Sistema azienda e sua organizzazione
In passato, l’azienda era equiparata all’attuale contabilità della ragioneria, rilevava quindi gli aspetti quantitativi dell’azienda, determinava i risultati e, infine, dava interpretazione a questi elementi. Ora comprende invece altri importanti aspetti dell’azienda.
Attività economica
L’attività economica ci permette di soddisfare i nostri bisogni attraverso delle risorse, dei mezzi chiamati beni. I beni possono essere:
- Beni non economici reperibili (es. aria) e quindi con valore economico “nullo” perché non richiedono alcuna spesa;
- Beni economici scarsi che richiedono un dispendo di mezzi.
L’attività economica si divide in 5 fasi:
- Produzione: attività di creazione dei beni economici;
- Scambio: le aziende si specializzano nella produzione di un determinato bene che poi sarà scambiato con altre aziende per il soddisfacimento dei diversi bisogni;
- Consumo: utilizzo dei beni;
- Risparmio: attività volta a un consumo futuro non immediato;
- Investimento: utilizzo del risparmio monetario per l’acquisizione di determinate risorse.
Attività economica e aziende sono legate e necessarie a vicenda: l’azienda produce i beni necessari per soddisfare i bisogni (aziende di produzione) o propone di soddisfarli direttamente (aziende di erogazione). L’azienda è quindi un’organizzazione economica volta a soddisfare i bisogni umani attraverso la produzione o il consumo di beni e servizi. E’ costituita da elementi che, coordinati tra di loro, permettono il raggiungimento del suo scopo:
- Persone: rappresentano l’organizzazione;
- Beni: rappresentano il patrimonio;
- Operazioni: rappresentano la gestione.
Le persone organizzano l’attività e la coordinano (es. imprenditore), i beni vengono coordinati nel modo più utile per raggiungere lo scopo e le operazioni comprendono tutte le operazioni dell’azienda. Questi elementi formano il sistema azienda.
Il sistema azienda
Il sistema azienda è finalizzato al soddisfacimento dei bisogni; è aperto in quanto in relazione con l’ambiente esterno; è complesso perché costituito da molti elementi in relazione tra loro; è dotato di meccanismi di autoregolazione sempre in vista dell’obiettivo finale e per questo i risultati vengono sempre valutati e confrontati per poter modificare nel caso le operazioni alla base per correggere i risultati ottenuti; è capace di adattarsi e influenzare l’ambiente.
Quindi, l’azienda è molto più che un semplice insieme di beni come afferma la definizione del codice civile (art. 2555). L’azienda è un sottosistema dell’ambiente e deve seguire le sue regole se vuole sopravvivere al suo interno; l’ambiente è il quadro di riferimento di ogni impresa. La flessibilità rappresenta la capacità di adattamento all’ambiente. Tra azienda e ambiente vi è una relazione biunivoca.
Tipi di ambiente
- Mercati di acquisizione dei fattori produttivi: il primo che s’incontra, necessario per svolgere tutte le attività. I fattori sono elaborati e immessi nell’ambiente successivo;
- Mercato di sbocco per le merci e i prodotti;
- Ambiente fisico-naturale: rappresenta il territorio, il clima ecc..., influenza l’azienda e la sua tipologia in base alle risorse che si possono trovare al suo interno;
- Ambiente culturale: comprende le conoscenze, le ideologie e i valori propri di una società, importanti per comprendere i comportamenti delle persone che ne fanno parte e che potrebbero essere poi assunti;
- Ambiente tecnologico: riguarda le conoscenze tecnologiche;
- Ambiente sociale: rappresenta la struttura della società nella quale l’azienda va a inserirsi;
- Ambiente economico: è il sistema economico che regola una determinata società;
- Ambiente politico e legislativo.
L’ambiente è in continua evoluzione a causa dei progressi nei vari settori (benessere, tecnologico...).
I bisogni da soddisfare
Sono:
- Fisiologici (primari);
- Di sicurezza (di protezione);
- Sociali (necessità di interagire).
Questi sono i bisogni fondamentali, vi sono poi quelli soddisfatti solo in seguito a quelli elencati precedentemente:
- Stima di sé;
- Stima degli altri;
- Autorealizzazione.
