Capitolo 1 – Le persone, l'attività economica, l'economia aziendale
Gli uomini si procurano i beni e i servizi di cui necessitano per soddisfare i propri bisogni svolgendo l'attività economica. Tuttavia, a causa di problemi legati alla scarsità delle risorse, l'uomo interagisce con soggetti diversi detti operatori economici, originando un sistema economico. I soggetti che partecipano all'attività economica sono: famiglie, imprese, Stato e istituti no profit. Essi sono i protagonisti ed il centro motore del sistema economico, nell’ambito del quale vengono prese decisioni relative alle scelte più adatte per adeguare i mezzi limitati al soddisfacimento dei bisogni della collettività.
Le azioni dell'uomo sono determinate dalla necessità di soddisfare i propri bisogni, ossia stati d’insoddisfazione che provocano situazioni di disagio. Distinguiamo i bisogni naturali, legati alla sfera biologica degli uomini; sociali che riguardano la spiritualità, l’etica e l’estetica; essenziali, necessari per la sopravvivenza; voluttuari, influenzati dalla civiltà ed avvertiti solo dopo aver soddisfatto quelli primari, e variano secondo le abitudini, la moda e il livello sociale e culturale. I bisogni degli uomini si sono modificati con il trascorrere delle epoche e delle evoluzioni sociali. L’uomo primitivo, per sopravvivere, doveva procurarsi il cibo, combattere contro gli animali e trovare un riparo. Oggi l’uomo moderno tende a migliorare la qualità della vita soddisfacendo nuovi bisogni. È, infatti, insito nella natura umana, non appena si raggiunge un certo livello di vita, desiderare di migliorarlo ulteriormente.
I bisogni delle persone si dispongono in gerarchia, cioè variano in base ai redditi disponibili. Essi si soddisfano attraverso l’impiego di beni o di servizi disponibili in quantità limitata. I beni si distinguono in: economici, ossia merci o servizi limitati rispetto al fabbisogno umano e l’individuo sostiene un onere per procurarlo; non economici, sono beni liberamente disponibili in quantità e qualità sufficienti per tutti; primari e voluttuari; complementari, che soddisfano un determinato bisogno solo se impiegati congiuntamente; fungibili, che possono essere sostituiti ad altri nel soddisfacimento di un dato bisogno; differenziabili, sono beni che hanno caratteristiche diverse rispetto a quelli analoghi offerti da altre imprese; commodities, sono beni offerti con caratteristiche uguali da tutte le imprese; di consumo, acquistati per soddisfare un determinato bisogno senza subire altre trasformazioni, strumentali, utilizzati per produrre altri beni; ad utilizzo singolo o durevoli a seconda che esauriscano la loro attività con un solo utilizzo o in più utilizzi; a consumo individuale o collettivo; pubblici o privati.
L’attività economica consiste nello svolgimento di operazioni di produzione e consumo dei beni economici, mediante le operazioni di trasformazione tecnica che si svolgono in tutti gli istituti e che riguardano trasformazioni fisiche, spaziali e logiche sulle merci, dati e conoscenze, ed operazioni di negoziazione che caratterizzano gli istituti ed i sistemi economici nei quali essi operano. Le negoziazioni si classificano secondo l’oggetto scambiato, che siano beni pubblici, privati, mezzi monetari, copertura di rischi e lavoro. Le negoziazioni si svolgono secondo condizioni di scambio e forme contrattuali, dove spesso si aggiungono cooperazione e competizione fra gli istituti ed operazioni di configurazione e di governo degli istituti attraverso la determinazione dell’assetto istituzionale, organizzazione, rilevazione e informazione.
Le imprese operano all’interno di un mondo molto complesso, con il fine principale di produrre remunerazione, ossia redditi; ciò è perseguito anche dai lavoratori e dai conferenti di capitale proprio. La produzione economica è un insieme di operazioni attraverso le quali i beni sono trasformati con l’impiego di energie umane e materiali, in modo da renderli idonei a soddisfare i bisogni. I fattori di produzione sono: materie prime, infrastrutture, lavoro, risorse naturali, beni pubblici e liberi. I fattori di produzione sono fondamentali per ogni impresa e suscitano, nelle persone che le conferiscono, interessi economici nei riguardi dell’impresa. I fattori principali sono: il lavoro, inteso come complesso di azioni svolte dagli uomini che dedicano in modo continuo la propria attività lavorativa presso l’impresa, ed il capitale, destinato ad essere impiegato per originare una produzione. I fattori principali di produzione fanno capo all’impresa, intesa come insieme di persone che hanno interessi economici primari e, di conseguenza, il diritto-dovere di governarla.
