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Appunti di contabilità

Momenti logici per la determinazione e la rilevazione del RdE

1) Scelta dei fenomeni. 2) Espressione quantitativa. 3) Rilevazione, elaborazione in funzione del metodo migliore. 4) Interpretazioni, rilevazioni delle quantità.

Scelta dei fenomeni

(1) I fenomeni amministrativi e di gestione possono distinguersi in due gruppi:

  • Fenomeni amministrativi esterni, cioè tutti quelli di scambio di beni tra l'azienda e terzi.
  • Fenomeni amministrativi interni, cioè tutti quelli non compresi nel gruppo (a).

Tipici del primo gruppo sono i classici scambi che l'azienda effettua con terzi, come le operazioni di finanziamento in termini di capitale proprio e capitale di credito: acquisti/vendite di merci, spese varie (personale).

Tipici del secondo gruppo sono gli impieghi di fattori produttivi acquisiti e quindi tutti i movimenti di materie prime, dal magazzino all'azienda, oppure consumi di tali materie prime.

Generalmente, visto lo scopo della rilevazione (riuscire a rilevare correttamente i flussi di reddito), studieremo solo dei fenomeni esterni perché ci daranno dei flussi di reddito atti alla rilevazione totale del reddito. Però, in genere, nella scelta dei fenomeni bisogna stare molto attenti perché non sempre solo i fenomeni esterni vanno rilevati. I fenomeni interni concorrono a formare il complessivo reddito di esercizio nei modi della maggiore o minore efficienza organizzativa del lavoro, dei collegamenti tra i reparti produttivi o altro. Le azioni sul RdE si hanno oltre che con queste anche grazie ai già citati fenomeni esterni, che sono sufficienti a detta rilevazione. I fenomeni interni, quindi, pur se concorrono alla determinazione del reddito non sono necessari per la sua rilevazione quantitativa finale, ma sono necessari nel qual caso fossimo interessati alla stesura di rilevazioni parziali del reddito di esercizio.

Espressione quantitativa

(2) Una volta scelti i determinati fenomeni da rilevare, ci dovremmo porre il problema di come e in quantità (misura) rilevarli. Le quantità possono essere:

  • Fisiche
  • Certe
  • Misure
  • Stimate
  • Astratte
  • Valori

Per lo studio e la rilevazione quantistica nel corso dello svolgimento di tale analisi incontreremo vari tipi di quantità:

Una prima distinzione è tra le quantità fisiche e valori.

Quantità fisiche hanno la caratteristica, una volta scelta l'unità di misura (UdM), di essere tra di loro omogenee per dimensione e unità. Tipiche quantità fisiche sono i chili.

Valori sono tutte le quantità espresse in valori monetari. Possono essere fortemente eterogenee fra di loro, basti pensare al fatto di una cassa contenente diversi tipi di valuta. Le varie rilevazioni del valore della moneta, inoltre, sono empiriche, e quindi astratte. Visto e considerato che sono fortemente variabili nel tempo e nello spazio, sono eterogenee, ma potrebbero, mediante rettifiche di costo e variazioni empiriche, considerarsi omogenee (come l'impiego dei tassi di cambio).

Una seconda distinzione si ha tra le quantità misure e astratte.

Quantità misure sono determinate oggettivamente in base ad una certa UdM che una volta scelta sarà unica. Possono essere a loro volta certe o stimate. Sono certe quelle che possono essere ricondotte a quantità fisiche o valori (es.: le esistenze di cassa in un dato momento; E/U di cassa nelle rispettive monete, etc.). Sono quantità misure stimate quelle riguardanti fenomeni d'azienda o di mercato in cui ci sarà un importo presunto relativo a determinati crediti o debiti (un esempio è l'ammontare delle imposte imponibili - da pagare - sui redditi), ma non ancora definite su esercizi presenti.

Quantità astratte sono tutte quelle che esprimono grandezze che per se stesse non esistono come realtà oggettiva e non hanno una propria definita e unica configurazione, essendo determinate mediante astrazioni. Sono quantità astratte le quote di ammortamento dei costi, il reddito, i costi complessivi. Relativamente a fenomeni di mercato, sono quantità astratte variabili come il prezzo e i consumi.

