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Economia aziendale - 1° anno scienze motorie

Informazioni generali

Testo: “Economia aziendale” – McGraw – Hill – Ferrara G.
Slide: http://groups.yahoo.com/group/economiaaziendale (le slide contengono la contabilità analitica che manca sul libro)
Prof: Massimo Valeri – masssimo.valeri@uniparthenope.it
Esame scritto + eventuale orale (da 18 in poi si può verbalizzare anche solo lo scritto, l’orale fa salire/scendere il voto di massimo 2/3 punti) – 45 minuti

Modalità d'esame

  • 8 Domande a risposta multipla (2pt a domanda, non tolgono punti quelle sbagliate)
  • 2 Domande a risposta aperta (valgono da 0 a 5 pt)
  • 1 Esercizio sull’analisi del punto di pareggio (breaking even point) che vale 4pt

Capitolo 0: Gli ambiti di indagine dell'economia aziendale

  • Organizzazione [aziendale] (gestione delle risorse umane e divisione di compiti, ruoli, potere, responsabilità tra i vari membri)
  • Gestione [aziendale] (operazioni fatte dall’azienda e dai suoi soci, come acquisti di materie prime, produzione ecc.)
  • Rilevazione (misurazione dei risultati conseguiti, fissazione degli obiettivi da raggiungere, andamento dell’azienda con stesura di bilancio ecc.) (ne fa parte la ragioneria)

L’organizzazione sono le regole che disciplinano come l’imprenditore debba impegnare il capitale umano (il personale si intende) al fine di raggiungere i suoi obiettivi strategici (obiettivi cioè che l’azienda si prefissa di raggiungere al termine di un preciso intervallo di tempo). Una delle operazioni che fanno parte di questo processo è l’organizzazione del personale, operazione cioè che permette di assegnare compiti precisi ai vari dipendenti in base alle proprie capacità (ognuno viene collocato nel reparto competente per esempio). L’organizzazione prevede uno schema gerarchico (esempio: presidente-responsabile-supervisore-dipendenti e così via, un organigramma societario in altre parole).

La gestione è l’insieme delle operazioni svolte da un imprenditore o dai soci di un’azienda sul capitale sociale, attraverso il quale l’azienda realizza la sua funzione di produzione e la successiva vendita dei prodotti realizzati. Possiamo quindi affermare che, la gestione non è altro che l’insieme di tutte le decisioni prese dai componenti di un’azienda al fine di raggiungere lo scopo prefissato (esempio: decisioni strategiche, operative, acquisti, vendite, particolari produzioni ecc.; ognuno, in base al ruolo che ricopre nell’azienda, prende le sue decisioni [il responsabile marketing ad esempio, prenderà decisioni di tipo commerciale e opterà per strategie di vendita efficaci e così via]).

La rilevazione (parte che verrà trattata maggiormente in questo esame), comprende dei criteri, metodi e strumenti per misurare, rappresentare e interpretare i diversi fenomeni che interessano la vita dell’azienda. Uno strumento che ne fa parte per esempio è la contabilità generalizzata che è obbligatoria per legge. Un altro strumento è il bilancio che serve a tenere sotto controllo, così come la contabilità, tutte le entrate-uscite, i ricavi e i costi di produzione ecc. Serve anche ad analizzare annualmente il valore capitale dell’azienda (cioè quanto valgono sul mercato, un’azienda e tutti i suoi possedimenti). La contabilità analitica non è obbligatoria per legge, ma indispensabile per aziende di medio-alto livello e si occupa esclusivamente di costi e ricavi. Questo tipo di contabilità si occupa in modo estremamente analitico di tutti i costi di produzione per esempio, o del budget a disposizione. Inoltre, fissa anche gli obiettivi da raggiungere nei dodici mesi successivi, alla luce di tutte le analisi fatte. In breve, la rilevazione costituisce il sistema di controllo e informativo di supporto alla gestione e all’organizzazione, tutti e tre ambiti infatti, interagiscono tra loro.

Capitolo 1: Il concetto di azienda

L’oggetto di studio dell’economia aziendale è l’azienda in quanto fenomeno economico che trae origine e prende vita in risposta ai bisogni dell’uomo. Le aziende possono essere di tantissime tipologie: di servizi, no profit, ASD, enti pubblici ecc. Anche una famiglia può essere considerata un’azienda, seppur di erogazione (l’altro tipo di azienda è quello di produzione). L’economia aziendale nasce nel 1927 e questa studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende.