Per oltre due secoli, i giuristi hanno rappresentato l’essenza economica della persona umana usando la figura dell’Homo Oeconomicus, soggetto egoista, orientato alla massimizzazione dei propri redditi in maniera coerente e previdente nel tempo. Le moderne ricerche economiche tendono, invece, ad adottare la figura di persona umana, membro di una società, che svolge l’attività economica per soddisfare i propri bisogni, che compiono le loro scelte economiche con razionalità limitata e che condividono i valori della solidarietà, della lealtà e del progresso.
Nella psicologia delle persone esiste un fattore che influenza il comportamento di ciascuno attraverso esperienze di mercato e le scelte sono dettate da preferenze che, a loro volta, sono influenzate da bisogni fondamentali, da abitudini, dalle caratteristiche dei beni, da esperienze passate, dalle caratteristiche delle persone con cui s’interagisce, con l’obiettivo di massimizzare il proprio benessere individuale. L’attività economica comporta una serie di continue scelte e decisioni che le persone seguono attraverso la logica della razionalità assoluta o limitata. Il soggetto che prende una decisione, adottando la razionalità assoluta, è in grado d’identificare il problema da affrontare, gli obiettivi da raggiungere saranno perfettamente chiari, tutte le informazioni sono disponibili, compirà un esame esaustivo di tutte le conseguenze legate alle diverse scelte, le alternative saranno confrontabili ed il decisore sceglierà l’alternativa migliore. Acquisire informazioni perseguendo razionalità assoluta, comporta costi e tempi, poiché essendo disponibili solo in parte, si possono presentare contrasti fra le alternative ed il decisore, dovrà tener conto anche delle preferenze della collettività. Per questi motivi la razionalità assoluta, in realtà è un modello autoptico poiché limitato.
Secondo l’economista Herbert Simon, gli individui, più che fare scelte ottimali fanno scelte soddisfacenti, per i vincoli svolti dalle organizzazioni e per i limiti imposti dal sistema cognitivo umano. Il decisore parte da attese iniziali, una prima ricerca porta ad individuare qualche possibile soluzione, la valuta e si potranno avere caratteristiche inferiori, pari o superiori rispetto alle attese. In seguito avviene la correzione delle attese, attraverso cui il decisore esamina altre possibili soluzioni, valuta le alternative ed infine avviene la scelta.
Per perseguire i loro fini, le persone interagiscono tra loro sia occasionalmente sia in maniera più o meno stabile. L’azione individuale nell’ambito di una società produce benefici individuali e collettivi, l’ottenimento di tali benefici richiede comportamenti appropriati che sono influenzati dall’appartenenza dei singoli a gruppi sociali ed a collettività. Il gruppo sociale è composto da un piccolo numero di componenti che condividono valori di fondo, è orientato al perseguimento di obiettivi comuni, si forma spontaneamente, ha una struttura sociale interna, sviluppa norme che tutti i membri devono rispettare, è coeso e permane nel tempo se si raggiunge un equilibrio tra quello che ciascun membro fornisce al gruppo e quello che si ottiene, decade quando si rompe quest’equilibrio. Ogni gruppo sociale deve avere un leader che lo guidi, una debole leadership porta al declino del gruppo.
Attorno ad ogni persona che occupa una certa posizione in una collettività si forma un sistema di attese di comportamento, ossia un ruolo. Un gruppo è in equilibrio quando i ruoli sono coerenti e complementari, se le attese sono incoerenti ed incompatibili si originano tensioni di ruolo che compromettono l’efficacia e l’esistenza del gruppo. Ogni giorno le imprese prendono svariate decisioni, e per sostenerle al meglio devono essere fra loro coordinate, coerenti ed in concorrenza. Ogni processo decisionale richiede l’impiego di tempo ed energia da parte dei decisori, tali risorse essendo scarse, possono comportare che alcuni processi decisionali inizino ma siano subito conclusi, mentre altri possono arenarsi senza neanche iniziare.
