Cosa studia l'economia aziendale
La ragioneria è una branca dell'economia aziendale, nonostante fino a poco tempo fa si facessero coincidere le due materie. La ragioneria è la scienza che studia le determinazioni quantitative aziendali, ossia i fatti che in azienda hanno una precisa misura.
Componenti della ragioneria
Essa dunque:
- Studia le determinazioni dei fatti amministrativi che nascono in azienda;
- Identifica le quantità ed i risultati che nascono dai fatti aziendali;
- Analizza e interpreta gli stessi fatti aziendali ed i risultati;
- Rileva i fatti amministrativi con misure di tipo economico, finanziario, patrimoniale.
La rilevazione contabile è divisa in due parti: la contabilità generale economica (Co.Ge) e la contabilità analitica. La prima, che noi andremo a studiare, analizza i risultati derivanti da fatti aziendali e studia i rapporti che l'azienda ha con il mondo esterno. La seconda invece studia le unità organizzative che sono interne all'azienda stessa.
(Nello studio dell'azienda bisogna tenere conto di vari fattori, quali lo Stato, i lavoratori, gli azionisti, le leggi, i clienti, i fornitori, la concorrenza, il mercato, etc.)
L'economia aziendale
L'economia aziendale è la scienza che studia i comportamenti di governo e di gestione nelle aziende, con particolare riferimento alla programmazione, gestione/esecuzione e controllo. Ogni comportamento, di gestione o di governo, è legato a un precedente processo decisionale.
Esso si basa su determinate fasi: vi è un input, che è fondato sul sistema informativo aziendale ed extra-aziendale, il quale porta a una decisione, che porterà a una esecuzione, che porterà a sua volta a dei risultati. L'ultimo step è il controllo, o feedback (retroazione), il quale, in seguito ai risultati, andrà a valutare gli stessi risultati così come la decisione e l'esecuzione per non commettere in futuro gli stessi errori. Il controllo, quindi, lega i risultati alle decisioni prese.
L'economia aziendale è dunque la scienza che studia la condotta delle aziende con l'identificazione delle scelte, delle azioni, dei controlli. Ogni azienda ha un proprio S.I.A, un sistema informativo aziendale, che permea i comportamenti di decisione, esecuzione e controllo.
Il S.I.A si divide in due grandi subsistemi: il sistema informativo contabile ed il sistema informativo non contabile. Il primo analizza fatti di natura quantitativa sia interni che esterni, fornendo così informazioni sia alla Co.Ge che alla contabilità analitica. Il secondo analizza tutti i fatti amministrativi che però non sono quantitativi, utilizzando modelli matematici, analisi qualitative, analisi statistiche, etc. Unito ad esso vi è un sistema informativo extraziendale che invece si occupa di studiare elementi esterni quali mercati, paesi stranieri, etc.
Come detto prima il processo aziendale è diviso in decisione, esecuzione, risultati e controllo.
Il processo decisionale
Lo studio delle decisioni, quindi il processo decisionale, è molto complesso. John Dewey, filosofo e pedagogista statunitense, nel suo libro "How We Think", analizzò le fasi fondamentali del processo decisionale:
- Individuazione del problema
- Identificazione delle alternative di comportamento
- Determinazione delle valutazioni possibili per ogni alternativa
- Precisazione dell'alternativa scelta, ossia decisione
(In questo processo si può sempre tornare alla fase precedente).
Per prima cosa bisogna conoscere il problema, capire quale sia. Definito esso, si può andare avanti. Si determinano le alternative con cui risolvere il problema determinato. Esse possono anch'essere infinite. Vanno descritte ed elencate. Il bravo analista ne trova sempre di più. Quando le ha valutate tutte si va avanti. Si determinano le valutazioni per ogni alternativa, per esempio ognuna di queste quanto possa costare. Si deve precisare quale alternativa unica è per chi decide la decisione più soddisfacente. L'azienda prende quindi la decisione e la mette in atto.
