Economia aziendale, Prof. Brugnoli, 2017/2018
Capitolo I
Gli argomenti di questo capitolo sono i seguenti, e cominceremo ad analizzare di cosa stiamo parlando con ognuno di essi e quali sono le relazioni che li legano:
- Persone
- Attività economica
- Istituti
- Aziende
Persone
È chiaro che tutti noi apparteniamo a questa categoria. L’economia è una scienza umanistica, complementare ad altre (come ad esempio la sociologia, psicologia ed antropologia), che si propone di studiare un aspetto della persona, proprio quello del comportamento economico. È chiaro che solo questo aspetto non basta per studiare ed interpretare tutti i comportamenti di una persona nel suo complesso, ma è tuttavia significativo ed è ciò su cui ci concentreremo ora.
Fini
Le persone hanno diversi fini, o in altre parole, diversi obiettivi. Questi fini possono essere certamente di natura economica, ma anche non economica, come ad esempio fini affettivi, spirituali, sociali, ecc. Raggiungere un certo fine significa necessariamente soddisfare un certo bisogno (= l’esigenza di un bene necessario agli scopi della vita, accade quando una persona si rende conto della sensazione di insoddisfazione dovuta ad una mancanza). Per esempio, se il mio fine è nutrire il mio corpo, necessariamente il mio bisogno sarà quello di mangiare. Il bisogno può essere definito come il divario che colma lo stato attuale - stato desiderato.
Bisogni
I bisogni possono dividersi in più categorie:
- La prima suddivisione è tra bisogni naturali e bisogni sociali: i bisogni naturali sono i bisogni suscitati dalla componente biologica delle persone (mangiare, riposare, proteggersi) mentre i bisogni sociali sono bisogni sociali, etici, estetici e religiosi, ossia tutti bisogni che sono suscitati dalla sfera spirituale delle persone. Questi ultimi, a loro volta, si suddividono in beni radicali (informazione, giustizia, libertà) e bisogni non radicali (appartenenza, identificazione, amicizia).
- Entrambe le suddivisioni sono ulteriormente classificabili in bisogni primari e bisogni voluttuari (secondari). I bisogni voluttuari sono fortemente influenzati dai fenomeni imitativi e dalle mode. Sono i più facilmente suscettibili e modificabili attraverso strategie di comunicazione e pubblicizzazione da parte delle imprese e da associazioni. Per questo, la teoria economica trae da altre discipline e dottrine le conoscenze sui bisogni delle persone, ipotizza come essi possano essere soddisfatti e basano su tutto ciò la loro attività produttiva. Ogni teoria economica si fonda su una teoria dei bisogni. In sequenza, i bisogni di una persona si manifestano in questa sequenza: primari → voluttuari. Questi bisogni possono presentarsi con più o meno forza/priorità in base alle variazioni di scelte di consumo e al reddito disponibile. Le scelte delle persone sono soggette a processi di apprendimento.
Beni economici
Come faccio allora a soddisfare un certo bisogno (in campo economico chiaramente)? Per farlo occorre naturalmente svolgere un certo tipo di attività, denominata economica, che conduce alla soddisfazione dei miei bisogni tramite beni economici. Che cosa sono i beni economici e quali sono le loro principali caratteristiche?
- I beni economici sono scarsi, ossia non liberamente disponibili. La luce del sole, per esempio, è un bene a libera ed illimitata disposizione dell’uomo, un certo tipo di alimento è un bene scarso.
- I beni economici devono essere utili a soddisfare i bisogni delle persone. Essi richiedono un impiego di risorse per essere prodotti (es. lavoro) e gli si può abbinare un certo costo, un certo prezzo.