Nel dettaglio, un’azienda è lo strumento per soddisfare i bisogni umani. I bisogni umani sono illimitati. I beni economici invece prodotti da un’azienda sono limitati rispetto a quelli da soddisfare e possono essere materiali o immateriali. Per produzione si intende la trasformazione di beni economici in beni più avanzati al fine di soddisfare meglio i bisogni. Bisogni che vengono soddisfatti con il consumo dei beni. Un’azienda ha un punto di vista oggettivo (risorse da avere per avviare l’attività di produzione, requisiti minimi) e uno soggettivo (gestione del personale e delle risorse a disposizione).

L’azienda è lo strumento del quale l’uomo si avvale per svolgere in modo economico, attività di produzione e consumo di beni necessari per soddisfare i suoi bisogni. Nel tempo i bisogni si sono evoluti (secoli fa infatti, i beni necessari erano principalmente cibo e beni primari, oggi invece bisogna produrre molti più beni per soddisfare i bisogni) e quindi si sono evoluti la produzione e il consumo e questo, di conseguenza, ha portato alla specializzazione delle aziende (cioè ogni azienda produce generalmente pochi prodotti e in modo ottimale), oltre allo sviluppo della moneta e dello scambio.

  • Di Produzione/Impresa: Produce beni per scambiarli sul mercato, questo porta a una soddisfazione indiretta dei bisogni umani
  • Di Erogazione: Consuma i beni acquistati sul mercato, porta a una soddisfazione diretta dei bisogni umani
  • Composta: Svolge sia attività di produzione che di consumo (esempio: compra dei beni già fatti da altre aziende e li rivende), porta a una soddisfazione diretta e indiretta dei bisogni umani

Capitolo 1.1: L'azienda e la produzione economica

Nell’azienda di produzione più individui pongono in essere un’attività di produzione economica per raggiungere un fine che da soli non potrebbero raggiungere (cioè lavorano tutti insieme per lo stesso obiettivo da raggiungere).

Per produzione economica si intende: accrescimento di attività. Accrescimento di utilità nella prospettiva dell’utente finale:

  • Sia per le aziende che scambiano l’output (prodotto realizzato) sul mercato ricevendo in cambio un corrispettivo in denaro (azienda di produzione in senso stretto, vedi dopo)
  • Sia per le aziende che destinano l’output a determinate categorie di utenti senza richiedere denaro, cioè senza scambio di mercato (aziende di erogazione e senza scopo di lucro)

Capitolo 1.2: Azienda di produzione in senso stretto: l'impresa

Il termine impresa ha un significato molto ampio: molte attività di vario tipo infatti, sono indicate con questo termine (come specificato anche nel titolo del capitolo).

  • Di Produzione Diretta: Trasformazione fisico-tecnica della materia (cioè acquistano materie prime che vengono lavorate e trasformate in prodotti)
  • Di Produzione Indiretta: Trasformazione/trasferimento dei beni nello spazio e nel tempo (ne fanno parte aziende commerciali, quelle della grande distribuzione e tutte quelle che acquistano beni da altri e poi li rivendono [esempio: Carrefour, COOP ecc.])
  • Di Servizi: Produzione di condizioni facilitanti lo svolgimento di attività, produce beni non tangibili (ne fanno parte per esempio le aziende di trasporti, di pulizia ecc., cioè tutte quelle che forniscono servizi al fine di migliorare la vita e le attività quotidiane di tutti)

Capitolo 1.3: Produzione economica dell'impresa (azienda “for profit” cioè con scopo di lucro)

Le fasi della produzione economica delle imprese “for profit” sono:

  1. Acquisto di input (“input” = materie prime necessarie); operazione che implica un costo e quindi un’uscita di denaro
  2. Trasformazione, si intende cioè la produzione e la creazione di valore, cioè la vera e propria produzione dei beni che poi verranno immessi sul mercato
  3. Vendita di output (“output” = erogazione dei beni e dei servizi prodotti); operazione che porta un ricavo e quindi un’entrata di denaro

Il costo della prima fase viene definito come “sacrificio di ricchezza”, cioè sono i soldi che pago per comprare il necessario per svolgere la mia attività (in pratica è l’investimento iniziale che si fa per comprare le materie prime, i macchinari necessari alla lavorazione ecc.); fa parte del ciclo economico che inizia con il sostenimento dei costi di acquisto per i fattori produttivi e termina con dei ricavi di vendita (entrate e uscite sono riferite al ciclo monetario che riguardano l’uscita di denaro per un debito e l’entrata di denaro per un credito; costi uscita monetaria, ricavi entrata monetaria).

