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Economia aziendale

Riassunto a cura di: Fabio Ruini (ruini.fabio@unimore.it)

Capitolo 1: Le persone, l'attività economica, l'economia aziendale

Paragrafo 1.1: Le persone, gli istituti e l'attività economica

Le persone, nel loro divenire, perseguono molteplici fini di varia specie e di vario grado; il perseguimento di tali fini suscita i bisogni; per soddisfare i bisogni le persone svolgono, tra l'altro, l'attività economica, ossia l'attività di produzione e di consumo di beni economici. I beni economici sono le merci ed i servizi che presentano le caratteristiche di utilità per il soddisfacimento dei bisogni delle persone e di scarsità rispetto alle esigenze espresse dalle persone stesse. L'attività economica si manifesta principalmente nel lavoro, consiste nelle operazioni di produzione e di consumo di beni economici ed è svolta in massima parte nell'ambito di istituti: in particolare famiglie, imprese ed amministrazioni pubbliche.

Operazioni economiche

  • Operazioni di trasformazione fisico-tecnica
  • Negoziazioni di beni privati e pubblici
  • Negoziazioni di capitale di prestito (o negoziazioni di credito)
  • Negoziazioni di rischi specifici (assicurazioni)
  • Negoziazioni di capitale proprio (capitale di rischio)
  • Negoziazioni di lavoro
  • Operazioni di organizzazione
  • Operazioni di rilevazione e di informazione

La gamma di queste operazioni è molto ampia e, in particolare, essa non si limita alle lavorazioni degli elementi fisici che compongono le merci; include le operazioni volte alla produzione di servizi ed allo svolgimento di negoziazioni del credito e dei rischi specifici. Si estende anche ai trasferimenti spazio-temporali dei beni; copre sia le produzioni che i consumi.

Scambi monetari

Le negoziazioni di merci e servizi, nel contesto di un sistema economico progredito, si svolgono tipicamente nella forma di scambi monetari. Si dà scambio monetario, anziché baratto, quando un bene è scambiato a fronte di un ammontare di moneta determinato dal prezzo unitario moltiplicato per la quantità. Una negoziazione prevede la presenza di un acquirente e di un venditore. Nello scambio monetario è da sottolineare l'importanza dei termini di pagamento. Quando il regolamento di un prezzo non è immediato, ma differito, si origina un credito di regolamento del venditore nei confronti dell'acquirente (e, viceversa, un debito di regolamento).

Capitale e rischi

Per la copertura del fabbisogno finanziario connesso alle proprie attività di produzione e di consumo, gli istituti di qualsiasi ordine (famiglie, imprese ed amministrazioni pubbliche) possono ricorrere a capitali di prestito, negoziando la possibilità di disporre di mezzi monetari, per un certo periodo di tempo, a fronte di definite modalità di rimborso e del pagamento di un prezzo (solitamente espresso in forma di interessi). Le negoziazioni di capitale di prestito originano un debito/credito di prestito.

Rischio economico

Ciascun ordine di istituto è soggetto ad un rischio economico generale, ovvero la possibilità che le combinazioni economiche complessive producano perdite che ne minaccino la vita duratura. Tale rischio economico generale fa necessariamente capo all'istituto, non potendo così essere trasferito ad altri. Al tempo stesso, però, esistono altre categorie di rischi specifici, che possono essere oggetto di "copertura" mediante assicurazione. Si tratta di rischi di eventi sfavorevoli particolari (ad es. furto e incendio), definibili nell'oggetto, nella probabilità di manifestazione e nella grandezza economica del danno connesso, negoziabili a fronte del pagamento di premi di assicurazione.

Capitale proprio e negoziazioni di lavoro

Il capitale proprio (complementare al capitale di prestito nella copertura del fabbisogno di capitale degli istituti) è l'insieme dei mezzi monetari conferiti stabilmente all'istituto dai membri dello stesso e direttamente soggetto al rischio economico generale. Le negoziazioni di lavoro si pongono sullo stesso piano di quelle di capitale proprio, in quanto lavoro e capitale risparmio (conferito sotto forma di capitale proprio) sono le due condizioni primarie di produzione. Al tempo stesso, prestatori di lavoro e conferenti di capitale risparmio sono, in linea di massima, membri dell'istituto in cui l'attività economica si svolge con il loro contributo.

