Estratto del documento

I tre circuiti

Prima fase

  • Interpretazione economica
  • Rappresentazione contabile

Bilancio di verifica

Quando si chiude un conto, il conto di mastro ha sempre due sezioni, una dare e una avere. Ora il conto può avere saldo zero e cioè dare 10 e avere 10 oppure il conto può avere un'eccedenza che può essere in dare (in dare 15 in avere 10) o in avere (in avere 15 in dare 10), questa differenza di 5 si chiama saldo e il saldo sarà scritto nella sezione opposta all'eccedenza quindi in questo caso in dare in modo tale da chiudere il conto. La cosa importante è che Dare ed avere devono essere uguali e devono avere sempre gli stessi valori.

  • Addebitare: scrivere in dare
  • Accreditare: scrivere in avere

I conti sono due: stato patrimoniale e conto economico. Nello stato patrimoniale non va solo il saldo ma anche il nome del conto di contropartita.

Esempio: Compro un motorino che pago 1000, quindi motorino 1000 sezione dare e sezione avere 0, poi arrivo al 31/12 e nel conto motorino c'è 1000 in dare e in avere 0, quindi il conto ha eccedenza in sezione dare, il saldo del conto che è 1000 va riscritto in sezione avere per chiudere il conto e in un altro conto. In dare dello stato patrimoniale non va solo 1000 ma anche il nome del conto di contropartita.

Arrivato al 31 dicembre, prima di fare gli assestamenti, devo stampare il bilancio di verifica con lo stato patrimoniale di mastro. Vengono simulate le chiusure con il bilancio di verifica. Quindi simula chiusure di stato patrimoniale e conto economico.

Seconda fase

Fase critica perché è quella fase in cui, come accadeva nella prima fase, posso fare differenti valutazioni.

Esempio: Il mio motorino l'ho pagato 1000 e secondo la prassi italiana io devo mantenere il costo storico, cioè quanto l'ho pagato, e devo effettuare delle operazioni di ammortamento. Il principio contabile inglese ci dice che invece non si può fare l'ammortamento se non si fa prima la rivalutazione. Quindi due cose diverse per la stessa operazione e quindi prima interpretazione economica e poi rappresentazione.

Anche nella fase degli assestamenti ho una differente interpretazione e rappresentazione economica e noi ne studieremo 3:

  • Principi contabili internazionali
  • Principi contabili americani
  • Principi contabili italiani/codice civile

A questo punto faccio le scritture di assestamento e poi le chiusure effettive. Così mi rimangono i due conti di mastro a sezioni contrapposte: stato patrimoniale e conto economico (dare a sinistra, avere a destra).

Terza fase

È necessaria una riclassificazione (fondamentale per facilitare la lettura del bilancio) di tipo funzionale.

Sunto

  • Rilevazione
  • Bilancio di verifica
  • Situazione contabile

Per ogni fase ci sono tre differenti interpretazioni economiche e di conseguenza tre rappresentazioni economiche: principi internazionali, americani e italiani/codice civile.

Dinamiche del bilancio

Le dimensioni dell'azienda incidono sulla funzionalità del bilancio. Nelle piccole imprese il bilancio ha uso interno, per le grandi aziende ha uso esterno. Infatti, per le grandi aziende è costituito anche da note integrative che servono per far capire dall'esterno come funziona tale bilancio e come va l'attività aziendale, se si tratta di un'azienda sana o meno. Il primo obiettivo del bilancio, soprattutto a livello internazionale, è quello di soddisfare gli shareholders, cioè gli azionisti, con l'obiettivo che l'azionista controlli anche il manager. Poi ci sono gli stakeholders (portatori d'interesse).

Situazione italiana

La 4a e la 7a direttiva CE sono state approvate in Italia nel 1991 in base a un processo europeo chiamato processo di armonizzazione. In una piccola società il bilancio serviva a pagare le imposte, infatti questi bilanci erano costantemente in perdita per pagare meno tasse, vi era un occultamento eccessivo dei dati. Si parla di bilanci sottostimati. Questa cosa è cambiata. Così interviene la comunità europea con un meccanismo di armonizzazione (tale meccanismo era stato pensato da italiani, tedeschi e francesi) facendo così con le direttive delle regole comuni, tutti i bilanci devono essere redatti con regole uguali. Il bilancio italiano però non era comparabile con ad esempio un bilancio di un'azienda spagnola perché dalle direttive uscirono una serie di modi per la compilazione del bilancio stesso, allora nell'Unione europea ci si accorse che si stava sbagliando perché non si era raggiunta l'armonizzazione imposta dal codice civile e poi perché non si poteva redigere questo bilancio con le regole comuni (esistevano diverse interpretazioni per le quali in una nazione il bilancio era in perdita e in un'altra era in utile).

