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Economia aziendale

L'economia aziendale insieme all'economia politica costituiscono i due rami in cui si articolano le scienze economiche. Entrambe hanno come oggetto comune le attività di produzione e di consumo dei beni atti a soddisfare i bisogni delle persone. L'economia aziendale, a differenza dell'economia politica, osserva i fenomeni economici nelle manifestazioni delle singole aziende, delle classi e degli aggregati particolari di aziende, così come dell'ambiente in cui le aziende operano.

L'economia aziendale elabora le conoscenze e le teorie economiche utili per il governo delle aziende di ogni ordine (aziende familiari, di produzione, di amministrazioni pubbliche). L'economia aziendale ha per oggetto l'ordine economico (ossia il sistema degli accadimenti economici) di tutti gli istituti nei quali si svolgono significative attività di produzione e di consumo dei beni economici. Tutto nasce quindi dai bisogni che ciascun individuo avverte e che spera di soddisfare.

I bisogni

L'attività economica è svolta per il soddisfacimento dei bisogni. Il concetto di bisogno indica infatti uno stato d'insoddisfazione, di necessità che porta l'uomo a cercare un mezzo per far cessare o prevenire questo stato di insoddisfazione. Il numero dei bisogni è illimitato, esso varia da un soggetto ad un altro in funzione di parecchie condizioni, quali il clima, l'ambiente sociale, il livello culturale, le risorse a disposizione, i bisogni variano anche in funzione dell'età.

I bisogni delle persone si dispongono in una gerarchia, cioè un ordine di priorità che varia al variare dei redditi disponibili. L'ordine di priorità è rigido per i redditi più bassi, mentre varia per i redditi più alti. Una volta appagati, i bisogni non si esauriscono ma si rinnovano e spesso ne generano altri.

Classificazione dei bisogni

La dottrina classifica i bisogni in vario modo, in base al tipo di sensazione da cui hanno origine, in base ai motivi che li generano e sul modo in cui vengono soddisfatti, sul momento in cui si manifestano. In base al tipo di sensazione da cui hanno origine, si distinguono in primari e secondari. Sono primari quelli provocati da sensazioni comuni, quali la fame, la sete, il freddo, ecc., che sono essenziali per l'esistenza umana e che se non vengono sedati non consentono che ne sorgano altri. Sono secondari tutti gli altri.

In base ai motivi che li generano e al modo in cui vengono soddisfatti, si distinguono in individuali e collettivi. I bisogni individuali scaturiscono dall'essenza fisica e psichica dell'uomo e ciascuno riesce ad appagarli agendo da solo. I bisogni collettivi sono quelli che ogni persona sente quale componente della società in cui vive, ad esempio uno stabile ordinamento giuridico per regolare i rapporti di convivenza civile. Tra di essi rientrano quelli che vengono soddisfatti dallo Stato e dagli altri enti pubblici e che proprio per questo sono chiamati pubblici.

A seconda del momento in cui si manifestano, si distinguono in presenti e futuri. La percezione dei bisogni futuri condiziona la soddisfazione di quelli presenti ed induce al risparmio. Il soddisfacimento dei bisogni non avviene sempre mediante consumo di beni, ad esempio nelle imprese, le persone che vi lavorano possono veder soddisfatti i bisogni di stima, sicurezza, socialità, ecc. Le modalità di svolgimento dell'attività economica di produzione concorrono direttamente a soddisfare i bisogni delle persone in quanto prestatori di lavoro.

La teoria dei bisogni di Maslow

La teoria di Maslow distingue cinque classi di bisogni ordinati in una scala gerarchica:

  • Bisogni elementari legati alla componente fisica delle persone fame, sete.
  • Bisogni di sicurezza cioè sicurezza fisica dell'ambiente di lavoro, chiarezza delle regole riguardanti la retribuzione, la carriera.
  • Bisogni di socialità ossia di intese e positive relazioni interpersonali, di affetto, di senso di appartenenza a gruppi.
  • Bisogni di stima esigenza di poter esprimere valutazioni positive sul proprio operato (stima di sé) e di ottenerle da altri (stima altrui).
  • Bisogni di realizzazione esigenza di poter esprimere ed utilizzare la gamma delle proprie conoscenze e capacità.

