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Appunti di Economia delle aziende di credito basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Poli dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Economia, Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia delle aziende di credito docente Prof. F. Poli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Sia PD = probabilità di insolvenza di un'impresa che ha emesso bonds.

Sia recovery rate (RR) = 0

Sia i = tasso annuale risk free

Sia r = tasso di rendimento annuale dei bonds

In ipotesi di neutralità verso il rischio si dimostra che:

(1 + i) = (1 – PD)(1 + r) + p x 0

PD = 1 – (1 + i)/(1 + r)

-> (1 + i) = (1+ r) * (1 - PD) -> 1- PD mi dice con quale probabilità il debitore rischioso pagherà alla

scadenza, rimborserà il capitale pari a 1 + il rendimento rischioso r.

Se dovesse risultare insolvente, il montante + capitale sarà 0.

HP 2: il debitore paga tutto il capitale + rendimento (r) o che rimane insolvente e il creditore ha in

mano 0.

Se conosco i e r

Risolvo l’equazione in condizione di indifferenza:

(1+i) = (1+r) * (1-PD) + PD *(1+r) *(1-LGD)

RECOVERY RATE

Sostituisco a LGD il tasso rr.

tasso LGD: 0,40

TASSO DI RECOVERY: 0,60

Per tutti quei debitori di cui sono disponibili sul mercato titoli obbligazionari di cui è possibile

calcolare il tasso di rendimento ed è possibile confrontarlo con il tasso di rendimento di debitori

privi di rischio, dai 2 differenziali di questi 2 rendimenti è possibile calcolare la PD associata:

si calcola cosi: (r-i) 0,03 =0,0691

PD = (r-i)/(1+r)*(1-RR) -> 0,0691 (1+r)*(1-RR) 0,434

LA VALUTAZIONE DEL TASSO DI RECUPERO (RECOVERY RATE) FATTORI INFLUENTI E

MODALITA’

LGD è la % di perdita che la banca subisce quando il debitore diventa insolvente e dipende

da una serie di fattori:

la tipologia di patologia che il debitore sta sperimentando, se è in una situazione di

1. concordato, stato di crisi, allora è chiaro che il debitore ha delle difficoltà, o altre situazione

legali che ci fanno capire che il debitore è in difficoltà.

tipologia dell’ attivo detenuto dall’impresa: l’impresa che produce molte cose, e ha in

2. magazzino beni di nicchia, che non hanno un largo mercato, caso di un’impresa che produce

beni di nicchia, sofisticati che non hanno un largo mercato, in caso si insolvenza la prima

impresa ha un attivo facilmente collocabile, mentre la seconda che produce beni di nicchia, ha

un attivo che può essere meno sofisticato e difficilmente liquidabile.

tiene conto dell’andamento generale dell’economia e impatta su tutte le imprese

3. tiene conto dei tempi di recupero del credito, e ci vorranno + di 5 anni e non sa quanto

4. porterà a casa di questa somma, variano a seconda se la banca utilizza procedure legali o

strategie stragiudiziali, bombardamenti di telefonate.

presenza di garanzie reali o forme di seniority, la banca va a vedere il tipo di garanzie reali

5. e la posizione di creditore rispetto ad altri creditori che possono avere un grado superiore a

quello della banca.

In regime di attualizzazione può stimare la LGD ***

Il tasso di recovery si stima solo nei casi di insolvenza. Occorre pertanto disporre, idealmente,

di un data base sufficientemente ampio che tenga conto delle caratteristiche dell’impresa e delle

tipologie di operazioni (emissioni obbligazionarie, prestiti bancari) cadute in default. Non sempre si

dispone di entrambe le informazioni

***STIMA DELLA LGD

LGD è la % di perdita che la banca subisce quando il debitore diventa insolvente

LGD= 1-RR ER= valore assoluto recuperato

ER AC

− AC= costi amministrativi del recupero

EAD=valore esposizione al default

EAD

LGD 1

= − TIT=tasso di attualizzazione dei flussi

t

(

1 TIT )

+ t= durata della procedura di recupero

RR viene stimata:

Andando a pesare ed attualizzare, perché nel numeratore di questo rapporto dopo 1- al

numeratore abbiamo ER-AC

- ER è un valore monetario Es: ER (70 )- AC (5)= 65 (AC costi amministrativi del recupero)

Per recuperare 70 ho sostenuto costi che quantifico monetariamente, ho speso 5).

- l’Esposizione del Debitore al momento del Default mi doveva 100 (EAD) Ho recuperato

70,ma ho sostenuto 5 di costi amministrativi.

- Al Numeratore di quel rapporto trovando l’incidenza del valore netto recuperato sul credito che

avevo in essere: 65/100 = 0,65 devo attualizzarlo, non lo recupero oggi, ma è un valore futuro,

che devo attualizzare ad oggi.

- PER L’ATTUALIZZAZIONE SONO DATI: T= 1 anno e TIT= 2%

per l’attualizzazione, mi serve il tempo, tasso di interesse, TIT tasso interno di trasferimento,

rappresentativo del tasso medio che paga sulla sua raccolta, TIT Tasso medio che la banca

paga sul suo funding, fatta da c/c, obbligazione, certificati di deposito, pct.

LGD= 1- (70-5/100)/ (1+ 0,02)¹ =

IN ESAME Posso calcolare la PD, PA E PI! 16.05.14

Dati importanti x correggere i tassi di interesse x la sua rischiosità, se la banca è in grado di

valutare la rischiosità del debitore, PA e PI, dovrebbero esserci una funzione tale che all’aumentare

della rischiosità del debitore, la PA e PI il tasso che applica dovrebbe essere crescente e

3% 0.03

PD 50% 0.5

LGD

EL 1.5% 0.015

0.0853

UL √PD * (1-PD)*LGD*

TIT 0.02

0.1

Ke 0.0418

Tasso corretto

viceversa, funzione relazione diretta. Come la RISCHIOSITÀ’

IMPATTA SUL PREZZO,

sul tasso di interesse

corretto applicato al

debitore:

TASSO CORRETTO: (TIT + EL + (Ke - TIT) * UL)

IL PRICING DEL CREDITO Per Calcolare la PA, a noi serve LGD e PD, Che

riferiamo a un’ipotetica esposizione creditizia pari

a 1, unitaria.

PD : 3 %

LGD : 50%

PA/EL: 1,5% Mi dice quanto la banca si aspetta mediamente di perdere x posizioni con quelle

caratteristiche in termini di rischiosità di LGD e PD.

La Perdita effettiva può essere superiore alla Perdita Attesa, quindi dobbiamo stimare la UL o PI.

*

Devo calcolare il Tasso corretto x la rischiosità, ma ho bisogno anche del Costo di Funding,

costo medio di provvista o tasso che la banca mediamente paga, sulla raccolta che la banca

effettua attraverso titoli di debito, certificati di deposito, obbligazioni, c/c..

I presiti concessi devono essere Erogati ad un tasso, che x la banca consenta una copertura

media della raccolta Bancaria.

TIT, Tasso Interno di Trasferimento, è il Tasso medio della raccolta bancaria.

Il TASSO di interesse minimo deve coprire il 0,02 % di TIT, però La banca quando concede un

credito, utilizza i fondi raccolti al pubblico a titolo di debito, quindi c/c, obbligazioni.. ma una parte di

quel finanziamento, deve essere coperta da una certa quantità di cap. di rischio, cap. proprio della

banca, così imposto dalle autorità di vigilanza, le banche devono detenere nelle dotazioni di

patrimonio minime idonee a coprire il rischio di credito, eventuali perdite subite dalla banca, nell’hp

in cui i debitori diventano insolventi.