Modelli di razionalità
In questo studio bisogna prendere in considerazione due modelli fondamentali:
- Modello della razionalità ottimale - Uomo economico (è il modello delle scienze pure)
- Onniscienza
- Conoscenza di ogni alternativa
- Decisione ottimale ed obiettiva
- Modello della razionalità limitata - Uomo amministrativo (si deve confrontare col mercato)
- Non Onniscienza
- Conoscenza limitata delle alternative
- Decisione più soddisfacente
Le due definizioni possibili di "azienda"
L'azienda può essere definita in due modi distinti:
- L’azienda è un istituto economico, finalizzato, duraturo, aperto, dinamico, probabilistico, eccessivamente complesso, con meccanismi di auto-regolazione, idoneo a produrre beni/servizi in grado di soddisfare i bisogni umani.
- L’azienda è un sistema socio-tecnico, costituito da un sistema di persone che adopera un sistema di beni ponendo in essere un sistema di operazioni indirizzate a produrre beni/servizi in grado di soddisfare i bisogni umani.
Caratteristiche dell'azienda
- Istituto: un insieme coordinato di fattori, con una riconoscibilità definita dalle norme e dagli usi.
- Economico: ogni azienda è economica perché adopera un sistema di beni che sono tutti economici. Ogni bene si dice economico se è un bene scarso, se è un bene il cui procacciamento costa un sacrificio, se è un bene che non è a disposizione di tutti.
- Finalizzato: essendovi un insieme coordinato di fattori, vi è necessariamente un obiettivo.
- Duraturo: l’azienda è atta a perdurare nel tempo; chi la crea le dà una vita propria. Di solito un’azienda vive più del proprio fondatore.
- Aperto: l’azienda deve scambiare con il mondo esterno, non può vivere da sola, vive in rapporto con gli altri.
- Dinamico: l’azienda perdurando nel tempo deve tendere ad un equilibrio (niente debiti), ma esso è modificabile nel tempo.
- Probabilistico: l’azienda si avvale di tanti fattori, in cui non vi è sempre fattore umano. Per cui si generano spesso risultati diversi.
- Eccessivamente complesso: l’azienda è formata da un complesso sistema di fattori. Le risorse umane, i rapporti relazionali, ne sono la parte più complessa. Esse infatti creano tra di loro una serie di rapporti che non possono tutti essere controllati e regolamentati.
- Meccanismi di autoregolazione: essi sono di due tipi: di controllo automatici (regole e procedure) e di omeostasi. L’omeostasi è la capacità di ogni sistema di mantenere le condizioni di equilibrio, anche in situazioni dinamiche e difficili. Così si eliminano le forze opponenti esterne ed interne all’azienda. L’omeostasi è capace di contrastare l’entropia.
- Produrre beni/servizi: in un’azienda vi sono molti fattori che possono essere tecnici, umani, materiali (moneta), immateriali. Ma tutti essi servono alla produzione di beni e servizi che siano in grado di soddisfare i consumatori e siano utili agli stessi.
Sistema socio-tecnico
- Sistema: vedi istituto.
- Socio-tecnico: ciò pone in evidenza tecnologia e socialità. Il fattore umano è fondamentale.
- Sistema di persone: o sistema delle risorse umane. È il sub sistema più complesso da governare. È l'organizzazione aziendale che studia la modalità di far produrre i servizi per le persone.
- Sistema di beni: economici soprattutto. Materiali, immateriali, monetari. Questo subsistema viene ad essere definito come capitale o patrimonio dell’azienda. Noi studieremo il capitale di funzionamento, ossia il capitale che serve a mantenere l’equilibrio nell’azienda e che è dato dall’insieme di beni che in un dato momento sono presenti in azienda.
- Sistema delle operazioni: esso durante la produzione permette di sviluppare beni e servizi. È la gestione aziendale, ossia la parte che riguarda l’esecuzione. (Contabilità)
Il sistema delle persone (organizzazione aziendale)
Il sistema delle persone rappresenta quella che è l’organizzazione aziendale, che si basa sui due principi fondamentali di specializzazione e coordinamento. Studiare l’organizzazione aziendale significa studiare il coordinamento tra le persone in azienda che sono in grado di lavorare per realizzare beni e/o servizi. Per creare questo coordinamento è necessario avviare un processo organizzativo. Come praticamente tutti gli aspetti di un’azienda, anche il processo organizzativo si basa su un processo decisionale, attraverso il quale si cerca di creare un insieme di attività svolte da persone che vengono coordinate per raggiungere determinati obiettivi.