Allora in Europa si passa dall'armonizzazione (cioè obbligo derivante dal codice civile di fare i bilanci tutti uguali) alla standardizzazione (e cioè applicazione del metodo che si applica nei principi contabili internazionali) (il principio contabile non deriva dalla legge ma dalle esperienze reali) e cioè applichiamo i principi internazionali stabiliti dalla FASB (Financial Accounting Standards Board). L'organismo internazionale lo IASB (International Accounting Standards Board) nato nel 1973 si chiamava IASC e pubblica gli IFRS (International Financial Reporting Standards). IASB e FASB (principi americani) sono organismi contabili ed entrambi hanno fatto un quadro in cui inserire i vari principi contabili. Per un inglese prevale il principio contabile sul quadro per gli italiani invece è il contrario.

Fatto questo quadro da IASB e FASB, la comunità europea a questo punto dice che dobbiamo adattarci e nel 2002 si emana un regolamento comunitario. In Italia questo regolamento comunitario viene approvato con un decreto, il 38 del 2005, e fu stabilito che tutte le società quotate, bancarie e tutte le assicurative quotate dovevano seguire i principi contabili internazionali e sono i principi dello IASB e non dovevano seguire più il codice civile.

IASB e FASB non sono gli stessi principi perché in America le singole aziende hanno molto potere quindi gli americani si sono tirati indietro. Ad oggi in Italia i bilanci delle società quotate sono redatti secondo principi contabili internazionali. Poi ci sono i principi contabili americani che, come abbiamo detto, sono diversi da quelli internazionali. A livello europeo si dovevano creare delle commissioni per approvare i principi contabili internazionali e quindi si sono create:

  • ECRA (organizzazione tecnica, soggetto che consiglia se applicare o meno il principio contabile internazionale)
  • ARC (organizzazione politica)

Binario dei principi contabili italiani: OIC (Organismo Italiano di Contabilità) e codice civile. Poi i principi internazionali che si applicano anche in Italia però per le quotate (banche ed assicurazioni) e questi principi sono emanati dallo IASB che pubblica gli IAS (International Accounting Standards) e pubblica gli IFRS (International Financial Reporting Standards). Il FASB emana gli SFAS (Statement of Financial Accounting Standards).

Financial statements è il bilancio d'esercizio americano.

  • Assets: attività (immobilizzazioni)
  • Liabilities: passività (debiti)

Alcune aziende seguono i principi contabili internazionali altre ne seguono quelli italiani.

Risorse intangibili (intangibles) - Immobilizzazioni immateriali

Cosa significa avere una risorsa intangibile? La capacità di sviluppo significativo di un'azienda non dipende più principalmente dalle risorse materiali e finanziarie ma dipende dalle risorse intangibili (immateriali). Tanto è vero che noi ci troviamo in una economia della conoscenza EBC (European Business Competence), tale economia è sempre più basata su risorse immateriali e questo si traduce in valori di borsa. Le aziende della moda hanno pochissime risorse materiali perché fanno produrre dall'esterno (fanno subappalti a un terzo) e quindi hanno tutte queste risorse intangibili non espresse nel bilancio. E tali risorse fanno ottenere grandi vantaggi.

Ad esempio, il mercato si fida della risorsa intangibile (creatività) di Moncler, e allora si ha anche un effetto sul valore di borsa che schizza indipendentemente dal fatturato. (Tali risorse spesso non sono espresse nei bilanci e tali risorse mi garantiscono il successo.)

In borsa sono importanti due concetti:

  1. La capitalizzazione: il valore di borsa delle azioni moltiplicato per le azioni, quindi qui tutte le azioni (numero delle azioni per valore delle azioni)
  2. Il flottante è lo stesso della capitalizzazione solo che il valore di borsa delle azioni è moltiplicato solo per le azioni relative a quella borsa. Il flottante della borsa italiana è basso e il flottante della borsa di New York è molto grande. Il flottante è più piccolo della capitalizzazione.