Quindi la banca finanzia, sostiene i crediti concessi sia attraverso il funding, (debiti contratti con la

clientela), sia attraverso parte del suo cap. di rischio, deve remunerare azionisti, attraverso

remunerazioni di dividendi e politiche che fanno crescere nel tempo il valore delle azioni, ecco

perché gli azionisti diventano azionisti, si aspettano di avere il costo di cap. di rischio raccolto dalla

banca attraverso emissione di azioni sottoscritte, quel tasso di rendimento garantito dagli

azionisti viene chiamato:

Ke = Kost equity, (cap. sociale + riserve + utili, costo del 10% su base annua).

Gli azionisti si aspettano un rendimento + elevato, perché si prendono un rischio maggiore rispetto

ai creditori, incertezza sugli utili, non sanno quanto percepiranno e sono + esposti a rischio ( +

rischio + rendimento), che la banca cercherà di assicurare tramite una Politica di dividendi

adeguata.

Una Parte di crediti concessi deve essere supportata da una dotazione di patrimonio di cap. di

rischio, che costa il 10% su base annua, presenta una perdita attesa su base annua dell’ 0,5%

mente una PI su base annua pari all’8,53%.

Il tasso di interesse del debitore i-esimo della banca, la banca deve remunerare al minimo x

il costo medio del Funding, TIT:

TIT 0,02 + EL (0,15) + UL (0,0853) * (Ke (0,10) - TIT(0,02)) = 0,0418

Su 100 debitori, è possibile che 1,5% diventi insolvente PA x 1 euro ciascuno, la banca ne perda

1,5 in rif all’intero portafoglio x 1 euro ciascuno lo deve recuperare, applicandolo facendosi

remunerare da ciascuno dei debitori con quelle caratteristiche (TIT+ %Pa)

la banca si aspetta perdite inattese = 0,0853 UL deve trovare copertura nel cap. di rischio, quindi la

banca sul tasso che applica al debitore deve essere trovare remunerazione x quella parte del cap.

di rischio che è approx da UL, che è sup. al TIT.

t corr= 0,02 + 0,15 + 0,0853 * (0,1 - 0,02) = 0,0418

Quando concede credito a questi debitori, la banca chiede il doppio di 4,18, quindi siamo passati

• da una banca che raccoglie il 0,02, ad una banca che chiede il doppio ai debitori del 4,18.

Maggiore è la rischiosità maggiore sarà la remunerazione che la banca richiede.

La banca si aspetta perdite inattese = 0,0853 UL deve trovare copertura nel cap. di rischio,

• quindi la banca sul tasso che applica al debitore deve essere remunerata dal cap. di rischio che

è sup. al TIT.

Con rif. al ruolo del tasso interno di trasferimento TIT e KE:

- TIT, una banca che sia poco competitiva sul fronte della raccolta, una banca che non ha molto

potere, non riesce a raccogliere a condizioni di costo contenuto, solitamente avrà costi TIT +

elevati, Rispetto alle altre banche, e siccome la banca dovrà trovare al minimo la

remunerazione x quello, la banca poco competitiva sul fronte raccolta sarà meno competitiva sul

fronte dei tassi che può applicare, perché almeno deve remunerare quel costino li nei tassi

applicati ai debitori, quindi sarà poco competitiva.

- la poca competitività fa aumentare il TIT, sarà anche x lo sbaglio da parte della banca a definire

la propria strategia di raccolta.

ATTIVO

-

PASSIVO:

- c/c: 1000 €

- certificati di deposito: 300€

- pronti c/ termine: 100€

- obbligazioni: 1.500€

- depositi a risparmio: 100€

= totale: 3000€

- CAPITALE DI RISCHIO/PN

- CAP. SOCIALE + RISERVE + UTILI NON DISTRIBUITI

calcolo l’incidenza % su ciascuna posta sul totale della raccolta

i c/c su 3000 pesano il 30%

i depositi a risparmio 100 su 3000

Calcolo il costo medio ponderato della raccolta: pondero il costo medio x il peso della

raccolta

- poste imp. % tasso medio di ciascuna posta

- c/c 1000 0,01

.. 100 0,02

… 300 0,03

… 100 0,03

obbligazioni 1500 0,04

totale 3000 100 CMP

A X B = COSTO MEDIO PONDERATO DELLA

RACCOLTA

Variabili importanti che vanno ad impattare sul TASSO CORRETTO:

- il CMP dipende dal tipologia, di raccolta strategia competitiva, influenzato dall’esterno.

- IL TIT è in parte alla strategia di raccolta e in parte influenzato dall’esterno, dovrà subire l’effetto

della concorrenza e applicare tassi + onerosi x lei.

- IL KE: è il tasso di rendimento minimo che gli azionisti della banca si aspettano di ricevere su

Poste della raccolta diretta bancaria Importi Pesi (non in %) Tassi % Tassi ponderati

Depositi da banche e BCE 1000 0,09 0,25 0,02

Conti conrrenti con la clientela 5000 0,45 0,1 0,05

Certificati di deposito 500 0,05 1 0,05

Pronti contro termine 500 0,05 1,25 0,06

Obbligazioni 4000 0,36 3 1,09

11000 1,00 1,26

base annua, Ke è funzione di rischiosità della banca, se la banca è percepita come poco rischiosa,

gli azionisti chiederanno un tasso di rendimento + basso e viceversa, quindi la capacità della

banca ad essere competitiva ai tassi applicati ai debitori, è anche funzione di rischiosità, avrà un

KE + alto, che incide sul 4,18 su base annua.

La rischiosità Andrà ad interferire sul TIT perché i debitori che finanziano sottoforma di

azioni/obbligazioni vorranno tassi di rendimento più alti, e si spalmeranno sui tassi alla

clientela, che non la renderanno competitiva per piazzare il proprio prodotto/credito.

Es VEDI LIBRO: IN QUESTA FORMULA MANCA IL COSTO OPERATIVO

La banca mette a disposizione una serie di strutture, personale, che det. costi operativi.

L’Incidenza sui costi operativi, per ogni esposizione creditizia, è una funzione dell’efficienza

della banca.

Esempio:

A e B potrebbero avere stessi dati, PA,PI,TIT, LGD, KE, ma divergono in termini di efficienza,

incidenza di costi operativi + bassi, di A rispetto a B, + competitiva nel vendere il suo prodotto, il

credito.

Es: banca A: 0,01 BANCA B: 0,02

Banca A + competitiva della Banca B.

Le banche con C.O. molto bassi e molto efficienti possono permettersi di avere TIT + alti perché li

compensano, possono aver costi di raccolta + alti, attrarre + creditori, obbligazionisti, sfruttano la

loro maggiore efficienza operativa x essere + competitivi sul fronte della raccolta, l’output finale

sarà lo stesso perché si compensano.

IL RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE

- è IL RISCHIO collegato alle variazioni avverse di i, che generano delle perdite in capo alla

banca.

- le Perdite, la banca ha l’esigenza di stimare x ogni posizione, può stimarle come singola

posizione dell’attivo e passivo. Es: banca concede tasso fisso su mutui e i tassi i salgono, ma il

mutuo è a tasso fisso, quindi la banca non può cambiare condizioni contrattuali, mentre se nel

caso del passivo la banca ha fatto una serie di emissioni obbliga. a tasso variabili, nel passivo

ha tante operazioni a tasso variabili, i tassi variabili salgono, e purtroppo la banca deve

sostenere un costo crescente sulla raccolta a tasso variabile.

- La banca che avesse un’ampia quantità di mutui a tasso variabile, i cambia, la banca introita

meno interessi attivi, sul fronte del passivo, la banca ha emesso tante obbligazioni, ma la banca

ha sbagliato la strategie, le ha emesse a tasso fisso perché immaginava che i salissero o

rimanessero costanti, invece i sono scesi, la banca si ritrova con una buona porzione di raccolta

a tasso fisso, che non può modificare ma deve pagare quel tasso fisso sul mercato anche se sul

mercato sono scesi, a meno che non possa rimborsare anticipatamente se ha messo questa

clausula.