Hertzberg

  • Bisogni soddisfattivi fattori motivanti spingono l'individuo ad agire.
  • Bisogni insoddisfattivi fattori igienici come pulizia, illuminazione.

I beni

I mezzi capaci di soddisfare i bisogni sono chiamati beni. Alcuni beni esistono così come la natura li ha creati e sono a disposizione di tutti; per questo sono chiamati liberi, detti anche non economici. Tutti gli altri appartengono a chi li ha prodotti o a chi se ne è appropriato e li utilizza per le sue personali esigenze o per metterli a disposizione di terzi; proprio per questo vengono chiamati beni economici.

Questi ultimi, oltre ad essere utili a coloro che possono superare attraverso il loro impiego lo stato di disagio e di sofferenza che li affligge, sono anche limitati perché la loro disponibilità è inferiore al fabbisogno e chi vuole procurarseli deve compiere un sacrificio.

Le classificazioni dei beni

Le classificazioni dei beni sono numerose. La prima riguarda il modo in cui riescono ad appagare i bisogni, se lo fanno direttamente, cioè venendo a contatto con i nostri sensi, sono detti diretti, ad esempio l'acqua; se da soli non ci riescono e devono essere combinati con altri, sono chiamati complementari, ad esempio il carburante e l'autovettura.

Un'altra classe di beni complementari è rappresentata dai beni strumentali i quali vengono impiegati per la produzione di altri, ad esempio l'acqua, la farina, il sale sono materie prime per la panificazione e quindi strumentali per il fornaio. Molti bisogni sono soddisfatti dal concorso necessario di più beni detti beni complementari come lo zucchero e il caffè; uno stesso bisogno può essere soddisfatto da beni differenti detti beni fungibili.

Per alcuni beni, le caratteristiche rilevanti per soddisfare un bisogno sono numerose e variabili, e quindi abbiamo i beni differenziabili, in altri casi la caratteristica rilevante è una sola, uniforme e costante, e quindi abbiamo i beni non differenziabili detti commodities. In relazione alla possibilità di impiego si distinguono i beni a fecondità semplice, cioè che possono essere utilizzati una sola volta, e i beni a fecondità ripetuta, cioè che possono essere utilizzati per più volte, ad esempio un terreno agricolo.

In base al tempo in cui vengono impiegati abbiamo beni presenti, cioè che sono utili nel presente, e beni futuri che si prevede potranno esserlo in futuro. In relazione alla loro consistenza fisica si possono distinguere in materiali, cioè che hanno consistenza fisica, e immateriali come le opere dell'ingegno (brevetti, diritti d'autore, ecc.), il lavoro umano, i servizi. I beni si distinguono anche in divisibili, cioè che possono essere frazionati e utilizzati in dosi, indivisibili, che non possono essere divisi e che vengono usati contemporaneamente da più persone come un'opera pubblica.

Molti beni possono essere anche pubblici o privati, o contemporaneamente pubblici e privati, ad esempio l'assistenza medica, il servizio di trasporto, che possono essere considerati pubblici se forniti da un'azienda pubblica, privati se forniti da privati. Altri beni pubblici sono detti puri perché chi li produce non può impedirne o limitarne l'uso e sono costituiti dai beni che vengono prodotti nell'interesse della collettività.

Il consumo e la produzione

La produzione e il consumo avvengono quindi nei gruppi dei quali l'uomo fa parte. Questi gruppi sono la famiglia, le imprese, le associazioni, gli enti pubblici territoriali ai quali appartiene (Stato, Regioni, Province, Comuni) e gli altri enti pubblici e privati con i quali stabilisce rapporti. L'uomo non produce da solo i beni che gli consentono di soddisfare i bisogni che avverte, o meglio non lo fa più da quando si è reso conto che lavorando in gruppo e dividendosi i compiti si sforza di meno ed ottiene di più.

I gruppi che si formano non sono tutti uguali. Alcuni si costituiscono in modo occasionale e forse inconsapevole, durano qualche momento e si sciolgono; si possono anche ricomporre, ma non hanno nulla che li tiene uniti. Altri, invece, permangono nel tempo. I gruppi duraturi sono caratterizzati dai fini comuni delle persone che li compongono, i quali stanno insieme in funzione degli scopi che perseguono e che ciascuno sa di poter realizzare solo con il concorso di tutti gli altri.