Le azioni delle aziende si basano proprio su studi sui soggetti del mercato di sbocco (clienti) e sui loro bisogni.
Classificazione delle aziende secondo Aldo Amaduzzi
L’azienda, per lo studioso Aldo Amaduzzi, è: “Un sistema di forze economiche che sviluppa nell’ambiente, di cui è parte complementare, un processo di produzione e/o consumo a favore del soggetto economico e degli individui che vi operano”.
Possono essere classificate secondo diversi aspetti:
- Secondo il fine principale, abbiamo: aziende di produzione e aziende di erogazione.
Aziende di produzione
Dette anche imprese o aziende profittorienti, producono beni e servizi per il mercato con lo scopo di conseguire un guadagno e per questo svolgono un'azione indiretta in quanto la produzione è solo un mezzo per arrivare al guadagno e non soddisfare direttamente i bisogni. Si dividono ulteriormente in:
- Aziende di produzione diretta, che si occupano della trasformazione materiale delle materie prime;
- Aziende di produzione indiretta che effettuano una trasformazione economica nel tempo e nello spazio e non fisica del bene.
Queste aziende possono essere collocate in diversi settori produttivi:
- Settore primario, in cui le aziende si occupano della ricerca delle risorse esistenti in natura (es. aziende agricole);
- Settore secondario, in cui le aziende si occupano della produzione diretta, della trasformazione del bene (es. aziende alimentari, chimiche...);
- Settore terziario, in cui le aziende si occupano della produzione indiretta di servizi (es. aziende mercantili, trasporti).
Il terziario avanzato comprende le aziende che si occupano di nuove tecnologie (es. azienda informatica).
Aziende di erogazione
Le aziende di erogazione o aziende al consumo soddisfano i bisogni in via diretta (famiglia, associazioni culturali e sportive), procurano le risorse finanziarie per poi consumarle per acquisire beni e servizi. Si dividono in base al fine in:
- Enti non profit o terzo settore (aziende con finalità sociali e di assistenza, di tutela): operano in quei settori dei quali, stato e enti pubblici, non si occupano. Non mirano al soddisfacimento dei bisogni dei membri dell’azienda ma di soggetti esterni all’ente. Ottengono le risorse tramite finanziamenti esterni, per esempio di privati;
- Aziende diverse da enti non profit: soddisfano i bisogni dei soggetti interni all’azienda.
Si dividono in base al luogo in cui operano:
- Aziende indivise che operano in un'unica sede (es. negozi al dettaglio, piccole imprese);
- Aziende divise che operano in più sedi (es. filiali, supermercati, grandi aziende) che operano facendo parte però di un unico sistema aziendale.
Si dividono in base alle dimensioni in: piccole, medie, grandi. Si valuta in base a criteri qualitativi (es. conoscenza dipendenti e loro famiglie) utilizzati più per gli studi e le ricerche che per le leggi, e ai criteri quantitativi ben più importanti: l’entità del capitale investito, il numero dei dipendenti e il volume delle vendite. Questi criteri devono essere presi in considerazione contemporaneamente e non singolarmente.
I piccoli imprenditori (art. 2083) sono i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e chi esercita un’attività con componenti della famiglia.
Soggetto giuridico aziendale
Secondo il soggetto giuridico aziendale, esistono aziende private e aziende pubbliche. Il soggetto giuridico dell’azienda rappresenta colui al quale vengono riferiti i diritti e gli obblighi che derivano dall’attività aziendale. L’azienda privata ha un soggetto giuridico privato (aziende individuali, società di persone). Le aziende individuali sono composte da una sola persona, la società di persone da più individui legati da un contratto. La società è diffusa perché la ricerca del capitale è più veloce e ogni tipo di rischio è diviso tra i soci.
Tipologie di società
- Società di persone, dove i soci hanno una responsabilità solidale o limitata;
- Società di capitali, dove i soci hanno responsabilità legate al capitale;
- Società cooperative.