Fasi del processo organizzativo
- Identificazione degli obiettivi
- Determinazione delle funzioni aziendali
- Scomposizione e ricomposizione delle attività presenti nelle diverse funzioni
- Determinazione dei ruoli organizzativi aziendali
- Specificazione dei compiti di ogni ruolo
- Identificazione delle linee di influenza organizzativa, autoritaria e non autoritaria
Un’azienda sappiamo che nasce per raggiungere degli obiettivi. Per raggiungere questi obiettivi ci sono una serie di attività che indichiamo come funzioni. Le funzioni aziendali sono un insieme coordinato di attività tra loro elementari ed idonee a raggiungere gli obiettivi aziendali. Le funzioni aziendali più importanti sono tra le altre, l’approvvigionamento, la vendita, il marketing, la finanza, la produzione, etc.
Ogni funzione aziendale contiene al suo interno dei dettagli, ossia ogni funzione può essere scomposta nelle attività semplici che la compongono. La scomposizione delle attività che compongono una funzione rappresenta il comportamento atteso dal soggetto a cui è stata attribuita la posizione di organizzazione dei ruoli. Naturalmente dopo la scomposizione, le attività possono essere ricomposte per gruppi più o meno grandi o per altre funzioni. È dalla ricomposizione che hanno origine i ruoli organizzativi, che sono la sommatoria delle attività che sono assegnate ad una singola persona.
Si definisce, invece, organigramma la rappresentazione grafica della struttura organizzativa. Possiamo quindi riassumere dicendo che la struttura organizzativa, che identifica l’insieme dei ruoli nelle diverse posizioni aziendali, è rappresentata da un organigramma, ossia la rappresentazione grafica della struttura organizzativa, e da un mansionario, ossia la rappresentazione descrittiva ed analitica dei ruoli.
Esempio di organigramma
(Direzione generale o amministratore delegato)
Direzione generale (Posizione apicale)
Direzione approvvigionamento | Direzione finanziaria | Direzione produzione | Direzione vendite
Direzione stabilimento 1 | Direzione stabilimento 2 | Direzione vendite Nord
Ufficio A | Ufficio B | Ufficio C | Staff di supporto | Squadra di operai
N.B: Ogni persona tende a dare un input informativo al suo superiore, ma esso può essere un po’ modificato. Ma ciò accade anche nel caso opposto, un’informazione di un superiore verso un sottoposto può essere capita in modo diverso. Perciò questo flusso informativo può subire vari scostamenti dal vero comando: ciò è fonte di conflittualità in azienda tra superiore e subordinato, che deriva dalla distorsione delle informazioni. Per questo motivo le informazioni molto spesso vengono scritte.
L’organigramma rileva varie graduatorie unite mediante linee di collegamento dall’alto verso il basso. Le linee di influenza autoritarie identificano le posizioni di "Line", ossia gli organi autoritari. Le linee di influenza non autoritarie non sono identificate in questo organigramma, infatti sono linee che spezzano le posizioni autoritarie ed hanno un andamento orizzontale. Esse identificano gli organi di staff.
Modelli organizzativi
I modelli organizzativi possono essere di tre tipi:
- Modello burocratico, elaborato da Max Weber nel 1880.
- Modello divisionale
- Modello matriciale, il più innovativo. È anche detto modello decisionale pluralistico ed è stato elaborato da Rensis Likert. Secondo questo modello, l’autorità non è burocratica ma decisionale con un’articolazione pluralistica.
Modello burocratico
Organigramma con posizione della autorità superiore / capo
Direttore generale
Autorità gerarchica
Esistono tre tipi di autorità:
- Autorità gerarchica
- Autorità funzionale
- Autorità del grado
L’autorità è la capacità di comandare, è il potere riconosciuto ad un organo superiore che ha maggiori conoscenze, maggiori informazioni, maggiori capacità di prendere decisioni. L’autorità gerarchica è quindi riconosciuta come organo di line in quanto è capace di prendere decisioni in grado di essere da guida per le decisioni che devono prendere gli organi inferiori. Tuttavia l’autorità gerarchica non ha il potere coercitivo, ossia la capacità di imporre la propria volontà sui subordinati, ma in alcuni casi può esercitarlo con prepotenza sfruttando il ruolo superiore assunto.
