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(2) Una volta scelti i determinati fenomeni da rilevare, ci dovremmo porre il

problema di come e in quantità (misura) rilevarli. Le quantità possono essere:

/- FISICHE (1) /- CERTE

/ /- MISURE (2) ----->

QUANTITA' -----------------> \- STIMATE

\ \- ASTRATTE (3)

\- VALORI (4)

Per lo studio e la rilevazione quantistica nel corso dello svolgimento di

tale analisi incontreremo vari tipi di quantità:

---> una prima distinzione è tra le quantità (1) e (4)

===>(1) Hanno la caratteristica, una volta scelta l'unità di misura (UdM), di

essere tra di loro omogenee per dimensione e unità. Tipiche quantità fisiche

sono i chili.

===>(4) Sono tutte le quantità espresse in valori monetari. Possono essere

fortemente eterogenee fra di loro, basti pensare al fatto di una cassa

contenente diversi tipi di valuta. Le varie rilevazioni del valore della moneta,

inoltre, sono empiriche, e quindi astratte. Visto e considerato che sono

fortemente variabili nel tempo e nello spazio, sono eterogenee, ma potrebbero,

mediante rettifiche di costo e variazioni empiriche, considerarsi omogenee (come

l'impiego dei tassi di cambio).

---> una seconda distinzione si ha tra le quantità (2) e (3)

===>(2) Sono quantità che per la loro natura sono determinate oggettivamente in

base ad una certa UdM che una volta scelta sarà unica. Possono essere a loro

volta CERTE o STIMATE. Sono certe quelle che possono essere ricondotte a

quantità fisiche o valori (es.: le esistenze di cassa in un dato momento; E/U di

cassa nelle rispettive monete, etc.). Sono quantità misure STIMATE quelle

riguardanti fenomeni d'azienda o di mercato in cui ci sarà un importo presunto

relativo a determinati crediti o debiti (un esempio è l'ammontare delle imposte

imponibili - da pagare - sui redditi), ma non ancora definite su esercizi

presenti.

===>(3) Sono tutte quelle che esprimono grandezze che per se stesse non esistono

come realtà oggettiva e non hanno una propria definita e unica configurazione,

essendo determinate mediante astrazioni. Sono quantità astratte le quote di

ammortamento dei costi, il reddito, i costi complessivi. Relativamente a

fenomeni di mercato, sono quantità astratte variabili come il prezzo e i

consumi.

(3) Le determinazioni e le rilevazioni quantitative di azienda, si attuano

secondo metodi vari e mutevoli. Tali metodi che altro non sono che uno strumento

di conoscenza, possono ricondursi a due tipi:

a) Metodi contabili.

b) Metodi extra-contabili.

I primi si servono del conto che può intendersi come una o più quantità

riguadanti un dato oggetto. Sono soliti essere usati per risultati economici o

di patrimonio.

I secondi sono rivolti a ricercare caratteri di variabilità dei fenomeni

di ogni specie. Sono studiati in astratto dalla matematica e dalla statistica.

Pur essendo comunemente differenti sono simili per vari motivi:

1) Molte volte elaborano gli stessi dati.

2) I metodi extra-contabili possono essere applicati a varie rilevazioni

le quali come risultanza possono essere ricondotti a metodi contabili. Per

esempio, la tabella a doppia entrata a un metodo contabile (mette in evidenza

due variabili, come reddito totale e fenomeni di gestione dell'esercizio).

3) Usano entrambi il conto nelle rilevazioni.

=======> Comunemente metodi contabili vengono applicati alla rilevazione

sistematica di fatti amministrativi di gestione. Generalmente si tende a cercare

una differenza tra metodo e sistema.

Il metodo riguarda la forma, l'ordine e il collegamento delle scritture,

ci dà le norme sul funzionamento del conto. Il metodo è uno strumento di ricerca

e di rappresentazione di date conoscenze, che per essere efficace debbono essere

studiate in relazione ad un oggetto di ricerca, rilevazione e rappresentazione.

Il sistema, invece, riguarda l'oggetto (proprio in merito all'oggetto del

sistema, si impiegare un sistema che sia adattato allo scopo e al fine per il

quale ci si propone di impiegare queste rilevazioni quantitative) di questo e

l'estensione della forma, dell'ordine e del collegamento. L'oggetto deve essere

costituito da parti interdipendenti. Il sistema è un insieme di problemi di

rappresentazione e di informazioni bene o male risolti.