Sul fronte della singola posta si espone a variazioni dei singoli tassi di interesse, che possono

causare delle Perdite, stimate sulla singola posta, ma non è cosi importante x la banca, ma è

importante capire l’effetto della variazione dei tassi sulla sua economicità complex,

sull’attivo e sul passivo, ragiona in una Logica Integrata, visto che su entrambi i fronti è

posta sul rischio di tasso.

VARIAZIONI AVVERSE di I, POSSONO AVERE 2 IMPATTI:

1. impatto economico sulla REDDITIVITÀ’ DELLA BANCA, rappresentata dal margine di

interesse della banca.

2. sul VALORE ECONOMICO della banca rappresentato dal suo PATRIMONIO NETTO

CONTO ECONOMICO DI UNA BANCA

1. IMPATTO ECONOMICO SULLA REDDITIVITA’ DELLA BANCA

- Interessi attivi e proventi assimilati

(interessi che la banca percepisce sui suoi investimenti, attivo, titoli obbligazionario)

interessi attivi, che provengono da prestiti + titoli di debito nel suo portafoglio, investimenti

- interessi passivi e proventi assimilati

(sulla sua attività di Funding che la banca realizza, sostiene costi collegati)

INT. ATTIVI - INT. PASSIVI = MARGINE DI INTERESSE

La variazione di tassi di interesse, va ad impattare a livello reddituale sul margine di interesse,

quindi Es: una banca che avesse concesso tanti mutui a tasso fisso, perché pensava fosse la

strategia + utile, ma i tassi aumentano, la voce int. attivi non si modificherà, mentre la voce int.

passivi crescerà, perché gran parte del passivo della banca era a tasso variabile.

La Variazione dei tassi di interesse è avverso vanno a impattare sulla diminuzione del margine di

interesse e sulla composizione del patrimonio della banca stessa, attivo e passivo e sul valore

economico del PN della banca stessa.

2.IMPATTO SUL VALORE ECONOMICO della BANCA

La Relazione che intercorre tra prezzo di un titolo obbligazionario e tasso di rendimento o tasso di

interesse: relazione inversa l’aumento dei tassi di interesse, determina la diminuzione del prezzo e

viceversa. (vedi grafico! sul foglio)

Relazione inversa tra andamento dei tassi di interesse e rendimento, e il prezzo delle attività

finanziarie sensibili alla variazione del rischio del tasso di interesse.

Quando i aumenta, il tasso di rendimento diminuisce. -> relazione inversa, ci serve x dire che lo

STATO PATRIMONIALE è fatto da:

ATTIVO ( A asset) - PASSIVO (L libilities) = EQUITY (PN)

Assets dati da poste influenzate dal tasso di interesse e anche Libilities sono date da poste

sensibili al tasso di interesse.

L’Attivo di una banca è la somma di poste che sono sensibili alla variazione del rischio di tasso di

interesse che possono aumentare di valore o diminuire in relazione alla variazione dei tassi.

L’ attivo aumenta, se diminuiscono i tassi, mentre se i aumenta l’attivo diminuisce, l’incidenza sui

tassi di interesse va ad impattare sul valore economico del PN della banca.

IL RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE

Può essere visto, ancora come altri 2 effetti di rischio:

RISCHIO DI PREZZO E RISCHIO DI REINVESTIMENTO

Rischio di prezzo: se la posta diminuisce il tasso aumenta e viceversa.

1.

Un aumento dei tassi di interesse produce un effetto negativo dei prezzi e viceversa.

Riguarda la possibilità che alla fine del periodo il tasso sia maggiore (minore) rispetto al periodo

iniziale, determinando una diminuzione (aumento) di prezzo del titolo.

Collegato all’effetto positivo o negativo legato a una variazione dei tassi di interesse sul prezzo

degli strumenti finanziari, cui un aumento dei tassi di interesse produce un effetto negativo sul

prezzo e viceversa, al contrario una riduzione dei tassi va a determinare un aumento del prezzo.

Relazione inversa tra la direzione del tasso di interesse e quello del prezzo.

2. Rischio di reinvestimento: rischio che la banca reinvesta, i flussi di poste scadute, a tassi i

decrescenti rispetto alle somme impiegate Dal punto di vista Asset Side, dal punto di vista

dell’attivo, per questo rischio lo posso vedere con riferimento al Passivo della Banca, si parla di

rischio di Reinfinanziamento.

Questo Rischio comporta alla Banca ogni qualvolta che le poste giungono a scadenza delle sue

passività, si deve interfacciare con l’eventualità e la sostituzione di passività in scadenza con altre

passività avvenga a tassi inferiori rispetto a quelli precedenti o tassi superiori.

La banca abbia in sostanza tot. milioni di € in passività a tasso Fisso con un certo livello di tassi

coerenti con scadenza sui 4 anni, Però i tassi di interesse nel frattempo sono scesi, in quanto la

BCE è intervenuta ha diminuito i tassi, con effetti sui tassi di mercato, quindi la banca che va a

sostituire le obbligazioni in scadenza con nuove obbligazioni, triennali, è più fortunata ora perché

può sostituire le obbligazioni a tassi più bassi, quindi questo caso è andata a rifinanziare le

passività in scadenza con altre passività a tassi decrescenti, inferiori, produrrà benefici economici x

la Banca, la banca dovrà interfacciarsi con eventualità che i tassi nel frattempo si siano alzati, va a

sostituire passività in essere o in scadenza con nuove passività a tassi crescenti, produrrà cosi un

Danno di Tipo economico.

Rischio di prezzo, riferito ad Asset Side, l’aumento dei tassi di interesse ha un effetto negativo sui

prezzi, ma in termini di reinvestimento ha effetti positivi, vado a reinvestire somme disponibili a

tassi via via crescenti, occorre valutare effetti che questi 2 effetti hanno sull’Economicità

complessiva della Banca.

(SLIDE 10-13 RISK MANAGEMENT)

Es: la banca ha acquistato obbligazione con tasso di rendimento del 4%, l’obbligazione scade x

tutta la durata la banca ha percepito il 4% su base annua, la banca deve reinvestire su base annua

quel capitale rimborsato, a tassi decrescenti, quindi avrà un rischio di reinvestimento, che è

effettivamente tale quando va a influire sul flusso con tassi via via decrescenti(può determinare

guadagno se i cresce, la banca andrà ad investire a i crescenti e non + decrescenti).

Def: Si collega al fatto che i tassi a cui saranno investiti i flussi di cassa percepiti nel corso della

vita dell’attività finanziaria possono essere maggiori (minori) di quelli impliciti nel tasso di

rendimento a scadenza, causando un rendimento di periodo maggiore (minore) di quello calcolato

ex ante.

GUARDO SLIDE N. 17, APPROCCIO X LA STIMA X L’IMPATTO REDDITUALE 21.05.14

Per valutare l’effetto delle poste o solo sul passivo o attivo, la banca deve valutare il tipo di

approccio che fa sul suo insieme, si possono adottare 2 prospettive:

PROSPETTIVA REDDITUALE, La prospettiva degli utili correnti

1. PATRIMONIALE, La prospettiva del patrimonio della banca, vado a vedere l’effetto che la

2. variazione dei tassi di interesse produce sul valore economico del patrimonio della banca.

EFFETTO REDDITUALE: Effetto che i tassi di interesse possono avere sugli utili della banca,

1. utilizziamo l’approccio MATURITY GAP ANALYSIS, che prevede il fatto di andare a

disaggregare le poste dell’attivo e del passivo che sono sensibili a variazioni del tasso di

interesse nell’arco di un determinato Holding Period, osservazione di riferimento è l’anno, si va

a vedere tutte le poste che durante l’anno attivo e passivo sono sensibili a variazioni di tasso di

interesse, o perché scadono nell’ambito dell’holding period di riferimento, durante l’anno,

problema di ricostituire oppure prevedono tassi di tipo variabile, e quindi continuano a variare

nel tempo.

