Introduzione al sistema agroalimentare
L'economia agroalimentare
L'economia si occupa dell'uso di risorse limitate utilizzate per il soddisfacimento di bisogni individuali e collettivi. L'economia agroalimentare, invece, si occupa dell'uso di risorse limitate utilizzate per il soddisfacimento di bisogni alimentari; l'insieme delle attività portate avanti da un insieme di persone, organizzazioni e istituzioni costituiscono il sistema agroalimentare.
Il sistema agroalimentare si basa sul bisogno alimentare: è il bisogno di disporre di un mezzo (alimento) reputato atto a far cessare, prevenire o conservare una sensazione (di fame).
Caratteristiche dei bisogni
I bisogni sono:
- Illimitati: nel senso che il loro numero non ha limiti.
- Momentaneamente saziabili: i bisogni diminuiscono di intensità non appena vengono soddisfatti.
- Soggettivi: i bisogni sono diversi da persona a persona.
- Graduabili.
Classificazione dei bisogni
- Bisogni presenti (bisogni percepiti nel momento attuale) e bisogni futuri (bisogni che possono sorgere un domani).
- Bisogni primari (sono quelli essenziali per la vita/esistenza dell'uomo; esempio: bere, mangiare) e bisogni secondari (bisogni che rispondono a esigenze non fondamentali per l'uomo, come leggere un libro o andare al cinema).
- Bisogni individuali (sono quelli avvertiti da una singola persona), collettivi (bisogni che vengono percepiti da un soggetto in quanto membro di una società, come il bisogno di difesa e giustizia) e comuni (esempio: trasporti ferroviari).
Bene alimentare
Per bene alimentare (bene economico) intendiamo qualsiasi mezzo idoneo a soddisfare un bisogno; Perché un mezzo sia un bene è necessario:
- che esista un bisogno da soddisfare con quel mezzo,
- che il mezzo sia in grado di soddisfare il bisogno (c.d. requisito dell'utilità),
- che il mezzo sia accessibile (c.d. requisito della reperibilità),
- che sia disponibile in quantità limitata rispetto al bisogno (c.d. requisito della scarsità).
Ciascun bene economico ha un prezzo che viene determinato dalla società (il mercato dei prodotti alimentari); il valore di un bene economico è dato dalla quantità di moneta con cui quel bene può essere scambiato.
Classificazione dei beni economici
I beni economici vengono poi classificati secondo:
- La destinazione: si distinguono in beni di consumo (sono quei beni che producono un'utilità diretta per il consumatore esempio: il formaggio) e mezzi di produzione (sono quelli che non vengono consumati direttamente ma servono per la produzione di altri beni - esempio: il latte).
- La durata: si distinguono in beni a fecondità semplice o beni non durevoli (sono i beni che esauriscono la loro utilità con l'utilizzo come, il cibo o la benzina) e a fecondità ripetuta o beni durevoli (sono quei beni che possono essere usati più volte per soddisfare un bisogno come, un'automobile).
- La disponibilità: beni presenti (sono quei beni che possono essere consumati subito) e beni futuri (sono quei beni che saranno disponibili per il consumo in un momento futuro).
- I rapporti d'uso: si distinguono in beni indipendenti, succedanei (sono beni che possono sostituire altri beni con caratteristiche simili - esempio: caffè e orzo, burro e margarina, olio d'oliva e olio di semi) e complementari (sono dei beni utilizzati insieme ad altri beni per soddisfare un bisogno - esempio: l'automobile e la benzina, caffè e zucchero).
- La natura: si distinguono in beni materiali (un libro) e beni immateriali o servizi.
Cos'è un sistema agroalimentare?
Il settore agroalimentare comprende tutti i settori economici coinvolti nella produzione e distribuzione di prodotti alimentari. Tali settori sono:
- Industrie fornitrici di mezzi tecnici per l'agricoltura.
- Produzione agricola (materia prima).
- Industria alimentare (attività di trasformazione di materie prime in prodotti finiti).
- Distribuzione (ingrosso, dettaglio, ristorazione).
- Consumo finale (domanda da parte dei consumatori dei beni alimentari).
