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BisogniàCarenza di un qualcosa che si colmano con beni e servizi

Materiali Immateriali

Chi produce beni e servizi? à Le aziende (un’entità che produce beni e servizi per

soddisfar i bisogni)

Sempre più spesso, oggigiorno, son proprio le aziende a creare i bisogni

Es: Cellulare

Ci sono 3 fasi dell’attività economica:

Produzione di beni e servizi

Scambio di beni e servizi

Consumo di beni e servizi

La concezione di bene è solo per il consumatore finale. Es: l’auto. Per il consumatore

finale è un bene, per un tassista l’auto è un bene strumentale che serve per la

produzione di un servizio.

Fattori produttivi: qualsiasi elemento in grado di fornire utilità per alimentare l’attività

produttiva

Diponibilità Onerosità

Non è un fenomeno

speculativo di breve

L’azienda Scopo

periodo, è un

(L’azienda deve ottenere un equilibrio fenomeno di lungo

termine.

economico ed evolutivo) Risultati ↓

Abbiamo una struttura (Guadagnare)

L’azienda nel breve

(Immobili, personale ecc.) periodo può

permettersi di

essere in perdita ma

nel medio-lungo

Operazioni termine deve

(Acquisto, trasformazione, garantire un

vendita) equilibrio economico

L’equilibrio economico deve essere:

1. Durevole à l’azienda infatti è l'istituto atto a perdurare e la sua funzione

può ritenersi assolta quando essa è in grado di garantire la continuità della sua

vita nel tempo

Ciclico rinnovo degli investimenti

 Circuiti produttivi tali da garantire beni e servizi graditi agli utilizzatori

 Remunerazione adeguata ai portatori di capitale di rischio

Le aziende che hanno sviluppato delle innovazioni, spesso non lanciano subito il

prodotto con tuti i miglioramenti. In questo modo è capace di lanciare poco

tempo dopo lo stesso prodotto con ulteriori innovazioni garantendo

l’innovazione alta. L’azienda quindi lancia nuovi prodotti o dà la

Es. l’iPhone X e l’iPhone 11.

sensazione di lanciare nuovi prodotti.

Ci sono casi particolari come la nutella o la coca cola che sono rimaste invariate

nel tempo.

2. Evolutivo à l’azienda è il contento ambientale nel quale essa opera

presentano carattere di elevata dinamicità, sicché le posizioni di equilibrio

devono continuamente adeguarsi ai cambiamenti che intervengono

(deve adeguarsi al mercato).

Esempi di aziende che non raggiungono l’equilibrio economico durevole nel tempo:

Società di calcio (a parte qualche eccezione dove ci guadagnano) à perché

 allora esistono le società di calcio che portano i presidenti a spendere i soldi

Es. la pubblicità.

invece di guadagnare? à per altri interessi,

Parmalat: falsificando il bilancio mascheravano le perdite riuscendo così a

 rimanere in vita nonostante l’azienda fosse in perdita.

TRUFFA CON SCHEMA PONZI:

Un soggetto promette guadagni fuori dagli standard su un investimento a breve

termine, ad esempio al 10%. Senza un investimento documentato, solo pochi

investitori danno fiducia alla persona, la quale assicura loro di rispettare i patti:

pagherà quanto pattuito, anche se lo farà andando in perdita o più spesso prelevando

fondi versati da nuovi investitori. In seguito così potrà beneficiare della sua buona

fama per far aumentare il capitale investito e il numero degli investitori.

I primi investitori, ripagati, reinvestiranno i fondi e parleranno bene dell'investimento

attirando nuove vittime, fino a che la persona, giunta al massimo del guadagno,

sparirà nel nulla con i soldi presenti in quel momento. Presto o tardi tuttavia la

difficoltà di reperire nuovi adepti porterà lo schema a collassare da solo, non riuscendo

a ripagare gli investimenti o venendo scoperto dalle forze dell'ordine.

Questa tecnica non crea valore. Tutto ciò è riuscito a durare 30 anni perché i

nuovi investitori erano maggiori di quelli che chiedevano il rimborso.