I beni economici possono essere così classificati:
- Primari, voluttuari (come i bisogni)
- Complementari (carta e penna), fungibili (biro e stilografica)
- Differenziabili (vestiti, servizi turistici), non differenziabili (commodity, materie prime)
- Di consumo (alimenti, quotidiani, arredamento), strumentali (veicoli, immobili industriali)
- Ad utilizzo singolo (bevande, imballaggi), durevoli (aspirapolvere)
- A consumo individuale (maglione, succo di frutta), a consumo collettivo (spettacolo, giardino pubblico)
- Privati, pubblici (anagrafe, giustizia, sistema della difesa)
Attività economica
Parliamo ora di attività economica. L’attività economica è definita come “l’attività di produzione e consumo di beni economici”. È svolta dalle persone per le persone e anche questa deve essere studiata sotto punti di vista multidisciplinari. L’attività economica si manifesta prioritariamente nel lavoro, svolto da persone, e persone come parte di famiglie ed altri tipi di istituti.
Produzione
Le attività di produzione sono tutte quelle attività per generare, produrre un bene economico e che precedono necessariamente la soddisfazione del bisogno (che avviene attraverso il consumo). Per esempio, andare a fare la spesa è un’attività produttiva che porterà poi al consumo di cibo. Pulire la casa, altro esempio, è un’attività produttiva antecedente al godermi una casa pulita ed ordinata, che è l’attività di consumo. Le attività di produzione includono in pratica: acquisti, movimentazione logistica del bene, trasformazione fisico-tecnica e la commercializzazione e vendita di esso.
Consumo
Le attività di consumo sono tutte quelle in cui un bene viene consumato per soddisfare un bisogno. Ad esempio, mangiare. Ad esempio, vestirsi, oppure andare al cinema, andare in vacanza, entrare e godersi una casa pulita dopo che l’attività produttiva di pulizia è stata magari affidata a terzi. Attento! Non confonderti! Ad esempio: il consumo di luce elettrica in un capannone industriale non è un’attività di consumazione, ma un’attività produttiva, perché tale luce è un mezzo attraverso il quale beni economici possono essere prodotti.
Produzione economica di beni
Perché vengono svolte attività produttive? Le ragioni principali per cui esse vengono svolte sono per generare ricchezze, remunerazioni e redditi, che a loro volta consentiranno alle persone di procurarsi beni economici che soddisferanno i loro bisogni. Le categorie principali di produzione sono:
- Operazioni di trasformazione tecnica: (acquisto, movimentazione, immagazzinamento, logistica, trasporto, confezionamento, costruzione, conservazione, lavorazione, commercializzazione, ecc.). Molte di queste sono comuni, in svariate forme, ad imprese manifatturiere, imprese commerciali, aziende di credito e di assicurazione, famiglie, ecc.
- Operazioni di negoziazione: complementari alle operazioni di trasformazione tecnica, si classificano in ragione dell’oggetto scambiato: beni privati, beni pubblici, lavoro, capitali, coperture di rischi, prestiti, ecc. Le operazioni di negoziazione avvengono secondo svariate modalità di scambio e forme contrattuali; a queste si aggiungono relazioni di cooperazione e di competizione.
- Operazioni di configurazione e di governo degli istituti: operazioni di rilevazione e informazione, configurazione dell’assetto istituzionale, operazioni di organizzazione e gestione del personale.
Dove si svolge l'attività economica?
Esempi: UNIMORE (questa lezione è un bene economico ad esempio), famiglia, aziende, ristoranti, bar, banca, imprese di assicurazione, scuole, ecc. e questi sono tutti istituti. Si può quindi dire che l’attività economica è svolta da persone, esse si raggruppano in istituti, quindi l’attività economica è svolta da istituti.
Riassumendo:
- Persone → Fini → Bisogni → Beni economici → Attività economica
Produzione economica di beni, di redditi
Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica. Produzione non è sinonimo di fabbricazione, e quindi vi sono svariate attività di produzione economica diverse:
- Produzione di merci (imprese manifatturiere)
- Produzione di servizi (imprese di trasporti, turistiche, di consulenza, della salute, dell’istruzione, ecc.)
- Svolgimenti di negoziazioni di beni (imprese commerciali, imprese che acquistano e vendono), di capitali (banche, altri intermediari finanziari), di rischi (compagnie di assicurazione)
N.B. Il fine delle imprese non è l’attività di produzione economica, bensì la produzione di rimunerazioni. L’attività di produzione economica è il mezzo. Le persone costituiscono e partecipano alle imprese per ottenere rimunerazioni (in particolare, rimunerazioni del lavoro e rimunerazioni del capitale proprio da parte dei prestatori di lavoro e dei conferenti di capitale proprio → produzione di redditi).