Oltre a questi vi sono settori non economici che contribuiscono allo svolgimento delle attività; nel sistema agroalimentare possiamo distinguere 2 tipi di approcci:
- Approccio di filiera.
- Analisi per canali commerciali.
La filiera
Per filiera s'intende tutto il percorso degli eventi che l'alimento subisce a partire dalla fase di produzione fino al consumo da parte dell'utente finale.
I canali commerciali
I canali commerciali mettono in evidenza il numero dei passaggi necessari al prodotto agricolo per arrivare al consumo; rappresentano quindi la sequenza degli operatori che rendono possibile il trasferimento dei prodotti dal produttore al consumatore; gli operatori si distinguono in 4 tipologie:
- Produttore
- Grossista
- Intermediario
- Dettagliante
L'integrazione
L'analisi di filiera acquista rilevanza quando si analizzano i fenomeni di integrazione (ossia relazioni di filiera). Tali relazioni possono essere:
- Verticale: basata sulle modalità di collegamento di input e di output delle varie fasi di una singola filiera o di quella agroalimentare nel suo complesso.
- Orizzontale: basata sull'unificazione tra parti che svolgono la stessa attività all'interno di un singolo settore di una singola filiera o di quella agroalimentare nel suo complesso.
Grado di concorrenzialità nel settore agricolo
Il settore agricolo è tendenzialmente concorrenziale (bassa concentrazione e assenza di barriere all’entrata). Tale struttura però cambia se parliamo del sistema di distribuzione e di trasformazione, caratterizzato da un forte potere monopolistico (situazione di mercato caratterizzata dall'accentramento della domanda da parte di un solo soggetto economico e dall'impossibilità per altri acquirenti di entrare sul mercato).
Il meccanismo del global food chain
È necessario comunque dire che il settore agroalimentare è l’unico settore che non ha subito forti oscillazioni nel periodo di crisi. Questo perché in tale settore vi sono grandi players internazionali (soggetti in grado di indirizzare il mercato) che hanno potuto sfruttare le economie di scala abbassando i prezzi. Questa è una differenza fondamentale con i retailer che, avendo una dimensione e una quantità di prodotti inferiore e quindi un controllo del mercato quasi nullo, sono stati costretti a mantenere prezzi alti, uscendo, in gran parte, di scena dal mercato (il buyer tende ad eliminare dal mercato tutti coloro che non si adattano alle sue necessità: buyer power).
In tale meccanismo la fase di produzione agricola è spazialmente scollegata a quella del consumo. L’acquisizione di materia prima agricola su scala geografica è sempre più ampia e un ruolo chiave lo giocano i grandi players internazionali. Vi è una concorrenza diretta e indiretta da parte di nuove imprese e bacini di produzione. Il buyer detta prezzi, condizioni di vendita e standard di qualità (buyer power). Ai produttori vengono richieste specifiche per entrare a far parte del parco fornitori della catena distributiva. Tra catene distributive e produttori non vi sono generalmente rapporti contrattuali; la catena distributiva non sottoscrive nessun impegno all’acquisto dei prodotti e scarica ogni rischio di prezzo e produzione sugli agricoltori. Il buyer power è esercitato anche nei confronti della produzione industriale soprattutto senza marchio.
Il settore agricolo: produzione e valori
L'agricoltura
L'agricoltura è un'attività che occupa un posto di grande rilievo nell'economia mondiale in quanto vi si dedica circa il 40% della popolazione attiva mondiale. Da essa provengono le materie prime richieste poi dall'industria di trasformazione; è un settore caratterizzato da vincoli che influenzano le scelte degli agricoltori:
- Vincoli di natura fisica: produzione che si svolge all'aperto con andamenti produttivi solo in parte controllabili dall'azione umana; la produzione infatti varia a seconda del clima, del luogo e della stagionalità del prodotto.
- Vincoli di natura antropica: (es: paese molto industrializzato sottrae terreno all'agricoltura).