Madoff (banchiere

statunitense), andava

dai risparmiatori,

chiedeva i soldi

garantendo una

remunerazione più alta

di banche e c/c vari.

Riusciva a remunerare

questa redditività negli

anni ad un tasso non

esagerato ma piuttosto

buono. Dove investiva i

soldi dei risparmiatori?

Non li investiva. Li

metteva sul c/c che

però gli rendeva un

tasso molto basso, non

sufficiente per

remunerare un tasso a

8/10%. ↓ Come faceva quindi?

Es: Il 1° cliente mi dà 100€, dopo un anno gli devo rendere il 10%. Invece di

remunerare il 10% in + ai 100€, proprio da questi 100€ ne tolgo 10€ e glieli rendo al

primo cliente.

Arriva il 2° cliente che mi dà atri 100€. In questo modo se il 1° cliente mi chiede il

rimborso sono in grado di restituirlo. In questo modo attiro altri clienti perché ho fatto

credere al 1° cliente di avere una remunerazione quando invece l’ho ha pagato con i

soldi del 2° cliente.

Quando ormai era riuscito ad attirare molti clienti, era persino in grado di rimborsare

interamente il prestito di qualche cliente utilizzando sempre i soldi di altri

risparmiatori. Ovviamente se tutti i suoi clienti avessero chiesto contemporaneamente

la restituzione del prestito non sarebbe stato in grado di restituirlo.

Dimostrazione:

+100€ Prestito del 1° cliente

-10€ Remunerazione del 1° cliente con tasso 10% presi dal suo stesso prestito.

+90€ Soldi rimanenti del prestito del 1° cliente

+100€ Prestito del 2° cliente

+190€ Saldo del 1° e 2° cliente – la remunerazione del 10% al primo

cliente.

-100 Il 1° cliente chiede il rimborso del prestito che viene pagato in parte con i

soldi del 2°cliente.

+90€ Saldo rimanente del 2° cliente.

+500€ Prestito di nuovi clienti che sono riuscito ad attirare

-10€ Remunerazione del 2° cliente con tasso 10%.

+580€ Saldo dei prestiti dei vari clienti ottenuti

Eccetera…

ESEMPIO CASO PARMALAT:

La Parmalat aveva debiti di 100€, ma non produceva utili. Cosa faceva? Taroccava il

bilancio falsificando gli utili in modo da sembrare un’azienda in salute. Questo gli

permetteva di pagare i debiti in scadenza ottenendo un nuovo finanziamento dalle

banche di 150 €. 100€ erano di debiti e 5€ di interessi. I 45€ rimanenti venivano

reinvestiti per crescere (anche se gli investimenti non erano redditizi, l’importante era

crescere). Quando il prestito scadeva, dovevo restituire i 150€ + 7€ di interessi. Non

avendoli chiedevo un altro prestito, magari di 200€. Questo caso è durato 30 anni à

CASO PATOLOGICO. L’economia aziendale

Cos’è? à È lo studio dell’azienda in tutte le sue manifestazioni.

3 obiettivi:

1. Comprendere manifestazione di vita

2. Quali sono le condizioni per esistere e di sviluppo

3. Fornire i metodi e le logiche per la comprensione delle relative complessità e

per impostare correttamente azioni ed interventi che ne permettono la

sopravvivenza.

L’economia aziendale non fa diventare automaticamente imprenditori, può

aiutare.