EFFETTO SUL VALORE ECONOMICO DEL PN DELLA BANCA: Duration gap analysis.

2.

IL MATURITY GAP ANALYSIS: Per ciascuna scadenza valuto il Gap infra-periodali,

Per ciascuna scadenza del periodo di riferimento, posso calcolare il GAP, per ciascuna fascia infra-

periodale, posso calcolare il Gap facendo la differenza:

tra attività sensibile - Passività sensibili nella stessa fascia temporale.

G = As - Ps

il valore delle attività sensibili che scadono è superiore all’entità di passività sensibili.

Es: 420 As - 280 Ps = 140 GAP positivo.

Se ho un Gap positivo, la quantità di attività sensibili che riprezzano, o che scadono in quel

• periodo è superiore alle passività sensibili, le attività che riprezzano produrranno int.attivi è sup.

alla quantità di passività sensibili che subiranno l’aumento di interesse, quindi il beneficio sarà

che la banca guadagnerà più interessi attivi degli interessi passivi che pagherà su questo

orizzonte temporale, in funzione dell’aumento dei tassi di interesse.

Quindi: se ho un Gap positivo, la quantità di attivi che beneficeranno di tassi di interesse e

• produrranno interessi attivi è sup. alla quantità di passività finanziarie che subiranno l’aumento

dei tassi di interesse ma sono inferiori, l’aumento dei tassi sarà benefico, su base annua

produrranno un aumento di interessi della banca dell’1% di 140.

Se al contrario la banca subisse una diminuzione di interesse, allora le quantità di Attività che

• riprezza sui tassi di interesse inferiore, è superiore a quella del passivo e sarà un effetto

NEGATIVO sul risultato reddituale.

- Il GAP può essere negativo le Ps > As, allora le passività sensibili saranno superiori, e gli

aumenti dei tassi di interesse non sarà benefico x la Banca, perché più passività che riprezzano

su quell’orizzonte temporale a tassi crescenti rispetto alle attività e quindi avrà un effetto

NEGATIVO sulle redditività.

- Al contrario se i diminuisse il GAP negativo lo vogliamo, perché sarà maggiore la quantità di Ps

che riprezza a tassi più bassi, avrà effetti POSITIVI reddituali.

Determinare il Gap è utile x la banca anche dal punto di vista strategico, se mi aspetto una

diminuzione dei tassi i, vorrò avere un Gap negativo e viceversa.

Il Gap è Condizionato dalle aspettative che si sono formulate x quanto riguarda la direzione dei

tassi.

- Se il Gap fosse 0, e As = Ps, e i tassi variano, la banca è immunizzata rispetto variazioni di

tassi di interesse, qualsiasi essi fossero.

- Una banca avversa al rischio di i, vorrebbe avere una posizione GAP immunizzata,(GAP=0)

mentre una banca propensa al rischio, si costruirà GAP positivo o negativi, in funzione della

direzione che si aspetta di i per poterli sfruttare dal punto di vista reddituale, vorrà avere GAP

DIVERSI DA 0.

SLIDE 27:

Hp: i tassi aumentano dello 0,50

Hp 2: i tassi di interesse diminuiscono dello 0,50% e siano uguali x tutte le fasce temporali (hp non

soddisfacente)

HP 3: i tassi di interesse non sono uniformi x le singole scadenze, attendo che i tassi si spostano di

un aumento dell’1%

Fasce temporali Attività Passività Gap Gap cumulato

sensibili sensibili marginal

(RSA) (PSA) e

Fino a 1 mese 80 120 -40 -40

Da 1 a 3 mesi 120 160 -40 -80

Da 3 a 6 mesi 280 340 -60 -140

0 banca

Da 6 mesi a 1 anno 420 280 140 immunizzata

ESEMPIO ESERCIZIO:

CASO 1: Ad ogni Gap marginale, vado a calcolare:

1.In regime di capitalizzazione semplice su base annua MINT: (20 * 0,50)/ 100 = 0,10

2. (0,50 * -40) /100 = -0,20 (gap marginale negativo, + passività a i crescenti rispetto ad attività)

0,10 - 0,20 = - 0,10 Gap Cumulato MINT

+

EFFETTO NEGATIVO DI REDDITIVITA’ SULLA BANCA.

- Es: Analizzare la situazione, impatto reddituale legato a variazioni dei tassi di interesse, sui

diversi sotto-periodi???

Sull’orizzonte temporale di 1 anno, complex la banca ha un impatto uguale a 0, mentre nei diversi

sotto-periodi la banca ha un’impatto di verso da 0, insomma dipende quando voglio fermare la mia

analisi, sull’anno gli effetti negativi sono bilanciati da effetti positivi e a quel punto l’effetto è 0.

impatto cumulato su MINT= gap cumulato * variazioni tasso / 100

impatto marginale su MINT = gap marginale * variazione tasso / 100

2. CASO:

Situazione in cui le As e Ps sono uguali, i = -0,50

indicare quando la banca è immunizzata: gap cumulato= 0, calcolare l’impatto marginale su MINT

SCADENZA FLAT, SU TUTTE LE SCADENZE, tutto simmetrico, risultato: la banca è immunizzata

pari a 0.

- Indicare quando la banca è immunizzata??

la banca è immunizzata non solo, perché la banca ha As e Ps sull’orizzonte temporale di

riferimento uguale, ma anche perché la variazione attesa sulle scadenze infra-annuali è

esattamente la stessa (variazione dei tassi flat, sempre -0,50, sempre +0,50).

- Quando la banca non sarebbe + immunizzata nonostante si rispettato il vincolo tale x cui le As,

e Ps sono esattamente uguali??

Quando rimuovo l’hp di variazioni flat su tutte le scadenze di tipo infra-annuali perché in quel caso

li, la variazione varia, mi aspetto un incremento dei tassi che si scaletta come nel CASO 3.

EFFETTO POSITIVO SULLA REDDITIVITÀ’ DELLA BANCA

3. CASO:

- La banca non è + immunizzata, nonostante sia rispettato il vincolo As=Ps quando rimuovo l’hp di

variazioni flat su base annua, che si scaletta in sequenza: 0,50 1 mese, 0,75 da 1 a 3 mesi,

rimane 0,75 dai 3 ai 6 mesi..

- Sull’old period,nell’arco dell’anno, la banca Dalla variazione in aumento dei tassi, vedrà

incrementare la redditività da interessi da 0,15 sull’old period.

As =Ps durante l’anno, la banca ha costruito questi Gap Marginali in maniera furba, se ha

azzeccato i valori attesi dei tassi, avrà fatto così aumentare la redditività della banca di 0,15.

Se non vuole subire nulla dovrà omogeneizzare i tassi, e dovrà hp As=Ps, la banca può sfruttarne

in termini positivi o negativi.

I LIMITI DEL MATURITY GAP ANALYSIS:

- Si ignora il tempo esatto di manifestazione dei flussi di tasso di interesse, all’interno delle fasce

temporali, MATURITY BUCKETS.

- Nellla fascia 3-6 mesi hp che tutti hanno lo stesso Repricing, ci sono alcuni che scadono subito

dopo i 3 mesi, e quelli che scadono in prossimità dei 6 mesi, ignoro il momento esatto in cui

avviene.

- Le attività a tasso fisso potrebbero scadere da un momento all’altro e quelle a tasso variabile

riprezzano continuamente.