Le scelte che scaturiscono dai processi decisionali implicano l’utilizzo di risorse limitate e di conseguenza scelte e soluzioni possono essere in concorrenza fra loro, infatti, uno stesso problema può trovare più soluzioni e spetterà ai decisori scegliere quella più soddisfacente da adottare. Nelle decisioni le persone apportano ai problemi differenti priorità ed attribuiscono un’elevata criticità. Una scelta si compie se viene presentata in modo compiuto e convincente come risposta ad un problema percepito come rilevante ed urgente. I processi decisionali delle imprese sono parzialmente strutturati con meccanismi di razionalità e le loro strutture organizzative sono influenzate da procedure e routine che, si suppone, coerenti con gli stessi obiettivi aziendali.
L’attività economica svolte dalle persone è soggetta a spinte divergenti, poiché le persone hanno differenti valori e bisogni e le risorse disponibili sono limitate. La ragion d’essere della società e la condizione essenziale per il loro efficace funzionamento è la cooperazione tra le persone che vi fanno parte, che produce una rendita organizzativa che spetta a tutti quelli che cooperano. Tuttavia l’imperfetta conoscenza dei contributi individuali e dei risultati realizzabili, dà inizio ad una serie di comportamenti opportunistici che porteranno a loro volta, sfiducia nel personale. La costituzione di un rapporto di fiducia nasce da comportamenti virtuosi, funzionali alla massimizzazione del benessere individuale e ciò porterà l’individuo ad avere buone relazioni sociali, bassi costi di transazione, ideali di giustizia, equilibrio e progresso.
Tali concetti sono espressi da Mc Gregor con l’analisi delle profezie auto verificanti ossia la Teoria di X e Y. L’assetto organizzativo coerente con l’ipotesi organizzativa della natura umana, causa comportamenti restrittivi ed opportunistici (Teoria X). Poiché le persone sono soggette ad un assetto costrittivo e l’impossibilità di esprimere giudizi comporta l’impossibilità di assumere responsabilità complesse, fanno sì che si creino delle situazioni di sfiducia reciproca. Invece, quando le persone tendono ad assumersi responsabilità spontaneamente ed abbiano atteggiamenti leali, s’identificano con l’azienda, con i suoi obiettivi e con la professione (Teoria Y), si sviluppano assetti istituzionali che favoriscono l’efficienza e la soddisfazione, in quanto la persona si realizza, produce di più ed il profitto aumenta.
Le scienze economiche si articolano in: economia aziendale e politica. Entrambe hanno in comune l’attività di produzione e il consumo dei beni atti a soddisfare i bisogni. L’economia politica osserva aggregati complessi per cui elabora teorie economiche, mentre l’economia aziendale analizza aggregati minori, studia i fenomeni aziendali e le teorie economiche utili per tutti i tipi d’istituti. Le scienze economiche sono orientate al cambiamento, all’innovazione e alla ricerca di migliori modalità per lo svolgimento dell’attività economica. Il principale obiettivo dell’economia è massimizzare la disponibilità delle risorse scarse, ossia dei beni economici e l’innovazione economica, fonte di progresso economico come strumento di progresso civile.
Capitolo 2 – Gli istituti, le aziende, la specializzazione economica
La complessa società umana si articola in altre società che si aggregano secondo relazioni molteplici. Le persone tendono a far parte di gruppi per produrre risultati non ottenibili con le risorse individuali e per soddisfare i bisogni di socialità mediante relazioni interpersonali. Ogni società persegue il bene comune dei suoi membri. L’azione coordinata degli istituti, che operano in contesti dinamici, dà origine alla rendita organizzativa e al risultato residuale. La rendita organizzativa è un vantaggio economico originato dalla cooperazione fra più persone volte allo stesso fine, attraverso la stipulazione di patti che determinino contributi e ricompense. Il risultato residuale è frutto della cooperazione e dell’incertezza, ed è quanto residua dopo aver remunerato tutti sulla base di patti.
La vita delle persone nella società è caratterizzata dalla nascita e dallo sviluppo di istituzioni, ossia da regole e strutture di comportamento stabili per singoli e gruppi. Le società che assumono caratteri istituzionali sono detti istituti, ossia elementi costituiti per durare nel tempo, ordinati ed autonomi. Le scienze distinguono gli istituti in famiglie, ossia società umane naturali ed organizzazioni, orientate al raggiungimento di scopi specifici e dotati di regole di comportamento. L’attività economica si svolge negli istituti, dove avviene l’attività di produzione e di consumo dei beni economici.