La forma è fondata su convenzioni non aventi di per sè carattere di

necessità logica, tanto che potrebbe essere facilmente mutata.

L'ordine riguarda i criteri di classificazione e di coordinamento delle

varie relative operazioni contabili.

Il collegamento riguarda il nesso e i richiami tra scritture e diversi

conti.

--->(Metodo contabile) Sono metodi di osservazione e di studio dei fenomeni

economico-aziendali. I metodi contabili, in particolare quello della PD, si

adattano ad oggetti complessi di scritture e riesce di particolare efficacia

nella rilevazione quantitativa dei fenomeni di gestione. Con tali rilevazioni,

solo quando vi sono determinati oggetti (come RdE, costi di produzione, etc.) è

possibile giudicare con fondamento il conveniente impiego dei metodi contabili.

--->(Metodo extra-contabile: metodi statistici) Le rilevazioni statistiche si

distinguono in interne ed esterne. Sono interne quelle riguardanti direttamente

la gestione e l'organizzazione dell'azienda considerata. Sono esterne quelle

concernenti il mercato, la situazione e l'attività delle altre aziende.

Tra i più comuni oggetti di statistiche interne, vi sono i costi di

prodotto nelle loro varie e astratte configurazioni (come rendimenti dei fattori

produttivi, produttività, etc.). Possono rilevare relativamente alle vendite

l'andamento delle vendite concluse e gli ordini arrivati e altro ancora

(statistiche interne).

Le statistiche esterne sono da considerarsi fenomeni di mercato come gli

andamenti delle vendite e dei prezzi. Tali metodi vengono studiati in astratto

dalla metodologia statistica.

(4) Le rilevazioni quantitative d'azienda sono in concreto sollecitate da

scopi operativi svariati, che fanno sentire il bisogno di certe conoscenze

intorno ai fenomeni di gestione e di organizzazione. L'intera rilevazione può

riguardare l'intera gestione d'azienda, particolari reparti di produzione o

operazioni di gestione. Riguardano anche fenomeni di ambiente esterno e

specialmente il mercato (sbocco).

Nel momento dell'interpretazione e rilevazione quantitativa dovremo quindi

analizzare i vari risultati e riuscire a darne una giusta descrizione. Quindi,

nel rilevare tali fenomeni occorrerà tener presente che essi hanno una funzione

di "mezzo a fine", intendendo per fine le conoscenze cui si desidera pervenire.

Nell'apprendimento di tali fenomeni, si dovrà anche vedere "come" si

presentano articolati e "perchè" si presentano in tal modo, cercando di

esaminare i logici fini conoscitivi.

Il conto

Il conto è il tipico strumento della rilevazione contabile. Può essere

costituito da una o più quantità riguardanti un dato oggetto, quantità che si

rilevano allo scopo di far conoscere la sua variabile commensurabile grandezza.

Le unità di misura del conto devono essere omogenee.

E' una serie temporale di valori costituita in coordinazione di altre

serie entro un dato sistema di scritture. Classificando secondo adatti criteri

il complesso di valori forniti, i valori di conto devono essere omogenei sia in

moneta, sia nei caratteri che lo distinguono. Può essere eterogeneo nel caso in

cui si guarda il valore economico della moneta (potere d'acquisto variabile nel

tempo).

Studiando i conti ci potremmo trovare di fronte a varie forme di conti:

conti semplici e conti complessi. I primi si hanno nel caso in ci troviamo di

fronte a serie di valori che di fatto non vengono decomposti in altre serie

(conti sintetici), i secondi quando nel sistema considerato vengono decomposte

serie di valori in altre serie di valori (conti analitici).

L'insieme dei conti forma il libro-mastro.

Aspetto numerario e aspetto economico.

Nelle operazioni di scambio tra azienda e terzi, nella rilevazione

contabile si presentano due distinti aspetti di particolare rilievo.

1) Aspetto numerario.

2) Aspetto economico.

L'(1) AN riguarda la forma di regolamento dello scambio, che nell'economie

di mercato fondate sulla moneta e sul credito si risolve in movimenti di denaro,

di debiti, di crediti, o E/U di cassa.

Il (2) AE riguarda gli scambi che si formano tra una data azienda e terzi,

in quanto essi originano delle variazioni di reddito o di capitale. Tipico

aspetto economico è l'acquisto di merci, che comporta un costo per l'azienda

(costi e ricavi).