- In questo modello mette insieme momenti diversi l’effetto di variazione dei tassi REPRICING,

anche solo considerando il tipo di tasso Es: Tasso fisso: riprezzeranno solo quando scade La Ps

Fasce Attività Passività Gap Gap

temporali sensibili sensibili marginale cumulato

(RSA) (PSA)

Da 3 a 6 mesi 280 340 -60 -140

- A tasso fisso 130 200 -70

- A tasso variabile 150 140 10

O As a tasso fisso, quelle a tasso variabile riprezzeranno continuamente a seconda cosa sia

stato scritto contrattualmente. PRIMO PROBLEMA

SECONDO PROBLEMA: Da un punto di vista econometrico, la variazione dei tassi di interesse,

fin ora è stata hp uguale all’As e Ps, anche quando abbiamo fatto il 3 CASO.

- Nella realtà non è cosi, perché le banche possono avere ruoli e capacità, di PRICE MAKER O

PRICE TAKER, sul fronte dei tassi che sono collegati al suo potere di mercato, alla sua

reputazione, insomma la banca può avere capacità di incrementare i tassi attivi, maggiore

rispetto a quanto fa sul fronte dei tassi passivi che riconosce. Es: i aumenta di 0,25 se non c’è

simmetria di questo aumento dei tassi sul fronte dell’attivo e passivo, potrebbe essere che la

banca in virtù del suo potere di mercato, aumenta i tassi attivi di 0,25 quelli che introita sui

prestiti, mentre sul fronte del Passivo li aumenta dello 0,15 in termini algebrici, produce un

effetto positivo x la banca, l’effetto netto è 0,10 la banca sfrutta la sua capacità contrattuale x

traslare in modo diverso sui tassi attivi e passivi determinate variazioni di tassi di mercato.

- Potremmo aggiustare l’effetto, l’impatto della variazione di tassi i di mercato su tassi attivi e

passivi della banca, andando a risolvere una regressione, un modello dove si calcola Beta:

Beta: coefficiente di variazione, che ci misura e serve x misurare come la banca varia i suoi tassi

attivi o passivi in relazione ai tassi di mercato, aggiustando quelle variazioni che io ho stimato

essere uguali per il Passivo e Attivo. Es: tassi interbancari.

IN QUESTO MODELLO, non si tiene conto del fatto che la banca, ha capacità diverse di

traslare sui tassi attivi e passivi variazioni di tassi di interesse di mercato.

EFFETTO REDDITUALE prodotti dai tassi di interesse. VALORE

ECONOMICO

SUL PN DELLA BANCA che i tassi di interesse provocano, prospettiva che non è reddituale ma

DURATION GAP ANALYSIS.

Prospettiva mossa dal fatto che l’effetto di una variazione di i sul prezzo di uno strumento

finanziario è di tipo inverso.

LA DURATION è Una misura lineare di sensibilità, del prezzo di uno strumento finanziario a

variazione di tasso di interesse.

Misura lineare perché: la DURATION non è altro che la tangente alla relazione tra prezzo e tasso

di interesse, di uno strumento finanziario, come può essere un titolo a tasso fisso, obbligazione..

Misura quanto varia uno strumento alla variazione dei tassi di interesse, retta tangente, che dice

quanto varia al variare di. E= prezzo

D= duration, misura di sensibilità finanziaria

[ ] [ ]

( )

E D A D L r / 1 r

Δ ≈ − − × Δ + lineare

A L P= prezzo dello strumento

i= variazione di i che può essere positiva o

negativa

data una variazione dei tassi di interesse, la variazione del prezzo che ne seguirà è linearmente

collegata al valore della Duration, del valore della Duration :

∆P = - D/ (1 + i) chiamata MODIFIED DURATION.

Es: se l’esercizio mi da la Modified duracion 1,5 significa che mi dà D/(1 + i), se mi dà solo la

duration mi dava solo questa.

DURATION GAP ANALYSIS: Muove dal fatto che l’effetto di una variazione di tassi di interesse, è

di tipo inverso.

DURATION= è una misura lineare di sensibilità del prezzo di uno strumento finanziario a

variazione del tasso di interesse ∆i.

(vedi grafico duration)

∆P= - D / (1+ i) * P *∆ i

MODIFIED DURATION: funzione di -D/(1+i)

un aumento di i, determina una diminuzione del prezzo e viceversa, relazione negativa.

∆P= -D * P* ∆i/(1 + i)

se i aumenta, la variazione di ∆p in termini monetari, sarà funzione del valore di -D/(1+ i) * P

∆P avrà segno negativo, se:

- ∆i positivo in termini monetari ∆P sarà negativo.

un aumento di ∆i determina una riduzione del prezzo e così viceversa, relazione inversa tra

∆P e ∆i.

LA VARIAZIONE DEL PREZZO ∆P IN TERMINI MONETARI dipende:

- ∆P in termini monetari,

- ∆i e suo segno

- entità della duracion modificata, tale x cui più è elevata e maggiore sarà l’effetto monetario sul

prezzo, ci sta dicendo anche che As e Ps con duracion più elevata data una certa ∆i subiscono

una ∆P più ampia, si vede dalla formula.

LA DURATION HA DEI LIMITI:

- è UNA MISURA LINEARE

- approx in termini lineari la relazione tra tasso di rendimento e prezzo, ma nella realtà non è

lineare questa relazione ma curvilinea.

Si può correggere l’errore legato dall’utilizzo della duration, grazie all’utilizzo di un’altra misura, che

si chiama convessità, va bene fin tanto che la relazione dei ∆i sia compresa per intervalli di

variazioni di mercato tra +1 e -1%, quando la variazione dei tassi è maggiore all’1%, sovra stimo o

sotto stimo la variazione del prezzo, commetto un errore a utilizzare la DURATION, perché è una

(grafico-appunti)

relazione curvilinea.

IL PATRIMONIO DI UNA BANCA

E’ uguale all’equity - liability

E = A - L

Equity: prezzo dato dalla diff. tra A - L

A = L + E

mi interessa sapere l’effetto della ∆i che può avere sull’equità, ma devo ricordarmi che l’equità è

come se fosse il mio prezzo di uno strumento finanziario.

Se conosco la DURATION del passivo e dell’attivo e mi ricordo la formula ∆P= - D / (1+ i) * P *∆ i

questa formula posso applicarla:

Da = duration attivo * il suo attivo

Dl= duration passivo* il suo passivo

∆i= (1+ i)

sappiamo che:

∆P= -D * P* ∆i/(1 + i) -> modified duration

la variazione in termini assoluti monetari del patrimonio di una banca è uguale a -D * P* ∆i/(1 + i)

dell’attivo a -D * P* ∆i/(1 + i) del passivo che moltiplica L/A (misura di leva finanziaria della banca),

raccolgo per A e ∆r e viene così:

L/A = misura di leva finanziaria della banca

MDa= Modified duration attività

MDl= Modified duration passività

∆P = -MDAP* A* ∆r ci permette di vedere gli effetti sul valore economico del PN di una banca

indotti dalla variazione dei tassi i, e dipende dalla Duration gap (DA-DP * L/A) Più questo gap è

ampio + una piccola variazione dei tassi di i produrrà una grande variazione di equity (variazione

economica del PN) accentuata dalle attività della banca A.

- la variazione del PN della banca dipenderà all’età dello shock in termini di variazioni del tasso di

interesse ∆i.

- più è alta la variazione di ∆i o ∆r più ampia è la variazione di ∆PN della banca.

QUANDO LA BANCA SARA’ IMMUNIZZATA?? ∆E = 0?

Quando il Duration Gap = 0 solo in questa circostanza.

