Economia aziendale II: lezione 1
Le dottrine minori
L'economia aziendale è una disciplina, al cui interno vi sono tre dottrine che nascono prima di essa:
- Organizzazione: studia le relazioni tra le risorse dell'azienda (tra cui: risorse umane).
- Gestione: è l'insieme delle operazioni che compie l'azienda derivanti dalle decisioni. Il fatto di gestione comprende tutte le operazioni di gestione e i fatti non dipendenti dalle volontà.
- Rilevazione o ragioneria: scienza che studia la conversione della dinamica aziendale in simboli e la riconversione di questi in andamenti finanziari ed economici.
Profili di osservazione dell'azienda
L'azienda, per essere analizzata, deve essere osservata sotto tre profili:
- Struttura: insieme delle risorse aziendali, ossia (costo esplicito, visibile nel bilancio) e risorse non-fattori (risorse “invisibili”). I fattori principali dell'azienda sono lavoro e capitale, legati da un nesso di complementarità, ossia la struttura dell'azienda è un sistema di risorse produttive interagenti. Il valore di una risorsa inserita in una struttura può essere diverso se la stessa risorsa viene messa in una struttura composta diversamente.
- Dinamica: attività che l'azienda realizza e che, per essere analizzata, si divide in due fasi:
- Fase amministrativa (soggettiva): l'azienda prende e trasforma decisioni in operazioni.
- Fase gestionale: si realizzano le operazioni che discendono dalle decisioni.
- Processi di finanziamento: riguardano i processi di approvvigionamento delle risorse finanziarie.
- Processi di acquisizione: riguardano l'acquisto dei fattori produttivi da parte dell'azienda.
Processi che mettono l'azienda in contatto con l'esterno sono quelli di:
- Finanziamento (mercato di capitali)
- Acquisizione (mercato di approvvigionamento)
- Cessione (mercato di vendite)
- Ambiente:
- Generale: insieme di tutte le condizioni (economiche, demografiche…) in cui l'azienda opera.
- Specifico: insieme di condizioni in funzione del “sistema di mercato” su cui l'azienda opera e del “settore” di appartenenza (relaziona con stakeholder specifici).
- Mercati: insieme dinamico di compravendite che devono avvenire con frequenza.
- Mercato dei capitali: definizione della struttura finanziaria, l'azienda si approvvigiona del fattore denaro generico. Dopodiché l'azienda necessita dei fatt. prod. specifici.
- Mercato di approvvigionamento di beni e servizi: produzione e trasformazione dei fatt. prod. => processi di produzione interni, non si hanno contatti con l'esterno.
- Mercato di vendita: il bene/servizio viene venduto al consumatore finale.
- Settore: insieme omogeneo di aziende che producono e vendono una certa categoria di beni, legate da relazioni di concorrenza o relazioni di intraprendenza.
Condizioni produttive positive e negative del capitale
Il capitale rappresenta la ricchezza aziendale ed è una grandezza stock, con aspetto:
- Qualitativo: complesso di condizioni (positive/negative) di produzione coordinate (se non fossero coordinate sarebbe patrimonio) pertinenti all'azienda in un dato istante.
- Quantitativo: fondo (“somma”) di valori riferito ad un dato istante (positivi/negativi), che sono gli elementi delle condizioni (qualitative).
Ogni costo in bilancio è dato da un fatt. prod., dietro al quale vi è un'utilità ceduta ed impiegata per conseguire dei ricavi (comp. negativi di reddito) o un'utilità da cedere (comp. positivi di reddito).
Principio di competenza: è di competenza l'utilità ceduta o il costo correlato al ricavo e non lo è quello che non si correla al ricavo. Fine dell'aspetto quantitativo del capitale è osservare la composizione e il valore dei singoli elementi, è infatti definito come fondo di valori, ossia è la differenza tra attivo e passivo:
attivo - passivo = capitale netto → equazione del capitale.
Il capitale netto mostra anche il reddito in forma sintetica.