Rilevazione e metodi

(3) Le determinazioni e le rilevazioni quantitative di azienda, si attuano secondo metodi vari e mutevoli. Tali metodi che altro non sono che uno strumento di conoscenza, possono ricondursi a due tipi:

  • Metodi contabili.
  • Metodi extra-contabili.

I primi si servono del conto che può intendersi come una o più quantità riguardanti un dato oggetto. Sono soliti essere usati per risultati economici o di patrimonio.

I secondi sono rivolti a ricercare caratteri di variabilità dei fenomeni di ogni specie. Sono studiati in astratto dalla matematica e dalla statistica. Pur essendo comunemente differenti, sono simili per vari motivi:

  • Molte volte elaborano gli stessi dati.
  • I metodi extra-contabili possono essere applicati a varie rilevazioni le quali come risultanza possono essere ricondotti a metodi contabili. Per esempio, la tabella a doppia entrata a un metodo contabile (mette in evidenza due variabili, come reddito totale e fenomeni di gestione dell'esercizio).
  • Usano entrambi il conto nelle rilevazioni.

Comunemente metodi contabili vengono applicati alla rilevazione sistematica di fatti amministrativi di gestione. Generalmente si tende a cercare una differenza tra metodo e sistema.

Il metodo riguarda la forma, l'ordine e il collegamento delle scritture, ci dà le norme sul funzionamento del conto. Il metodo è uno strumento di ricerca e di rappresentazione di date conoscenze, che per essere efficace debbono essere studiate in relazione ad un oggetto di ricerca, rilevazione e rappresentazione.

Il sistema, invece, riguarda l'oggetto (proprio in merito all'oggetto del sistema, si impiega un sistema che sia adattato allo scopo e al fine per il quale ci si propone di impiegare queste rilevazioni quantitative) di questo e l'estensione della forma, dell'ordine e del collegamento. L'oggetto deve essere costituito da parti interdipendenti. Il sistema è un insieme di problemi di rappresentazione e di informazioni bene o male risolti.

La forma è fondata su convenzioni non aventi di per sé carattere di necessità logica, tanto che potrebbe essere facilmente mutata.

L'ordine riguarda i criteri di classificazione e di coordinamento delle varie relative operazioni contabili.

Il collegamento riguarda il nesso e i richiami tra scritture e diversi conti.

(Metodo contabile) Sono metodi di osservazione e di studio dei fenomeni economico-aziendali. I metodi contabili, in particolare quello della PD, si adattano ad oggetti complessi di scritture e riesce di particolare efficacia nella rilevazione quantitativa dei fenomeni di gestione. Con tali rilevazioni, solo quando vi sono determinati oggetti (come RdE, costi di produzione, etc.) è possibile giudicare con fondamento il conveniente impiego dei metodi contabili.

(Metodo extra-contabile: metodi statistici) Le rilevazioni statistiche si distinguono in interne ed esterne. Sono interne quelle riguardanti direttamente la gestione e l'organizzazione dell'azienda considerata. Sono esterne quelle concernenti il mercato, la situazione e l'attività delle altre aziende.

Tra i più comuni oggetti di statistiche interne, vi sono i costi di prodotto nelle loro varie e astratte configurazioni (come rendimenti dei fattori produttivi, produttività, etc.). Possono rilevare relativamente alle vendite l'andamento delle vendite concluse e gli ordini arrivati e altro ancora (statistiche interne).

Le statistiche esterne sono da considerarsi fenomeni di mercato come gli andamenti delle vendite e dei prezzi. Tali metodi vengono studiati in astratto dalla metodologia statistica.

Interpretazioni e rilevazioni delle quantità

(4) Le rilevazioni quantitative d'azienda sono in concreto sollecitate da scopi operativi svariati, che fanno sentire il bisogno di certe conoscenze intorno ai fenomeni di gestione e di organizzazione. L'intera rilevazione può riguardare l'intera gestione d'azienda, particolari reparti di produzione o operazioni di gestione. Riguardano anche fenomeni di ambiente esterno e specialmente il mercato (sbocco).

Nel momento dell'interpretazione e rilevazione quantitativa dovremo quindi analizzare i vari risultati e riuscire a darne una giusta descrizione. Quindi, nel rilevare tali fenomeni occorrerà tener presente che essi hanno una funzione di "mezzo a fine", intendendo per fine le conoscenze cui si desidera pervenire. Nell'apprendimento di tali fenomeni, si dovrà anche vedere "come" si presentano articolati e "perché" si presentano in tal modo, cercando di esaminare i logici fini conoscitivi.