Variazioni.

Variazioni numerarie: visto che sono autonomamente determinabili, sono

anche dette variazioni originarie, mentre quelle economiche variazioni derivate

(che sono la risultante di variazioni numerarie).

Valori numerari certi: sono tutti quelli che esprimono quantità di moneta

di conto esistenti presso le casse. Caratteristiche di questi valori è che sono

certi, non sono cioè originati da stime, e che il valore nominale può variare al

mutare delle condizioni di mercato. Generalmente le variazioni numerarie

misurano variazioni economiche, però può accadere che VN non misuri VE, è il

caso del versamento su un c/corrente di una data quantità in moneta. Non tutti

gli scambi sono regolati in moneta, come il caso del pagamento a mezzo cambiali.

Tali crediti e debiti in moneta di conto, che sostituiscono temporaneamente la

moneta numeraria, nel regolamento degli scambi, sono detti "debiti e crediti di

regolamento" ---> quelli la cui funzione è la stessa della moneta.

Questi C/D danno luogo a variazioni di conto, che vengono assimilate a

quelle certe (della moneta), quindi queste vengono anche chiamate variazioni

numerarie assimilate. Caratteristiche di queste è che il valore nominale resta

invariato e, come le VN, misurano VE positive o negative. Questi C/D sono

diversi per natura, in quanto possono avere scadenze differenti. E' necessario,

quindi, distinguere VN certe, debiti e crediti, da quelle assimilate.

Variazioni di esercizio: si chiamano variazioni di esercizio i componenti

di reddito rilevabili durante l'esercizio in derivazione di E/U numerarie. Per

la rilevazione di queste variazioni, dovremo cercare di essere veloci e corretti

perchè la rilevazione del reddito di esercizio è soggetta a due regole:

immediatezza e correttezza, per far sì che in cassa vi sia un flusso continuo di

denaro.

Per non essere soggetti a tali vincoli potremo classificare le variazioni

secondo l'origine da ciò che le ha misurate. Es. -cassa +costi ---> la cassa

acquista materie prime (si avrà una scrittura nel libro giornale...).

Altra caratteristica di tale rilevazione è che la rettifica di C/R sono

registrate in diversi conti particolari, perchè può creare confusione il fatto

che essi siano stati chiusi in esercizi precedenti. Tipico è il caso dei costi

di riparazione che si giudicano ammortizzabili in più esercizi e sono

addebbitati nel conto delle immobilizzazioni tecniche e rilevate come storni

indistinti di costi.

Crediti e debiti di finanziamento diretto.

Hanno origine dalla diretta e distinta negoziazione di prestiti attivi o

passivi tra l'azienda e i terzi. In seguito a questi fenomeni si hanno dei costi

(o ricavi) dovuti alla presenza di interessi passivi (o attivi) e gli oneri

legati al servizio ottenuto (o reso). Utili e perdite lorde hanno qui carattere

finanziario, inoltre, l'ammontare del costo (o ricavo) futuro, è già noto al

momento dell'ottenimento (o erogazione) del finanziamento.

Nel conto anticipazioni viene rilevato per intero l'ammontare del

finanziamento, comprensivo cioè, degli interessi passivi (o attivi) liquidati

anticipatamente e costituenti un costo (o ricavo). Altrimenti possono essere

liquidati successivamente, al momento della scadenza o restituzione del

finanziamento, registrando gli interessi come componenti negativi (interessi

passivi) o positivi (interessi attivi) di reddito, misurati dalle corrispondenti

variazioni numerarie di debiti crediti.

Sconto di cambiali commerciali (presso istituti di credito).

La banca che sconta una cambiale e che per ipotesi versa la somma netta di

sconto al cliente presentatore della cambiale, acquista un credito cambiario

sostenendo un costo misurato dall'uscita di cassa (o dall'accredito sul conto

corrente del cliente) per la somma versata al cliente (l'uscita di cassa, o

l'eventuale variazione numeraria negativa di regolamento) verrà registrata in un

apposito conto denominato "portafoglio sconti" (il corrispettivo di "effetti

all'incasso" che comparirà nella contabilità del cliente).

A questo costo si contrapporrà un ricavo pari al valore nominale che la

banca incasserà alla scadenza: ricavo che sarà anch'esso misurato da una

variazione di cassa.