Il ricavo è un incremento di ricchezza, è il beneficio, l’entrata di denaro in sé, derivante dalla vendita dei servizi/prodotti creati dall’azienda. L’attività di produzione è economica se il valore monetario dell’output > valore monetario input (in pratica è economica se le entrate sono maggiori delle uscite). Questa è una condizione fondamentale delle aziende for profit, nonché l’obiettivo principale di questo tipo di aziende (quelle non profit invece hanno, quasi sempre, come obiettivo principale un traguardo sociale, anche se questa condizione resta comunque importante anche per loro). In ogni caso, l’attività aziendale deve essere senza sprechi, fatta cioè in una condizione di economicità (cioè fatta in modo oculato ed efficiente, senza spese inutili).

Fine aziendale: essere fonte durevole di benefici, presenti e futuri, per coloro che in essa investono risorse a vario titolo (cioè massimizzare i redditi positivi, creare valore, fare soldi con la propria produzione, vale solo per le aziende for profit).

Perseguendo il fine aziendale, un’azienda deve mettere in conto che i redditi positivi devono essere “raccolti” dopo un preciso intervallo di tempo, è normale infatti che in un periodo di investimenti o di costi con fini produttivi, l’azienda risulti in perdita (cioè si intendono quei periodi nei quali si investe, magari acquistando macchinari o materie prime, o allargando la propria produzione, per poi raccogliere i risultati nel medio-lungo periodo).

  • Condizioni Interne, cioè le risorse a disposizione che devono essere sempre adeguate (materiali giusti, personale, condizioni finanziarie ecc.), se queste condizioni sono migliori della concorrenza si avranno guadagni migliori (cioè se si usano materiali migliori, personale più bravo ecc.) o viceversa
  • Condizioni Esterne, relative all’ambiente dove opera l’azienda, possono essere positive o negative a seconda del territorio di operazione (leggi vigenti nei vari stati in caso di commercio internazionale, condizioni economiche del paese, eccessiva concorrenza, paese in via di sviluppo/crisi, collegamenti stradali consoni ecc.), in breve sono tutte quelle condizioni che riguardano il “contesto” dove opera l’azienda
  • Strategia, nasce dall’analisi delle precedenti condizioni, definisce gli obiettivi da raggiungere nel medio termine (anche 3-5 anni), obiettivi ovviamente fattibili date le condizioni; elaborare una strategia per raggiungere obiettivi di tipo economico, di reddito, quote di mercato ecc.

Tutte le condizioni sono strettamente collegate tra loro e possono essere sia positive che negative.

Capitolo 1.4: Caratteri di aziendalità

Un’azienda è tale quando produce nel tempo. L’azienda ha come basi le persone che la compongono e ci lavorano e i beni che verranno usati e prodotti a partire da essi.

Il personale è dovutamente organizzato e ogni persona ha compiti e responsabilità ben precise. I beni materiali, immateriali, materiali e finanziari sono per esempio le licenze che bisogna avere per vendere determinati prodotti, i macchinari, i soldi investiti per produrre ecc. Tra i beni finanziari ci sono anche i diritti di credito che si hanno verso i clienti, cioè i soldi che si fanno come credito ai clienti con i pagamenti dilazionati nel tempo (a rate insomma). Tutto ciò costituiscono il capitale aziendale.

Le condizioni di produzione e di consumo sono elementi fondamentali per svolgere l’attività, cioè sono le cose che non sono né personale né beni materiali/aziendali. Ne fanno parte quindi le competenze del personale (know-how), le loro conoscenze che servono a migliorare i risultati aziendali.