Parliamo delle voci di bilancio nell'ordine previsto dallo stato patrimoniale italiano. Stato patrimoniale (l'attivo parte dai crediti verso soci e poi dalle immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie, rimanenze, crediti....) Nell'attivo la prima voce sono le immobilizzazioni immateriali per questo siamo partiti da loro.

Per gli americani le immobilizzazioni sono asset, i debiti si chiamano debit e le passività si chiamano liabilities.

Tutte le intangibilità sono in bilancio? Non tutte le intangibilità sono in bilancio perché nel bilancio non possiamo trovare la creatività... (se prendo bilancio di Gucci mica trovo creatività)

Le immobilizzazioni immateriali che si distinguono in:

  • Generiche (avviamento)
  • Specifiche (marchi, brevetti)

Appaiono in bilancio nelle operazioni di merger (fusione) e acquisition, si fa emergere non tutto il valore delle immaterialità ma solo una parte di questo valore.

Esempio: Michael Kors ha comprato Versace e lo ha comprato per 1,83. Il capitale netto di Versace facciamo che sia 1 allora Kors ha pagato 830 milioni in più del valore contabile e nel suo bilancio lo mette nell'avviamento. Ha fatto un'operazione di acquisition. Si è preso uno ma lo ha pagato 1,8 e questa differenza si chiama avviamento.

Nissan e Renault si mettono insieme e fanno un'operazione di merger (fusione). In questa operazione Nissan valuta gli asset di Renault e Renault valuta gli asset di Nissan, in automatico escono dei plusvalori che vanno imputati ai marchi, all'avviamento, ai brevetti che assumeranno un valore maggiore rispetto a prima. Così emergono le immaterialità nelle operazioni di merger ed acquisition.

Talvolta tali immaterialità emergono anche quando si fa un IPO (Initial Public Offering), la quotazione in borsa iniziale, attraverso operazioni di conferimenti, scissione e fusione ottengo le immobilizzazioni immateriali.

Conseguenza

Una cosa è dire che le risorse intangibili sono la base del successo in azienda è una cosa è dire stanno in bilancio (perché per stare in bilancio devono avere un valore per gli azionisti) allora per inserirle nel bilancio faccio delle operazioni di merger e acquisition (fusione ed acquisizione). Oppure in occasione delle IPO faccio delle operazioni di scissione, conferimenti e fusioni. Quindi da un punto di vista economico aziendale in una economia della conoscenza basata sulla creatività, conoscenza, fiducia, consenso e quindi sulle immaterialità allora possiamo dire che le immaterialità sono diventate più importanti ad esempio anche del processo produttivo perché il ciclo produttivo volendo lo posso cambiare, ma il marchio no.

La seconda cosa è quando appaiono queste intangibilità nei bilanci? Appaiono con le operazioni di merger e acquisition spesso sotto il nome di avviamento per intangibilità generiche, mentre per le intangibilità specifiche (marchi, brevetti, concessioni).

Standard and Poor's è una società privata con base negli Stati Uniti che realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni, fra le prime tre agenzie di rating al mondo insieme a Moody's e Fitch Ratings. Tutto questo non è esente da rischi perché si devono spiegare quei valori di avviamento nei bilanci, in genere la capitalizzazione di borsa (il numero delle azioni di tutta l'azienda moltiplicato per il valore di quelle azioni) è un indice per capire se quell'avviamento ha un senso oppure no.

Quando Versace fa acquisire l'azienda a Kors se la capitalizzazione di borsa e quindi il valore attribuito dalla borsa dopo l'operazione è maggiore o uguale a 1,83 allora si è giustificati. Se invece l'azione di Versace viene valutata ad esempio 1,6, vuol dire che hai speso di più rispetto a quello che la borsa considera un valore corretto. Ovviamente con questo non è detto che abbiamo fatto un cattivo affare perché la borsa ha una visione di breve termine e noi abbiamo una visione di lungo termine.

Carijon è un'azienda inglese che è fallita, ha comprato molte aziende che non valevano e quindi iniziarono a concedere appalti a prezzi molto bassi e ad indebitarsi a breve per non rendere visibile la loro situazione, improvvisamente è fallita. Di immateriale non è rimasto niente perché l'immaterialità ha senso finché esisti, di materiale è rimasto ben poco. Quindi c'è il rischio di svalutazione. Se l'azienda o l'economia va in recessione aumentano i rischi.