Il conto "portafoglio sconti" funzionerebbe, quindi, come conto di reddito

accogliendo in DARE il costo di acquisto delle cambiali e in AVERE il ricavo di

realizzo delle cambiali alla scadenza. La differenza tra costo e ricavo potrebbe

girarsi a uno speciale conto di reddito intitolato "sconti attivi" come utile

lordo relativo alle considerate operazioni. Nella pratica, però, nel momento in

cui si sostiene il costo delle cambiali scontate, le scritture della banca

contrappongono alla variazione numeraria passiva che misura il costo, il valore

nominale numerario del credito cambiario che misura il già noto ricavo e

rilevano come componente positiva di reddito la differenza tra le due

variazioni: differenza pari appunto all'eccedenza del ricavo sul costo.

Interessi e sconti.

In rapporto ai crediti/debiti di finanziamento diretto e ai relativi

interessi o sconti, si calcolano comunemente, in sede di bilancio di esercizio,

risconti o ratei secondo che i detti interessi o sconti abbiano liquidazione

anticipata o posticipata.

Reddito di esercizio.

Il RdE si fa risultare, nei suoi componenti positivi e negativi, dal conto

generale di Profitti e Perdite, e nella sua somma globale, dallo Stato

Patrimoniale, come differenza tra il capitale netto iniziale e quello finale di

esercizio. Il conto generale Profitti e Perdite (conto economico) e lo Stato

Patrimoniale formano insieme il complesso bilancio di esercizio (più la nota

integrativa).

Formazione del conto generale Profitti e Perdite.

Nel corso dell'esercizio sono stati rilevati componenti negativi e

positivi di reddito, in diretta derivazione da variazioni numerarie e

indipendentemente, di regola, da ogni giudizio circa la loro competenza in

ragione di esercizio. La prima cosa da fare, quindi, è quella di raccogliere in

questo conto i componenti di reddito precedentemente rilevati: per farlo si

gireranno i saldi dei conti di reddito nei quali i detti componenti sono stati

accolti.

Non si girano al conto Profitti e Perdite i saldi dei conti di reddito che

accolgono costi ammortizzabili o in generale costi o ricavi che si reputano

distintamente rinviabili a carico o a favore di esercizi successivi a quello a

cui si riferisce il bilancio in formazione (come i "costi pluriennali"). Per

cui, figureranno nella sezione DARE del conto Profitti e Perdite i saldi dei

conti di reddito che presentano eccedenze nella sezione DARE, ovvero più costi

rispetto ai ricavi. Viceversa (in caso di ricavi>costi) in AVERE.

Operazioni in corso.

Al momento della formazione del bilancio, si deve notare che:

1) Alcuni componenti positivi/negativi di reddito rilevati nelle scritture

sistematiche dell'esercizio in chiusura, sono imputabili per intero o in parte a

esercizi successivi.

2) Altri componenti negativi o positivi di reddito che si formeranno

presumibilmente in futuro, in relazione a variazioni numerarie certe o

assimilate, sono di pertinenza dell'esercizio in chiusura.

La determinazione del RdE esige che si determini la "competenza in ragione

d'esercizio" e questa non può farsi che in astratto rinviando appunto al futuro,

in modo distinto o indistinto, diretto o indiretto, costi o ricavi rilevati in

quell'esercizio o attribuendo, allo stesso, costi o ricavi di presumibile

manifestazione numeraria futura. Quindi il conto deve essere integrato mediante

valori che valgano a operare direttamente o indirettamente i suddetti rinvii di

costi o di ricavi rilevati in passato, o le attribuzioni anticipate di costi o

ricavi futuri presunti.

In bilancio, un costo passato può essere posto in relazione con un ricavo

futuro, o stornando il costo per rinviarlo a carico del futuro esercizio, o

accreditando anticipatamente all'esercizio un uguale ammontare di ricavi

presunti futuri, o stornando il ricavo per rinviarlo a favore del futuro o

addebitando anticipatamente all'esercizio un eguale ammontale ammontare di costi

presunti futuri.

Risconti attivi e passivi.

Alcuni costi rilevati nell'esercizio in chiusura sono imputabili,

interamente o in parte, a esercizi successivi in quanto in questi esercizi si

conseguiranno ricavi contrapponibili (anche indirettamente e indistintamente).

Oppure, alcuni ricavi rilevati nell'esercizio in chiusura possono essere

rinviati a favore di esercizi successivi, in quanto nel futuro si sosterranno

costi direttamente o indirettamente a essi correlativi o si dovranno prestare

servizi dei quali è stato anticipatamente rilevato il ricavo.

