F. Carlucci, A. Girardi – Traccia per un corso di Econometria
Modulo X – Modelli VAR
3. PROIEZIONE E CAUSALITA’
Indice del capitolo
3.1. La proiezione puntuale ................................................................................................ 2
3.2. Il caso del rumore bianco ............................................................................................. 4
3.3. La proiezione lineare ................................................................................................... 6
3.4. Il caso del valor medio nonnullo.................................................................................. 9
3.5. La scomposizione della varianza dell’errore di proiezione ...................................... 10
3.6. La causalità secondo Granger ................................................................................... 12
3.7. La proiezione puntuale per i modelli con parametri stimati .................................. 14
3.8. Risposte all’impulso e scomposizione della varianza dell’errore di proiezione per i
modelli con parametri stimati................................................................................... 19
L’analisi delle risposte agli impulsi.................................................................... 19
La scomposizione della varianza dell’errore di proiezione ............................... 19
3.9. Test di non causalità secondo Granger..................................................................... 22
3.10. La proiezione intervallare ......................................................................................... 25
3.11. Test di cambiamento strutturale .............................................................................. 27
3.12. Bibliografia ................................................................................................................. 31
Pagina 3-1
Modulo X – Modelli VAR
3.1. La proiezione puntuale
Consideriamo ora il problema di prevedere nel futuro il vettore generato dal
y t
modello VAR( ) (2.1.1) che per comodità riportiamo di nuovo nel seguente
p = + + + + + (3.1.1)
y c A y A y … A y u
t 1 t−1 2 t−2 p t−p t
subordinatamente alla conoscenza di un insieme di informazioni che indichiamo
Ω , dove l’indice indica che le informazioni sono quelle disponibili al tempo ,
con t t
t
anche se riguardano, oltre al passato, anche i tempi che seguono .
t
Ω Ω = {y | ≤
Se è costituito dai soli valori passati e presenti di , cioè , non
y s t}
t t t t
prevede proietta
si più ma lo si . Nel prosieguo ci occuperemo soltanto di
y t
proiezioni , effettuate quindi conoscendo i valori di nel campione, per
y t
= , e proiettandolo uno, due, …, tempi in avanti supponendo che valga
t 1, 2, …, n h
ancora il modello (3.1.1)
= + + + + + (3.1.2)
y c A y A y … A y u
n+h 1 n+h−1 2 n+h−2 p n+h−p n+h
con ( )
~ = ∀
E u 0 h
+
n h (3.1.3)
= +
Σ s n h
( )
~ ~
⋅ = u
E u u
+
n h s = + + −
0 s 1
, 2
,..., n , n 1
,..., n h 1
puntuali
queste proiezioni, che sono perché riguardano il
Chiamiamo con ŷ +
n h
punto (vettoriale) ; quando le sono considerate aleatorie, perché sono
y ŷ
n+h n+ h proiettori
aleatori tutti i suoi componenti, le chiamiamo . Proiettori e proiezioni
1
sono indicate con lo stesso simbolo: la differente interpretazione è facilmente
determinabile dal contesto. errore di proiezione
La differenza tra e la sua proiezione costituisce l’ al
y n+h
tempo n+h = − (3.1.4)
e y ŷ
n+h n+h n+ h
è considerato come un proiettore è denotato con una tilde
che quando ŷ +
n h
~
sovrapposta, . L’errore di proiezione è utile per caratterizzare il proiettore ,
e ŷ
n+ h n+ h
che è naturale scegliere come quello che minimizza l’errore quadratico medio
(MSE ) di proiezione
2
Come gli stimatori sono il corrispondente aleatorio delle stime.
1 Mean Square Error
, in inglese.
