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Ottobre 2020

Capitolo 1

LE PERSONE, L’ATTIVITÀ ECONOMICA, L’ECONOMIA AZIENDALE

Le persone per poter perseguire i propri fini generano BISOGNI.

Le persone soddisfano questi bisogni attraverso l’impiego di BENI (merci + servizi, tangibili e

intangibili), prodotti dall’ATTIVITÀ ECONOMICA.

Qual è il fine dell’attività economica? Generare profitto, benessere, soddisfare i bisogni dopo averli

interpretati, indurre necessità per generare bisogno, generare beni e servizi.

LE PERSONE (in gruppo: SOCIETÀ UMANE) sono coloro che svolgono l’attività

economica e coloro ai quali l’attività economica si riferisce. La persona è al centro

degli studi dell’attività economica. È difficile considerare una persona singola, si

considerano come membri di collettività (dalla famiglia a collettività più estese).

La persona è fatta anche da principi di altruismo/solidarietà. Ho bisogno quindi

anche di beni che necessito non solo per il mio agire da individuo ma per finalità come

altruismo/solidarietà.

L’economia aziendale, avendo alla base le persone, è caratterizzata dalla multidisciplinarietà.

Mettere al centro le persone ci aiuta a definire strategie, programmi operativi… obiettivi qui pratici

e non più teorici.

I BISOGNI elemento su cui si fondano tutte le teorie economiche. È un’esigenza (senso di

mancanza) di un bene necessario agli scopi della vita delle persone. Si classificano in:

 B. naturali / fisiologici: alimentazione, protezione contro le intemperie, riposo (universali).

 B. sociali: etici, estetici, religiosi (la componente spirituale)

A loro volta, sia i bisogni naturali sia quelli sociali, si distinguono in:

 B. essenziali / primari: casa, cibo, acqua.

 B. voluttuari / secondari: orologio, capo firmato.

Importanti perché devo sapere a quali, io Azienda, voglio rispondere. È importante sapere quale

bisogno voglio soddisfare. Diverse aziende che producono lo stesso tipo di oggetto possono voler

soddisfare bisogni diversi. Io Azienda definisco strategie e modelli produttivi in base ai redditi (in

eccesso se bisogni secondari) disponibili, ai gusti, alle preferenze…

! I bisogni sono dinamici !

L’Azienda deve monitorare i cambiamenti altrimenti fallisce. Devo inoltre sapere se posso

influenzare il processo di apprendimento dei miei clienti, sia attuali che potenziali, rispetto ai

bisogni/finalità delle persone.

I BENI servono per soddisfare i bisogni.

 B. economici: merci e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni e scarsi rispetto alle

esigenze delle persone: la domanda supera l’offerta naturale di quel bene specifico.

 Primari (come i bisogni).

 Complementari (es. penna e quaderno), fungibile (es. penna e matita).

 Differenziabili e non differenziabili (es. materie prime all’estrazione).

 Di consumo (utilizzati direttamente) o strumentali (per produrre altri beni).

 A utilizzo singolo o durevoli.

 A consumo individuale o collettivo.

 Privato o pubblico.

 B. non economico / libero: non sono scarsi in natura, sono liberamente disponibili per

tutti, come l’aria. Da non confondere con il concetto di bene pubblico (in quanto possa

essere economico e quindi non libero, dipende dalla domanda).

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L’ATTIVITÀ ECONOMICA

 

L’ATTIVITÀ ECONOMICA è l’attività di PRODUZIONE e/o CONSUMO di BENI ECONOMICI

Si svolge mediante varie classi di operazioni:

1. Trasformazione tecnica (fisica - come una torta partendo dagli ingredienti, spaziale -

costruendo un edificio, logica - cioè dati e informazioni) trasformando impianti, dati e

conoscenze.

2. Operazioni di negoziazione di beni pubblici e privati (tutto il retail), non trasformano i beni

ma li rivendono sul proprio marketplace, agenzie di lavoro, negoziazioni di capitali come le

banche che vendono e acquistano denaro, sulle coperture dei rischi come le assicurazioni.

3. Operazioni di configurazione e di governo degli Istituti come la configurazione

dell’assetto istituzionale (= distribuzione di diritti e doveri all’interno dell’azienda),

l’organizzazione, rilevazioni e informazione (come raccolgo e distribuisco i dati

dell’azienda).

