Economia aziendale
Parziale 1
Economia: dal greco “gestione della casa”, scienza che studia le modalità di allocazione delle risorse limitate tra usi alternativi al fine di massimizzare la propria soddisfazione”; “studio del comportamento economico, dei modelli manageriali, dei processi di finanziamento delle imprese”. È basata sul principio: R K C = il profitto deve essere:
- Economico
- Ambientale
- Sociale
T.B.L. = Triple Bottom line.
1: Le persone, l’attività economica, l’economia aziendale
L’analisi economica si basa su alcuni concetti fondamentali: i fini che le persone perseguono; i bisogni che determinano i fini suddetti. Essi rappresentano l’esigenza di un bene necessario agli scopi della vita e si manifestano come consapevolezza dell’insoddisfazione dovuta ad una mancanza.
Essi si possono dividere nelle seguenti categorie:
- Bisogni naturali – bisogni sociali, etici, estetici e religiosi
- Bisogni essenziali – bisogni voluttuari
I bisogni si dispongono in gerarchie, ovvero in un ordine di priorità che si manifesta nelle variazioni delle scelte di consumo al variare dei redditi disponibili. Le varie categorie di bisogni si manifestano secondo una sequenza: le persone percepiscono e soddisfano in primo luogo i bisogni naturali e sociali elementari per poi passare a bisogni più complessi e secondari.
I beni che soddisfano i bisogni suddetti. Essi si possono dividere in:
- Beni economici (utili e scarsi) – beni non economici (utili e non scarsi)
- Beni primari – beni voluttuari
- Beni complementari – beni fungibili
- Beni ad utilizzo singolo – beni durevoli
- Beni individuali – beni a consumo collettivo
- Beni differenziabili – beni non differenziabili
- Beni di consumo – beni strumentali
- Beni privati – beni pubblici
L’attività economica si manifesta principalmente nel lavoro, lavoro che è di persona intesa come parte di un istituto e che si costituisce in azioni volte ad operazioni di produzione e consumo di beni economici.
Tali operazioni sono prevalentemente operazioni di trasformazione tecnica (= fisica, spaziale e logica), di negoziazione (classificabili in ragione dell’oggetto scambiato) che si svolgono secondo forme contrattuali e condizioni di scambio diverse (cooperazione e competizione) e determinano la nascita dei mercati e di configurazione e governo degli istituti (riguardano l’attività di governo degli istituti e comprendono operazioni di configurazione dell’assetto istituzionale, di organizzazione e di gestione del personale, di rilevazione e di informazione.).
La maggior parte dell’attività economica si svolge all’interno degli istituti e si presenta soprattutto come attività di produzione di remunerazioni (= fine delle imprese). Essa si attua con l’impiego di un complessivo insieme di condizioni di produzione che possono facilitare, ostacolare, rendere possibile l’attività.
In particolare le condizioni primarie di produzione sono fondamentali per ogni impresa e suscitano interessi economici primari nei confronti dell’impresa nelle persone che le conferiscono: lavoro e capitale risparmio.
Le persone
Le persone che svolgono attività economica. Tradizionalmente si parla di homo oeconomicus, ma oramai questa visione è stata abbandonata a favore di quella di persona umana.
Le differenze:
| Homo oeconomicus | Persona umana |
|---|---|
| Modello delle scelte individuali secondo razionalità assoluta | Modello delle scelte individuali secondo razionalità limitata |
| Problema e obiettivi perfettamente chiari | Il decisore elabora attese iniziali |
| Informazioni sulle scelte disponibili immediatamente e futuri stati del mondo conosciuti | Individua possibili soluzioni |
| Alternative confrontabili | Esamina una prima possibile soluzione |
| Decisore unico e isolato | Aggiusta le attese |
| Scelta dell’alternativa migliore | Esamina ulteriori possibili soluzioni |
| Valuta le alternative singolarmente e in sequenza | |
| Sceglie l’alternativa soddisfacente |
Vi è inoltre un terzo modello decisionale: il modello delle scelte a più attori nei contesti organizzati secondo razionalità limitata.