Organizzazione e rilevazione

Consistono essenzialmente nella progettazione della struttura organizzativa dell'istituto e nella ricerca e gestione del personale (retribuzione, carriera, ecc...). Servono per raccogliere ed elaborare i dati e le informazioni utili per la conoscenza e la programmazione delle attività aziendali. Riepilogando: gestione, organizzazione e rilevazione sono le tre classi generali di operazioni svolte nelle aziende (le operazioni di gestione sono quelle che attuano direttamente le produzioni ed i consumi di beni economici).

Beni e servizi

Abbiamo visto che, quando in economia si parla di "beni", si intendono al tempo stesso merci e servizi. Tutte le imprese attuano produzione economica; non tutte, però, attuano in senso stretto una produzione di beni (merci o servizi). Le imprese manifatturiere producono beni tipicamente sotto forma di merci; vari tipi di imprese producono servizi; imprese commerciali, di credito e di assicurazione, invece, non producono (se non come attività accessoria) dei beni (né merci, né servizi). Per questo motivo si dice che tali aziende producono servizi in senso lato, in quanto operano su negoziazioni di merci o servizi prodotti da altre imprese. In ogni modo, comunque sia svolta la produzione economica, essa non rappresenta il fine dell'impresa, ma bensì la funzione caratteristica che essa svolge nell'ambito delle "economie di mercato". Il fine dell'impresa è invece la produzione di redditi (che ha lo scopo di remunerare il lavoro ed il capitale proprio), attuata attraverso la produzione di beni svolta secondo efficienza nel tempo crescente.

Innovazione economica

L'innovazione economica consiste nella ricerca, nell'individuazione e nella sperimentazione di nuove e più convenienti modalità di svolgimento delle produzioni e dei consumi. Essa non è però da intendersi come un principio statico (utilizzazione massimalmente efficiente delle risorse scarse), ma in un'ottica dinamica (ricercare modalità sempre più conveniente di svolgimento dell'attività economica, ossia innovare continuamente). L'innovazione economica non deve essere confusa con l'innovazione tecnologica. Esse si manifestano frequentemente in modo congiunto, ma questo non significa che l'innovazione tecnologica (che rappresenta una variabile esogena al sistema aziendale) sia l'unica fonte possibile di significativi incrementi di produttività dei singoli istituti o dei sistemi economici. Nelle imprese, infatti, si sperimentano continuamente innovazioni economiche relativamente indipendenti dalle innovazioni tecnologiche.

Paragrafo 1.2: I bisogni

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, l'attività economica nasce come mezzo per soddisfare i bisogni delle persone, suscitati dal perseguimento di determinati fini (legati alla persona come membro di determinati istituti). Per l'analisi economica è importante lo studio di una teoria dei bisogni, allo scopo di comprendere meglio l'origine ed i fini delle scelte effettuate nell'ambito di un determinato istituto. In tale ambito, occorre conoscere la "gerarchia dei bisogni". Essi si dispongono in una gerarchia, cioè in un ordine di priorità che si manifesta nelle variazioni delle scelte di consumo, in funzione del variare dei redditi disponibili (con l'aumentare del reddito disponibile si accede a certi consumi abbandonandone altri e viceversa in caso di decremento). Questo ordine di priorità è piuttosto rigido per i redditi più bassi, mentre in corrispondenza di quelli più alti variano significativamente le preferenze individuali. Le preferenze individuali possono essere influenzate da pubblicità e promozioni aziendali, sia per quello che riguarda i bisogni "primari", sia per quelli "voluttuari". In economia aziendale, comunque, il soddisfacimento dei bisogni non avviene esclusivamente mediante il consumo di beni; per un prestatore di lavoro, per esempio, le modalità di svolgimento dell'attività economica di produzione concorrono a soddisfare i suoi bisogni di socializzazione, di crescita, di gratificazione, ecc...