2 Pagina 3-2
Modulo X – Modelli VAR
( )
~ ~ ′
⋅ (3.1.5)
E e e
+ +
n h n h
corrispondente alla minimizzazione del MSE di proiezione di ogni componente del
vettore . Minimizzando la (3.1.5) si ottiene il proiettore: infatti
y n+h ′
( ) ( )( )
~ ~ ~ ~
′ =
⋅ = − −
ˆ ˆ
E E
e e y y y y
+ + + + + +
n h n h n h n h n h n h
[ ]
( ) ( )
~ ~ ~
= − + − ⋅
ˆ
E E E
y y y y
Ω Ω
+ + + +
n h n h n n h n n h
[ ]
( ) ( ) ′
~ ~ ~ =
⋅ − + − ˆ
E E
y y y y
Ω Ω
+ + + +
n h n h n n h n n h
[ ] [ ]
( ) ( ) ′
~ ~ ~ ~ +
= − ⋅ −
E E E
y y y y
Ω Ω
+ + + +
n h n h n n h n h n
(3.1.6)
[ ] [ ]
( ) ( ) ′
~ ~
− ⋅ −
+ ˆ ˆ
E E E
y y y y
Ω Ω
+ + + +
n h n n h n h n n h
dove ( )
~
E y Ω
+
n h n
~ condizionato alla conoscenza delle informazioni contenute
è il valor medio di y n+ h
Ω
in , e dove si è sfruttato il fatto che
n
[ ] [ ]
( ) ( ) ′
~ ~ ~ =
− ⋅ − ˆ
E y E y Ω E y Ω y 0
+ + + +
n h n h n n h n n h
[ ]
( ) ~
~ ~
− è funzione dei residui per , non correlati con
perché u t > n
y E y Ω
+ +
n h n h n t
[ ]
( ) ~
~ ≤
− ˆ , funzione degli con .
y t n
E y Ω y
+ + t
n h n n h
Se si prende come proiettore il valor medio condizionato
( )
~
= (3.1.7)
ˆ
y E y Ω
+ +
n h n h n
si minimizza la (3.1.5), nel senso che si minimizza l’errore quadratico medio di
proiezione di ogni componente del vettore o, in maniera equivalente, che vale la
y
n+h
relazione { }
[ ] [ ]
( ) ( ) ′
( )
~ ~ ~ ~ ~ ~
′
⋅ = − ⋅ −
E e e y E y Ω y E y Ω
+ + + + + +
n h n h n h n h n n h n h n
Si osservi allora che la (3.1.5) può essere considerata come la matrice degli errori
quadratici medi di proiezione di ogni elemento di .
y
n+h Pagina 3-3
Modulo X – Modelli VAR
3.2. Il caso del rumore bianco
{ }
~ ~ ~
Se il processo è un rumore bianco indipendente, cosicché i residui ed
u u u
t t s
≠
sono indipendenti per , si ha che il proiettore ottimale tempi in avanti è
s t h
( )
( ) ( )
~ ~ ~
= + + + (3.2.1)
E y Ω c A E y Ω ... A E y Ω
+ + − + −
n h n n h n p n h p n
1 1
dalla quale si ottiene, ricorsivamente,
( )
~ = + + + +
E y c A y A y A y
Ω ...
+ − − +
n 1 n 1 n 2 n 1 p n p 1
( ) ( )
~ ~
= + + + +
E y c A E y A y A y
Ω Ω ...
+ + − +
n 2 n 1 n 1 n 2 n p n p 2
...
che nel caso del modello VAR(1) diventano
( )
~ = +
Ω
E y c A y
+
n 1 n 1 n
( ) ( ) ( )
~ = + + = + + 2
Ω
E y c A c A y I A c A y
+
n 2 n 1 1 n k 1 1 n
... ( )
( )
~ −
= + + + +
h 1 h
E y Ω I A ... A c A y
+
n h n k 1 1 1 n
Esempio – Utilizziamo due generiche serie storiche, e , relative ad un
y y
1 2
=
orizzonte temporale costituito da osservazioni. L’andamento nel tempo di
n 40
queste due serie è riportato nella Figura 3.1.
y y
−
Figura 3.1 (linea continua) e (linea tratteggiata). Valori percentuali.
1 2 Pagina 3-4
Modulo X – Modelli VAR
vero
Ipotizziamo che il processo generatore dei dati sia rappresentabile
mediante il seguente il modello autoregressivo vettoriale di ordine uno
−
y
y u
1.20 1.27 0.65 −
1, t 1
1
t 1
t
= + ⋅ +
− y
y u
1.08 1.93 0.66
−
2, t 2
2 t 2 t
dove il vettore dei residui si suppone un processo del tipo rumore bianco
indipendente. tempi in avanti è necessario partire dalle
Per calcolare il proiettore ottimale h
realizzazioni al tempo degli elementi di . Nel caso in esame si ha
n y t
y
4.07
1,40 =
y 4.73
2,40 =
Limitando l’orizzonte della proiezione a tempi, otteniamo
h 3
−
1.20 1.27 0.65 4.07 3.29
( ) = + ⋅ =
E Ω
y 41 40
−
1.08 1.93 0.66 4.73 5.78
− −
1.27 0.65 1.20 0.36 0.39 4.07 1.62
( ) = ⋅ + ⋅ =
E Ω
y 42 40
−
1.93 0.34 1.08 1.17 0.81 4.73 3.58
− −
2.62 1.04 1.20 0.30 0.03 4.07 0.93
( ) = ⋅ + ⋅ =
E Ω
y 43 40
− − −
3.09 0.47 1.08 0.08 0.22 4.73 1.83
Pagina 3-5
Modulo X – Modelli VAR
3.3. La proiezione lineare
Nel paragrafo precedente è stato determinato il proiettore ottimale nel caso di
residui indipendenti. In realtà questa ipotesi è abbastanza restrittiva ma può
essere indebolita se il proiettore è ristretto alla classe di quelli lineari. In altre
parole è generalmente più conveniente utilizzare proiettori lineari con residui
semplicemente non correlati (anche se stocasticamente non indipendenti) che non
proiettori generici ma con residui indipendenti.