L’ATTIVITÀ DI PRODUZIONE E CONSUMO DI BENI

La funzione caratteristica svolta dalle Imprese nelle economie di mercato (cioè una produzione

privata di beni) è la produzione economica.

Aziende composte sono quelle aziende che fanno sia produzione che consumo (sono

tipicamente quelle pubbliche).

☼ Il fine delle imprese è quello di produrre remunerazioni: produzione di ricchezza che vado

a generare per remunerare il lavoratore e chi ha impiegato il proprio “capitale di rischio”.

Un’impresa ha bisogno di lavoro (qualcuno che cominci a produrre quella cosa) e di un

capitale proprio (risorse dell’imprenditore).

☼ Il mezzo delle imprese è la produzione economica di merci e servizi, attraverso cui

l’impresa raggiunge il proprio fine.

LE CONDIZIONI DI PRODUZIONE

Ci sono varie condizioni di produzione/fattori di produzione come le materie prime, i macchinari,

la terra, i beni pubblici come l’illuminazione, l’acqua e fattori liberi come la sicurezza.

Spesso, se oggetti materiali, le condizioni di produzione sono apportate dai fornitori.

Due condizioni di produzione sono qualificabili come condizioni primarie fondamentali:

lavoro + capitale

Homo oeconomicus = è uno stereotipo, esempio estremo della natura dell’essere umano.

Persona umana = membro di società umane che dà valore a solidarietà, lealtà, progresso

attraverso razionalità limitata, svolge l’attività economica come mezzo non come fine.

La massimizzazione del benessere individuale

Il comportamento delle persone come individui è legato al benessere individuale (che non è solo

legato al benessere materiale). Il comportamento delle persone si evolve nel tempo, è influenzato

dai gusti della persona e anche da due capitali:

 Il capitale Personale: le esperienze dell’essere umano, come i suoi consumi e le sue

abitudini.

Ma essendo parte di gruppi le scelte non sono solo influenzate dal capitale personale ma anche

da:  Il capitale Sociale: i gruppi a cui l’individuo appartiene possono influenzarlo.

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Insieme formano il capitale umano complessivo.

1.1 – Le persone e i gruppi di persone

I processi decisionali individuali la razionalità limitata e assoluta

Nel caso in cui le decisioni individuali godessero di una razionalità assoluta, ci sarebbero problemi

e obiettivi sempre perfettamente chiari, non ci sarebbero problemi di ambiguità, tutte le

informazioni di cui necessita l’individuo sarebbero disponibili immediatamente (e gratuitamente), i

futuri stati del mondo sarebbero perfettamente conosciuti dall’individuo, le alternative sarebbero

tutte chiare e comparabili simultaneamente tanto da decidere la migliore in modo efficiente, colui

che ha il compito di decidere sarebbe unico.

Quando invece le decisioni individuali vengono prese attraverso una razionalità limitata, tutto ciò

che accadeva con la razionalità assoluta non avviene più ma si arriva per esempio ad avere una

soluzione “soddisfacente” al posto della “migliore”.

Gruppi sociali, norme e ruoli

Facendo noi (individuo) parte di gruppi, dobbiamo accettare le regole di comportamento di

quest’ultimi, definite come norme. Far parte di diversi gruppi sociali (o solo “gruppi”) fa sì che il

nostro comportamento sia influenzato anche dalle aspettative dei membri che si creano rispetto al

nostro essere individui. Questo gruppo di aspettative viene identificato come “ruolo”: tutto ciò

rende le nostre scelte e il nostro agire complesso. Ci saranno quindi delle tensioni di ruolo, perché

dall’altra parte ci aspettiamo da membri del gruppo un atteggiamento diverso. Questa complessità

va gestita così da poter mettere le persone nelle condizioni di dare il massimo. Anche all’interno

dell’Azienda si generano diverse aspettative (guarda esempio sul libro del Dr. Ferrari). Bisogna

essere consapevoli che sia naturale sentirsi in mancato equilibrio. Bisogna trovare gli strumenti per

gestire questi equilibri per permanere nel tempo. Il gruppo sociale può decadere se si rompe

l’equilibrio.

I processi decisionali collettivi

Cohen, March, Olsen hanno esemplificato come ogni processo decisionale collettivo (es. Azienda,

condominio…) viene strutturato.

Ci sono 3 contenitori:

1. Il primo viene rappresentato dalle persone (hanno tutte poteri decisionali diversi).

2. Il secondo rappresenta i problemi, che non hanno la stessa rilevanza per le persone che

ne fanno parte. Ogni persona attribuisce la propria criticità ai vari problemi.

