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Esame 4/5/6/7/8/10/12 (prima parte)

Analizziamo ora i costi di produzione di una impresa.

Molto schematicamente possiamo pensare all'impresa come ad un processo di trasformazioni di fattori produttivi (input) in beni e servizi (output).

Ovviamente, per un'impresa è fondamentale sapere se tale trasformazione avviene in modo efficiente: l'efficienza può essere valutata osservando la funzione di costo, ovvero confrontando costo totale (CT) e ricavo totale (RT).

Il ricavo totale è il prodotto del prezzo del bene e la quantità venduta ovvero in sintesi: RT=p·y.

Tuttavia se l'impresa è piccola 'D' e in concorrenza con altre imprese e tutte le imprese vendono lo stesso prodotto, allora il prezzo di vendita può essere considerato un dato.

In questa situazione il prezzo viene fissato dal mercato.

Per un'impresa il prezzo un dato, il ricavo totale è funzione solo della quantità venduta: RT=RT(y).

Il ricavo totale dunque cresce in modo costante al crescere della quantità venduta con coefficiente angolare pari al prezzo.

Per ottenere l'efficienza della trasformazione è necessario confrontare il ricavo totale con il costo totale.

Il costo totale di un'impresa è costituito dai:

  • costo fisso: costo indipendente dall'output (CF)
  • costo variabile: costo dipendente dall'output (CV)
  • costo opportunità: mancato guadagno che avremmo ottenuto utilizzando in modo alternativo una risorsa.

Dunque il costo totale può essere considerato solo funzione della quantità prodotta.

Se si ipotizza che l'impresa sostiene costi fissi ed il costo è pure proporzionale della quantità prodotta, il grafico del costo è quello a /cono.

Dunque un'impresa opera in modo efficiente quando riesce ad avere profitto ovvero quando П(y)=R(y)-C(y)>0.

Quando l'impresa deve scegliere la quantità ottimale di y in modo da ottenere il profitto massimo.

Tale quantità può essere individuata riportando sullo stesso grafico le due curve:

  • prima Y1 e dopo Y2 i costi sono superiori ai ricavi e dunque l'impresa è in perdita;
  • per quantità comprese tra Y2 ed Y3 l'impresa trae profitto

Esame 4/5/6/7/8/10/12 (prima parte)

Analizziamo ora i costi di produzione di una impresa.

Molto schematicamente possiamo pensare alla impresa come ad un processo di trasformazione di fattori produttivi (input) in beni e servizi (output).

Ovviamente per un'impresa è fondamentale operare in tale trasformazione avvenire in modo efficiente: l'efficienza può essere indotta minimizzando una funzione di costo, ovvero confrontando costo totale (Ct) ed il ricavo totale (R).

Il ricavo totale è il prodotto del prezzo del bene e la quantità venduta ovvero il stim: R=PxY.

Tuttavia se l'impresa è piccola e in concorrenza con altre imprese, e tutte le imprese vendono lo stesso prodotto, allora il prezzo di vendita può essere considerato un dato.

In questo situazione il prezzo viene fissato dal mercato.

Per un'azienda il prezzo un dato, il ricavo totale è funzione solo della quantità venduta: R=R(Y).

Il ricavo totale dunque cresce in modo costante al crescere della quantità venduta con coefficiente angolare pari al prezzo.

Per ottenere l'efficienza della trasformazione è necessario confrontare il nuovo totale con il costo totale.

Il costo totale di una impresa è costituito da:

  1. Costo fisso: costi indipendenti dall'output (Cf)
  2. Costo variabile: costi dipendenti dall'output (Cv)
  3. Costo opportunità: mancato guadagno che avremmo ottenuto utilizzando in modo alternativo una risorsa.

Anche il costo totale può essere considerato solo funzione della quantità prodotta.

Se si ipotizza che l'impresa sostiene costi fissi, ed il costo è più che proporzionale alla quantità prodotta, il grafico del costo è quello a sinistra.

Dunque un'impresa opera in modo efficiente quando riesce ad avere profitto, ovvero quando Π(y)=R(y)-Ct(y)>0.

Quando l'impresa deve scegliere la quantità ottimale di Y, in modo da ottenere il profitto massimo.

Tale quantità può essere individuata riportando nello stesso grafico le due curve:

  • Prima Y, e dopo Y, i costi sono superiori ai ricavi e dunque l'impresa è in perdita.

Nel quantità compresa tra Y ed Y l'impresa trae profitto.

le quantità che rende massimo il profitto, y*, ovvero quella per la quale

è x la curva dei costi totali è dei ricavi totali è massima.

Quando il profitto è massimo la sua derivata rispetto alle quantità

è nulla (=0), ovvero la derivata dei ricavi è uguale alla derivata

dei costi:

dR(y)dy = dCT(y)dy ∣ 0 → dR(y)dy

Tale condizione prende anche il nome di condizione di primo ordine.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/06 Economia applicata

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