Il reddito
Il reddito è una grandezza flusso e misura la ricchezza dell'azienda; è una VE ed è la variazione che subisce il capitale per effetto della gestione. Lo si trova anche nel capitale, in quanto è la differenza tra capitale netto al 31/12/x1 e 31/12/x0 se non vi sono stati apporti/esporti di denaro. Il reddito è l'incremento o il decremento subito dal capitale per effetto della gestione, svolta in un certo arco temporale. I caratteri del reddito sono:
- È un valore (differenziale);
- Presuppone l'esistenza di un capitale;
- È una variazione di segno positivo o negativo (utile o perdita);
- Promana dalla gestione;
- Si riferisce sempre a un dato arco temporale;
- È una grandezza-flusso;
- È astratto e indeterminato.
Processo sintetico: CN finale - CN iniziale (grandezze stock), se non ci sono conferimenti e/o prelevamenti di capitale nel corso del periodo → non si vede come si è formato il reddito.
Processo analitico: ricavi di competenza - costi di competenza (grandezze flusso).
Equazione del reddito: ricavi = costi + utile → comp. positivi = comp. negativi + utile.
Componenti positivi di reddito sono: ricavi conseguiti nell'esercizio; storni di costo; ricavi ripresi. Componenti negativi di reddito sono: costi sostenuti o di competenza del periodo; storni di ricavo; costi ripresi (esistenze iniziali); C ripresi + C sostenuti - C rinviati + U periodo = R ripresi + R conseguiti - R rinviati.
Nel conto economico si ha che:
- C ripresi + C sostenuti + R rinviati + U periodo - Comp. negativi di reddito + utile → - Comp positivi di reddito + perdita R ripresi + R conseguiti + C rinviati.
Bilancio d'esercizio
Funzioni del bilancio d'esercizio
Produce informazioni utili a fini decisionali; prevalenza di informazioni economico-finanziarie; evoluzione delle funzioni del bilancio di esercizio. Emittenti: azienda; destinatari: interni/esterni; oggetto: aspetti economico-finanziari (capitale, reddito, flussi di cassa); aspetti non economico-finanziari (aspetti ambientali…); documenti ricompresi nel bilancio civilistico + disclosure volontaria. Il bilancio è uno strumento fondamentale ai fini del processo decisionale dei soggetti interessati all'azienda o interni ad essa. Il bilancio è un elemento di relazione tra soci e amministratori.
Destinatari del bilancio
- Soggetti interni: proprietari, amministratori; hanno accesso alle informazioni aziendali anche prima della pubblicazione del bilancio;
- Soggetti esterni: (stakeholder), attori del sistema competitivo (clienti, fornitori), finanziatori attuali o potenziali, interlocutori sociali, produttori di informativa derivata, revisori.
Il bilancio nasce come rendiconto (per proprietari), ma serve anche come strumento interno per il controllo di gestione (per manager) ed è un elemento di disclosure (trasparenza, per stakeholders); dallo scopo informativo interno a quello esterno.
I soggetti esterni all'azienda per compiere le proprie scelte (investimenti), necessitano di comparare i bilanci di più aziende (analisi spaziale). Il legislatore, con il cod. civ. e l'integrazione dei PC ha creato comparabilità con margini di discrezionalità. Pacchetto informativo (annual report) comprende regole obbligatorie e sanzioni atte a garantire la capacità informativa; contiene dati di derivazione contabile e informazioni non aventi un immediato riscontro eco-fin. L'annuale report dà informazioni di tipo economicoo-finanziarie (aspetti qualitativi o quantitativi non monetari (limite), ma anche istituzionale tra l'azienda e gli stakeholder.
Il bilancio d'esercizio in senso stretto (in senso contabile) è composto da tre documenti contabili:
- Stato patrimoniale (SP), che rappresenta attività, passività e patrimonio netto.
- Conto economico (CE), che rappresenta ricavi, costi e reddito.
- Rendiconto finanziario, che rappresenta entrate, uscite e flusso monetario netto.
Vi è un documento integrativo non contabile, che serve a spiegare gli andamenti contabili: la NI. Il bilancio europeo è espresso in euro, ma nell'utilità e nella necessità di esprimere il valore monetario si ha un margine di incertezza (es. rim. fin. sono valutate in euro, ma con un valore non certo).
Classificazione dei bilanci
- Fase di vita dell'azienda:
- Bilancio d'esercizio (ordinario): è redatto in condizioni di funzionamento al termine di ogni periodo amministrativo, serve per misurare il reddito ed il connesso capitale di funzionamento. Questo bilancio serve a sapere quanta ricchezza è stata creata o le risorse finanziarie.
