F. Carlucci, A. Girardi – Traccia per un corso di econometria
Modulo X – Modelli VAR
Inferenza statistica
Indice del capitolo
- 2.1. La stima dei minimi quadrati ..................................................................................... 2
- 2.2. Lo stimatore dei minimi quadrati e la sua non distorsione ...................................... 4
- 2.3. Consistenza dello stimatore dei minimi quadrati...................................................... 5
- 2.4. Normalità asintotica dello stimatore dei minimi quadrati ....................................... 6
- 2.5. Un esempio ................................................................................................................... 8
- 2.6. La stima di Yule–Walker........................................................................................... 10
- 2.7. Un esempio di stima di Yule-Walker ........................................................................ 12
- 2.8. La funzione di verosimiglianza ................................................................................. 13
- 2.9. Gli stimatori di massima verosimiglianza e le loro proprietà................................. 15
- 2.10. Scelta dell’ordine del modello.................................................................................... 17
- 2.11. Verifica della bianchezza dei residui ........................................................................ 20
- 2.12. Test del Portmanteau ................................................................................................ 23
- 2.13. Test di non normalità ................................................................................................ 25
- 2.14. Bibliografia ................................................................................................................. 28
2.1. La stima dei minimi quadrati
Riprendiamo il modello VAR( ) dato dalla (1.1.5) includendovi il temine noto che nel primo capitolo avevamo supposto nullo per semplicità:
= + + + + + (2.1.1)y c A y A y … A y ut 1 t−1 2 t−2 p t−p t
e risolviamo il problema di effettuare un’inferenza statistica dei suoi parametri, che sono c, le matrici Ai 1, 2, ..., p e la matrice di dispersione a ritardo nullo dei residui Σu, nell’ipotesi che questi seguano un rumore bianco vettoriale con le ipotesi stocastiche deboli (1.5.1).
= , del campione a nostra disposizione, secondo la formulazione (1.3.8):
= +Y Π Z U (2.1.2)
che ora è leggermente diversa da quella fornita nel paragrafo 1.3 perché dobbiamo tener conto dell’aggiunta di c.
= (2.1.3)Π [c A1 A2 ... Ap]
( ( ) )× +k kp 1 ′ (2.1.4)′ ′ ′=Z [1 Y-1 Y-2 ... Y-p]
( ( ) )+ ×1kp n è una matrice di ordine formata da elementi tutti pari ad 1 e, dove 1 (k×n)Y-i = , è data dalla (1.3.6).
Operiamo sulla (2.1.2) con vec ( )′= + = ⊗ + (2.1.5)vecY vecΠ Z vecU Z I vecΠ vecUk avendo fatto uso della (IV-...).
Se poniamo == = u vecU y vecY ,π vecΠ, (2.1.6) la (2.1.5) può essere scritta nella forma:
( )′= ⊗ + (2.1.7)y Z I π uk
per la quale la devianza dei residui è:
′[ ] [ ]( ) ( ) ( )′ ′ ′= = − ⊗ − ⊗ =π u u y Z I π y Z I πS k k
( ) ( ) ( )′ ′ ′ ′ ′ ′= − ⊗ + ⊗ ⊗y y π Z I y π Z I Z I π2 k k k
( ) ′ Derivando rispetto a ed uguagliando a zero si ottiene πS π( )∂ ′ ′S π ( ) ( ) ( )′′ ′ ⊗ == − ⊗ + ⊗2 2 0Z I y Z I Z I π′ k k k∂π
Modulo X – Modelli VAR stima dalla quale, utilizzando le proprietà del prodotto di Kronecker, si ottiene la stima dei minimi quadrati:
[ ] [ ]( ) ( ) ( ) ( ) ( )− − − (2.1.8)′ ′ ′1 1 1−= ⊗ ⊗ = ⊗ ⊗ = ⊗1ˆπ Z Z I Z I y Z Z I Z I y Z Z Z I yk k k
Che la (2.1.8) sia un punto di minimo è facilmente verificato tramite la matrice hessiana:
( )∂ 2 ′S π ( ) ( ) ( )′ ′ ′= ⊗ ⊗ = ⊗2 Z I Z I 2 Z Z I′ k k k∂ ∂π π (2.1.9)
che è definita positiva.