Le imprese sono istituti tipicamente economici, le famiglie e lo Stato presentano caratteri di natura sociale, etica, politica e religiosa. Negli istituti no profit in alcuni casi prevalgono contenuti economici, in altri contenuti sociali e politici. L’economia aziendale studia l’ordine delle aziende: l’azienda di consumo, di gestione patrimoniale, familiare, di produzione, l’azienda composta pubblica e l’azienda no profit. I vari istituti si distinguono per: le finalità dominanti, il fine economico immediato, i portatori degli interessi economici istituzionali, di quelli non istituzionali ed i processi economici caratteristici.
La famiglia è l’istituto primario della società, le sue finalità dominanti sono di ordine sociale, etiche e religiose, ed il fine economico immediato consiste nell’appagamento dei bisogni delle persone che la compongono. Tra i fini economici della famiglia rientra il soddisfacimento di attese economiche dei non membri della famiglia e ciò rappresenta il soddisfacimento degli interessi economici non istituzionali. La famiglia è un’azienda di consumo combinata con fattori lavoro e studio, il suo patrimonio è formato da beni di conferimento da eredità e da risparmio, i redditi derivano dal lavoro e dalla gestione patrimoniale, e partecipa al finanziamento delle produzioni e dei consumi degli istituti mediante il pagamento dei tributi. I redditi percepiti non vengono interamente spesi e contribuiscono alla creazione del risparmio che può essere impiegato acquistando beni, quote di società e concedendo prestiti.
L’impresa è un istituto con caratteri dominanti e finalità di tipo economico. Il fine economico immediato dell’impresa è la produzione di remunerazione, i portatori degli interessi economici istituzionali sono i prestatori di lavoro ed i conferenti di capitale di rischio, cui sono destinate le remunerazioni prodotte dall’impresa, che diventano redditi e patrimoni della famiglia di cui i membri sono lavoratori e conferenti di capitale di risparmio. I portatori degli interessi economici non istituzionali sono i fornitori, i clienti, i conferenti di capitale di risparmio e lo Stato. Le imprese sono aziende di produzione di processi economici come le trasformazioni tecniche, le negoziazioni di beni, di credito e di rischi.
Lo Stato e gli istituti pubblici hanno lo scopo di perseguire il progresso sociale e spirituale dei suoi membri e si articolano in varie amministrazioni territoriali. Nelle aziende composte pubbliche si attuano processi economici di produzione di beni pubblici cui segue la raccolta dei tributi. I fini economici immediati sono l’appagamento dei bisogni delle persone che rientrano nella politica territoriale mediante la produzione e il consumo dei beni pubblici e la remunerazione dei lavoratori. I portatori degli interessi economici istituzionali sono tutti i componenti dell’entità politica ed i lavoratori, mentre i portatori degli interessi economici non istituzionali sono i fornitori, i conferenti di capitale di prestito ed altri istituti.
Gli istituti no profit sono di natura privata e prevedono il divieto di distribuire il reddito ed il patrimonio fra i suoi membri. Essi s’ispirano a finalità di ordine sociale, morale e culturale e nascono dall’opportunità di dare spazio ad attività di solidarietà, nelle quali possono ritrovarsi sia gli interessi dei singoli sia della collettività. I portatori degli interessi economici istituzionali sono gli associati, i donatori, lo Stato ed i lavoratori, mentre i portatori degli interessi economici non istituzionali sono i fornitori, i conferenti di capitale di prestito, i clienti e lo Stato.
Gran parte dell’attività di produzione non si svolge all’interno delle famiglie, poiché non sarebbe conveniente se non impossibile quando si vogliano adottare tecnologie progredite. Le persone specializzate sono più efficienti rispetto ad unità meno specializzate e la produzione ottenibile da unità produttive specializzate sono superiori a quelli ottenibili da una famiglia. Per questo è conveniente produrre grandi volumi di uno stesso bene da cedere, piuttosto che produrre piccoli volumi di beni destinati all’autoconsumo familiare. Esse possono operare come entità autonome scambiandosi gli input e output del mercato, ma ciò comporta costi di transazione, ossia costi di negoziazione particolarmente elevati quando la razionalità li...
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