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Economia Aziendale II 1 di 47 I semestre 2020

ECONOMIA AZIENDALE II

LEZ. 24/09/2020

CAP 1

Che cos è il bilancio? È una rappresentazione sempli cata (scopo che ci consente cos è stata la

dinamica gestionale, gli e etti che la gestione ha posto in essere) (h.11:09).

Il bilancio tiene conto anche delle prospettive future, legandole alla dinamica passata. Quando si

parla di bilancio possiamo concepirlo interpretandolo in diversi modi: l’elemento più importante è

l’elemento destinato a rivolgersi ai portatori di interesse.

Il bilancio è quindi destinato anche a comunicare in maniera di usa gli impatti della gestione

spiegandone gli aspetti speci catamente.

Questa valenza informativa è l’inizio di un progresso di strati cazione riguardante il bilancio

stesso.

Oggi lo vediamo legato anche ad una contabilità generale. Il bilancio mostra i risultati economici

conseguiti.

Percorso in continuo progresso sin dal 1400 (partita doppia).

determinazione del reddito d’esercizio,

La funzione universale è la che diventa la unità di

misura che ci dice ciò che la gestione ha ricavato nell’esercizio. Questa funzione viene poi

rendiconto della gestione

inglobata nella concezione stessa del bilancio -> (I funzione) il bilancio

inteso come rendiconto nasce dall’esigenza che avvertiva la proprietà di avere qualcosa che

mettesse in evidenza i risultati conseguiti da chi aveva gestito l’azienda. Quando il bilancio viene

consegnato agli azionisti essi decidono se confermare o revocare “l’amministratore” dell’azienda

di cui si parla. Con il rendiconto si capisce se la ricchezza è aumentata o meno (in termini

della gestione”

quantitativi e qualitativi). La “sintesi era utile per gli amministratori stessi, che la

sfruttano come un controllo per migliorare la gestione stessa. Alla ne si capiscono gli andamenti

rilievo formativo esterno,

ottenuti e gli equilibri vari sul bilancio. L’ultima funzione è quella del

quella di soddisfare quelli che sono gli “esterni”. Rappresenta un elemento molto saliente per

l’impostazione e la redazione del bilancio.

Il quotatore d’interesse è la platea di quelli che si interessano ai meccanismi aziendali. Questo ha

unico documento

portato a gestire le informazioni in due modi: c’è chi richiede un del bilancio

altri

d’esercizio. C’è anche chi lo concepisce come un bilancio ben argomentato ma a anco gli fa

bilanci (ex. Bilancio sociale ecc…).

Sviluppo dell’informativa esterna-> bisogna garantire che il bilancio sia corretto,

imparziale(neutro, non bisogna prendere in considerazione interessi di qualcuno più privilegiato),

comparabile sia nel tempo (da un esercizio all’altro) sia nello spazio (più aziende si devono poter

comparare nello stesso tempo). Se tutti questi aspetti ci sono il bilancio è regolare.

Regolamentazione -> fonti per creare il bilancio:

• codice civile:

È regolato dal è stata recepita la disciplina dal 1991. Descrive la struttura attuale

del bilancio. Si introduce un elemento di comparabilità tra i bilanci. Prima il bilancio era come

quello del libro giornale. Stato patrimoniale + conto economico, ( costi, ricavi e rimanenze), si

quarta direttiva CEE,

avevano contenuti molto minimali. Con la si stabilisce il conto economico

in forma scalare, si stabilisce che nel bilancio i prospetti dovevano avere TUTTE le voci redatte.

Se un valore è zero si mette zero, ma le voci ci devono essere tutte. Il bilancio oggigiorno è

uguale per tutti, così da essere comparabile. Si o re sempre la possibilità di avere un riscontro

riforma del diritto societario,

di 2 anni in 2 anni; stabilisce il prototipo del bilancio: la società

decreto legislativo

per azioni. La riforma ha trattato alcuni aspetti divella redazione del bilancio;

nr 139 del 2015, che ha portato ulteriori innovazioni nei contenuti del bilancio, elimina il conto

economico ed introduce altri elementi in termini di valutazione, impostandoli sui principi

contabili internazionali.

