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Economia aziendale Appunti scolastici Premium

Nel corso di economia aziendale si imparano i fondamenti di economia utili per la gestione di un'impresa efficace ed efficiente nel tempo.
Questo documento è un frutto di appunti e rielaborazioni delle lezioni di Armando Cirrincione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia aziendale docente Prof. A. Cirrincione

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Si definisce filiera l'insieme di aziende che appartengono a uno stesso settore (fornitori, clienti

intermedi e clienti finali).

È frequente che le aziende, nel definire le proprie strategie di crescita, decidano di estendere il proprio

raggio d'azione fino a comprendere l'attività tipica di fornitori o di clienti, vedi la Feltrinelli, che, oltre a

occuparsi dell'edizione di libri, si occupa anche di vendere direttamente al pubblico, con negozi a

marchio Feltrinelli e una catena di e-commerce.

Il fatto di allargare il proprio raggio di attività, viene definita integrazione verticale.

I prodotti sostitutivi sono prodotti di imprese che operano in settori diversi ma che possono

soddisfare lo stesso bisogno (ad es la tratta Milano Roma può essere coperta sia in aereo che in

treno).

Concorrenza e cooperazione

Alcune condizioni d'ambiente rendono possibile la formazione di aggregati interaziendali che possono

essere classificati a seconda di:

- configurazione istituzionale e giuridica. Un gruppo economico è un'azienda definita dal punto di

vista giuridico con un suo assetto istituzionale che raggruppa altre aziende. Le associazioni formali

di imprese, che svolgono un'attività di promozione per i propri associati e svolgono per loro alcuni

servizi (tipicamente la formazione).

- Unitarietà o meno di governo. Nel caso dell'acquisizione di un'azienda, avviene una fusione e

un'integrazione, mentre nelle joint venture, tipicamente le aziende rimangono entità giuridiche

separate e svolgono la propria attività, ma condividono il governo economico delle attività che

hanno messo in comune. Nel franchising invece un'azienda sviluppa le linee guida e altre si

impegnano a seguire le stesse regole operando in diversi contesti territoriali.

- grado di formalizzazione di accordi fra le imprese che compongono l'aggregato: molti aggregati di

aziende si formano per ragioni e operano secondo modalità analoghe a quelle dei gruppi e delle

associazioni formali, ma non sono configurati in strutture esplicite sul piano giuridico formale. Si

utilizza per definirle l'espressione associazioni informali di aziende.

Per effetto dei processi di trasformazione, anche i confini fra i settori tendono a sfumarsi e nuovi ambiti

competitivi ad emergere.

2.7 dinamiche di trasformazione di settori e di mercati

L'ambiente istituzionale

L'ambiente economico in cui agisce un'impresa non comprende solamente l'ambiente competitivo, ma

anche quello istituzionale. La teoria economica individua tra i fattori di produzione alcuni fattori primari,

il capitale ed il lavoro.

Il capitale può essere fornito all'azienda a titolo di rischio o a titolo di prestito.

Chi fornisce capitale può decidere di condividere il rischio che comporta l’azienda. In caso affermativo,

viene remunerato da essa stessa e si tratta di un singolo o un’impresa che diventa socio di un’altra

impresa, mentre altre volte l'investitore interviene come socio in un tempo determinato (venture capital

o fondi di private equity).

Nel caso del prestito, alcune aziende fornitrici di servizi, possono decidere di fornire denaro con uno

specifico costo, a date condizioni e per diverse ragioni, in cambio di un interesse.

La relazione fra prestatori di lavoro e azienda assume forme diverse, in base alla durata del

coinvolgimento e all'esclusività (un singolo può lavorare contemporaneamente in due aziende

differenti) della prestazione di lavoro.

I due ruoli di conferenti di capitale e di prestatori di lavoro sono distinti ma capita che la

remunerazione dei prestatori sia legata ai risultati aziendali, come avviene per i manager che sono

incentivati ad agire nell'interesse dei conferenti di capitale di rischio. Per le aziende che utilizzano

questa forma di compensazione, il fatto di legare parte della remunerazione ai risultati, facilita

l’allineamento delle aspettative dei manager a quelle dei conferenti di capitale.

In alcuni tipi di impresa, come le cooperative, lo status di conferente di capitale si mantiene solo fino a

quando l’azionista è anche prestatore di lavoro. in questo caso, l’azienda esiste solo per permettere ai

prestatori di lavoro di svolgere la propria attività al meglio. La presenza di un’azienda si giustifica da

un lato con il valore derivante dalla cooperazione, dall’altro con la possibilità di aumentare il

benessere collettivo rispetto a quello individuale.

2.8.1 Contributi e ricompense

I conferenti di capitale (di rischio o di prestito) e i prestatori di lavoro forniscono contributi di natura

diversa a fronte di una ricompensa.

2.8.2 Gli altri interlocutori istituzionali di un’azienda

Conferenti di capitale e prestatori di lavoro non sono gli unici elementi istituzionali con cui l’azienda è

in rapporto: lo stato e gli enti locali si aspettano che le aziende paghino i contributi per fornire alla

comunità servizi di qualità, senza sprechi.