3. Il terzo sono le soluzioni. Ad un problema ci possono essere più soluzioni.

Es. famiglia. L’esito delle decisioni dipendono dal momento, da come sistemo i 3 bidoni

decisionali, da chi partecipa alla riunione, dalla problematica e l’interesse del singolo riguardo la

problematica, dalla preparazione del singolo…

Le decisioni prese non sono indipendenti dalle persone che partecipano alla riunione.

Le aziende avranno delle regole su chi può partecipare, su chi può votare, su chi ha le

responsabilità decisionali. L’Azienda attiva meccanismi informativi a supporto delle decisioni. Le

aziende cercano di rendere i momenti decisionali il più razionale possibile, ma le decisioni sono

prese da individui che sono dotate da razionalità limitata.

Cooperazione, opportunismo, fiducia e altruismo

Bisogna far sì che la rendita organizzativa sia frutto dello stesso contributo di tutti i soggetti.

L’opportunismo genera sfiducia, che inficia poi sulla sicurezza nel partecipare ad altri gruppi.

Le teorie auto-verificanti

Se io Azienda assumo che l’individuo X all’interno di un gruppo fa prevalere la sua natura negativa

(predilige il “free riding”, ossia l’opportunismo, alla cooperazione e all’altruismo), dovrò adottare dei

meccanismi per limitarlo. Questo però diventa un circolo che alla fine è negativo.

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Diverso è il caso in cui si cerca di creare un sistema di fiducia reciproca e di rispetto

responsabilizzando le persone. Devo far capire che se sono leale e cooperativo ottengo buone

relazioni sociali, bassi costi di transazione. L’output che si ottiene qui è maggiore.

L’ECONOMIA AZIENDALE

Si concentra sull’osservazione dell’attività economica (ricorda definizione). Viene svolta all’interno

di singole aziende (considerate anche come enti che hanno relazioni con l’ambiente di riferimento

e non a sé stanti). Le aziende sono promotori del progresso e delle innovazioni, per questo sono

importanti. È un progresso non solo economico ma anche tecnologico e civile.

È una scienza a supporto delle aziende (luogo in cui avviene l’attività economica).

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Capitolo 2

GLI ISTITUTI, LE AZIENDE, LA SPECIALIZZAZIONE ECONOMICA

Abbiamo già detto che ciascuna persona è all’interno di varie società umane di varia natura (dalla

famiglia a partiti politici) che agiscono per un fine comune.

I motivi di aggregazioni sono molteplici, come:

 Bisogni di socialità.

 Alcuni fini si possono perseguire (o vengono meglio eseguiti) solo in gruppo.

Ogni società umana si riconosce rispetto ad un bene comune che viene perseguito da quella

società umana è che diventa frutto della cooperazione della società umana.

2.1 – Gli Istituti in economia

Società umana ≠ Istituto, l’Istituto è un sottoinsieme di Società umana

Gli Istituti sono quelle società umane che assumono particolari caratteristiche, ossia assumono nel

tempo caratteri di istituzioni (= modelli e regole di comportamento stabili nel tempo che vengono

definiti per regolare il rapporto tra i singoli all’interno della società umana).

È un “istituto” quando quel gruppo di persone decide di darsi regole di comportamento che

rimangono stabili nel tempo.

 Processo di istituzionalizzazione: è l’insieme di processi attraverso il quale regole e norme di

comportamento diventano di uso comune e vengono codificate (scritte).

Non sono più a questo punto semplici gruppi ma si danno come obiettivo quello di essere durature

nel tempo (torna nel Cap V), e per essere duraturo nel tempo devo essere relativamente

autonomo (1) da altri istituti (es. associazione culturale che si sostiene da donazioni esterne, un

eccessiva dipendenza potrebbe compromettere l’autonomia dell’istituto), deve essere finalizzato

(2) (detto anche “teleologico”, ossia avere un fine comune), unitario (3) (bisogna lavorare

unitariamente ed evitare interessi divergenti), dinamico (4) (può evolversi e modificarsi, queste

modifiche devono però rispettare tutti gli altri elementi che caratterizzano l’istituto).

Ma chi svolge l’attività economica?

È il frutto del lavoro svolto dall’attività delle persone nell’ambito degli istituti e nelle relazioni tra

istituti.