Paragrafo 1.3: Le condizioni di produzione

L'attività economica di produzione si attua con l'impiego di "condizioni di produzione", correntemente denominate fattori di produzione (o fattori produttivi). È possibile analizzare queste condizioni di produzione a due livelli di analisi:

  • Complesso insieme delle condizioni di produzione (livello generale): è un insieme che racchiude ogni elemento o circostanza che, direttamente o indirettamente, contribuisce a rendere possibile, a facilitare od ostacolare, la produzione economica d'impresa (patrimonio dell'impresa, andamento della congiuntura, motivazione dei lavoratori, ecc...)
  • Condizioni primarie di produzione (livello particolare): le condizioni primarie di produzione sono definite secondo il duplice criterio di essere condizioni di produzione fondamentali per ogni impresa; condizioni la cui natura e le cui modalità d'apporto all'impresa sono tali da suscitare nelle persone che le conferiscono, interessi economici primari nei confronti dell'impresa

Esse sono il lavoro di ogni specie (prestato dalle persone che all'impresa dedicano in modo continuativo la totalità, o comunque la parte preponderante, della propria attività lavorativa) ed il capitale risparmio conferito a titolo "di rischio", denominato anche "capitale proprio". Queste due condizioni di produzione fanno capo alle due categorie di persone che compongono il "soggetto economico d'impresa", ossia l'insieme delle persone che hanno interessi economici primari nell'impresa e che per questo hanno il diritto-dovere di governarla.

Paragrafo 1.4: L'economia aziendale: i principi generali

Le scienze economiche si articolano in due rami, entrambi aventi in comune le attività di produzione e di consumo di beni economici: l'economia aziendale, che osserva i fenomeni economici nell'ambito delle singole imprese, dei piccoli aggregati, degli ambienti; l'economia politica, che si interessa invece dei grandi aggregati regionali, nazionali ed internazionali di imprese. Le attività economiche possono essere indagate in tre aspetti principali:

  • Le strutture e le tecniche (composizione del soggetto economico, struttura organizzativa, strategie, ecc...)
  • I comportamenti (andamento dei processi di acquisto, di ricerca, domanda aggregata, ecc...)
  • I risultati economici (costi, ricavi, redditi, entrate, uscite, equilibri reddituali, ecc...)

Tra questi tre aspetti delle attività economiche vi è forte interdipendenza: l'analisi dei risultati e dei comportamenti, infatti, deve portare all'identificazione di strutture e tecniche alternative nello svolgimento dell'attività economica stessa, nonché all'innovazione delle modalità relativamente più convenienti nei vari contesti. L'economia aziendale deve inoltre spiegare le relazioni di causalità relativa tra le alternative soluzioni tecnico/strutturali ed i risultati economici, alla ricerca di giudizi di convenienza relativa delle diverse modalità di svolgimento dei processi economici. Questi "giudizi di convenienza" non hanno ovviamente un valore normativo assoluto ma, basandosi su contributi delle scienze umane, un "valore normativo relativo". In ogni modo, i giudizi di convenienza relativa si rifanno ad un concetto di dinamicità dei processi economici, cioè alla ricerca di continui progressi di efficienza e di efficacia economica (contrastando il principio statico dell'allocazione ottima delle risorse data, a favore di una continua massimizzazione della ricchezza prodotta). La dinamicità appena accennata dipende in forte misura dal concetto di innovazione, non soltanto tecnica (fattore esogeno al sistema aziendale), ma soprattutto economica.

Importanza della persona

L'analisi economica pone al suo centro la persona nella sua totalità: è dunque sbagliato assumere come attore dei processi economici un "homo oeconomicus" privato dei suoi caratteri umani. In particolare, l'analisi economica deve tener conto dei seguenti punti:

  • La persona non svolge il lavoro come fine della sua esistenza, ma come mezzo che egli ha a disposizione per soddisfare i bisogni sorti dal perseguimento dei suoi fini di persona
  • Le persone sono membri di collettività di vario genere; tale condizione influenza fini, valori e bisogni individuali
  • Le persone umane, se poste ad operare in contesti retti da giustizia, condividono tra loro valori di solidarietà, di lealtà e di progresso