- Bilancio straordinario:
- Non ha oggetto la commisurazione diretta del risultato economico, ma risponde ad esigenze particolari legate a eventi eccezionali.
- L'obiettivo è rappresentare la consistenza patrimoniale d'azienda ad una certa data e offre una base per la valutazione inerente all'operazione.
- Le valutazioni non sono condotte in un'ottica di funzionamento, ma seguono una logica estintiva (temporanea o definitiva). La straordinarietà dell'evento rende il bilancio straordinario, cioè si ha se l'azienda attua operazioni straordinarie.
- Orizzonte temporale:
- Bilancio consuntivo (andamenti storici), redatto prima rispetto all'avvenimento dell'esercizio e ha lo scopo di prevedere le dinamiche future, ma non è solo orientato al passato.
- Bilancio di previsione (andamenti di previsione), redatto a seguito delle operazioni aziendali e ha la funzione di controllo e verifica, prevede certi fatti con una base informativa e professionale.
- Unità economica:
- Bilancio dell'azienda: riferito ad un'unica singola azienda;
- Bilancio consolidato: riferito ad un gruppo di aziende; si fa il bilancio dell'azienda singola poi quello consolidato, ossia un bilancio che deve riportare le relazioni tra tutte le aziende.
- Orientamento:
- Bilancio Interno: serve per prendere decisioni o controllare gli andamenti dell'azienda.
- Destinatari interni;
- Non è soggetto a regolamentazione esterna;
- Forma di rappresentazione e criteri valutativi dipendono solo da esigenze interne;
- Tempistica libera;
- Attendibilità controllata internamente;
- Bilancio esterno è normato, poiché il legislatore deve tutelare l'interesse pubblico esterno all'azienda; infatti, tale bilancio ha paletti molto rigidi.
- Destinatari esterni;
- Soggetto a regolamentazione esterna (valutazioni, informa su valori economico-finanziari…);
- Tempistica e approvazione imposta dalla legge;
- Attendibile: revisori con responsabilità di redazione e di verifica;
- Imparzialità e comparabilità dell'informazione, senza asimmetrie informative;
- Trasparenza e continuità nei criteri di redazione seguiti;
- Unicità del bilancio d'esercizio.
- Bilancio Interno: serve per prendere decisioni o controllare gli andamenti dell'azienda.
Funzioni del bilancio
Il bilancio ha avuto un'evoluzione nell'ambito della sua funzione, è passato da essere un rendiconto di reddito e capitale, ad essere una funzione universale dell'informazione sia sul piano contabile che su un piano quali-quantitativo più ampio. È uno strumento di report contabile normativo, ma anche uno strumento di controllo e gestione dell'azienda (valutazione d'azienda).
- Funzione universale: evidenziare il reddito d'esercizio e il capitale di funzionamento;
- Funzione di rendiconto dell'attività degli amministratori;
- Strumento di controllo a consuntivo e a preventivo della gestione aziendale per il management;
- Strumento informativo per gli stakeholder sulle condizioni di equilibrio economico e finanziario.
Regolamentazione obbligatoria e capacità informativa
La regolamentazione serve nella redazione del bilancio per avere una maggiore tutela degli interessi pubblici, di comparabilità e di chiarezza. Risultati:
- Contenimento earning management: gestione dell'utile; sono politiche di bilancio, cioè manovre che chi fa il bilancio realizza “giocando” sugli accruals (voci soggette a valutazione, es: magazzino); derivano da giudizi soggettivi espressi in base al loro valore monetario.
- Riduzione di insider trading: informazioni segrete dall'interno dell'azienda ad altri soggetti.
- Rende note le informazioni anche di azienda meno redditizie garantendo una più trasparente ed efficiente allocazione dei finanziamenti.
- Più credibilità di tutela e informazioni, bilancio controllato da revisori esterni o enti pubblici.
- Riduzione volatilità titoli per le quotate, c'è minore ostilità dei prezzi dei titoli sul mercato per le società quotate, dovuto ad una del rischio percepito nell'investimento dell'azienda.