Le condizioni di produzione
L’attività economica si svolge con l’impiego di condizioni di produzione (fattori di produzione). Questo concetto include ogni elemento o circostanza che direttamente o indirettamente contribuisce a rendere possibile, a facilitare od ostacolare, la produzione economica dell’impresa:
- Materie prime, componenti, servizi forniti da terzi, ...
- Immobili, impianti, macchinari, attrezzi, ...
- Lavoro
- Terra
- Beni pubblici
- Beni liberi
Due condizioni di produzione sono qualificabili come “primarie”.
- Capitale risparmio rischio; il capitale risparmio conferito a titolo “di rischio” è detto capitale proprio.
- Lavoro; tutti coloro che hanno un rapporto “dipendente”, o la cui parte preponderante dell’attività lavorativa è dedicata all’impresa.
Queste due condizioni fanno a capo dei due soggetti dell’impresa: i conferenti di capitale proprio e i prestatori di lavoro.
Persona vs Homo Oeconomicus
Ogni teoria economica è fortemente caratterizzata dalle sottostanti ipotesi in merito alle persone, ai gruppi di persone e ai loro comportamenti. Tradizionalmente, e per oltre due secoli, le scienze economiche hanno rappresentato l’essenza economica della persona umana usando l’immagine di homo oeconomicus. Purtroppo questa interpretazione porta a ignorare alcune manifestazioni essenziali della realtà, che sono date dalla persona nella sua totalità.
- L’homo oeconomicus:
- È autonomo e solitario
- È egoista e pensa solo ai propri bisogni
- È motivato solamente da redditi e ricchezze
- È in grado di valutare tutto secondo una razionalità assoluta
- Mitigato solo dall’aspirazione al tempo libero utile anche per godere della ricchezza accumulata
- La persona:
- È membro della società umana, e si comporta in funzione a questo
- Svolge l’attività economica come mezzo, non come fine
- Opera razionalmente e in maniera limitata
- Dà valore a solidarietà, lealtà, progresso
La massimizzazione del benessere individuale
Le persone agiscono in modo tale da massimizzare il proprio benessere individuale (che non è solo benessere materiale). Il comportamento delle persone è previdente e coerente nel tempo; è intenzionalmente razionale al fine di mantenere lo stato di benessere.
- Le scelte delle persone sono influenzate dalle preferenze delle stesse e dalle caratteristiche dei beni.
- Le scelte delle persone sono anche influenzate da:
- Le proprie esperienze passate, i consumi passati, le abitudini e le dipendenze individuali (il “capitale personale”)
- Le caratteristiche delle persone con le quali si interagisce, inclusa la cultura (il “capitale sociale”). La persona non può generalmente influenzare il proprio capitale sociale se non nella misura in cui sceglie attivamente il proprio gruppo a cui appartenere.
- Le variazioni nelle scelte di acquisto possono variare in base ai redditi disponibili e ai prezzi.
Razionalità assoluta e razionalità limitata
L’attività economica comporta continue scelte e decisioni. Lo studio di queste crea gran parte della teoria economica. Qui si presentano tre modelli di come le persone decidono: un modello secondo la razionalità assoluta, un modello secondo la razionalità limitata ed uno secondo individui come parte di gruppi e società, sempre con razionalità limitata.
- Razionalità limitata:
- Il decisore parte da attese iniziali; una prima ricerca esplorativa porta a prime alternative
- Il decisore valuta una prima alternativa
- In base alla prima analisi, modifica le proprie attese
- Valuta in sequenza altre alternative; modifica le attese
- Si ferma e sceglie quando scadono i tempi, la ricerca diventa troppo costosa, ecc.