Parte economica a quella contabile

Adesso passiamo dalla parte economica a quella contabile.

Come mettere in bilancio e quando scrivere in bilancio una risorsa intangibile?

Bisogna immaginare che prima dell'accesso al bilancio ci sia un passaggio a livello e per fare accedere un valore in bilancio questo passaggio a livello si deve alzare. Passato il passaggio a livello ci sono tre binari: OIC, IASB, FASB. Allora per accedere al bilancio le regole di base le stabilisce lo IASB.

Le regole dell'OIC 24 trattano di questo argomento: lo IAS 38 sugli Intangibles, lo IAS 36 sull'impairment, gli IFRS 3 business combinations. In America gli SFAS sono 141 e 142, il 141 è sul goodwill (avviamento) e il 142 sulle altre immobilizzazioni immateriali. In Italia il principio contabile di riferimento per le risorse immateriali è l'OIC 24.

Per alzare la sbarra la prima cosa da dire è: È un asset o non è un asset? Questo perché solo l'asset è capitalizzabile quindi è iscrivibile nello stato patrimoniale. La seconda cosa è stabilire se una volta che ho dimostrato che è un asset, se quell'asset è iscrivibile in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali.

Caratteristiche di un asset

Allora secondo lo IASB un asset è una risorsa controllabile dall'azienda (controllo sostanziale e non giuridico, gli americani dicono la sostanza economica supera la forma giuridica).

  • Deve produrre benefici economici futuri (deve produrre in futuro dei ricavi maggiori oppure deve essere in grado di rendere più efficiente la struttura il che significa che deve garantire la produzione con minori costi).

Asset: è una risorsa controllabile e deve garantire benefici economici futuri in termini di maggiori ricavi e minori costi. Allora le caratteristiche di un asset:

  • Risorsa controllabile
  • Deve garantire benefici economici futuri

Però devo avere altre informazioni per iscrivere nel bilancio perché ad esempio la creatività di Versace (è una risorsa controllabile ed è anche una risorsa che garantisce benefici futuri) ma non so qual è il suo valore, quindi devo determinare il suo valore e poi iscriverla nel bilancio sotto forma di marchio.

Allora lo IASB e FASB hanno fatto un gruppo di lavoro e dopo questo lavoro sono usciti i nuovi SFAS 141 e 142, gli IFRS 3 e i rinnovati IAS 36 e 38 ed hanno detto insieme affinché possa essere iscritta in bilancio l'immobilizzazione immateriale controllabile e generatrice di flussi futuri positivi in termini di maggiori ricavi e di minori costi deve essere identificabile, separabile e misurabile in modo attendibile.

Altre caratteristiche dell'immobilizzazione immateriale

  • Identificabile: significa attribuire un nome (avviamento, marchio, brevetto...)
  • Autonomo e separabile: significa che io posso vendere autonomamente quella risorsa senza dover vendere l'azienda e quindi devo avere un diritto giuridico oppure la separabilità la si può ottenere con le azioni di acquisizione.
  • Misurabile in modo attendibile: (misurazione economica) In genere queste operazioni avvengono con le operazioni di merger e acquisition (tale operazione è comunque rischiosa).

Breve sintesi

  • Goodwill = avviamento
  • Principio contabile internazionale sulle intangibles è lo IAS 38
  • Per gli americani è lo SFAS 142
  • Per gli italiani le immobilizzazioni immateriali sono trattate dall'OIC 24

A questo punto abbiamo intangibili generici e specifici (perché sono separabili). A questo punto emerge il problema degli oneri pluriennali. Gli oneri pluriennali sono due categorie previste dal nostro codice civile:

  • Costi di impianto e di ampliamento
  • Costi di sviluppo

Un onere pluriennale: esempio: vado in banca e sottoscrivo un mutuo a 20 anni. Quando arriva il mutuo la banca si prende dei soldi che sono considerati oneri pluriennali. Quando arrivo al 31 dicembre questo costo viene imputato nello stato patrimoniale o nel conto economico? Per essere imputato nello stato patrimoniale deve alzarsi la sbarra e per alzarsi la sbarra deve essere un fattore a fecondità ripetuta e cioè deve essere dimostrata la sua utilità pluriennale. Quindi è vero che lo sostengo in un determinato anno ma è di competenza anche negli anni successivi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antonio.mola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Kuntz Alberto.
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