Le persone agiscono in modo tale da massimizzare il proprio benessere individuale attraverso un comportamento previdente e coerente nel tempo: intenzionalmente razionale. Le scelte delle persone sono influenzate da:
- Capitale personale
- Capitale sociale
Le persone tendono, poi, a costituirsi in gruppi, in quanto l’azione individuale integrata nell’ambito delle società umane produce benefici individuali e benefici collettivi.
I gruppi hanno le seguenti caratteristiche:
- Piccolo numero di componenti
- Adesione spontanea
- Condivisione dei valori
- Condivisione degli obiettivi
- Struttura sociale interna
- Rispetto delle norme
- Equilibrio
- Definizione di un ruolo (= insieme di attese di comportamento da parte degli altri membri del gruppo) per ogni membro
Affinché vi sia equilibrio, i ruoli devono essere coerenti e complementari. Gran parte delle persone si trova in condizioni di inclusione parziale in più gruppi.
La cooperazione produce una rendita: né i contributi individuali, né i risultati complessivi realizzati, però, sono perfettamente conoscibili e questo porta alla creazione di comportamenti opportunistici, causa ed effetto di sfiducia tra le parti. Il rapporto di fiducia, invece, richiede comportamenti leali e cooperativi.
A tal proposito sono state elaborate da Douglas McGregor due teorie:
| Teoria X | Teoria Y |
|---|---|
| Il lavoro ha un valore strumentale rispetto all’ottenimento della retribuzione | Assunzione spontanea di responsabilità |
| Minimizzazione dello sforzo | Atteggiamento di lealtà e di impegno |
| Nessun fenomeno di assunzione spontanea di responsabilità | Identificazione con l’azienda, gli obiettivi e la professione |
| Assetto organizzativo basato sulla delega su obiettivi |
Sia la Teoria X, sia la Teoria Y si auto confermano e questo non fa che avvalorare la tesi che un comportamento altruistico è perfettamente funzionale alla massimizzazione del benessere personale.
I processi decisionali collettivi prevedono casi di concorrenza tra le decisioni, dovuti all’impiego di risorse scarse e limitate: il modello Cohen March e Olsen (Garbage Can Model). Esso prevede che le decisioni siano assunte nelle occasioni di decisione durante le quali le persone che per autorizzazioni e deleghe sono tenute a partecipare, portano sia problemi in cerca di soluzioni, sia soluzioni in cerca di problemi.
Una scelta si compie se una soluzione viene presentata in modo compiuto e convincente come risposta ad un problema percepito come urgente e rilevante. All’interno di un’impresa bisogna che tutte le decisioni individuali siano coerenti con gli obiettivi dell’organizzazione, vengono elaborate, perciò, regole organizzative, procedure e routine.
2: Gli istituti, le aziende, la specializzazione economica
Ciascuna persona partecipa contemporaneamente a più società umane per produrre risultati non attuabili con le risorse individuali e per soddisfare i bisogni di società mediante intense e positive relazioni interpersonali.
Tali tipi di partecipazioni, finalizzate all’ottenimento del bene comune, conducono alla realizzazione di:
- Rendita organizzativa, ripartita tra tutti coloro che hanno cooperato
- Risultato reddituale, attribuito a uno o più soggetti che si sono assunti il diritto-dovere di governare l’impresa
Istituzioni: teorie e strutture di comportamento relativamente stabili.
Istituti: società umane che assumono carattere di istituzioni.
Le caratteristiche fondamentali di un istituto sono: la durabilità nel tempo, l’autonomia (affinché la capacità di scelta non sia limitata e si riescano a perseguire obiettivi di crescita), la dinamicità (capire la mutevolezza della realtà, esser capaci di adattarsi, prevenire o proporre un cambiamento), l’ordine (organizzato secondo proprie leggi) e l’unità (affinché siano perseguiti obiettivi condivisi dalle persone che lo compongono).
I principali istituti in cui l’attività economica è rilevante sono la famiglia, l’impresa, lo Stato e gli istituti non-profit.