Per soddisfare i bisogni, i beni vengono consumati, ma il consumo è possibile se ed in quanto qualcuno ha prodotto i beni che servono e li ha messi a disposizione di chi li chiede. Quindi produzione e consumo sono due concetti strettamente correlati, nel senso che non può esserci l'uno se prima non c'è stato l'altro.

La produzione riguarda l'attività rivolta ad ottenere la disponibilità dei beni. Il consumo riguarda l'attività di impiego degli stessi per il soddisfacimento dei bisogni. Produzione e consumo configurano l'attività economica, che consiste nel complesso di decisioni e azioni che sono connesse al reperimento e all'uso dei beni necessari al soddisfacimento dei bisogni.

Le classi di operazioni che concorrono a definire l'attività economica sono:

  • Operazioni di trasformazione fisico tecnica che si svolgono sia per la produzione che per il consumo; la gamma di queste operazioni è molto ampia perché non si limita alle lavorazioni degli elementi fisici che compongono le merci, ma include anche le operazioni volte alla produzione di servizi ed allo svolgimento di negoziazioni del credito e dei rischi specifici; e si estende anche ai trasferimenti spazio-temporali dei beni.
  • Negoziazioni di beni privati che si svolgono tipicamente nella forma di scambi monetari, le imprese manifatturiere ad esempio, acquistano materie prime, impianti e attrezzature, e vendono le merci e i servizi prodotti detti beni privati. Le famiglie acquistano beni e servizi per il consumo, ma possono anche acquistare o vendere beni da reddito e da rivalutazione come i terreni e gli appartamenti.
  • Le negoziazioni di beni pubblici avvengono tramite gli istituti pubblici che acquistano sia beni destinati alla produzione che al consumo; i beni prodotti sono i beni pubblici che vengono erogati tramite la percezione di tributi.
  • Negoziazioni di capitale di prestito che avvengono tramite le banche che erogano mezzi monetari, per un determinato periodo di tempo a fronte di un interesse; tutti gli ordini di istituti possono negoziare questi crediti di prestito per coprire il fabbisogno finanziario;
  • Negoziazione di rischi specifici, si tratta di rischi particolari (furti, incendi, ecc.) che vengono negoziati a fronte del pagamento di premi di assicurazione. I rischi economici generali sono invece i rischi sostenuti da ogni istituto, cioè la possibilità che le combinazioni economiche producano utili o perdite che ne minaccino la vita duratura.
  • Negoziazioni di carattere proprio (capitale di rischio) è l'insieme dei mezzi monetari conferiti stabilmente all'istituto dai membri dello stesso ed è direttamente soggetto al rischio economico generale. Le condizioni primarie di produzione sono i prestatori di lavoro e i conferenti di capitale proprio.
  • Negoziazioni di lavoro.
  • Operazioni di organizzazione che consistono essenzialmente nella progettazione della struttura organizzativa dell'istituto e nella gestione del personale.
  • Operazioni di rilevazione e di informazione che servono per raccogliere ed elaborare i dati e le informazioni utili per conoscere e programmare l'attività dell'azienda.

Le operazioni di trasformazione fisico-tecnica e le cinque negoziazioni sono le cosiddette operazioni di gestione, ossia le operazioni che direttamente attuano le produzioni ed i consumi, sono complementari alle operazioni di organizzazione e rilevazione. La produzione economica, cioè tutte e sei le classi di operazioni, è svolta da tutte le imprese; non tutte però attuano produzione di beni, le imprese commerciali, di credito e di assicurazione non producono né merci né servizi, ma producono servizi commerciali, finanziari e assicurativi.

La produzione economica non è il fine dell'impresa, bensì la funzione caratteristica che essa svolge nelle economie di mercato. Le imprese devono svolgere la loro attività secondo la condizione fondamentale di efficienza elevata e nel tempo crescente, per tre motivi:

  • Sia come responsabilità nei confronti della collettività, che non vuole che le imprese sprechino risorse.
  • Sia per avere successo nei confronti dei clienti e rispetto alla concorrenza.
  • Sia per poter remunerare convenientemente tutte le condizioni di produzione, cioè il lavoro e il capitale proprio.