Nelle "economie di mercato" è componente essenziale la complementarità dei ruoli tra i singoli istituti e lo Stato: le famiglie e le imprese devono poter operare in libertà nella scelta delle combinazioni economiche e delle modalità di loro svolgimento, lasciando alle autorità pubbliche il compito di regolare, innovare e svolgere l'attività economica in quei contesti la cui responsabilità è troppo grande per essere assunta da piccoli istituti. L'innovazione delle modalità di svolgimento delle attività economiche, in particolare per le imprese, deve ispirarsi alla coniugazione di più elevati livelli di efficienza delle combinazioni produttive con più elevati livelli di soddisfazione dei prestatori di lavoro. Solo in particolari circostanze è possibile scindere questi due elementi (quasi sempre, negli ultimi decenni, i grandi incrementi di efficienza si sono accompagnati a condizioni di lavoro più soddisfacenti e viceversa).

Schematizzazione dell'economia aziendale

  • L'economia aziendale ha come oggetto proprio ed è rivolta alle attività economiche delle aziende
  • L'EA ha per oggetto l'ordine economico (cioè il sistema degli accadimenti economici) di tutti gli istituti (famiglie, imprese ed amministrazioni pubbliche)
  • Alle tre classi principali di istituti corrispondono le rispettive aziende (aziende familiari, aziende di produzione, aziende composte pubbliche)
  • L'EA studia i processi in cui si articolano le 8 principali classi di operazioni che compongono gestione, organizzazione e rilevazione ed informazione
  • Le operazioni avvengono con l'impiego di condizioni di produzione, tra cui sono primarie il lavoro ed il capitale risparmio, cui corrispondono i prestatori di lavoro ed i conferenti di capitale, membri del soggetto economico
  • Modalità strutturali e tecniche di svolgimento delle operazioni sono la struttura del soggetto economico, delle combinazioni produttive, dell'organismo personale, del patrimonio, l'assetto organizzativo e l'assetto tecnico
  • La produzione di beni non è il fine delle aziende, come lo è invece la produzione di redditi atti alla remunerazione dei prestatori di lavoro e dei conferenti di capitale
  • L'efficienza deve essere nel tempo crescente, grazie all'innovazione non solo tecnologica, ma anche e soprattutto economica

Capitolo 2: Gli istituti e le aziende

Paragrafo 2.1: La specializzazione economica

L'attività economica di produzione e di consumo è svolta da persone ed istituti variamente "specializzati" (nel doppio significato di "dedicati ad una parte specifica dell'attività economica" e di "possessori di distinte competenze ed abilità"; è cioè caratterizzata dalla specializzazione economica. La specializzazione economica si manifesta, con caratteri differenti, a tre livelli:

  • Primo livello generale: specializzazione delle tre grandi classi di istituti (nelle imprese la produzione di beni privati; nelle famiglie i consumi; nelle amministrazioni pubbliche la produzione ed il consumo di beni, soprattutto servizi, pubblici)
  • Secondo livello intermedio: specializzazione nell'ambito di ciascuna classe di istituti (vale principalmente per le imprese e gli enti pubblici, siccome le famiglie svolgono attività economiche relativamente uniformi; le imprese si presentano con forti gradi di specializzazione nella produzione di particolari categorie di beni destinate a specifiche categorie di elementi)
  • Terzo livello di maggior dettaglio: specializzazione nell'ambito delle singole aziende (dove le singole persone e unità organizzative svolgono compiti particolari, utilizzando speciali competenze e risorse)

Il grado di specializzazione è un indice del livello di arretratezza di un'economia. Il più basso livello è caratteristico delle "economie di autoconsumo", dove le famiglie operano in autonomia con tutte le attività di produzione e consumo di beni e di servizi.

Relativamente alle famiglie, si è osservata una tendenza al trasferimento verso l'esterno (imprese ed amministrazioni pubbliche) del lavoro applicato alla produzione economica di beni privati e pubblici. Oltre alla produzione di beni, si registra una generale tendenza alla specializzazione economica anche in merito alla gestione patrimoniale (soprattutto nel caso di una quantità rilevante di mezzi monetari), affidata ad aziende di credito, di investimento, fiduciarie, ecc... Sempre nell'ottica delle famiglie è importante sottolineare la distinzione tra "aziende familiari" (azienda di consumo e di gestione patrimoniale, astrazione dell'istituto).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Bianchi Maria Teresa.
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