- Sceglie una soluzione “soddisfacente”
- Razionalità assoluta:
- Problema e obiettivi perfettamente chiari
- Tutte le informazioni disponibili immediatamente e gratuitamente
- Futuri stati del mondo perfettamente conosciuti
- Alternative tutte chiare, comparabili e valutate simultaneamente
- Decisore unico e isolato
- Il decisore sceglie l’alternativa migliore = l’ottima
N.B. Ricorda l’esempio di una persona che sceglie che abitazione acquistare a pagine 27-28-29.
Gruppi sociali, norme, ruoli
Il comportamento delle singole persone è fortemente influenzato dalla loro appartenenza a gruppi sociali e a collettività umane. Le loro azioni possono più o meno portare benefici individuali e collettivi alla società. Il gruppo sociale è un insieme di persone avente i seguenti caratteri:
- È composto da un numero piccolo di persone
- Si forma spontaneamente
- È composto da persone che condividono valori di fondo
- È composto da persone che conseguono un obbiettivo comune
- Ha una propria struttura sociale interna
- Ha delle norme di comportamento
- È coeso e rimane nel tempo fintantoché mantiene il proprio equilibrio
- Deve avere un leader che lo guidi
I membri dei gruppi sociali devono rispettare le relative regole di comportamento (le norme del gruppo). Attorno ad ogni persona che occupa una certa posizione in una collettività umana (un gruppo sociale, un istituto) si forma un sistema di attese di comportamento: il ruolo. Il comportamento della persona è fortemente condizionato da tale sistema di attese. Un gruppo è “in equilibrio” se i vari ruoli sono coerenti e complementari: se così non fosse, si verrebbero a creare dei conflitti e delle tensioni che comprometterebbero l’esistenza del gruppo.
I processi decisionali collettivi
I processi decisionali si svolgono in società umane. Le decisioni prese devono essere tra loro coerenti e coordinate, nonostante ciò esse sono in concorrenza tra loro. Ciò avviene per due motivi principalmente: la scarsità di tempo e di risorse usate per prendere le stesse. Anche le soluzioni sono in concorrenza tra loro, infatti, uno stesso problema può trovare più soluzioni. In questo modo si forma una gerarchia, una priorità di decisioni da prendere e soluzioni da applicare. Esse vengono rappresentate secondo uno schema, il “garbage can model”, secondo il quale le persone, i problemi e le soluzioni sono tre contenitori che vengono costantemente riempiti fino a che si combinano e vengono svuotati in un contenitore “scelte compiute”.
- Le persone portano i problemi ai quali ciascuno attribuisce differenti priorità; il problema viene affrontato se la criticità percepita è sufficientemente elevata; si cercano soluzioni per risolvere il problema; una certa scelta si compie se una soluzione viene presentata in modo compiuto e convincente come risposta al problema.
- Occorre far sì che tutte le decisioni individuali siano coerenti con gli obiettivi dell’organizzazione.
- Per agevolare l’applicazione di tali logiche di comportamento le organizzazioni elaborano e propongono regole organizzative, procedure e routine, che possono consolidarsi e semplificare il processo.
Cooperazione, opportunismo, fiducia, altruismo
- La ragion d’essere delle società umane è la cooperazione organizzativa.
- La cooperazione produce la “rendita organizzativa” che spetta a tutti coloro che hanno cooperato.
- L’imperfetta conoscibilità degli input, dei comportamenti e degli output dà spazio a comportamenti opportunistici (egoistici ed astuti, per ottenere vantaggi senza fornire i dovuti contributi).
- I comportamenti opportunistici sono causa e effetto della sfiducia negli altri.
- La fiducia nasce da ripetuti comportamenti leali e cooperativi.
- Le persone adottano anche comportamenti altruistici (producono vantaggio per gli altri e sacrificio per sé).
- I comportamenti altruistici sono funzionali alla massimizzazione del benessere personale: buone relazioni sociali, bassi costi di transazione, realizzazione di ideali di giustizia, equità e progresso.
- “X”: i prestatori di lavoro tendono naturalmente ad applicare pratiche restrittive rispetto alle attese di comportamento espresse dall’azienda.
- “Y”: si ipotizza che le persone tendano spontaneamente ad assumere responsabilità, abbiano per natura un atteggiamento di lealtà e di impegno, si identifichino con l’azienda, ecc.
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