Mostriamo questa possibilità dapprima per i VAR(1) e poi per modelli VAR( ),
p
=
tutti con .
c 0 = =
e per ; otteniamo il modello VAR(1) scritto
Scriviamo la (1.7.2) per t n+h j h−1
nella forma −
h 1
∑
= +
h i
y A y A u (3.3.1)
+ + −
n h 1 n 1 n h i
=
i 0
Quindi prendiamo un generico proiettore lineare nelle correnti e ritardate
y
t
= + +
ˆ (3.3.2)
y B y B y ...
+ −
n h n n
0 1 1
sono matrici di coefficienti, e costruiamo l’errore di proiezione
dove le B ( ) −
∞ h 1
∑ ∑
= − = − − +
h i
ˆ
e y y A B y B y A u (3.3.3)
+ −
+ + + −
n h n h n h 1 0 n i n i 1 n h i
=
=
i 1 i 0 ≥
per cui, sfruttando il fatto che , per , è non correlato con , per
u > 0 y 0
j i
n+j n−i
′
− −
1 1
h h
( )
~ ~ ~ ~
∑ ∑
′ +
=
⋅
i i
E A u A u
E e e + − + −
+ + 1 1
n h i n h i
n h n h
= =
0 0
i i
(3.3.4)
′
( ) ( )
∞ ∞
~ ~ ~ ~
∑ ∑
+ − − − −
h h
E A B y B y A B y B y
− −
1 0 1 0
n i n i n i n i
= =
0 0
i i
h
= =
che è minimo, nel senso indicato sopra, per , e per ogni . Allora il
B A B 0 i > 0
0 1 i
proiettore (3.3.2) diventa = (3.3.5)
h
ˆ
y A y
+
n h 1 n
l’errore di proiezione (3.3.3) −
h 1
∑
= i
e A u (3.3.6)
+ + −
n h 1 n h i
=
i 0 Pagina 3-6
Modulo X – Modelli VAR
e l’errore quadratico medio (3.3.4) ′
′
( )
− − −
h h h
1 1 1
( )
~ ~ ~ ~
∑ ∑ ∑
′
⋅ = =
i i i i
e e A u A u A Σ A
E E (3.3.7)
+ + + − + −
n h n h n h i n h i u
1 1 1 1
= = =
i i i
0 0 0
Per definire gli analoghi valori per il modello VAR( ) possiamo utilizzare la sua
p
trasformazione in VAR(1) operata nel paragrafo 1.9. Il proiettore (3.3.5) diventa
ˆ ˆ (3.3.8)
= =
h h
ξ F ξ F ξ
+ + −
n h n n h 1
dove sulla falsariga della (1.9.2), è
[ ] ′
ˆ = ˆ ˆ ˆ
ξ y y ... y
+ + + − + −
n h n h n h 1 n h p =
dato dalla (3.3.8) per la matrice , come effettuato
e moltiplicando ξ̂ J [I 0 … 0]
k
+
n h
nella (1.9.4), si ottiene
ˆ ˆ (3.3.9)
= = = + + +
ˆ ˆ ˆ ˆ
y J ξ J F ξ A y A y ... A y
+ + + − + − + − + −
n h n h n h 1 1 n h 1 2 n h 2 p n h p
con la quale si possono effettuare ricorsivamente le proiezioni.
D’altro canto, per ottenere l’errore di proiezione basta scrivere il modello (1.9.2)
nella forma (3.3.1) −
h 1
∑
= +
h i
ξ F ξ F v (3.3.10)
+ + −
n h n n h i
=
i 0
e considerare che per le (3.3.8) e (3.3.10)
( )
ˆ
e = − = − =
ˆ
y y J ξ ξ
+
n h + + + +
n h n h n h n h
− − −
h 1 h 1 h 1
∑ ∑ ∑
= = =
i i
J F v J F v Ψ u
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