L’Economia Aziendale si focalizza su 4 classi di istituti:

a) La famiglia

b) Le imprese

c) Lo Stato e gli enti pubblici

d) Gli Istituti Non Profit (INP)

Di queste 4 classi, l’Economia Aziendale studia l’ordine strettamente economico (ossia l’attività

economica svolta, definita AZIENDA) (pagina 45 ABC).

L’Azienda è quindi l’attività economica svolta all’interno delle 4 principali classi di istituti.

Possiamo declinare quale sia l’ordine strettamente economico (o specifica vocazione aziendale) di

ogni classe di istituto:

Famiglia - Azienda familiare di consumo e gestione patrimoniale

Impresa - Azienda di produzione

Stato ed Enti Pubblici - Azienda “composta” pubblica (“comp” perché compone sia

produzione che consumo di beni economici)

Istituti Non Profit - Azienda Non Profit

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I caratteri essenziali degli Istituti

Tutte le varie classi di istituti sono accomunate dal:

 Fine economico generale: il soddisfacimento di bisogni umani.

 Mezzo: attività economica.

E si distinguono tra di loro per :

(pagina 46)

 Finalità dominanti (economiche e non)

Es. Famiglia e Impresa hanno fini dominanti differenti.

 Finalità economiche immediate

 Portatori di interessi economici istituzionali (primari)

 Processi economici caratteristici

Modalità con cui andiamo a svolgere l’attività economica di riferimento.

Gli istituti nello specifico slide dalla 8 alla 16, Lezione 2 + pagina 52, ABC

La specializzazione economica

Non tutti fanno tutto, ogni Istituto si specializza in un determinato campo dell’attività economica.

È una delle principali innovazioni in ambito economico che si diffuse durante la rivoluzione

industriale con il processo della suddivisione del lavoro.

La specializzazione consente di avere dei vantaggi (=economie di specializzazione) in:

 Riduzione di costi e tempi.

 Tecnologia (ne acquisto soltanto una).

 Incremento della qualità (competenze delle persone: specializzo il personale).

 Vantaggio competitivo.

E degli svantaggi:

 Effetti di rebound, di alienazione.

 Investimenti molto specifici.

 Costi di coordinamento (unire tutte le singole unità).

La specializzazione rende tanto più conveniente quel tipo di economia di specializzazione tanto più

ampia è la dimensione che l’Azienda riesce a raggiungere. Più grandi sono le mie disponibilità, più

posso investire in ricerca e sviluppo. Non è però una crescita illimitata. (58)

Le distinzioni tra istituti possono però non essere nette e assolute. Sono distinzioni che pesano .

Liv 1 e 2 – Ad esempio, all’interno di impresa familiare, l’Istituto Famiglia e l’Istituto Impresa non

hanno confini netti. Bisogna capire quale sia il confine tra gli interessi della Famiglia e gli interessi

dell’Impresa. Non è detto che le scelte ottime dell’Impresa siano le scelte ottime della Famiglia (es.

passaggi generazionali).

Liv 1 – Un altro caso è quello delle Imprese pubbliche, con commistione tra Istituto Impresa ed

Istituto Pubblico. A volte l’interesse pubblico assume delle scelte che non sono ottimali rispetto

all’equilibrio di quell’impresa.

Liv 2 – Ci sono anche imprese che operano su più mercati/settori.

Liv 3 – Tendenze alla riaggregazione dei compiti.

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Capitolo 3

LE COMBINAZIONI ECONOMICHE DI ISTITUTO

3.1 – Il Sistema degli Accadimenti

L’economia aziendale si occupa delle azioni e dei fenomeni che si manifestano nell’azienda e

ACCADIMENTI

nel suo ambiente sono definiti .

È l’insieme che include l’attività economica che si svolge all’interno di un’azienda + le relazioni

economiche con l’esterno (es. comportamento dei clienti, dei fornitori, dei concorrenti, il progresso

tecnologico, la crisi economica generale… sono accadimenti e non operazioni perché non si

svolgono all’interno del perimetro dell’Istituto).

Operazioni  sono un sottoinsieme degli Accadimenti, riguardano solo le combinazioni

economiche generali (tutte le attività di natura economica, destinata alla produzione di un

bene/servizio economico) e che vengono svolte dalle persone solo all’interno dell’istituto.

Sono esempi di operazioni le negoziazioni dell’azienda, l’introduzione

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabrielemariani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Marsilio Marta.
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