L’autorità gerarchica inoltre:
- È esercitata da ogni organo di line ed individua il potere autoritario del superiore gerarchico nei confronti dei suoi subordinati (10 o +);
- Identifica le posizioni di comando del superiore gerarchico a cui corrisponde l’obbedienza dei subordinati;
- Può imporre sanzioni e/o premi ai subordinati;
- Ha il potere di comandare;
- Ha diritto a ricevere obbedienza.
L’autorità gerarchica dunque coincide col principio di unicità, per cui il superiore gerarchico è unico rispetto ai subordinati (10 o +); essa deve essere legale, ossia riconosciuta dalle leggi, e formale, formalizzata nelle diverse posizioni di line. Per esempio un dirigente non può comandare un funzionario, perché deve rispettare le posizioni, quindi deve passare il comando ad un suo sottoposto che lo farà arrivare al funzionario.
L’autorità funzionale non appare sull’organigramma, perché può essere immaginata come una linea tratteggiata trasversale. Essa contraddice l’autorità gerarchica, perché spezza la linea di comando di tipo gerarchico, ossia interviene in modo opposto.
L’autorità funzionale ha le seguenti caratteristiche:
- Spezza la linea di comando gerarchico
- È limitata nel tempo (di solito 3 o 6 mesi) e nell’oggetto;
- Collega un organo di line superiore con organi inferiori non appartenenti allo stesso ambito lavorativo;
- Consente l’utilizzo di sanzioni e premi;
- Sospende (per il tempo definito e per l’oggetto) il comando dell’autorità gerarchica organizzativa;
L’autorità del grado la si può ritrovare nelle strutture organizzative militari, non esiste nelle strutture aziendali. Essa è diversa dall’autorità gerarchica perché tutti coloro che hanno gradi superiori possono comandare tutti coloro che hanno gradi inferiori, perciò non vi è il rispetto della graduatoria tipico dell’autorità gerarchica. Il subordinato deve obbedire al grado ultimo che gli dà il superiore.
Organi di staff
Gli organi di staff sono quegli organi che non hanno autorità. Essi spezzano le linee di comando, perché pur non comandando, sono organi di ausilio ad uno o più organi di line. Essi sono organi di alta specializzazione, di studio, di consulenza, di assistenza agli organi di line.
Lo staff si divide in due categorie:
- Personale, che a sua volta si divide tra Assistant-To, ossia gli assistenti ad un’unica persona come le segreterie, e General Staff, ossia gruppi di staff che assistono sempre una sola persona.
- Specialistico, ossia quello staff che dà ausilio a molteplici organi di line (Staff di Consulenza, Staff di Controllo, Staff di Studio, Staff di Servizi).
N.B Quando un’azienda nasce, di solito, ha poche posizioni di line. Quando l’azienda stessa cresce, contemporaneamente aumentano gli organi di line, perché col tempo alcuni organi di staff diventano organi di line.
Il capitale o patrimonio
(Il capitale è il concetto statico del sistema dei beni citato nella seconda definizione di azienda)
Il capitale rappresenta l’insieme coordinato dei beni a disposizione di un’azienda in un certo momento. Secondo l’articolo 810 del Codice Civile, "è un bene qualsiasi oggetto che è una fonte di diritto". Perciò i beni a disposizione, sono beni di diritto. I beni che formano il capitale, sono beni dell’azienda, o di proprietà o di cui ne ha l’usufrutto pieno.
Descrizione del capitale
Nella descrizione del capitale, bisogna tenere conto di aspetto qualitativi e di aspetti quantitativi:
- Per gli aspetti qualitativi, il capitale è un insieme eterogeneo di beni che non sono sommabili a meno che non siano uguali; esso viene descritto all’interno di un inventario, in cui ogni elemento è descritto nella quantità con cui è presente in quell’attimo e nella sua specificità;
- Per gli aspetti quantitativi, gli aspetti qualitativi devono essere omogeneizzati; perciò il capitale è un fondo omogeneo di valori. Ognuno degli elementi avrà un valore nell’inventario, che in questo caso si chiamerà Stato Patrimoniale.
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