• Organismo italiano di contabilità, emana una serie di norme che regolano e forniscono una serie

di delucidazioni, esempi e chiarimenti in merito agli aspetti del bilancio che devono essere

valutati. Prima questo veniva fatto dal consiglio nazionale dei commercialisti, un consiglio a

carattere razionale che emanava i principi contabili, che integravano e svisceravano i principi di

valutazione. Oggi però i principi contabili sono più importanti, hanno anche carattere propulsivo,

la loro attività viene anche recepita dalle norme del codice civile, nasce quindi un organismo che

si autoalimenta. Da un alto speci cano ma da un lato hanno una funzione propositiva nei

ff fi fi ff fi fi ff fi fi

Economia Aziendale II 2 di 47 I semestre 2020

confronti dei legislatori. Vanno verso un meccanismo di convergenza dei principi contabili

internazionali. Normative e principi contabili -> in Italia oggigiorno i principi contabili

internazionali vengono acquisiti dalle società quotate in borsa e da coloro che operano nei

mercati nanziari (banche, istituti di credito, istituti di risparmio ecc…). Il codice civile sancisce il

fatto che per questo tipo di società DEVONO utilizzare i principi contabili internazionali. In Italia

quindi ci sono due tipi di società, che utilizzano diversi principi contabili. PRIMA ->L’organismo

italiano ha il ruolo di proporre un omogenizzazione tra i principi italiani con quegli internazionali.

Il principio del reddito (libro giornale). Nel sistema patrimoniale c’è l’idea che ogni singolo

elemento contribuisce ad una porzione di formazione del reddito ->concezione atomistica: il

patrimonio diventa la somma di una serie di elementi.

*IFRS: principi contabili internazionali

*IAS: principi contabili internazionali (nomina vecchia)

Inquinamento scale: l’idea di fondo è che il bilancio deve ri ettere le norme che da il codice

civile, e non dovrebbe essere “inquinato” dalle norme scali.

Tutte le norme di carattere civilistico sono rivolte a garantire l’integrità del patrimonio netto, il

prototipo della società alla quale si ispira la disciplina è quello della società per azioni, noi

pensiamo quindi le norme per un determinato tipo di impresa.

Società per azioni=società di capitali, i terzi possono aggredire la parte di capitale dei soci

investita nella società: se investi 100€ il massimo che puoi perdere sono quei 100€. Colui che

contratta con la società non si può rivalere nei confronto dei soci, ma solo della quota che essi

codice civile

hanno versato. Tutte le norme del vogliono concretizzare il patrimonio netto,

principio della prudenza.

vogliono renderlo più integro possibile perché è l’unico a rischio: tutte

le norme sono volte ad evitare le forme di annacquamento del capitale netto, a tutela

dell’a damento del terzo.

Norme del testo unico, codice tributario, nel circoscrivere ciò che è un costo, più si abbassa il

reddito, meno ci sono le tasse. Il codice tributario stabilisce quanto un costo è deducibile e

quanto non lo è; anche per i ricavi ci sono degli indici minimi perché - utile = - tassazione. Si

fanno quindi delle retti che in relazione alla disciplina scale aumentando o al contrario i costi. Se

i costi sono deducibili. [Vedi min. 40]

Cosa ci dice il codice civile del bilancio?

art. 2423: gli amministratori devono redigere il bilancio[Il compito di redigere il bilancio è in capo

agli amministratori. Gli amministratori sono i responsabili della redazione del bilancio. È lo

costituito dallo stato patrimoniale, dal

strumento mediante il quale rendiconto del loro operato. ]

conto economico, del rendiconto nanziario e della nota

[ci spiega come la cassa si è evoluta]

integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e

corretto la situazione patrimoniale della società ed il risultato economico dell’esercizio.

La chiarezza, la correttezza e la veridicità sono i 3 postulati del bilancio: sono la base

fondamentale di tutti i criteri utilizzati

• Chiarezza: comprensibilità del bilancio. Non viene estesa a tutti coloro che hanno competenze

generali, ma viene concepita come comprensibilità da chi ha precise competenze tecniche. Non

lo devono capire tutti ma solo coloro che ne possono apprezzare i connotati.

• Veridicità: non si parla di verità assoluta ma dell’attendibilità del bilancio, il vero ri ette dei

principi. É super legata alla correttezza, deve essere anche corretto.

• Correttezza: attitudine del bilancio a ri ettere le norme, i criteri e i principi contabili messi a

disposizione dalla prassi.

Accanto a questi postulati vediamo

• La completezza informativa: [comma 3 e 4 dell’articolo 2423] nel caso in cui delle norme che noi

utilizziamo e rispettiamo ci dessero un informazione non su ciente, per andare a rappresentare

un quadro “corretto” dobbiamo “integrarlo”. Siamo obbligati a fornire informazioni.