Esistono però anche aspetti negativi (limiti) legati ad una regolamentazione stringente, e sono:
- Costo dell'informazione, l'azienda ha un costo nel produrre informazioni;
- Costi competitivi, divulgare più informazioni rende le aziende più vulnerabili nell'area competitiva;
- Eccesso di informazioni, oscura le informazioni più importanti → limite di chiarezza.
Limiti informativi del bilancio
- Non indica il rischio d'impresa, perché non rappresenta la creazione di valore.
- Orientato al passato (storico-probabilistico), le valutazioni di bilancio sono orientate al principio di prudenza (iscrizione di utili solo se realizzati, anticipa solo elementi futuri negativi) e principio di competenza (un ricavo è di competenza se è realizzato, non sono in bilancio elementi futuri).
- Incompleta rappresentazione delle risorse immateriali (invisible assets), poiché non si vedono quelle che non hanno un costo esplicito, ma solo gli intangibili visibili (brevetti).
- Inadeguata rappresentazione delle performance quantitative non monetarie (tutto ciò che non è misurato con l’euro) e degli aspetti qualitativi della gestione, è orientato a dare informazioni prevalentemente sulle performance in termini monetari, su base volontaria.
Riflessi giuridici del bilancio d'esercizio
Il bilancio ha riflessi giuridici, serve per determinare un utile che, a sua volta, serve per:
- Valutare quanti dividendi distribuire: il bilancio è redatto da amministratori che lo presentano all'assemblea dei soci che ne discute, lo approva, poi delibera quanti dividendi distribuire (e l'entità, se c'è, dell'autofinanziamento proprio). La distribuzione dei dividendi è una delibera presa dalla maggioranza dell'assemblea dei soci, ma considera anche aspetti relativi alla tutela dell'aspetto finanziario dell'azienda, ossia: si deve verificare che la presenza di utili disponibili dopo gli accantonamenti alle riserve legali e statutarie presenti nel capitale netto sono, in questo caso, riserve di utili distinte dalle riserve di capitali. Le riserve di utili derivano da utili accantonati, costituiscono fonti interne di finanziamento; le riserve di capitale, invece, costituiscono fonti di finanziamento estreme perché il loro accantonamento deriva da fonti esterne, cioè non gestionali. Oltre al soddisfacimento del principio di accantonamento di utili a riserve legali e statutarie, si deve rispettare l'equilibrio finanziario: occorre verificare, prima di deliberare se e quanti utili distribuire, se la liquidità è sufficiente a far fronte a tutte le esigenze dell'azienda. Se mancano le risorse finanziarie l'azienda va incontro a problemi di scarsità di liquidità (risorse finanziarie). LIMITI alla distribuzione di utili: art. 2426 c.c. (costi di impianto e sviluppo): si deve evitare di distribuire utili se, dietro ad un andamento economico positivo, non vi è certezza finanziaria. Finché l'utile non è incassato finanziariamente, la parte di utile che deriva da tale vantaggio economico, non deve essere distribuita.
- Tutelare i creditori anche per la conservazione del capitale netto. Nelle società di capitali i creditori rispondono delle obbligazioni v\terzi nei limiti del CN. Il patrimonio netto è la garanzia che l'azienda offre ai propri creditori, la distribuzione dell'utile non contribuisce ad incrementare il valore di tale capitale. Gli amministratori devono verificare che le perdite non superino 1/3 del capitale sociale o che non lo abbiano completamente azzerato; le perdite sono il decremento che subisce il capitale sociale per effetto della gestione; ossia, se l'azienda ha un utile si ha l'incremento del CN (+ utili, VE+); se, invece, ha una perdita, si ha il decremento del CN; portando le perdite a detrazione del CN, anche i creditori sanno qual è la garanzia che l'azienda gli offre in caso di fallimento o inadempienza. Il bilancio informa i creditori sul loro diritto di essere tutelati e offre la possibilità di valutare che comportamento adottare in caso di perdite portate a detrazione del capitale netto. Il c.c. all'art. 2426, tratta le S.p.a., mentre negli art. seguenti tratta le altre società ed impone agli amministratori di agire tempestivamente per garantire il rispetto dei diritti a terzi; a livello anche di disciplina fallimentare, il bilancio è uno strumento chiave nella definizione di diritti e obblighi dell'impresa.
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