1 UNIT 1 1 2 2 2 UNIT 2 2

CF COMUN

In realtà esistono due tipi di costi fissi:

 Costi fissi comuni

 Costi fissi specifici:essi non sono costi che possono essere divisi ma riguardano ciascun

prodotto; ad esempio se si realizzano i due prodotti in due parti separate dell’azienda allora

se le due illuminazioni sono separate allora ciò che consumo per il prodotto 1 si può

quantificare anche se non è un costo diretto come anche per il prodotto 2; spesso gli

ammortamenti sono costi fissi specifici perché le attrezzature usate per il prodotto 1 sono

diverse da quelle usate per il prodotto 2 per cui pur rimandendo costi fissi indiretti per la

loro natura sono separabili. Noi supporemo costi fissi di tipo comune CF .

COMUN


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Negri Roberto.

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