DURATION GAP MODEL

La banca ha un tot. attivo: 450

La banca ha un tot. Passivo: 400

valore PN (equity) = 50

nell’esercizio ci deve dare il valore della DURATION allora:

- per ogni dato ci viene dato un dato e poi noi dobbiamo passare alla MODIFIED DURATION che

per essere calcolata, prevede che facciamo DURATION / (1+i)

In questo caso ci dà la MODIFIED DURATION per ogni posta del passivo e dell’attivo, ma devo

calcolare la Modified duration del totale del passivo e dell’attivo sensibile alla variazione dei

tassi ∆i.

quindi: devo calcolare una misura pesata dell’attivo e passivo in termini di Modified

duration.

procedimento del calcolo del peso dell’ attivo

Es: 80 su 450 pesa 0,18 (80/450)

120 su 450 pesa 0,27 (120/450)

calcolo il peso di ciascuna posta sul totale e poi calcolo il prodotto tra DM e Peso di ciascuna

posta:

0,18 * 0 = 0 DM

0,5 * 0,27 = 0,13 DM

LA SOMMA DI OGNI DM ATTIVO MI DA’ LA MODIFIED DURATION DEL TOTALE ATTIVO, non

è altro che la MD pesata su ciascuna posta, insomma un VALORE MEDIO PONDERATO.

Stesso procedimento sul passivo:

160 su 400 corrisponde allo 0,40

infine sommo tutte le MD passivo e trovo la MD del totale passivo

Calcolo L/A: 400 SU 450

LA ∆i ipotizzo sia + 1% (0,01) a questo punto l’impatto sul valore economico del PN della banca

associato ad un aumento di i sulla banca, cosa succede all’equità della banca del prezzo?

IL VALORE DELL’EQUITY DIMINUISCE, in termini assoluti ∆E = -11,55

Quindi il valore economico della banca, rappresentato dal PN quando aumentano i tassi di

interesse, E DIMINUISCE al contrario E aumenta.

∆E= -( DMa - L/A *DMa) *V.MERCATO *0,01 = -11,44

L’equity diminuisce di -11,55, quando aumentano i tassi di interesse dell’+1%, al contrario il

valore economico aumenterebbe se il tasso di interesse diminuisce di -1 %.

Gli effetti di una variazione nei tassi di interesse di mercato sul valore economico del patrimonio

netto dipendono da tre elementi:

dalla differenza tra la duration delle attività e delle passività, e quindi dalla duration gap (DG

1) = DA – DL(L/A));

dall’entità dello shock nei tassi di interesse (Δr / (1 + r)).

2) dalla dimensione dell’attività di intermediazione (A);

3)

(NO VAR)

IL RISCHIO DI LIQUIDITÀ’

La banca tra i vari rischi finanziari, ha il rischio di liquidità, nasce dal fatto che la banca ha

operazioni di raccolta PASSIVO che generano prelievi e versamenti collegate alla discrezionalità

della clientela, c/c di corrispondenza e lare sono scadenzate, lo stesso per prestiti e impieghi, la

banca avrà uscite di cassa, che genereranno flussi di cassa in entrata attraverso il ricorso del

capitale, pagamento di interessi.

La banca nel suo attivo, ha investimenti finanziari, rappresentati da titoli obbligazionari,

investimento azionari, che generano flussi di cassa in entrata e uscita.

La banca offre servizi di pagamento alla clientela, sempre pronta a procedere a op. di incasso

o pagamento x conto della clientela, flussi di cassa in entrata e uscita, collegati a op. di prestito,

pagamento, finanziamento, può dar luogo a eccedenze di flussi di cassa in uscita rispetto a flussi

di cassa in entrata, possono dar luogo a PROBLEMI DI LIQUIDITA’.

La banca deve cercare sia nel brevissimo termine di essere liquida, gestire di momento in

momento nell’arco della giornata operativa, a far fronte sempre ai suoi impieghi di pagamento, di

questo se ne occupa la TESORERIA DELLA BANCA, gestisce in momento in momento la

posizione di liquidità della banca, Deve consentire alla banca di essere sempre pronta a

rimborsare o erogare somme concesse a titolo di credito, nel brevissimo tempo.

Nell’orizzonte temporale a m/l termine (oltre il giorno), la banca deve ricercare una condizione di

liquidità in una giornata, ma poi il giorno successivo deve essere in una posizione di liquidità (nel

lungo), deve minimizzare la tesoreria della banca, l’esposizione della banca a rischio di liquidità.

il rischio di liquidità è il Rischio che la banca non riesca a far fronte tempestivamente ed

economicamente ai suoi impegni di pagamento.

LA LIQUIDITA’ e TESORERIA

Es: Se la banca deve rimborsare i depositanti attraverso rate di mutui che dovevano entrare in

quella stessa giornata, ma le rate dei mutui non vengono pagate, la banca si ritrova in una

situazione economicamente non congrua, quando si ritrova a vendere i titoli nel portafoglio titoli di

fretta e furia a condizione stracciata x incassare un po’ di fondi, che gli servirà x pagare i

depositanti.

Se per liquidare i depositanti devo vendere la riserva di titoli a sotto-costo allora ho subito una

perdita che si traslerà sul CE di una banca.

Es 2: la banca deve rimborsare i depositanti, doveva incassare i mutui ma non li riceva potrebbe

indebitarsi verso altre banche e aumentare le passività con altre banche, ma dovrà pagare di più,

eccessivi costi pur di essere liquida.

L’esposizione di una banca al rischio di liquidità dipende da: 23.05.14

LA POLITICA DELLA LIQUIDITÀ’

L’esposizione di una banca al rischio di liquidità dipende da:

Grado di trasformazione delle scadenze, attuato dalla banca, tra attivo e passivo.

1.

Es: tutte le poste dell’attivo hanno una scadenza loro e peso sul totale dell’attivo, ma se devo

calcolare la vita media, prendo la vite residua di ciascuna posta e la peso sul totale dell’attivo come

con il concetto di Duration, mentre la vita media del passivo potrebbe essere di 1 anno, c’è un

passivo che ha una vita media di 1 anno che scade e deve essere sostituito e va a finanziare un

attivo che al contrario ha una vita media di 5 anni, viene restituito un orizzonte temporale + lungo

delle passività finanziarie che lo finanziano.

mutui 1000 10 anni vita media

apertura di credito 5000 vita media 2 anni

crediti al consumo 500 vita media 5 anni

attivo: 6500 finanziato da:

PASSIVO:

conti correnti 5000 durata media 1 anno

certificati di dep 1000 vm 3 anni

obbligazioni 500 v.m 5 anni

Calcolo il peso di ciascuna posta dell’ATTIVO E PASSIVO e la moltiplico x la vita media di

ciascuna di esse e trovo la VITA MEDIA PONDERATA di attivo e passivo.

Es: Vita media dell’attivo 5 e vita media del passivo 1

In media le passività scadono entro un anno e quindi vanno sostituiti e devono essere finanziate

dall’attivo, i quali invece verranno incassati nell’arco di 5 anni, vita media + alta.

CASO dove il GRADO DI TRASFORMAZIONE DELLE SCADENZE NON E’ MOLTO ALTO!

Ci potrebbero essere casi in cui:

La vita media dell’Attivo è 10 anni e la vita media del Passivo è 1 anno, quindi la banca incassa i

fondi dell’attivo che servono x rimborsare il Passivo, con un orizzonte temporale + lungo rispetto a

quando scadono le voci del passivo, tanto + è elevato il grado di trasformazione dell’attivo e

passivo, tanto + la banca si espone al RISCHIO DI LIQUIDITÀ’, non essere in grado di far fronte al

rischio di pagamento.

Con passività di breve durata, la Banca sta finanziando attività che possono avere una vita media

elevata, con ritorni futuri, RISCHIO.

IL RISCHIO DI LIQUIDITA’ è:

Funzione diretta del grado di trasformazione delle scadenze, (maggiore è il grado di

1. trasformazione delle scadenze, maggiore è il rischio di liquidità)

L’esposizione della banca al rischio di liquidità dipende dall’entità e tipologie di riserve di

2. liquidità che la banca si è costituita.