2.2. Lo stimatore dei minimi quadrati e la sua non distorsione
~ stimatore π̂ Se la data dalla (2.1.8) è considerata come funzione di fornisce lo stimatore dei minimi quadrati . È utile per il prosieguo determinarlo in due forme diverse.
Per ottenere la prima forma dello stimatore è sufficiente sostituire nella (2.1.8) la y del modello (2.1.7)
( ) ( ) ( )~ ~ ~ ~ ~ ~ ~[ ][ ] [ ]~ ~− − (2.2.1)1 1′ ′ ′= ⊗ ⊗ + = + ⊗ˆπ Z Z Z I Z I π u π Z Z Z I uk k k avendo sfruttato la proprietà (IV-...).
Per la seconda forma si parte ancora dalla (2.1.8), ma vi si sostituiscono le espressioni date dalle prime due posizioni (2.1.6) e quindi si sfrutta la proprietà (IV-...)
( ) ( ) ( )~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~[ ] [ ] [ ]− − −1 1 1ˆ ′ ′ ′ ′= ⊗ = ⋅ =Π Z Z Z I Y I Y Z Z Z Y Z Z Z
Da questa, utilizzando la (2.1.2), si ottiene infine la seconda forma dello stimatore:
( ) ( ) ( ) ( )~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~− − − (2.2.2)1 1 1ˆ ′ ′ ′ ′ ′ ′= = + = +Π Y Z Z Z Π Z U Z Z Z Π U Z Z Z
Sfruttando la prima delle ipotesi (1.5.1) si ottiene dalla (2.2.2) che:
= ΠE( )Π̂
cioè, dalla (1.3.6), che = = (2.2.3)E( ) Ai 1, 2, ..., p i i =, .ovverosia la non distorsione degli stimatori i 1, 2, ..., p i
2.3. Consistenza dello stimatore dei minimi quadrati
La consistenza e la distribuzione asintotica dello stimatore dei minimi quadrati possono essere determinate sotto le seguenti due ipotesi:
~ ~ ′Z Z =p lim Qn (2.3.1)
che esiste e non è singolare, e
( ) ( )1 1~ ~ ~ d ( )~′ = ⊗ → ⊗vec U Z vec Z I u N 0, Q Σk u n → ∞n (2.3.2)
dove l’uguaglianza deriva dal fatto che
( ) ( )~ ~ ~ ~′ = ⊗vec U Z Z I vecUk in virtù della proprietà (IV-...).
Si può dimostrare che le due ipotesi (2.3.1) e (2.3.2) valgono se sono soddisfatte ~ ~ e se il processo è stazionario. D’altro canto, condizione sufficiente affinché valgano le (2.3.1) e (2.3.2) è che il { }~ ~ standard rumore bianco sia , cioè che i residui costituiscano variabili ut aleatorie tali che ( )( )~ ~ ~ ′= = non singolare E u 0 E u u Σt t u ~ ~ ≠ e siano indipendenti per , e che esista una costante finita per la che ut us c t s quale
~ ~ ~ ~ (2.3.3)≤ ∀t =,E u u u u c i, j, k, m 1,..., n
La (2.3.3) implica l’esistenza di tutti i momenti quarti di ut e la loro limitatezza. Se ( )~ ∼ le condizioni precedenti sono soddisfatte. u 0 Σu N, t ~ p è generato da un modello VAR( ) del tipo (2.1.1)
Si può dimostrare che se yt standard, allora che sia stabile e nel quale i residui costituiscano un rumore bianco valgono le due ipotesi (2.3.1) e (2.3.2). La seconda di queste implica che sia ~ ~ ′U Z =p lim 0 n , nella versione (2.2.2), è dimostrata per cui la consistenza di Π̂ ~ ~ ~ ~ −1( ) ′ ′U Z Z Zˆ − = = ⋅ =p lim Π Π p lim p lim 0 Q 0 n