L’azienda pubblica ha un soggetto giuridico pubblico (regione, enti di previdenza). I soggetti possono essere:
- Persone che investono i propri capitali nell’azienda (proprietari, azionisti);
- Persone che svolgono la funzione imprenditoriale (proprietario e/o un dipendente);
- I lavoratori dipendenti;
- I lavoratori autonomi.
L’imprenditore dà vita all’azienda e si assume le responsabilità e i rischi per la sua sopravvivenza. Il manager è una figura esterna, più competente, al quale si possono rivolgere gli imprenditori per la gestione dell’azienda. Il management rappresenta il vertice dell’azienda.
Organizzazione dell’attività aziendale e le aree funzionali
Il soggetto giuridico di una azienda è la persona o le persone al quale si riferiscono i diritti e gli obblighi derivanti dalle operazioni aziendali. Quindi il soggetto giuridico è responsabile di tutto quello che accade nell’azienda in termini di diritti e obblighi. Possono essere soggetti giuridici sia persone fisiche sia persone giuridiche.
Le persone giuridiche sono quegli enti a cui la legge riconosce una particolare autonomia e quindi sono direttamente titolari di diritti e di obblighi (questo nelle società). In una azienda individuale, il soggetto giuridico è l’imprenditore che crea l’azienda e che poi ne è responsabile e quindi lui, proprietario di diritti e obblighi dell’attività aziendale.
Il soggetto economico è quello che effettivamente gestisce l’azienda (il management), cioè quella persona o quel gruppo di persone che effettuano le decisioni all’interno dell’azienda. Questi due soggetti non sempre coincidono e non sempre sono distinti. Nelle società individuali, ad esempio, colui che è titolare di diritti e di obblighi e colui che sceglie e che controlla l’azienda sono la stessa persona. Quindi l’imprenditore è sia il soggetto giuridico sia il soggetto economico.
Nelle società, invece, il soggetto economico è colui che dispone il potere di maggioranza, quindi il socio maggioritario, che disponendo della maggior parte delle azioni può imporre la propria volontà in assemblea. Nelle società di persone, il soggetto economico è il socio di maggioranza e il soggetto giuridico sono i singoli soci. Nelle società di capitali, il soggetto giuridico è la società stessa in quanto dotata di personalità giuridica. Il soggetto economico è il socio di maggioranza.
Il soggetto economico non sempre rispetta queste regole della maggioranza.
Organizzazione dell’attività aziendale e le aree funzionali
La struttura di un’azienda è il complesso organizzato di risorse personali e patrimoniali, indispensabile per lo svolgimento dell’attività aziendale. Quindi la struttura verrà decisa in base a tutte le decisioni prese per dotare l’azienda di risorse umane e patrimoniali indispensabili per svolgere:
- Un determinato tipo di attività con una determinata forma giuridica;
- Un determinato settore;
- In un determinato luogo.
Dunque tutte le decisioni assunte in sede di costituzione andranno a determinare l’esigenza di portare all’azienda delle risorse umane patrimoniali per poter adattarsi alle scelte compiute in sede di costituzione e quindi formare una struttura aziendale. La struttura può essere organizzata e operativa.
La struttura organizzativa si identifica nelle modalità di composizione e coordinamento di tutte quelle forze produttive che operano all’interno dell’azienda. Quindi costituisce lo schema in cui si stabiliscono le modalità di svolgimento dell’attività aziendale.
La struttura operativa riguarda tutte le modalità di svolgimento attraverso il quale l’azienda agisce e opera, (reperimento dei finanziamenti, l’acquisizione di materie prime, acquisizione di fattori produttivi, l’ottenimento e il collocamento dei prodotti nel mercato).
Fattori di scelta della localizzazione
La localizzazione è la scelta dell’ubicazione ottimale che l’azienda compie a seconda del tipo di attività che essa svolge. L’ubicazione deve sempre conciliare con le esigenze operative, e con altre esigenze di natura economica, legate al contenimento dei costi e all’ampliamento dei ricavi. Le esigenze strettamente operative possono essere, ad esempio, la vicinanza dei mercati di approvvigionamento e sbocco, quindi la possibilità di disporre di materie prime necessarie in tempi brevi o far prevenire negli stessi tempi brevi prodotti finiti ai clienti. La localizzazione costituisce un problema da risolvere in base agli elementi che ogni azienda deve valutare.