Steso procedimento de Maturity Gap riferito alla posizione di liquidità della banca.

Altre Riserve di liquidità previste, Riserve di liquidità: la banca x far fronte a fabbisogni di

liquidità usa costruirsi riserve, sono nell’attivo e non nel passivo, che all’occorrenza servono a far

fronte a rischi di liquidità.

2 tipi di riserve che si distinguono per la tempestività e onerosità :

- RISERVE PRIMARIE, sono costituite da poste inerenti a disponibilità immediatamente

liquide, (cassa, contanti, ROB presso BCE o depositi LIBERI che la banca detiene presso la

BCE o altre banche di cui la banca può far uso in caso di necessità di liquidità).

La cassa non offre alcun rendimento, non frutta, lo stesso vale x altre forme contrattuali, conti di

deposito che non rendono niente alla banca, prossimi a zero, per essere liquida la banca deve

sottrarre una parte di risorse/fondi raccolti che potrebbe impiegare, li deve destinare x costituire

depositi liquidi che possono essere usati in caso di necessità.

Per detenere queste riserve di liquidità la banca deve sostenere un COSTO OPPORTUNITÀ’ ,

Tanto + saranno Elevate le dotazioni liquide, tanto + la banca avrà un impatto negativo sulla sua

redditività, in quanto i fondi vengono impiegate in poste molto liquide che non fruttano nulla.

Trade off tra: essere molto liquida e detenere molte poste liquide ma dal punto di vista

reddituale non guadagno nulla.

- RISERVE SECONDARIE

- Poste molto liquide, ma meno liquide rispetto alle riserve primarie, differiscono in termini di

disponibilità di fondi e la loro onerosità.

Poste meno liquide delle poste primarie,costituite da strumenti finanziari, dotati di mercati

secondari molto ampi e liquidi, in cui questi strumenti finanziari possono essere smobilitati senza

subire grosse perdite, ed eccessivi costi, dove la banca può procedere ad operazioni di smobilizzo.

La banca supporta rischi maggiori, in remunerazioni rispetto a riserve primarie, minimizza il costo

opportunità, rendimento sarà diverso da 0, positivo ma non particolarmente elevato.

Ci sono i titoli di stato, (mercati secondari ampi, facili da smobilizzare in qualsiasi momento),

operazioni di rifinanziamento di Aste su base settimanali, mensili, Overnight per rifinanziamento

marginale, possiamo avere tutti i titolo eligible, stanziabili che la bce consente di porre in

garanzia, di operazioni di rifinanziamento con cui la bce immette liquidità alle banche che

temporaneamente ne ha bisogno, ci sono anche: obbligazioni, covered bonds, altri strumenti

ammissibili dalla BCE.

Se sommiamo le Riserve primarie e riserve secondarie, Avremmo un trade off: la banca

riuscirà ad essere liquida, ma questo minor rendimento generato da tutte le poste, non

consentiranno alla banca di aver una redditività elevata.

3. Alla funzione assegnata al portafoglio titoli, Asset dell’attivo della banca, una parte del

portafoglio titoli viene detenuto dalla banca fino a scadenza oppure con la finalità di fare Trading, la

banca deve assolvere un’altra decisone: qual è l’esatta proporzione tra Asset e Titoli?

I prestiti possono essere + remunerativi di alcuni titoli, banche autorizzate ad investire in titoli, e

può essere alta se c’è l’opportunità e convenienza.

Questa decisione significa risolvere un problema: tra relazione di portafoglio prestiti e portafoglio

titoli, in relazione a una politica residuale o politica flessibile.

Politica Residuale inerente al portafoglio titoli:: il portafoglio titoli è residuale, in prima battuta la

banca privilegia l’investimento in prestiti e residualmente investe in titoli (importanza secondaria

rispetto all’investimento in titoli).

Banca tradizionale che esercita tradizionalmente esercita l’attività creditizia e predilige gli

investimenti in prestiti, e solo in via residuale preferisce investire in titoli.

Le banche scelgono di incrementare il portafoglio tramite politica residuale incrementano prestiti a

scapito del portafoglio titoli, scelta strategica della banca.

DROP BACK: i tassi di interesse iniziano a salire, il prezzo scende, Riflesso sulla redditività della

banca, se non riesce con operazioni di copertura, andrebbe a subire perdite in conto capitale del

portafoglio titoli, legati a titoli che andrebbe a dismettere titoli, generando tassi di interesse elevati.

Politica Flessibile: il banchiere sarà orientato nel decider quanto allocare in titoli e quando in

prestiti , dalla combinazioni rischio-rendimento da ciascuno di questi portafogli, rispetto al fatto di

essersi dato una gerarchia di investimento.

Non ha alcuna preferenza di investimento, individua il binomio rischio-portafoglio, ragionano

sempre meno come banche tradizionali che concede crediti, sempre più nell’investire dove

conviene.

CREDIT CRUNCH: le banche non concedono crediti, POLITICA adottata: aumento di investimenti

in titoli di stato, responsabili le grandi banche.

4. Alla modalità di controllo del rischio di liquidità la banca deve avere dei presidi organizzativi

efficaci di gestione del rischio di liquidità.

Tecnica di Gestione di Liquidità

Es: Cartolarizzazione o secutisazion: (vedi disegno)

tecnica di trasformazione di attività illiquide come prestiti in liquide titoli di debito, perché tendono

ad avere basso grado di liquidità e non hanno un mercato secondario.

L.130/99, inventata dagli Americani, implica che la banca trasformi attività illiquide (prestiti bancari,

non hanno mercato secondario), in attività liquide (titoli di debito) prevede che questi prestiti

originati, cede i prestiti sia in Bonis che non in Bonis a una Società Veicolo (SPV).

La SPV è costituita dalla banca, finanzia l’acquisto di questi prestiti attraverso l’emissione di

Bonds, le obbligazione forniscono alla SPV strumenti x pagare la banca, che ha ceduto i prestiti la

SPV li ha comprati e vanno nel suo attivo, la SPV ha finanziato questo attraverso immissioni di

Azioni/obbligazioni con cui ha pagato la banca.

Presiti illiquidi sono diventati liquidità, utilizzati x far altri prestiti.

Le banche non riescono più a essere competitive sul Funding, si sono inventati cosi una soluzione

per il problema di avere Funding, disintermediazione del lato del passivo, dovendo sottostare alla

normativa dei limiti dei tassi bassi dei depositi, si inventano la Cartolarizzazione.

Vantaggi SPV: Scatola chiusa, pochi vantaggi

Vantaggi per gli azionisti a cui sono stati ceduti azioni o obbligazioni della SPV legato

all’investimento dei prestiti bancari, attività a cui normalmente gli investitori di titoli non possono

avere accesso, ma attraverso la cartolarizzazione riescono ad investire in titoli in bonis il cui

rendimento è legato all’attività creditizia della banca (asset che hanno solo le banche).

SLIDE STUDIARE DINAMICA DI ENTRATE E USCITE MONETARIE (IMPORTANTE!!)

26.05.14

TASSONOMIA DEI RISCHI BANCARI: CAP. 3

Gestire il gap di liquidità implica difatti replicare l’approccio del maturity gap, riferito alla posizione

di liquidità della banca.

RISCHI NON FINANZIARI,

La Banca ha anche RISCHI NON FINANZIARI

Nei rischi Finanziari, c’è possibilità di perdita o di guadagnare, insomma l’esposizione a questi

rischi è frutto sia di possibilità di guadagno che di perdita.

Nei rischi Non Finanziari, Rischi Puri: quando questi rischi si manifestano non possono dar

luogo che a perdite, può essere coperta con indennizzi di tipo assicurativo, non c’è possibilità di

guadagno, può essere una perdita secca (priva di copertura) oppure perdita indennizzata.