Azienda: ordine strettamente economico di un istituto.
| Famiglia | Impresa | Stato | Istituti non-profit | |
|---|---|---|---|---|
| Azienda | Azienda familiare di consumo e di gestione patrimoniale | Azienda di produzione | Azienda composta pubblica | Azienda non-profit |
| Finalità dominanti | Sociali, etiche e religiose | Economiche | Sociali e morali | Sociali, morali e culturali |
| Fine economico immediato | Appagamento dei bisogni delle persone che la compongono | Produzione di rimunerazioni monetarie o di altra specie | Produzione e consumo di beni pubblici | Appagamento dei bisogni di associati, fruitori, collettività |
| Portatori di interessi economici istituzionali | Componenti della famiglia | Prestatori di lavoro e conferenti di capitale di rischio | Cittadini e prestatori di lavoro | Associati, donatori, Stato, prestatori di lavoro |
| Portatori di interessi economici non istituzionali | Altre famiglie legate da parentela, prestatori di lavoro domestici | Fornitori, clienti, conferenti di capitale di prestito | Fornitori, conferenti di capitale di prestito, altri istituti pubblici | Fornitori, conferenti di capitale di prestito, Stato, clienti |
| Processi economici caratteristici | Lavoro, gestione patrimoniale, studio, consumo | Negoziazioni di beni, di crediti e di rischi, trasformazioni tecniche | Produzione e consumo di beni pubblici, raccolta di tributi | Produzione (e consumo) di beni |
La gran parte dell’attività economica non si svolge all’interno della famiglia a causa della specializzazione economica e delle limitate dimensioni economiche della famiglia (persone specializzate sono più efficienti di persone che non lo sono, i volumi di produzione sono maggiori del consumo della famiglia).
L’integrazione attraverso il mercato comporta costi di transazione dovuti alla razionalità limitata e alla possibilità di comportamenti opportunistici. Perciò le parti si accordano e si aggregano sotto una stessa autorità, entrando a far parte dello stesso istituto e abbassando così i costi di transazione.
La capacità umana di raccogliere e di integrare la grande massa di informazioni necessarie a svolgere l’intera attività economica in un’unica organizzazione è nettamente inferiore al necessario. Se si attuasse un modello economico di questo tipo si disperderebbero enormi volumi di conoscenze, di capacità individuali e sociali, adottando soluzioni sovrasemplificanti e si diffonderebbe un senso di iniquità.
La presenza di tre macro classi di istituti, oltre alle famiglie, è dovuta all’opportunità di sfruttare l’efficienza e l’innovatività tipiche delle imprese e alla necessità di interventi da parte dello Stato quando l’azione privata produce inefficienze o iniquità.
La varietà di forme all’interno di un istituto è dovuta a:
- Diverse caratteristiche dei prodotti e dei mercati
- Ricerca di vantaggi competitivi da parte di ciascuna impresa
- Innovazione
- Differenze di competenze
I principali fattori che promuovono l’uniformità di configurazione sono:
- Imitazione di forme distintive o innovative
- Adattamento a modelli di impresa giudicati normali
- Uniformità e omogeneizzazione di regole formali
- Integrazione tecnica dei mercati
Possono realizzarsi equifinalità (configurazioni aziendali diverse per ottenere obiettivi simili) e plurifinalità (una medesima configurazione aziendale per obiettivi diversi).
Esistono quattro modelli alternativi di configurazione dei sistemi economici:
- Il modello dell’autoconsumo: modello di economia primitivi, ciò che è prodotto è destinato all’autoconsumo; mancano le forme di specializzazione economica, mentre vi è la ripartizione dei compiti tra i vari membri.
- Il modello atomistico di mercato: modello astratto, le persone singole svolgono in autonomia la propria attività di lavoro specializzata, che viene poi coordinata dai meccanismi del mercato.
- Il modello della gerarchia totale: modello di economie socialiste, esiste un’organizzazione statale centrale che pianifica l’intera attività economica, al posto delle imprese ci sono unità operative che eseguono i piani statali.