Gli elementi che l’azienda deve prendere in considerazione per la scelta ottimale dell’ubicazione sono:
- L’ubicazione dei mercati di approvvigionamento (per mantenere quei costi di trasporto o di reperimento delle materie prime. Per quanto riguarda le aziende industriali, avranno bisogno della vicinanza dei mercati di approvvigionamento delle materie prime, mentre le aziende mercantili, semplicemente con le merci da ricollocare su altri mercati.
- La possibilità di reperire i fattori produttivi da impiegare in azienda, come ad esempio la manodopera, l’energia elettrica.
- La presenza di infrastrutture (servizi pubblici, strade, aeroporti, ecc.) perché consente di avvicinare le distanze.
- È importante la vicinanza di imprese costruttrici di impianti e macchinari, non solo perché è facile la loro acquisizione ma anche perché garantiscono assistenza e manutenzione agli impianti stessi.
- A volte è necessario essere ubicati fuori dei centri abitati. Questo è necessario per le aziende che svolgono attività particolari, come lavori rumorosi e pericolosi.
- Possibilità di disporre di ampi spazi per uffici, magazzini, edifici industriali, ecc. Ciascuna azienda attribuisce così ai vari fattori di scelta della localizzazione un'importanza diversa a seconda dei calcoli di convenienza che frutta tale ubicazione.
I calcoli di convenienza sono un’analisi che viene fatta, cioè il calcolo del ricavo che si può realizzare in corrispondenza di una determinata localizzazione. Infatti, il volume d’affari (totale dei ricavi del fatturato) può variare molto in funzione della zona dove opera l’azienda stessa in relazione all’attività svolta. È un calcolo che prende in considerazione i costi connessi a una determinata localizzazione, quindi costi di trasporto delle materie prime, o delle merci qualora i mercati di approvvigionamento siano più o meno distanti, i costi effettuati per l’acquisto o l’affitto dei locali, i costi di acquisto di aree edificabili ecc...
Praticamente, l’ubicazione ottimale è quella alla quale corrisponde la massima differenza tra ricavi e costi, e quindi il massimo profitto che si può ricavare con l’attività economica localizzata in un determinato contesto.
Nella realtà operativa possiamo dire che, ad esempio, le aziende mercantili all’ingrosso tendono per quanto possibile, a localizzarsi in prossimità di luoghi che sono raggiungibili oppure di luoghi di rivendita al dettaglio, perché minimizzano i costi di distribuzione. Infatti, i dettaglianti generalmente non hanno possibilità di un magazzino molto grande e quindi tendono a fare ordini frequenti per piccole quantità. Perciò, la frequenza di trasferimento di merci ai clienti è molto grande anche più degli approvvigionamenti, e anche per assicurare il rifornimento dei beni ai dettaglianti con dei tempi d’attesa non molto lunghi.
Mentre le aziende al dettaglio sono caratterizzate dalla necessità di stare a diretto contatto con i consumatori, e quindi scelgono una localizzazione in luoghi il quale è più agevole reperire la clientela. Le aziende industriali si concentrano tutte in determinate zone, dette zone industriali, che sono collocate fuori dai centri abitati dotate di infrastrutture ben collegate con il centro e il resto dei mercati.
Fattore di scelta: dimensione e forma giuridica dell’azienda
La forma giuridica dell’azienda è connessa alla dimensione e all’attività svolta. Generalmente, le attività di dimensioni limitate, quindi piccole imprese, assumono una forma giuridica o di ditta individuale o di società di persone, anche se la S.R.L., che è una società di capitali, nasce come società che va incontro alle esigenze delle piccole imprese, quindi una forma giuridica che viene adottata dalle piccole imprese soprattutto dopo la riforma del 2003.
Se le dimensioni dell’impresa sono abbastanza rilevanti tanto da richiedere l’impiego di ingenti risorse finanziarie, allora in questo caso è più conveniente la forma giuridica delle società di capitali.
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