Il valore della produzione agricola
Il valore della produzione agricola è determinato dalla quantità di prodotti agricoli realizzati (produttività) che sono da moltiplicare per i relativi prezzi. La produzione agricola italiana comprende:
- I prodotti delle coltivazioni agricole (54,5%); all'interno delle coltivazioni agricole vengono distinte in base alla natura delle piante:
- Coltivazioni erbacee: ortaggi, cereali, legumi
- Coltivazioni foraggere: foraggi da prati avvicendati e permanenti, pascoli
- Coltivazioni legnose: frutta, agrumi, prodotti vitivinicoli
- I prodotti degli allevamenti zootecnici (32,3%); tali prodotti sono distinti poi in base alla destinazione in:
- Prodotti zootecnici alimentari: carne, latte, uova, miele
- Prodotti zootecnici non alimentari: letame, lana
- I servizi connessi (11,8%), comprende:
- Noleggio di mezzi e macchine agricole
- Prima lavorazione e conservazione dei prodotti agricoli
- Conservazione delle sementi, sistemazione dei parchi e giardini
- Nuove coltivazioni e piantagioni connessi all'allevamento del bestiame
- Attività secondarie (1,4%), comprende:
- Trasformazione carne, trasformazione frutta, trasformazione latte, agriturismo
Caratteristiche della produzione agricola
La produzione agricola italiana è frazionata in numerosissime aziende agricole (800.000 circa) e tale produzione non è sufficiente all’intera copertura dei consumi.
Destinazione della produzione agricola
La produzione agricola può essere destinata:
- Al consumo diretto: quando la produzione viene autoconsumata
- Al rimpiego: la produzione viene riutilizzata in azienda (es: letame) come fattore produttivo
- Mercantile: quando parte notevole della produzione viene immessa sul mercato o lasciata in magazzino in attesa di vendita (ossia metterla successivamente sul mercato quando per il produttore risulta più remunerativa)
- Ai prodotti industriali: quando i prodotti principali vengono successivamente utilizzati per trasformazioni industriali
La produzione agricola vendibile
La produzione agricola vendibile comprende tutti i prodotti ad eccezione di quelli reimpiegati nel processo produttivo. Il livello unitario della produzione vendibile indica l'intensità del modello produttivo. La conoscenza della composizione del valore della produzione vendibile indica l'importanza economica delle singole produzioni all'interno dell'azienda o del territorio. La conoscenza della quota di produzione effettivamente venduta indica l'entità dei rapporti dell'azienda con il mercato.
La variabilità del valore della produzione agricola
Il valore (quantità × prezzo) della produzione agricola italiana varia tra i 35/40 e i 50 miliardi di euro; tale valore varia:
- In funzione dell'aumento dei prezzi
- In funzione dei costi di produzione
- Abbiamo invece poca variabilità in termini di quantità prodotte
L'unico comparto in crescita costante è quello delle attività secondarie e dei servizi connessi.
Evoluzione del valore della produzione agricola
Il valore della produzione agricola è complessivamente cresciuto nel periodo 1980-2015. Nel 2000 è stato raggiunto il valore massimo della produzione agricola e dal 2000 il valore della produzione agricola è in uno stato stazionario o di leggero incremento.
Il rapporto tra agricoltura e politica a livello comunitario (PAC) si instaura a partire dal 1962 (prima si faceva riferimento alle politiche nazionali). La politica agricola comunitaria (PAC) consiste in una serie di norme che regolano la produzione, lo scambio e la lavorazione dei prodotti agricoli.
- Nel 1992 ci fu l'approvazione della prima riforma della PAC: la c.d. riforma Mac Sharry. Tale riforma prevedeva una riduzione dei prezzi agricoli (per renderli più competitivi sui mercati interni e mondiali). Per rendere questi tagli dei prezzi accettabili dagli agricoltori, la UE cominciò ad effettuare pagamenti diretti agli agricoltori (c.d. aiuti compensativi) perché erano stati previsti proprio per compensare le perdite di reddito subite dagli agricoltori. Con tale riforma inoltre vi fu l'istituzione di misure di accompagnamento.
- Nel 1999 venne approvata la seconda riforma della PAC: c.d. Agenda 2000: vi è stata un’ulteriore riduzione del sostegno concesso attraverso i prezzi, compensato solo per metà dai nuovi aiuti disaccoppiati. Inoltre si è ottenuto un maggiore riordino delle misure di accompagnamento.