• Disapplicazione: Il comma 4 è il suo contraltare: in casi eccezionali l’applicazione di una

disposizione è incompatibile con un determinato caso, la disposizione NON deve essere

applicata (ovviamente ci sono dei vincoli da rispettare per l’”eccezionalità”).

ffi fi fi fi fi fl fi fi ffi fl fl

Economia Aziendale II 3 di 47 I semestre 2020

Il decreto 139 del 2015 introduce anche un altro elemento

• Irrilevanza: quando un fatto di gestione è irrilevante possiamo non rispettare i comandi in termini

di rilevazione, possiamo quindi ometterlo [Se alla voci automezzi devo mettere 0 ometto la

voce].

Principi di redazione: hanno un contenuto più fattuale, orientano tutti i criteri che usiamo per

I criteri discendono dai principi, che discendono dai postulati.

valutare le voci. prudenza

La valutazione delle voci deve essere fatta secondo e nella prospettiva di continuazione

dell’attività [quando valutiamo i valori del bilancio, questi valori li inseriamo perché sono funzionali

a svolgere il processo produttivo, per noi, tutti i valori hanno un rilievo per il processo produttivo. Il

valore che ho inserito è congruo alla MIA esperienza. (ex. Se compro a 500 e vendo a 1000 devo

scrivere 500). il valore di mercato viene considerato solo quando vendo il bene ( a questo punto si

scrive 1000, quando il bene è venduto).]

• Principio asimmetrico della prudenza: gli utili meramente sperati non devono essere scritti nel

conto economico, devono invece essere annotato le perdite temute.

Ci deve essere un principio asimmetrico tra i ricavi rispetto ai costi. Tutela dell’integrità del

patrimonio. Se ho un elemento patrimoniale con un incremento di valore non realizzato io non lo

posso scrivere (ex. Compro a 500, posso vendere a 1000 ma non ho ancora venduto). In questo

caso avrei più utile, che diventerà meno certo, incremento il patrimonio netto con un utile che non

è ancora realizzato.

Se temo una perdita, per prudenza, la devo annotare, ne devo considerare gli e etti economici

(ex. Compro a 500 e vendo a 200, anche se non ho ancora venduto devo considerare di perdere

300). Devo svalutare l’obbligazione.

LEZ 25/09/2020

Con le sue funzioni il bilancio è diventato uno strumento di comunicazione.

Principio della competenza: il conto economico ci riporta costi e ricavi dell’esercizio, costi e

• ricavi di competenza all’esercizio di cui si parla. [Def: sono considerati di competenza i ricavi

ff

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realizzati e servizi completati o i prodotti venduti nell’esercizio]. Dal punto di vista generali

per quanto riguarda la compravendita, nel negozio si compra nel momento in cui si

manifesta il consenso; dal punto di vista giuridico è su ciente, per noi no; per noi deve

realizzazione nanziaria:

avvenire la speci ca situazione mediante la quale in contabilità

viene liquidata la posizione, si scrive la dicitura “Credito vs terzi per vendite”. Se abbiamo

realizzazione nanziaria non è detto che mi abbiamo già pagato, ma io ho liquidato la

posizione nell’anno in corso. Per quanto riguarda i costi, invece, si parla d’inerenza per

associazione di causa e e etto di costo e ricavo; quando un costo è inerente a un ricavo che

abbiamo realizzato. (ex, se compro un libro, il libraio l’avrà comprato, quindi nel momento in

cui vende il libro quello è un costo di competenza, sennò no; i costi di competenza lo sono

solo dal momento in cui vendiamo).

Questo è il primo meccanismo di correlazione tra costi e ricavi.

Questa correlazione tra costi e ricavi attribuirà competenza all’esercizio una porzione

(ammortamento) di essere in quell’esercizio, per evidenziare qual è stato il contributo che il fattore

pluriennale ha apportato al mio esercizio.

Per imputazione diretta del costo direttamente al conto economico, si imputa ad un esercizio un

rateo, una quota di costo (avviene soprattutto negli a tti con rata posticipata). Ciò che non è

inerente all’esercizio non può essere iscritto.

• Principio delle valutazioni analitiche: se le voci di bilancio si di erenziano per funzione devono

avere meccanismi diversi di valutazione.