L’economia aziendale viene ricondotta a Gino Zappa nel 1927

Secondo l’impostazione tradizionale di Zappa il fenomeno aziendale è visto da 3

prospettive diverse:

1. LA GESTIONE è quella parte degli studi dell’economia aziendale che si occupa

di definire l’insieme coordinato di operazioni:

Finalizzato al raggiungimento di prefissati obiettivi;

 La cui natura dipenderà dal tipo dell’azienda;

2. L’ORGANIZZAZIONE è quella parte degli studi dell’economi aziendale che

affronta le modalità e le tecniche con cui:

Definire i rapporti gerarchici e funzionali tra i soggetti

 Studiare le più convenienti forme per coordinare risorse umane, materiali

 e immateriali a disposizione

3. LA RILEVAZIONE (la ragioneria) è quella parte degli studi dell’economia

aziendale che:

studia l’azienda intesa come sistema di grandezze economiche.

 si occupa di rappresentare le dinamiche aziendali in valore (trasformare

in numeri le operazioni) e di fornire gli elementi che consentono di

Non tutto quello

interpretare i valori per guidare dinamiche aziendali.

che succede in azienda viene tradotto in numeri.

Costituisce il sistema informativo o di controllo di supporto alla gestione

 ed alla organizzazione. Praticamente è il caso inverso di prima.

Esempio: Se diamo in mano il bilancio ad un terzo, quest’ultimo deve

essere in grado dai numeri di capire cosa è successo all’interno

dell’azienda. Spesso le piccole-medie aziende non hanno un sistema

informativo ben adeguato che non mi permette di trasformare in numeri

in informazioni.

Differenza tra economia aziendale ed economia politica

L’economia aziendale studia l’azienda: vedo come funziona, come fa a vivere ecc.

L’economia politica invece, non entra nel merito della singola azienda, ma guarda

com’è l’aggregato di tutte le aziende.

Differenza tra soggetto economico e soggetto giuridico:

IL SOGGETTO GIURIDICO è colui che si assume i diritti e gli obblighi dal punto di

vista giuridico di quanto succede in azienda

IL SOGGETTO ECONOMICO è quella figura astratta al quale è riconosciuta la

funzione di governo dell’azienda

QUESTE DUE PERSONE POSSONO COINCIDERE!

NB! A seconda della forma che si adotta, c’è o meno la personalità giuridica

dell’azienda. Es. l’imprenditore individuale non c’è la personalità giuridica. Non posso

dire la stessa cosa della fiat che ha un altro tipo di forma.

Il soggetto economico è fondamentale perché dà l’indirizzo all’azienda.

Come si fa ad individuare?

Se c’è un’azienda individuale corrisponde al titolare, se siamo in una società di

capitale il soggetto economico sono i soci di comando e i manager. In rapporto a

specifiche situazioni, occorre però considerare anche gli interessi degli stakeholder,

che sono diversi da quelli dei soci e dai manager. Dipende dalla forza contrattuale

degli stakeholder e della mia azienda.

Es. Tra l’Esselunga e la Ferrero chi è che ha più interesse affinché venga esposto il

prodotto nutella sullo scaffale? Essendo l’Esselunga un supermercato molto

importante e con milioni di clienti, l’interesse maggiore affinché il prodotto nutella sia

sugli scaffali è della Ferrero, che sicuramente sarà costretto a tenere di conto degli

interessi di Esselunga. Se invece dell’Esselunga, si trattava di un discount di piccole

dimensioni, l’interesse affinché il prodotto nutella venisse esposto sugli scaffali

sarebbe stato del discount, in quanto poter disporre di un brand di fama mondiale

attirerebbe più clienti.

Prima di avviare un’azienda, nella fase pre-aziendale, bisogna decidere come investire

i propri soldi. Anche lasciarli liquidi è considerata una scelta.

3 aspetti da tenere in considerazione:

1. REDDITIVITÀ: Quanto questo investimento mi può rendere (consideriamo il

tasso di rendimento, il tasso di interesse ecc.)

2. RISCHIOSITÀ: Quanto è rischioso questo investimento in termini sia positivi sia

negativi (rischio di perdere tutto o rischio di guadagnare tanto). È la controparte

della redditività.

3. LIQUIDABILITÀ: La capacità dell’investimento di tornare in forma liquida

(disinvestire quel determinato investimento).

Quindi è meglio rischiare poco e guadagnare poco o rischiare tanto e

guadagnare tanto?

La scelta dipende dal singolo imprenditore che può essere più o meno propenso al

rischio.

Come si collocano questi para

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nico.lena di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Verona Roberto.
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