Questi rinvii si effettuano, per alcuni componenti di reddito,

distintamente o direttamente; per altri, indistintamente o indirettamente.

Questi costi/ricavi sogliono essere distintamente rinviati al futuro per una

porzione proporzionale alla parte non ancora decorsa dell'intero periodo di

tempo al quale essi si riferiscono.

Gli storni distinti di simili costi si chiamano risconti attivi, mentre

quelli dei ricavi si chiamano risconti passivi. A giornale si avrà:

_______________________ dd/mm/aa _________________________

risconti attivi a profitti e perdite | | |

_______________________ dd/mm/aa _________________________

profitti e perdite a risconti passivi | | |

__________________________________________________________

I conti "risconti attivi" e "risconti passivi" hanno la natura di conti di

reddito in quanto accolgono storni di costi o di ricavi anticipati.

Costi ammortizzabili.

Rinvio indistinto di costi passati a carico di esercizi futuri

(ripartitamente imputabili a due o più esercizi). Tipicamente sono quelli delle

immobilizzazioni (materiali, immateriali e tecniche). Non solo bisogna tener

conto dei ricavi in seguito alla eliminazione (vendita), ma anche del fatto che,

poichè impianti e macchine servono alla produzione di più esercizi, il loro

costo è contrapponibile ai ricavi di questa produzione e va quindi ripartito a

carico di tutti gli esercizi nei quali si conseguiranno i detti ricavi (fattori

produttivi a fecondità ripetuta).

Il rinvio dei costi ammortizzabili a futuri esercizi si effettua secondo

un particolare procedimento: quando si forma il bilancio, in luogo di girare al

conto Profitti e Perdite tutto il costo ammortizzabile e di stornare, poi, la

parte di esso che si rinvia a carico di esercizi venturi, si usa registrare

nella sezione DARE del conto Profitti e Perdite la differenza tra questi due

valori: cioè la quota di ammortamento.

Le quote di ammortamento si addebitano direttamente al conto Profitti e

Perdite oppure a un conto "ammortamenti", dal quale poi si girano al conto

Profitti e Perdite. Per contropartita le stesse quote possono essere accreditate

o allo stesso conto che accoglie in DARE, il totale costo ammortizzabile, o a

uno speciale conto che si chiama "fondo ammortamento" (il secondo è

preferibile).

________________________ dd/mm/aa ______________________________

profitti e perdite a impianti e macchinari | | |

________________________________________________________________

oppure:

________________________ dd/mm/aa ______________________________

ammortamenti a fondo ammortamenti | | |

________________________ dd/mm/aa ______________________________

profitti e perdite a ammortamenti | | |

________________________________________________________________

Il conto "ammortamenti" accoglie puramente poste rettificative dei valori

iscritti nel conto dei costi ammortizzabili e funziona come se si trattasse di

una staccata sezione AVERE di questo conto.

Rimanenze di esercizio.

Rinvio indistinto di costi a esercizi futuri. I costi di non pochi gruppi

possono essere parzialmente rinviabili a esercizi successivi per essere

contrapposti a ricavi conseguibili in futuro. In particolare, costi relativi

agli acquisti e alla conservazione di materie o scorte varie di produzione sono

in parte rinviabili a carico di esercizi successivi se all'epoca del bilancio si

hanno rimanenze di materie o scorte che verranno utilizzate in futuro, o

rimanenze di prodotti finiti o ancora in lavorazione, la fabbricazione dei quali

ha determinato consumi di quelle materie o scorte e i cui ricavi verranno

conseguiti in esercizi successivi.

I valori delle rimanenze, determinati extra-contabilmente (inventari) si

dovranno inserire nella sezione AVERE del conto generale Profitti e Perdite, e

potrà ad essi attribuirsi la funzione di stornare indistintamente una parte dei

molteplici costi di esercizio accolti nella sezione DARE dello stesso conto. I

valori delle rimanenze iscritti nella sezione AVERE del conto generale Profitti

e Perdite, si registrano, come contropartita, nella sezione DARE di speciali

conti di "rimanenze" che a essi occorrerà aprire. Conti come "materie prime

c/rimanenze", oppure "scorte varie c/rimanenze", oppure "prodotti finiti

c/rimanenze".

