F. Carlucci – Traccia per un corso di Econometria
Modulo II – Minimi quadrati
4 I MINIMI QUADRATI GENERALIZZATI
Indice del capitolo
4.1 L’ipotesi di sfericità dei residui .............................................................................2
4.2 Lo stimatore dei minimi quadrati generalizzati ....................................................4
Proprietà dello stimatore OLS in presenza di disturbi non sferici ....................4
Derivazione dello stimatore generalizzato........................................................5
4.3 Eteroschedasticità dei residui ...............................................................................7
La stima dei minimi quadrati ponderati (WLS) ..............................................7
Test di omoschedasticità.................................................................................8
Lo stimatore WLS come stimatore dei minimi quadrati generalizzati ............ 12
4.4 Bibliografia ........................................................................................................ 14
17/04/02;22.57 II edizione
Modulo II – Minimi quadrati
4.1 L’ipotesi di sfericità dei residui
Nel capitolo precedente abbiamo analizzato la violazione della prima fra le ipotesi
stocastiche alla base del modello lineare, quella di omogeneità del campione. Nel
corso della trattazione siamo stati condotti ad occuparci anche della violazione di
un’altra ipotesi, quella di normalità dei residui, che è connessa alla prima nel caso
in cui si manifestino osservazioni anomale. Ci occupiamo ora di un’altra ipotesi
stocastica, quella relativa ai momenti secondi della distribuzione dei residui
≠
0 t s (4.1.1)
~ ~
⋅ = ∀
E (
u u ) t,s
σ =
t s 2
t s
detta di sfericità dei residui, alludendo al fatto che sotto l’ipotesi (4.1.1) le regioni
dello spazio a n dimensioni nei quali il residuo assume valori con una prefissata
α
probabilità sono delle ipersfere.
1
Osservazione 4.1 – Nei modelli specificati su serie storiche, in cui i
residui sono una successione temporale di variabili aleatorie, la (4.1.1)
u t
viene anche detta ipotesi di bianchezza dei residui, poiché nella teoria
dei processi stocastici una successione di variabili aleatorie incorrelate a
media nulla e varianza costante viene definita rumore bianco.
2
Come si è detto nel paragrafo 1.6, l’ipotesi di sfericità (o, a seconda del tipo di
modelli, di bianchezza) è raramente verificata nella realtà, poiché frequentemente i
residui sono correlati tra di loro e posseggono varianze diverse. Sia
l’autocorrelazione che la non costanza delle varianze sono fenomeni connessi in
qualche modo alla crescita economica, che determina la presenza di una forte
componente inerziale nelle serie storiche (da cui l’autocorrelazione) e il fatto che le
loro fluttuazioni attorno alla tendenza aumentino di ampiezza col passare del
tempo (da cui la non costanza delle varianze).
Si noti che la (4.1.1) non prevede alcuna specifica ipotesi distribuzionale. Siamo
quindi nel contesto delle ipotesi deboli (o di Gauss-Markov). La violazione delle
(4.1.1) quindi determinerà sia la perdita delle proprietà BLU dello stimatore OLS,
sia l’impossibilità di effettuare inferenze statistiche valide. Questi punti vengono
affrontati in dettaglio nel paragrafo 4.2, dove si presenta uno stimatore
generalizzato, detto appunto stimatore dei minimi quadrati generalizzati, o di
In particolare, sfere a n dimensioni. Più che di sfericità dei residui bisognerebbe in effetti
1
parlare di sfericità della distribuzione (di forma non specificata) dei residui.
Si veda il paragrafo 1.6.
2 4-2
Modulo II – Minimi quadrati
Aitken, o GLS, che mantiene le proprietà BLU e permette inferenze valide anche
3
in presenza di violazioni della (4.1.1).
In pratica, l’applicazione di questo stimatore è limitata dalla necessità di
conoscere la matrice di covarianze vera dei residui. Sono quindi stati proposti
diversi stimatori cosiddetti “GLS fattibili”, detti anche stimatori di Aitken a due
4
stadi, i quali utilizzano, a fronte di violazioni specifiche della (4.1.1), specifici
stimatori della matrice di covarianze (o specifiche ipotesi sulla sua struttura) per
pervenire alla costruzione delle stime generalizzate. I diversi stimatori fattibili
sono quindi determinati dalla natura della violazione ipotizzata.
In questo capitolo considereremo in particolare quelli proposti per ovviare alla
presenza di eteroschedasticità dei residui. Il più diffuso è lo stimatore dei minimi
quadrati ponderati, o WLS, presentato nel paragrafo 4.3. Gli stimatori GLS
5
fattibili proposti a fronte di violazioni dell’ipotesi di non autocorrelazione dei
residui verranno presentati nel modulo V, dopo aver introdotto i concetti di
dinamica econometrica necessari per rappresentare l’autocorrelazione stessa.
Dall’inglese Generalized Least Squares.
3 In inglese feasible GLS.
4 Dall’inglese Weighted Least Squares.
5 4-3
Modulo II – Minimi quadrati
4.2 Lo stimatore dei minimi quadrati generalizzati
Alla luce di quanto esposto nel precedente paragrafo introduttivo, spesso, per
trattare situazioni più aderenti alla realtà, è necessario indebolire ulteriormente
l’ipotesi stocastica (4.1.1), o, se si vuole, estendere il modello di base, ipotizzando
~
che la matrice di dispersione di sia del tipo più generale
u
σ σ σ
2 2 2
L
11 12 1 n
σ σ σ
2 222 22
L
(4.2.1)
~ ~ ~ ′
= = = = σ 2
21 n
Cov ( u ) E (
u u ) Ó V
M O M
σ σ σ
2 2 2
L
n 1 n 2 nn
Σ Σ
dove e sono matrici simmetriche definite positive. La scelta della notazione o
V
σ
dell’altra dipende dal contesto di analisi econometriche in cui ci si trova,
2
V σ
essendo la seconda motivata dall’avere conformazione analoga all’ipotesi di
2
I
residui sferici. ~
Σ
Osservazione 4.2 – La matrice di dispersione di un vettore aleatorio y
è sempre definita positiva in quanto è:
~ ~
α ′ α ′ α α ′ Σ α
=
0 < Var( y ) = Cov( y ) ~
α α ′
dove è un qualsiasi vettore di costanti non tutte nulle e essendo
y ,
una variabile aleatoria scalare (non degenere), ha varianza
necessariamente nonnulla.
Proprietà dello stimatore OLS in presenza di disturbi non sferici
Prima di procedere mostriamo in che modo l’ipotesi (4.2.1) modifica le proprietà
dello stimatore OLS. Questa analisi è essenziale allo scopo di farci capire quali sono
i rischi che corriamo nell’applicare
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