- Nel 2003 venne approvata la terza riforma della PAC: c.d. Riforma Fischler. Con tale riforma gli aiuti disaccoppiati sono stati concessi sulla base della eco-condizionalità. I risultati di tutte queste riforme entrano a pieno regime nel 2005, dove si inizia a notare la piena attuazione del disaccoppiamento.
I risultati di queste riforme sul territorio italiano sono stati:
- Al Nord una crescita generalizzata di tutte le produzioni agricole (le produzioni zootecniche al nord sono il primo settore); la composizione del valore della produzione si è ancora sbilanciata verso i prodotti agricoli anche se in calo;
- Al centro la composizione del valore della produzione ha visto prevalere i prodotti agricoli mentre stentano a decollare le attività di servizio.
- Le attività secondarie e i servizi connessi rappresentano una fonte di reddito extra-agricolo che non risente delle fluttuazioni riguardanti le produzioni agricole e quelle zootecniche (contoterzismo e noleggio prevalgono tra i servizi connessi).
Il valore aggiunto
Il valore aggiunto del settore è rappresentato dalla differenza tra il valore della produzione agricola e quello dei consumi intermedi (consumi intermedi = input utilizzati nel processo produttivo agricolo). L'aumento del valore aggiunto è in funzione del ritmo di crescita del valore della produzione e dei consumi intermedi. Negli ultimi anni il maggior ritmo di crescita del valore dei consumi intermedi ha determinato un più basso incremento del valore aggiunto. Al nord i valori dei consumi intermedi presentano ritmi di crescita più elevati di quelli della produzione (modello produttivo intensivo); al centro i valori dei consumi intermedi e della produzione diminuiscono in modo non proporzionale (modello produttivo a basso input); al sud vi è una tendenza meno accentuata rispetto al centro con modelli produttivi meno intensivi e legati alla stagionalità.
Il settore agricolo: organizzazione
L'unità organizzativa di base: l'azienda agraria
L'azienda agraria è l'elemento base su cui agisce l'imprenditore. L'azienda agraria rappresenta la base territoriale della produzione agricola, intesa come l'unione di fattori produttivi (terra, lavoro, capitale e organizzazione) che attraverso l'azione dell'imprenditore sono destinati alla produzione di beni e servizi di natura agricola. Una proprietà può essere costituita di più aziende (aziende date in affitto da parte del proprietario) o un’azienda può essere costituita di più proprietà (es: aziende prese in affitto da più proprietari). Tuttavia, l’ampiezza economica della proprietà non si misura in base alla superficie. L’ampiezza economica viene utilizzata come indice per capire di che tipo di impresa si sta parlando, serve quindi per indicare il denaro investito nell’azienda. È misurabile tramite: intensità degli investimenti e il lavoro.
Il processo evolutivo delle aziende agricole
Dal punto di vista evolutivo le aziende agricole si sono evolute parallelamente all’evoluzione dell’agricoltura italiana. Quelle presenti sul territorio italiano nel 2010 erano 1,6 milioni, mentre nel 1990 erano di 3 milioni; c’è quindi stato un dimezzamento delle aziende agricole. Come spiegare però questo dimezzamento? In primo luogo per la perdita di importanza dell’agricoltura come settore economico all’interno del nostro paese ma, la perdita del numero di aziende è stata determinata in particolare da due questioni:
- Diminuzione delle aggregazioni aziendali
- Abbandono delle zone marginali (collinari e montane) che non erano in grado di produrre reddito sufficiente a garantire autosufficienza economica
A diminuire non è stato solo il numero di aziende ma anche la superficie delle aziende agricole. Tutto ciò ci porta a dire che le aziende agricole italiane sono caratterizzate da 2 peculiarità:
- Polverizzazione aziendale: numero elevatissimo di aziende di piccole e piccolissime dimensioni
- Frammentazione aziendale: molto spesso queste aziende non sono costituite da corpi unici aziendali, frutto soprattutto di processi di natura ereditaria
Il modello duale
L’agricoltura si basa su un modello duale che vede la contrapposizione di 2 modelli organizzativi completamente opposti: piccole aziende (aziende con meno di 5 ettari) e aziende di grandi...
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