• Continuità sostanziale: si fa riferimento al fatto che i criteri che ho scelto non possono più essere

modi cati (ex. Se scelgo FIFO non posso usare LIFO, ci deve essere continuità tra gli elementi).

Può esserci un cambio di criterio solo se utile, e va speci cato nella nota integrativa.

• Principio dell’unicità della moneta di conto: il bilancio deve essere espresso con una sola valuta.

[slide 22-23]

CAP 2

Gli schemi del bilancio: i documenti obbligatori sono sanciti dal art. 2423, che dice che sono lo

stato patrimoniale, il conto economico, il rendiconto nanziario (introdotto dal decreto legislativo

139 del 2015) e la nota integrativa.

Stato patrimoniale? Ci fornisce il capitale di funzionamento, nessuno ci dice che cos è attività o

passività. Due colonne, dx passività + netto; sx passività.

Le attività sono delle risorse controllate dall’azienda, che sia di proprietà o che non lo sia (ex.

leasing). Le risorse devono essere già acquisite dall’azienda. Se manifesto il colore di comprare

qualcosa non lo scrivo, perché non l’ho ancora fatto. Questa risorsa deve inoltre essere in grado

di farmi ottenere dei ricavi futuri, che devono essere misurabili.

Le passività è un elemento che genererà in futuro delle fuoriuscite di risorse, che se venissero

mantenute in azienda, provocherebbero delle entrate di denaro.

Stato Patrimoniale

ATTIVO PASSIVO

Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti Patrimonio netto (A)

(A) I. capitale

II. riserva da sovrapprezzo delle azioni

III. riserve di rivalutazione

IV. riserva legale

V.riserve statuarie

VI. riserva per azioni proprie in portafoglio

VII. Altre riserve distintamente indicate

VIII. utili (perdite) portati a nuovo

IX. utili (perdite) dell’esercizio

fi fi ff

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Economia Aziendale II 5 di 47 I semestre 2020

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni (B) Fondi per rischi e oneri (B)

I. Immateriali

II. materiali

III. nanziarie

Attivo circolante (C) TFR e debiti in generale (C)

I. rimanenze

II. crediti

III. attività nanziarie che non costituiscono

immobilizzazioni

IV. disponibilità liquide

Ratei e risconti (D) Debiti (D)

Ratei e risconti (E)

01/10/2020

ATTIVO

La tabella è ordinata secondo un criterio di liquidità crescente dall’alto verso il basso, man mano

che si scende aumenta la velocità di ritorno liquido nelle casse delle aziende.

A. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti con separata indicazione della parte già

richiamata: Quando noi e ettuiamo un conferimento, il socio ha 3 possibilità per partecipare ad

bene

una società, o conferisce un (una persona che ha di sua proprietà un magazzino e li

conferisce ad una società) a questo punto viene fatta una stima giurata ed esce dalla sfera

denaro,

giuridica del socio entrando in quella della società. Il socio può anche conferire del

partecipando alla società con una somma, impegnandosi a sottoscrivere un tot di azioni

comprandole con tot soldi; il legislatore richiede che il versamento sia obbligatorio solo per il

25%, o la società chiede tutto, o la società chiede al socio di versare il 25% della somma

indicata per un tot di azioni. ( se io voglio comprare 100 euro di azioni devo dare solo 25€

Esporremo un bilancio un credito verso socio ancora dovuto per 75€). In bilancio di espone

come “attivo” il 75% rimasto. Si richiede al socio che ogni anno versi un 25%, se si ha un

richiamo. essere iscritti nelle immobilizzazioni gli elementi patrimoniali

B. Art. 2424 bis, I comma: “devono

destinati ad essere usati durevolmente”.

Concentriamoci sulla parola “destinati”:quando noi andiamo decidere quale posizione deve

assumere un elemento patrimoniale, non dobbiamo guardare la natura tecnica del bene ma la

destinazione che quel bene avrà in azienda, bisogna guardare che funzione assumono

e ettivamente quei beni in relazione ai processi produttivi. Se gli amministratori non vogliono

assegnarli un’ un’utilità durevole, il macchinario andrà iscritto nell’attivo circolante.

Cosa si intende per durevole o non? Un bene ha utilità durevole quando la sua utilità va oltre

l’esercizio successivo a quello di riferimento. (se oggi compro un macchinario è considerato

durevole se intendo utilizzarlo oltre il 2021). Se, i

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luna.f di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Lazzini Simone.
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