Appunti del corso di economia applicata all'ingegneria
Prof. T. De Luca - AA 2009/2010
Indice generale
- Microeconomia..............................................0
- Capital Budgeting........................................71
- Analisi dei costi..........................................113
Indice delle lezioni e degli argomenti
Parte 1 - Microeconomia
Martedì 6/10/2009................................................................................................................................................................1
- Teoria della domanda
- Il mercato
- Le forze competitive agenti sul mercato
- Panoramica sulle forme di mercato
- Il vincolo di bilancio
- Come varia la retta di bilancio (tasse, sussidi, razionamenti)
- Esempi di costruzione del vincolo di bilancio
- Esercizio d'esame del 6/2/2009
- Svolgimento di alcune domande presenti sul libro di testo
Martedì 13/10/2009............................................................................................................................................................14
- Teoria delle preferenze
- Funzione utilità
- Curva di indifferenza
- Scelte ottime
- MRS (Marginal Rate of Substitution), tasso marginale di sostituzione
- Scelta di frontiera
- Domanda individuale
- Domanda di mercato (o domanda aggregata)
- Esempio di costruzione della domanda aggregata
Martedì 27/10/2009............................................................................................................................................................22
- Elasticità della domanda rispetto al prezzo
- Esempi di curve di domanda
- Impatto dell'elasticità sui ricavi
- Teoria dell'offerta
- Equilibrio di mercato
- Funzione di produzione
- Rendimenti di scala
- Esercizi: curva di domanda, funzione di produzione
Lunedì 2/11/2009................................................................................................................................................................32
- Massimizzazione del profitto
- Produttività marginale
- Costo marginale di produzione
- Funzione di costo minimo
- Lungo periodo e breve periodo
Martedì 3/11/2009...............................................................................................................................................................36
- Relazione tra STC e LTC
- Curva di costo medio di lungo periodo (LAC) e curva di costo marginale di lungo periodo (LMC), costruzione
- Esempio di calcolo del costo totale e del costo medio
- Esercizi d'esame
Esercizi d'esame svolti.....................................................................................................................................................43
Parte 2 – Valutazione dei progetti di investimento
Martedì 10/11/2009.............................................................................................................................................................73
- Valutazione dei progetti di investimento
- Flussi di cassa
- VAN (Valore Attuale Netto)
- Costo di ammortamento
Lunedì 30/11/2009..............................................................................................................................................................78
- Esercizio: confronto di due progetti col VAN
- Capitalizzazione e decapitalizzazione semplice/composta
- Inflazione
- Relazione tra tasso di sconto e inflazione
Martedì 1/12/2009..............................................................................................................................................................81
- Altri metodi di valutazione dei progetti di investimento
- TIR
- Tempo di recupero
- Obbligazioni
- Esempio
Giovedì 10/12/2009............................................................................................................................................................84
- Valore attuale di una rendita costante (obbligazione irredimibile)
- Valore Attuale di una rendita costante percepita per un numero finito di intervalli temporali
- Tasso Annuo Equivalente (TAE)
- Esercizi dagli esami passati
Parte 3 – Analisi dei costi
Lunedì 14/12/2009............................................................................................................................................................115
- La natura della contabilità direzionale
- Scopo e utilizzo delle informazioni contabili
- Misurazione
- Controllo
- Scelta fra alternative
- Configurazione di costo pieno
- Driver di allocazione
Martedì 15/12/2009...........................................................................................................................................................118
- Classificazione dei costi in funzione del loro comportamento
- Costi variabili
- Costi fissi
- Costi fissi impegnati
- Costi fissi discrezionali
- Costi semivariabili
- Diagrammi costo-volume attività
- Intervallo di rilevanza
- Costi a gradino
Lunedì 11/1/2010..............................................................................................................................................................122
- Definizione e valorizzazione del costo pieno
- Oggetti di costo
Lunedì 18/1/2010.............................................................................................................................................................124
- Life Cycle Costing
- Target costing
- Processi produttivi
- Sistemi di calcolo dei costi
- Il sistema di costi per commessa (job costing)
- Il sistema di calcolo per processo (process costing)
- Unità di produzione equivalente
- I costi di manodopera diretta
Martedì 19/1/2010............................................................................................................................................................128
- L'allocazione dei costi indiretti
- Centri di costo
- Coefficiente e base di allocazione
Lunedì 25/1/2010.............................................................................................................................................................131
- Activity Based Costing
- Costi standard
- Diagramma di flusso dei costi (diagrammi a T)
- Sistemi a costi variabili
Domande d'esame svolte
- Prima stesura........................................................................................................................139
- Seconda stesura....................................................................................................................155
- Schemi riassuntivi di alcuni argomenti........................................................................................168
Analisi dei costi — Domande d'esame svolte
Prima stesura
1. Si descrivano compiutamente le fasi di determinazione dei costi di un prodotto attraverso la metodologia ABC.
Le fasi di determinazione dei costi in ABC sono 7:
- Identificazione delle attività: è la fase più complessa, perché occorre decidere che livello di dettaglio serve per l'ABC. Troppe attività potrebbero essere difficili da tenere sotto controllo, quindi la spesa non varrebbe l'impresa: l'ABC, storicamente, fallisce nella sua applicazione proprio a partire da questo punto. Si può in parte ovviare costruendo una gerarchia di attività: la scelta è un compromesso tra accuratezza e costo della rilevazione.