Inoltre le famiglie e le imprese si aspettano che lo stato contribuisca a limitare gli effetti della

concorrenza e che contribuisca a creare un contesto capace di facilitare l’attività imprenditoriale

attraverso la normativa. Sempre maggiormente le aziende sono chiamate a prendere posizione

rispetto a una serie di istanze: lo sviluppo territoriale in cui sono inserite, l’offerta di pari opportunità a

diverse categorie di lavoratori, la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione di emissioni.

Gli interlocutori istituzionali comprendono sindacati, le associazioni di consumatori, l’opinione

pubblica.

2.9 il posizionamento dell’azienda

Il posizionamento dell’azienda risulta essere una risultato delle risposte a cinque macrodomande:

- Dove competere?

- Che cosa offrire?

- Quali attori istituzionali coinvolgere?

- Che cosa offrire agli interlocutori istituzionali in termini di reputazione, di qualità del lavoro e di

remunerazione?

- Con quale struttura?

Dove competere?

Si deve condividere un bisogno comune in un contesto competitivo.

All’interno di ciascun settore esistono raggruppamenti strategici, composti cioè da aziende simili ma

che competono fra di loro ( vedi nike e adidas che sono entrambe aziende internazionali mondiali che

producono abbigliamento da sport e non sono e sono in forte competizione. Esse si comportano in

modo simile riguardo ad alcune decisioni strategiche).

La scelta di dove competere dipende dal tipo di consumatore che si vuole coinvolgere, le sue

caratteristiche socio-demografiche e le sue abitudini di consumo.

Un’azienda, per mantenere tassi di crescita costante, può decidere di ampliare il proprio mercato,

decidendo di investire in settore di mercato con caratteristiche simili in diverse aree geografiche.

Segmenti di mercato diversi evidenziano abitudini di consumo molto differenti.

Ci sono poi Key Success Factors:

- funzionalità tecnica

- basso costo d’acquisto ed uso

- flessibilità d’uso

- interagibilità, compatibilità, personalizzazione, scalabilità (integrazione con altri prodotti)

- soddisfacimento di bisogni di consumo, come l’ostentazione

- appagamento di bisogni di solidarietà e di salvaguardia dell’ambiente e della qualità della vita

- unicità, affidabilità e responsabilità (accountability)

- accessibilità, comparabilità e sperimentabilità

Che cosa offrire?

il sistema odi offerta si declina in quattro elementi:

- caratteristiche materiali (fisiche, tecnico-funzionali (proprietà di lavorazione), estetiche soggettive)

- servizi collegati: essi possono fornire a un’azienda ulteriori fonti di reddito oltre che un potenziale

allargamento del mercato potenziale dei clienti (frequenti servizi pre e post vendita, oltre a quelli sul

punto vendita stesso. Pre vendita:informazioni di supporto alla scelta, consulenza, possibilità di

richiesta di personalizzazione. Sul punto vendita:arricchiscono l’offerta e caratterizzano il punto

vendita stessa, oltre che l’azienda. Post vendita:consegna, installazione, addestramento all’uso,

manutenzione, aggiornamenti, riparazione. Servizi accessori: servizi a distanza, numeri verdi,

indirizzi mail dedicati all’assistenza).

- caratteristiche immateriali: immagine, reputazione, marca. Queste forniscono identificazione e

appartenenza ad un particolare gruppo di clienti.

- condizioni dello scambio: prezzo e condizioni di scambio, le condizioni possono variare a seconda

che il cliente sia intermedio o finale o di specifiche negoziazioni fra le parti.

Raramente un’azienda offre un unico prodotto, infatti, nella maggior parte dei casi, essa fornisce ai

clienti una gamma fra cui scegliere: la gamma può essere preordinata dall’azienda oppure ottenuta

con il coinvolgimento dei clienti. Alcune aziende come Gucci hanno fornito ai clienti un servizio di

Make to order disponibile solo in alcuni punti vendita, in cui il cliente po' decidere la borsa che

preferisce in base ai materiali disponibili, scelti ad hoc.

Il sistema di offerta, date queste premesse, non è unico ma ne esistono danti quanti sono:

- i mercati

- i canali serviti (piccoli negozianti, catene e grande distribuzione)

- i prodotti o servizi offerti

L’azienda inoltre è vincolata dalle attese dei clienti, dai competitori, e dalla propria struttura.

Quali attori coinvolgere?

Per poter essere sostenibile nel tempo, ogni azienda deve poter avere accesso alle risorse di cui

necessita in via continuativa; inoltre, poiché l’ azienda deve durare nel tempo, è importante che

individui le categorie di soggetti ai quali assegnare il diritto e il dovere di governare e gli obiettivi da

raggiungere.

maggiore è l’integrazione fra i vari portatori di interesse, maggiori e più stabili saranno le relazioni di

fiducia, minori i costi di controllo fra attori e quindi i costi di acquisizione dei fattori.