2.4. Normalità asintotica dello stimatore dei minimi quadrati
Per ottenere la distribuzione asintotica di partiamo dalla sua prima forma data dalla (2.2.1) [ ] [ ]( ) ( ) ( )n~ ~ ~ ~ ~ ~() − −~ ~1 1′ ′− = ⊗ = ⊗ ⊗ =ˆ n π π n Z Z Z I u Z Z I Z I uk k k n ~ ~ −1 ′ ( )Z Z 1 ~ (2.4.1)~ ⊗= ⊗ I Z I u k k n n dove si è applicata la proprietà (IV-...) del prodotto di Kronecker. Ora utilizziamo nella (2.4.1) la proprietà della convergenza in distribuzione per la quale ~d~ ~→ =se e px x lim k k n n → ∞ n ~ d~ ~⋅ → ⋅ segue che k x x k n n → ∞ n
~ ~ −1 ′Z Z~ ~ ⊗ prendendo come l’espressione e come il vettore aleatorio I xk k nn n ( )~ ~− ⊗1 / 2 che per l’ipotesi (2.3.2) tende in distribuzione ad essere Z I uk( )⊗ . N 0, Q Σu ( )d( ) −− → ⊗1ˆ (2.4.2) n π π N 0 , Q Σu → ∞n poiché ′( ) ( ) ( )( )( )− − − −= ⊗ ⊗ =⊗ ⊗ ⊗1 1 1 1Q I Q Σ Q I Q Q Σ Q Ik u k u k (2.4.3)( ) ( )− −= ⊗ = ⊗1 1I Q Σ Q Σk u u −1 essendo , e quindi , simmetrica. Q Q Per calcolare questa matrice di dispersione è necessario possedere le matrici Q e , che generalmente non sono note e vanno quindi stimate. Per la una stima ΣuQ naturale è ′ZZˆ =Q (2.4.4)n perché la consistenza dell’associato stimatore è immediatamente determinata in virtù della (2.3.1).
D’altro canto, una stima che anche sorge naturalmente per Σ è un1 ∑ˆ ′= ˆ Σ u u (2.4.5) u t tn =1 t oppure la sua versione corretta per i gradi di libertà n1 ∑ ′= ˆ Σ u u (2.4.6) u t t− n kp 1 =1 t p) ci sono parametri, che si ottiene osservando che in ogni equazione del VAR( kp+1 e dove ( )( )′n∑ ˆ ˆ ˆ ˆ′ ′ == = − −ˆ ˆu u U U Y Π Z Y Π Z t t =1 t [ ] [ ] [ ]′( ) ( ) ( )− − −′ ′ ′ ′ ′ ′ ′1 1 1= − − = −Y Y Z Z Z Z Y Y Z Z Z Z Y I Z Z Z Z Yn avendo fatto uso della stima (2.2.2).
2.5. Un esempio
Per esplicitare i concetti esposti finora riprendiamo il modello VAR(1) del paragrafo = 1.8 nel quale le endogene rappresentano le differenze prime dei logaritmi del k 3 PIL reale degli USA, del Giappone e dell’Italia. L’orizzonte temporale è costituito da 82 osservazioni trimestrali che coprono il periodo 1982:1 - 2002:2.
Per la stima dei parametri occorre partire dalla relazione (2.1.2). Le dimensioni delle matrici Π, Y, Z e U sono rispettivamente (3×82), (3×4), (4×82) e (3×82). La matrice delle stime dei minimi quadrati ordinari definita dalla (2.2.2) è
0 34 0 44 0 08 0 15. . . . ˆ = 0 36 0 04 0 01 0 41. . . .Π (2.5.1) 0 27 0 17 0 13 0 02. . . . .
che è uguale alla (1.8.1) con l’aggiunta della colonna relativa al vettore c. La stima della matrice di dispersione al tempo zero dei residui (nella versione corretta per i relativi gradi di libertà) è stata anch›
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