- Rilevazione del costo delle attività: per ciascuna attività si misura il costo delle risorse consumate, che viene accumulato negli ACP (Activity Cost Pool, contenitori contabili).
- Individuazione delle basi di allocazione (activity driver): l'activity driver è l'unità di misura che indica come vada misurato il costo sostenuto dall'attività. Questa scelta è un compromesso tra accuratezza e costo della rilevazione.
- Calcolo dei coefficienti di allocazione (activity rate): si misura prima la capacità pratica (possibilità di produrre beni, in unità di volume) di una attività. La capacità pratica è inferiore alla capacità teorica (di solito viene sottratta una percentuale dalla capacità teorica, es. il 20% in meno). Si divide poi il costo dell'attività (rilevato in fase 2), per la capacità pratica e si ottiene il costo dell'unità elementare di attività.
- Assegnazione di costi indiretti ai prodotti: l'attività richiesta per i prodotti ...
2. Cosa si intende per costi diretti di produzione e costi variabili? Sono sinonimi? Perché?
Costi diretti di produzione: tutti i costi che possono essere univocamente imputabili alla produzione (creazione di un prodotto o fornitura di un servizio). Costi variabili: costi che variano a seconda del volume di produzione o di vendite, a seconda se l'azienda si occupi di uno o entrambi gli aspetti. Non sono sinonimi: Il motivo per cui non sono sinonimi è perché i costi diretti sono univocamente attribuibile ad ogni unità di produzione. Il costo diretto di produzione è variabile con il volume, ma è univocamente attribuibile ad ogni elemento prodotto (esempio: se produco jeans, ogni jeans ha un costo diretto di produzione per la stoffa con cui l'ho prodotto). Il costo variabile invece è variabile secondo il livello di produzione o vendita, ma non è direttamente attribuibile all'oggetto della produzione (esempio: corrente elettrica per lo stabilimento, serve per produrre i jeans ma anche per tenere attivi gli uffici).
3. Quali sono le categorie di costi diretti nell’ambito dei costi pieni di produzione?
Sono divisi in: costi di manodopera diretta, costi generali di produzione, che assieme al precedente fanno i costi di trasformazione, e costi di materiali diretti. I costi diretti sono manodopera diretta e materiali diretti, i costi generali di produzione sono costi indiretti (es. energia elettrica, riscaldamento, pulizia, sicurezza, manutenzione ecc.).
4. Che cosa si intende per “unità di produzione equivalente” ed in quale sistema di determinazione dei costi viene utilizzato?
L'unità di produzione equivalente è un artificio che serve a valutare i costi di ogni unità di produzione nel Process Based Costing. Viene utilizzata perché alla fine di ogni periodo contabile la produzione in serie porta ad avere prodotti finiti e semilavorati; questi ultimi devono essere correttamente valutati nel bilancio. Gli viene quindi attribuito un fattore di completamento e il costo ad essi associato è contabilizzato in base a questo fattore.
5. Si fornisca la definizione di costo pieno di prodotto.
Il costo pieno di un prodotto è la somma dei costi diretti e una quota equa dei costi indiretti. Più in dettaglio:
- Costi di manodopera diretta + Costi di generali di produzione = costi di trasformazione;
- Costi di materiali diretti + Costi di trasformazione = costo pieno di produzione (costo inventariabile)
- Costo pieno di produzione + Costi di vendita + Costi Generali Amministrativi = Costo Pieno.
È utile per:
- Derminare del prezzo del prodotto
- Valutare contabilmente le rimanenze di magazzino
- Fare l'analisi di redditività
- Sapere quanto è costato un bene
- Calcolare prezzi regolamentati
6. Si illustri la modalità di rilevazione dei costi in un sistema di determinazione dei costi per commessa.
Si divide in due fasi:
- Assegnazione di una scheda di commessa, contenente vari dati: data di inizio, codice cliente, codice commessa, ecc. che segue la produzione dall'inizio alla fine.
- Sulla scheda vengono riportati i costi pieni associati alla commessa, man mano che questi vengono sostenuti. La divisione del tempo è dipendente dall'azienda. Per la fase 2, i costi pieni vengono assegnati e divisi per attività svolte in base alle commesse precedenti. In genere la commessa produce due tipi di costo: manodopera diretta e costi generali di produzione, che costituiscono una ulteriore divisione.