Rispetto ai conferenti di capitale, le principali decisioni riguardano:

- il livello di concentrazione di proprietà: pochi soci favoriscono il coordinamento ed il comando, ma in

caso di necessità di aumento del capitale di rischi, potrebbe essere uno svantaggio.

- i criteri di scelta nella valutazione delle diverse alternative di finanziamento. Il sistema finanziario è

progressivamente articolato e le imprese possono decidere se allargare il numero di soci oppure

ricorrere al capitale di prestito

- le dimensioni aziendali: maggiori sono le dimensioni aziendali, maggiori saranno le categorie di

portatori di interesse da tutelare, quindi saranno via via necessari meccanismi di controllo e di

governo più strutturate

- le aspettative di crescita e di remunerazione del capitale.

Rispetto ai prestatori di lavoro:

- il grado di coinvolgimento nella condivisione dei risultati aziendali

- continuità di rapporto nel tempo

- mix di competenze, di profili personali, di forme contrattuali

- i livelli di responsabilità, di remunerazione, di carriera

Che cosa offrire e che cosa aspettarsi dagli attori istituzionali?

l’azienda può trovarsi di fronte alla scelta di quali attori istituzionali, per stabilire il posizionamento

istituzionale. è meglio favorire i piccoli azionisti oppure i grandi azionisti?

Il posizionamento dell’azienda si valuta in base ad alcuni indicatori:

- la composizione degli assetti istituzionali (proprieta, governo economico e controllo)

- politiche di dividendo e remunerazione

- la composizione della forza lavoro e i tassi di turnover

- il grado di trasparenza nella comunicazione istituzionale

Con quale struttura?

Le decisioni di configurazione del sistema di offerta comportano la necessità di sostenere costi e

investimenti.

La quantità di costi da sostenere è condizionata da coma produrre, in quali canali vendere e come

distribuirli, colme organizzare le attività.

le scelte dipendono inoltre da efficacia ed efficienza:

- dimensioni

- varietà e numerosità dei processi, dei prodotti, dei mercati, (grado di specializzazione)

- scelte di make or buy

in merito alle attivita direttamente presidiate, scelte di carattere:

- organizzativo

- economico

- patrimoniale

- finanziario

3 la struttura dell’azienda e le scelte di convenienza economica

3.2 la struttura dal punto di vista dei processi

In base al tipo e alla varietà dei processi, si comprende la struttura di un’azienda e, a seconda della

convenienza economica, si devono prendere decisioni in base alle alternative di configurazione.

L’azienda risulta dunque come un insieme unitario di attività, collegate fra loro da relazioni di

interdipendenza e sequenzialità.

Esiste la possibilità di vendere il prodotto prima ancora di movimentare la merce dal magazzino del

fornitore o del distributore al distributore finale, con evidenti benefici dal punto di vista finanziario.

Le aziende possono definirsi “integrate verticalmente” oppure diversificate (delocalizzazione,

ampliamento del proprio mercato e allargate, cioè quando vengono strette alleanze strategiche con

altre aziende invece di svolgere le attività all’interno.

Le scelte ricadono infine sulla localizzazione dell’azienda, considerando come variano i costi di

produzione in base al territorio scelto, ai modi di lavorare (le distanze necessitano modifiche ai

processi di comunicazione) e anche l’economia del territorio.

3.5 le scelte di struttura

Le scelte di struttura sono centrali per lo sviluppo dell’azienda: controllare e rafforzare competenze

distintive essenziali per attivare processi di apprendimento e costruire il proprio vantaggio competitivo

è uno dei problemi principali.

Vi sono però rigidità che influenzano l’ambiente aziendale: determinate condizioni patrimoniali

comportano cicli tecnici ed economici molto lunghi; investimenti elevati possono vincolare scelte

successive perchè l’impresa cercherà di sfruttare il più a lungo possibile le proprie risorse, anche

quando le condizioni di mercato non sono favorevoli.

Inoltre spesso accade che la tendenza delle persone a sviluppare modi di pensare, filtrare

informazioni, lavorare in modo routinario possa frenare processi di innovazione o cambiamento.

Un’azienda deve di conseguenza essere in grado di bilanciare le istanze di efficienza e di

standardizzazione.

3.6 la specializzazione

La standardizzazione è economicamente conveniente, velocizza l’apprendimento da ripetizione,

favorisce l’impiego ottimale delle competenze individuali, riduce costi e tempi di produzione.

Si tratta di prodotti standardizzati e prodotti in grandi volumi, con processi altrettanto standardizzati. La

modularizzazione riguarda invece la produzione di componenti prodotti anche indipendentemente, ma

che devono, in una fase successiva, lavorare insieme.

Per molte categorie di componenti è necessario che gli standard riguardino la collettività, non solo le

singole aziende (vedi le viti o i cacciavite). Si parla in questo caso di uniformazione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale e management
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteo.romano95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Cirrincione Armando.

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