Il conto

Il conto è il tipico strumento della rilevazione contabile. Può essere costituito da una o più quantità riguardanti un dato oggetto, quantità che si rilevano allo scopo di far conoscere la sua variabile commensurabile grandezza. Le unità di misura del conto devono essere omogenee.

È una serie temporale di valori costituita in coordinazione di altre serie entro un dato sistema di scritture. Classificando secondo adatti criteri il complesso di valori forniti, i valori di conto devono essere omogenei sia in moneta, sia nei caratteri che lo distinguono. Può essere eterogeneo nel caso in cui si guarda il valore economico della moneta (potere d'acquisto variabile nel tempo).

Studiando i conti ci potremmo trovare di fronte a varie forme di conti: conti semplici e conti complessi. I primi si hanno nel caso in ci troviamo di fronte a serie di valori che di fatto non vengono decomposti in altre serie (conti sintetici), i secondi quando nel sistema considerato vengono decomposte serie di valori in altre serie di valori (conti analitici). L'insieme dei conti forma il libro-mastro.

Aspetto numerario e aspetto economico

Nelle operazioni di scambio tra azienda e terzi, nella rilevazione contabile si presentano due distinti aspetti di particolare rilievo.

  • Aspetto numerario.
  • Aspetto economico.

L'AN riguarda la forma di regolamento dello scambio, che nell'economie di mercato fondate sulla moneta e sul credito si risolve in movimenti di denaro, di debiti, di crediti, o E/U di cassa.

L'AE riguarda gli scambi che si formano tra una data azienda e terzi, in quanto essi originano delle variazioni di reddito o di capitale. Tipico aspetto economico è l'acquisto di merci, che comporta un costo per l'azienda (costi e ricavi).

Variazioni

Variazioni numerarie: visto che sono autonomamente determinabili, sono anche dette variazioni originarie, mentre quelle economiche variazioni derivate (che sono la risultante di variazioni numerarie).

Valori numerari certi: sono tutti quelli che esprimono quantità di moneta di conto esistenti presso le casse. Caratteristiche di questi valori è che sono certi, non sono cioè originati da stime, e che il valore nominale può variare al mutare delle condizioni di mercato. Generalmente le variazioni numerarie misurano variazioni economiche, però può accadere che VN non misuri VE, è il caso del versamento su un c/corrente di una data quantità in moneta. Non tutti gli scambi sono regolati in moneta, come il caso del pagamento a mezzo cambiali. Tali crediti e debiti in moneta di conto, che sostituiscono temporaneamente la moneta numeraria, nel regolamento degli scambi, sono detti "debiti e crediti di regolamento" ---> quelli la cui funzione è la stessa della moneta. Questi C/D danno luogo a variazioni di conto, che vengono assimilate a quelle certe (della moneta), quindi queste vengono anche chiamate variazioni numerarie assimilate. Caratteristiche di queste è che il valore nominale resta invariato e, come le VN, misurano VE positive o negative. Questi C/D sono diversi per natura, in quanto possono avere scadenze differenti. È necessario, quindi, distinguere VN certe, debiti e crediti, da quelle assimilate.

Variazioni di esercizio: si chiamano variazioni di esercizio i componenti di reddito rilevabili durante l'esercizio in derivazione di E/U numerarie. Per la rilevazione di queste variazioni, dovremo cercare di essere veloci e corretti perché la rilevazione del reddito di esercizio è soggetta a due regole: immediatezza e correttezza, per far sì che in cassa vi sia un flusso continuo di denaro. Per non essere soggetti a tali vincoli potremo classificare le variazioni secondo l'origine da ciò che le ha misurate. Es. -cassa +costi ---> la cassa acquista materie prime (si avrà una scrittura nel libro giornale...).

Altra caratteristica di tale rilevazione è che la rettifica di C/R sono registrate in diversi conti particolari, perché può creare confusione il fatto che essi siano stati chiusi in esercizi precedenti. Tipico è il caso dei costi di riparazione che si giudicano ammortizzabili in più esercizi e sono addebitati nel conto delle immobilizzazioni tecniche e rilevate come storno.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Non --.
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