- Il modello della pluralità di istituti specializzati: nel sistema economico ci sono vari e numerosi istituti, all’interno delle imprese il comportamento degli individui è definito e controllato da una gerarchia, mentre le relazioni tra le imprese sono regolate dal mercato.
La specializzazione si può manifestare a tre livelli: per macroclassi di istituti, all’interno di ciascuna macroclasse e nell’ambito delle singole aziende.
I vantaggi (attività più veloci, più efficaci, con minori costi e qualità migliori) derivano da:
- Processi di apprendimento (economie di apprendimento = learning by doing)
- Limiti e non uniforme distribuzione delle competenze individuali
- Differenziazione degli orientamenti tecnici e manageriali
- Costi di passaggio tra le fasi
- Differenti performance tecniche degli impianti e delle attrezzature
- Identificazione e motivazione al lavoro
Sono svantaggi della specializzazione:
- Demotivazione
- Costi di rigidità e investimenti specifici
- Costi di coordinamento
Tanto più grandi sono le possibili economie di specializzazione, tanto più numerosi sono i nuclei di attività che conviene specializzare e tanto maggiore è la capacità produttiva che conviene installare. Inoltre la specializzazione può crescere tanto più quanto più i mercati sono ampi e le conoscenze si arricchiscono.
3: Le combinazioni economiche di istituto
Sistema degli accadimenti: insieme di azioni e fenomeni che si manifestano nell’azienda e nel suo ambiente.
Sistema delle operazioni: sistema delle attività svolte dalle persone.
Combinazioni economiche generali (funzioni o gestioni): operazioni produttive e di consumo, si articolano in combinazioni economiche parziali e in insiemi di competenze specialistiche; esse sono ordinate per affinità di specie.
Coordinazioni economiche parziali (ASA = area strategica di affari): insieme dei processi caratterizzati da una funzione e da un insieme di competenze specialistiche identificate da un oggetto comune.
Esse sono riconducibili alle seguenti classi di operazioni:
- Configurazione dell’assetto istituzionale (= disegno complessivo secondo il quale l’impresa nasce, si trasforma e si svolge)
- Gestione (= insieme di operazioni attraverso le quali l’impresa attua direttamente la produzione economica; si compone di gestione caratteristica, patrimoniale, finanziaria, tributaria e assicurativa)
- Organizzazione (= assegnazione di ruoli e responsabilità alle persone)
- Rilevazione (= raccolta, elaborazione e diffusione di dati e informazioni)
Negoziazioni: operazioni attraverso le quali l’impresa acquisisce da terzi le condizioni di produzione e cede i propri prodotti o condizioni di produzione.
Concetti chiave per comprendere le negoziazioni sono:
- Costi di transazione: le parti coinvolte nella transazione operano in condizioni di razionalità limitata e possibilità di comportamenti opportunistici
- Asimmetria informativa: una delle due parti è più informata sulla transazione rispetto all’altra
- Investimenti specifici: una delle due parti, per mantenere o attivare rapporti di lungo periodo, è portata ad effettuare investimenti il cui valore, se la relazione venisse meno, potrebbe azzerarsi
- Forza contrattuale: una delle due parti ha una capacità di influenza maggiore nei confronti dell’altra
L’unità elementare di analisi delle aziende è l’operazione. Le operazioni si aggregano in processi: insiemi ordinati di operazioni con medesimo oggetto.
Le coordinazioni economiche parziali dell’impresa
Configurazione dell’assetto istituzionale:
- I soggetti nell’interesse dei quali l’azienda si svolge
- I contributi per l’azienda di tali soggetti
- Le ricompense per tali soggetti
- Le prerogative di governo economico
- I meccanismi e le strutture che regolano le correlazioni tra i contributi
Gestione:
- Caratteristica (= insieme delle operazioni di gestione che identificano la funzione economico-tecnica tipica di ciascuna azienda):
- Operazioni di ricerca e sviluppo
- Operazioni di acquisto di merci e servizi destinati alla produzione
- Operazioni di fabbricazione
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