Poichè i valori di queste rimanenze sono determinati come storni

indistinti di costi già rilevati durante l'esercizio. I "conti rimanenze" che si

aprono in sede di bilancio per accogliere i detti valori, presentano la natura

di conti di reddito che rilevano costi (componenti negativi di reddito)

indistintamente stornati dal carico dell'esercizio in chiusura, per il loro

rinvio a carico di esercizi futuri.

Costi e ricavi presunti futuri (valori numerari presunti).

Si deve integrare il conto Profitti e Perdite con inserzione di

costi/ricavi che avranno presumibilmente manifestazione numeraria in futuro, ma

che sono da imputare all'esercizio in chiusura (contrapponibili a componenti

positive/negative di reddito). I costi o i ricavi presunti possono essere

direttamente registrati nel conto di Profitti e Perdite (costi in DARE, ricavi

in AVERE) accreditando o addebitando, in contropartita, particolari conti

destinati ad accogliere le presunte variazioni numerarie che misurano i suddetti

costi/ricavi.

Ci sono quattro gruppi principali:

1) Costi/ricavi derivanti da variazioni numerarie che, pur essendo future,

possono tuttavia ritenersi certe nell'an, nel quantum e nel tempo in cui si

manifesteranno.

2) Costi/ricavi derivanti da future variazioni numerarie che possono

ritenersi certe nell'an, anche se incerte e indeterminate nel quantum.

3) Costi/ricavi derivanti da future variazioni numerarie che possono

ritenersi incerte nell'an, anche se certe e determinate nel quantum.

4) Costi/ricavi derivanti da future variazioni numerarie incerte sia

nell'an, che nel quantum e nel tempo della loro eventuale manifestazione.

Ratei attivi o passivi.

Si tratta di C/R del gruppo (1). Sono misurati da ratei attivi/passivi di

crediti/debiti già determinati in moneta di conto ma ancora in corso di

maturazione. Questi ratei si calcolano su C/R relativi a servizi il cui

corrispettivo viene liquidato posticipatamente, alla fine di determinati periodi

di tempo. Non c'è incertezza poichè sono determinati da contratti.

Il procedimento è lo stesso visto per i risconti. Si chiamano ratei

passivi le quote, imputabili all'esercizio in chiusura, di quote di costi che

verranno numerariamente liquidati e regolati in futuro.

Mentre si chiameranno ratei attivi le analoghe quote dei ricavi. A

giornale, quindi, si avrà:

_________________________ dd/mm/aa _________________________

profitti e perdite a ratei passivi | | |

_________________________ dd/mm/aa _________________________

ratei attivi a profitti e perdite | | |

____________________________________________________________

Fatture da emettere o da ricevere.

Si tratta di C/R del gruppo (2). Sono quelli relativi a merci, materie,

prodotti acquistati o venduti e a servizi ottenuti o resi, ma i cui prezzi non

siano ancora definiti alla data del bilancio. Si hanno così costi presunti

riguardanti fatture da ricevere e ricavi presunti concernenti forniture da

fatturare.

Anche tali C/R presunti possono direttamente rilevarsi a debito o a

credito del conto Profitti e Perdite, accreditando o addebitando in

contropartita particolari conti per le corrispondenti variazioni numerarie

presunte. Esempi:

__________________________ dd/mm/aa _____________________________

profitti e perdite a fatture da ricevere | | |

profitti e perdite a onorari da liquidare | | |

__________________________ dd/mm/aa _____________________________

premi da incassare a profitti e perdite | | |

fatture da emettere a profitti e perdite | | |

_________________________________________________________________

Altri C/R presunti.

Quelli del gruppo (3) possono aversi in relazione a cause in corso per

crediti o debiti, contestati nella loro esistenza, ma ben determinati nel loro

ammontare. Finchè la controversia non è decisa, resta incerto se si potrà

riscuotere il credito o si dovrà pagare il debito, mentre può essere determinato

l'importo da riscuotere o da pagare, eventualmente, secondo l'esito della

controversia, a parte le spese per il procedimento.

Spese o perdite eventuali future.

Questi del gruppo (4) riguardano spese o perdite eventuali future,

connesse a rischi in corso all'epoca del bilancio o accantonamenti costituiti

per regolare l'incidenza su distinti esercizi successivi, di costi che si

sosterranno con incerta ricorrenza e misura +/- variabile nel tempo.

Esempi di perdite presunte future si hanno comunemente in relazione a

crediti esistenti a fine esercizio: crediti sui quali si possono avere perdite


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia aziendale
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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