7. In cosa consiste il problema del sovvenzionamento (o sussidio) incrociato del reddito e perché viene risolto dalla determinazione dei costi di tipo ABC?
Il sovvenzionamento incrociato del reddito consiste nella allocazione di costi indiretti usando un unico parametro, tipicamente influenzato dai volumi di produzione, su diverse linee di produzione con grandi differenze di volume, in genere associate a diverse complessità. I prodotti che hanno più volume si vedono allocare una gran parte dei costi indiretti, con lo stesso livello di quello che viene attribuito ai prodotti con meno volume: in questo modo appare che i prodotti a volume inferiore abbiano un costo pieno inferiore, perché i costi indiretti sono sottostimati. Quindi il loro prezzo può essere inferiore, ovvero si sovvenziona la produzione di unità a più basso volume. Contabilmente, il risultato è lo stesso: allocazione dei costi indiretti. Dal punto di vista decisionale, la cosa può indurre a imprecisioni elevate - allocando a un prodotto con bassi volumi un costo più basso di quello che gli dovrebbe essere imputato. Il problema viene risolto dalla determinazione ABC perché in questo caso non si assegnano i costi ai prodotti, ma alle attività. Le attività sono poi assegnate ai prodotti, quindi se un prodotto ha una linea di produzione più complessa (con più attività) il costo indiretto viene allocato secondo le attività svolte effettivamente per produrre il bene.
8. Si illustrino le due fasi nelle quali si articola il processo di allocazione dei costi indiretti ai prodotti.
Fase 1: allocazione sui diversi centri di costo. I centri di costo a disposizione sono di tre tipi:
- Centri di costo di produzione
- Centri di costo di supporto (o servizio)
- Centri di costo di struttura
I centri di costo di produzione sono quelli direttamente coinvolti nella produzione. I centri di costo di supporto sono quelli necessari alla produzione ma non necessariamente coinvolti in essa (es. magazzino). I centri di costo di struttura sono quelli legati alla struttura aziendale, da cui non si può prescindere (es. Amministratore Delegato). Dopo questa allocazione iniziale, i costi che fanno riferimento a centri di costo non di produzione (quindi di supporto o di struttura) vengono ridistribuiti sui centri di costo di produzione.
Fase 2: distribuzione dei costi di produzione sui prodotti. In base a fattori di allocazione predeterminati, i costi associati ai centri di costo di produzione vengono ulteriormente suddivisi tra i diversi prodotti. I fattori (o coefficienti) di allocazione sono determinati usando una base di allocazione, ovvero una misura (scelta arbitrariamente dall'azienda) del livello di attività necessario alla produzione.
9. Si descriva la modalità di rilevazione del costo della manodopera diretta in un sistema di determinazione dei costi per commessa.
Si prendono tutti i costi associati ai dipendenti direttamente coinvolti nella produzione:
- RAL (Retribuzione Annua Lorda)
- Tasse che l'azienda paga per il dipendente
- Altri oneri
Questi costi vengono sommati e divisi per le ore di lavoro nel periodo contabile di riferimento, ottenendo il costo orario della manodopera. Il costo orario va moltiplicato per le ore impiegate nella produzione della commessa. Il risultato è il costo orario della manodopera diretta per una certa commessa. Se si è interessati al costo orario delle diverse attività necessarie per la produzione della commessa, le ore da valutare vanno divise per le attività svolte.
10. Che cosa si intende per base di allocazione e quali sono le principali categorie di basi di allocazione che possono essere individuate?
La base di allocazione è una misura del livello di attività necessario alla produzione. Le categorie principali in cui si divide sono:
- In base alla manodopera diretta (ore)
- In base alla dimensione dell'organico (numero persone)
- In base ai materiali diretti (quantità)
- In base allo spazio (spazio utilizzato)
- In base al numero di transazioni
- In base al codice prodotto
11. Quali sono le principali differenze tra l’ABC ed i sistemi tradizionali di accounting?
I sistemi tradizionali (a costo pieno, a costo variabile, ecc.) si basano sull'asserzione che i prodotti generano costi consumando risorse. L'ABC invece si basa sull'asserzione che i prodotti richiedono attività, e queste attività consumano risorse comuni e generano costi. L'ABC può essere utilizzato insieme agli altri sistemi di accounting, perché riguarda principalmente la valutazione e l'allocazione dei costi indiretti. L'ABC richiede un maggiore livello di dettaglio (quindi molti più contenitori contabili, gli Activity Cost Pool) ed è progettato per una determinazione più precisa dei costi indiretti, evitando il problema del sovvenzionamento incrociato. Il sovvenzionamento incrociato non sempre si può risolvere con i sistemi tradizionali: se il problema nasce su due linee di produzione diverse si può ridurre aumentando i centri di costo, ma se riguarda una singola linea di produzione flessibile (es. per lotti di diversa dimensione) i sistemi tradizionali falliscono.
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