Capitolo 1.5: Coordinazione sistemica

L’azienda è un sistema:

  • Insieme di elementi interdipendenti e co-finalizzati
  • Tra gli elementi esiste un rapporto di coordinazione di tipo sistemico (coordinazione sistemica), cioè beni, condizioni e persone sono coordinate tra loro

La coordinazione sistemica è:

  • Una relazione ordinata tra le persone, tra i beni patrimoniali e tra le persone e i beni (ordine combinatorio) (persone e beni giusti per il sistema aziendale)
  • Una relazione ordinata tra le operazioni nelle quali si manifesta l’attività delle persone sui beni (ordine sistematico) (attività amministrative, vendite, acquisti giusti ecc.)
  • Una relazione ordinata tra le condizioni interne ed esterne all’azienda (ordine di composizione) (bilanciare le condizioni in modo profittevole, per dettagli su queste condizioni vedi “capitolo 1.3”) (sarebbero i flussi da ambiente ad azienda e viceversa; l’azienda deve saper affrontare le difficoltà e sfruttare le occasioni che l’ambiente propone, infatti l’azienda è un sistema aperto con l’ambiente)

Capitolo 1.6: Fondamentali caratteri di aziendalità

  • Durabilità, cioè far sì che l’azienda continui ad esistere e a produrre nel tempo
  • Equilibrio Economico, cioè garantire ritorni economici agli imprenditori (guadagni) ammortizzando allo stesso tempo anche i costi (in poche parole, coprire le spese con i ricavi e intascarsi il resto dei ricavi come guadagno personale)
  • Autonomia, cioè l’azienda deve essere autonoma sia in modo soggettivo (cioè nel prendere decisioni senza alcun vincolo o problema esterno) sia in modo oggettivo (sarebbe l’autonomia finanziaria, cioè avere abbastanza soldi dalle vendite per continuare nel tempo la produzione, tipo usare parte dei ricavi per riacquistare le materie prime e far ripartire il ciclo produttivo)

Capitolo 1.7: Classificazione delle aziende

Le varie tipologie di aziende si possono classificare usando sia dei criteri qualitativi che dei criteri quantitativi. Questi criteri sono:

  • Dimensione (aziende grandi, medie, piccole e micro)
  • Oggetto/destinazione dell’attività produttiva (di produzione, di erogazione e composta, vedi “capitolo 1” per dettagli)
  • Settore (primario – secondario – terziario) (cioè agricoltura – industrie – servizi/commercio)
  • Scopo (profit, non-profit, mutualistico)
  • Soggetto pubblico o privato (azienda pubblica o privata)

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di alcuni dei suddetti criteri. La dimensione distingue le aziende in grandi, piccole ecc. usando i seguenti fattori:

  • Fatturato (sarebbe il totale dei ricavi derivanti dall’attività)
  • Numero di addetti/dipendenti
  • Capitali investiti

In pratica, in base ai valori di questi tre parametri quantitativi, un’azienda sarà definita come grande, media, piccola o micro. Questi parametri vanno comunque sempre rapportati al tipo azienda, soprattutto il numero di dipendenti (un’azienda particolare infatti, magari necessita solo di un certo numero di addetti, mentre una di un altro tipo ne richiede di base molti più). Questi parametri vengono anche usati durante la stesura del bilancio. Grazie ad esso infatti, si può stabilire la dimensione di un’azienda: se l’azienda in oggetto infatti, supera un valore stabilito in 2 dei 3 parametri (cioè un valore “X” del fatturato, del numero di dipendenti o dei capitali), questa sarà sicuramente definita medio-grande e mai piccola (sarà piccola appunto solo se non supera 2 dei 3 valori). I valori stabiliti sono leggermente minori quando si classifica una azienda micro, resta immutato invece il fatto che si può definire micro solo se non supera 2 dei 3 valori previsti.

Lo scopo di un’azienda può essere:

  • Profit, se il suo primario obiettivo è massimizzare il reddito
  • Non-Profit, se i suoi obiettivi principali sono di natura sociale, sportiva ecc. (NON Economici)
  • Mutualistico (specifico delle cooperative). Sono obiettivi verso i soci, cioè sono i soci della cooperativa che devono trarre benefici. La cooperativa può essere di consumatori (tipo i supermercati che, tramite delle tessere punti, danno benefici ai loro clienti, tipo sconti, premi ecc; benefici ai consumatori dei propri prodotti), oppure può essere una cooperativa di lavoratori (generalmente sono piccole cooperative agricole formate da più agricoltori che producono e vendono i loro prodotti in società)

Per soggetto pubblico o privato si intende:

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MimmoScogna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Carbonara Gabriele.
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