Il fine dell'impresa è quello di produrre redditi attraverso la produzione di beni svolta secondo efficienza. Un principio fondamentale dell'economia è l'utilizzazione massimamente efficiente delle risorse scarse, cioè dei beni economici. È il principio del minimo mezzo e del massimo risultato, cioè si deve massimizzare la disponibilità di beni attraverso modalità più convenienti di svolgimento dell'attività economica, cioè bisogna innovare, da non confondere l'innovazione economica con l'innovazione tecnologica, anche se spesso si manifestano insieme. Sono innovazioni economiche le variazioni delle caratteristiche tecniche dei beni prodotti, combinate con nuove politiche di prezzo, nuove tecniche e politiche pubblicitarie.

I gruppi

L'attività di produzione e di consumo dei beni economici si svolge all'interno di gruppi di persone, di comunità organizzate. La produzione ed il consumo avvengono nei gruppi di cui l'uomo fa parte: la famiglia, le imprese, lo Stato, le Regioni, ecc. La formazione dei gruppi si collega a molte manifestazioni della vita umana, i gruppi che si formano non sono tutti uguali, alcuni si costituiscono in modo occasionale, altri permangono nel tempo. La loro durata è garantita dall'organizzazione che si danno, dalle regole di comportamento seguite, dai beni che possiedono e che utilizzano nello svolgimento della loro attività.

I gruppi duraturi sono caratterizzati dai fini comuni delle persone che li compongono, le quali stanno insieme in funzione degli scopi che perseguono e che ciascuno sa di poter realizzare con il concorso di tutti gli altri.

Bene comune

Gli interessi in comune, ossia i fini che perseguono, rappresentano il bene comune. Il concetto di bene comune può essere inteso come gli scopi che i componenti di un gruppo intendono realizzare, e che ciascuno di essi da solo non sarebbe in grado di raggiungere.

I caratteri dei gruppi

Se un gruppo ha propri beni, dura nel tempo ed è governato secondo proprie leggi, possiamo dire che siamo in presenza di un istituto. Gli istituti, cioè i gruppi duraturi, sono ordinati secondo proprie leggi, fisiche, sociali, economiche e religiose che la società riconosce ed accetta. I gruppi sono anche autonomi, esercitano infatti il potere decisionale utilizzando le risorse di cui dispongono. Rappresentano un tutto unitario e si costituiscono e vivono per lo svolgimento di una determinata attività per questo si dicono dinamici.

L'istituto

Per istituto si intende un complesso di elementi e di fattori di energie e di risorse personali e materiali. Esso nasce, dura nel tempo e si estingue secondo proprie leggi. (C: Masini).

L'istituto, oltre che ordinato secondo proprie leggi, ha le seguenti caratteristiche:

  • È duraturo, cioè nasce per volere di un determinato gruppo di persone e dura nel tempo.
  • È autonomo, cioè esercita il potere decisionale e utilizza le risorse di cui dispone.
  • È dinamico, cioè ha la capacità di adattarsi all'ambiente che lo circonda e alle sue modifiche.
  • Ha funzione strumentale, cioè serve all'uomo per il soddisfacimento dei suoi bisogni.

Le persone partecipano agli istituti perché l'istituto rappresenta il mezzo per realizzare i propri fini, i loro fini rappresentano il bene comune del gruppo. La società è composta da istituti di varia specie, ogni uomo fa parte di più istituti, della famiglia, dello Stato, del Comune, e fa parte anche di alcune comunità a cui ha aderito spontaneamente, quali la comunità religiosa, il sindacato, l'impresa nella quale svolge la propria attività, ecc.

Le dimensioni degli istituti variano in base al numero delle persone che li compongono. Vi sono istituti di piccola, media e grande dimensione. Il concetto di istituto è di fondamentale importanza perché consente di puntualizzare, come osserva Borgonovi, alcuni aspetti importanti:

  • Che le forme associative della vita delle persone sono condizionate da fattori economici e non economici;
  • Che gli istituti nascono per motivi vari, economici e non economici;
  • Che i caratteri che essi assumono non coincidono con i motivi per i quali nascono, per esempio i motivi che spingono a costituire una famiglia non coincidono con l'attività economica che questa svolge;
  • Che le decisioni connesse all'attività economica vengono assunte all'interno di regole che disciplinano le relazioni tra persone e gruppi sociali.

L'attività economica degli istituti

L'attività economica è rivolta al soddisfacimento dei bisogni umani. Vi sono istituti che svolgono attività economica in modo continuativo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Paoloni Mauro.
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