La banca con l’aumento dell’innovazione finanziaria aumentano i rischi operativi, non finanziario,

infatti Basilea 2 nel 2004, richiede una dotazione patrimoniale specifica.

Distinguiamo 2 fattispecie:

RISCHI OPERATIVI, Definiti da Basilea 2, Norme di vigilanza prudenziale, prevede nel 2004

1. un requisito patrimoniale specifico per far fronte al rischio operativo, i rischi non finanziari.

I RISCHI NON FINANZIARI, Si distinguono come rischi operativi, nei confronti dei quali le autorità

di vigilanza impongono alle banche l’approntamento di requisiti patrimoniali adeguati x far fronte a

questi rischi ad hoc, come:

- Frodi, Es: derivati

- Errori umani, che possono determinare perdite, se si verifica l’evento la banca perde

significativamente.

- Interruzioni di operatività, vertenze lunghe che bloccano l’operatività della banca

- Indisponibilità dei sistemi informativi, che non permettono il funzionamento dei meccanismi

della banca

- Catastrofe naturali e altri eventi esogeni, ad es: il sisma, attacchi terroristici, lancio di bombe,

e danni che possono causare l’inoperatività della banca.

- Inadempienza contrattuale, rischio legale x errori umani, tanto + l’innovazione si sviluppa,

tanto + la banca è a rischio legale, x l’inosservanza di norme in materia di tassi usurari.

Poiché sempre più sono esposte a rischi, è opportuno che le banche si cautelano attraverso

dotazioni patrimoniali ad hoc, azionando controlli interni x minimizzare certi rischi, ed opportune

assicurazioni.

2. ALTRI

- Rischio strategico, perdite in funzione di mosse strategiche che non si rivelano remunerative,

Es: banca italiana che si è comprata banche in paesi in piena rivolta civile, strategicamente ha

un impatto disastroso.

- Rischio Reputazionale è legato a una perdita di reputazione della banca, Es: perché ha

venduto Bond a chi non doveva, o non ha informato a chi l’ha venduti, scandalo tassi Libor a

Londra.

Ci cono comportamenti fraudolenti di fondo che una volta scoperti vanno ad intaccare la

reputazione della banca, definire quanto è, e quanto le costa non è facile.

In alcune tassonomie sono comprese anche queste 2 nell’elenco dei rischi operativi, ma non x

Basilea 2, decise che siccome era difficile quantificare il rischio reputazionale lo escluse e lo

stesso vale x il rischio strategico.

Quando si parla di RISK MANAGEMENT di una banca non si può parlare solo di rischi

FINANZIARI ma anche quelli NON FINANZIARI, soprattutto per l’AUTORITÀ’ DI VIGILANZA,

vengono previste cosi opportune DOTAZIONI PATRIMONIALI.

LA BANCA VISTA ATTRAVERSO IL BILANCIO

ASPETTI NORMATIVI DEL BILANCIO BANCARIO

A partire dal 2005 le banche sono state obbligate a redigere i loro bilanci, non solo seguendo

• schemi di bilancio diversi, ma anche adottando criteri di valutazioni, che solo limitatamente

venivano adottati dalle Banche Europee.

Nel 2009 la Banca d’Italia ha aggiunto un documento che in passato non era previsto.

ALCUNE INNOVAZIONI

- Classificazione dei mercati finanziari, GLI STRUMENTI FINANZIARI nell’attivo della banca sono

detenuti per finalità di negoziazione o detenuti fino a scadenza (held to maturity) o

disponibilità x la vendita.

Le banche devono dichiarare perché detengono il portafoglio e a seconda del portafoglio

cambiano i criteri di valutazione.

- Introduzione del concetto di Fair Value, cioè prezzo corrente, prezzo di mercato, dove non c’è il

mercato è un’approssimazione del valore corrente, discendendo da una det. del prezzo corrente

attraverso l’attualizzazione dei flussi futuri.

Non è detto sia una valutazione oggettiva.

- Investimenti in titoli di capitale, azioni, voce ad hoc nell’attivo partecipazioni, detenute con

finalità di controllo, la banca dichiara di avere un interesse specifico in questa società

partecipata (partecipazioni piccole in grandi gruppi possono essere significative).

in tutti gli altri casi vanno inserite in altre voci.

- Le banche non possono + costituire riserve generiche, ma devono costituire fondi di riserve

rif. a una possibile Perdita Attesa, collegata a dei risarcimenti legali o evento di perdita e

alla loro definizione di entità.

- Prima venivano riportati in conti di ordine i contratti derivati, mentre ora sopra la linea di bilancio

in STATO PATRIMONIALE e indipendentemente dalla loro finalità di utilizzo (speculazione/ ..).

DOCUMENTI CHE COMPONGONO IL BILANCIO D’ESERCIZIO

Documento unico, composto da queste parti:

Stato Patrimoniale

• Conto economico

• Prospetto della redditività complessiva, gli effetti non vanno in conto economico. (0,37 mm)

• Rendiconto finanziario

• Nota integrativa

il più corposo documento è la NOTA INTEGRATIVA,documento complesso, con info dettagliate,

su voci e dinamiche dettagliate, lo stesso x il conto economico, dà info su rischi, politiche di

gestione di rischi, dice come intende gestire questi rischi, se ha in essere coperture assicurative,

da info sul patrimonio, se ci sono state rimborsi di azioni, dà info sull’aggregazione e anche sulle

operazioni di parti correlate, cioè soc. collegate a banche e personale che svolge funzioni di

direzione e controllo della banca:

- esponenti aziendali

- amministratori esecutivi, sindaci…

- stretti famigliari

IL BILANCIO DI UNA BANCA

STATO PATRIMONIALE

schema di bilancio previsto dalla banca d’Italia, in materia bancaria, prevede come devono essere

presentare le informazioni, schemi appositi.

LO STATO PATRIMONIALE è un doc. a sezioni contrapposte, con grado di liquidità decrescente

degli investimenti di una banca e ci permette di distinguerli:

Attivo fruttifero, genera int. attivi, commissioni e dividendi (poste dal 100 al 10)

Attività non fruttifere, non generano guadagno

voce 10- poste + liquide in assoluto e scendendo si trovano poste meno liquide.

ATTIVITA’ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE

VOCE 10: cassa e denaro contante, non va la ROB

VOCE 20: “attività finanziarie x la negoziazione”, Parte di attività o strumenti finanziarie, ha deciso

di voler far negoziazione in contropartita con i clienti o il mercato, li detiene x lucrare variazione di

prezzo tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, si collegano introiti di carattere commissionale.

Ci sono obbligazioni, Covered bond, azioni, titoli di stato, contratti derivati, li accomuna lo scopo: la

negoziazione.

Tutti valutati a Fair value e gli effetti della loro valutazione sono imputati ad un unica voce 80:

risultato netto dell’attività di negoziazione.

La redditività che la banca trae dall’attività di negoziazione è nella voce 80.

ATTIVITÀ’ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE.

la banca ha deciso, allocandole nel portafoglio, di valorizzarle al Fair Value, ci sono poste che la

banca decide di calcolarle al valore storico ma valorizzarle al Fair value.

Utili (plusvalenze-minus) delle attività finanziarie valutate a fai value va a finire nella voce 110 CE

RISULTATO NETTO dell’attività finanziarie valutate a fair value.

ATTIVITÀ’ FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA

Quote di prestiti sindacati, che la banca ha deciso di cedere, li mette nel’avilable of sale, con

iscrizione delle variazioni nell’apposita riserva di valutazione del PN (voce 130 del passivo dello

SP).

ATTIVITÀ’ DETENUTE SINO ALLA SCADENZA

Attività detenute x attività di investimento, tenendo conto del costo storico ammortizzato,

impermaint test durante l’esercizio e nel caso in cui la posta sia inferiore a quello precedente c’è

l’obbligo di riportare le perdita della voce 130.

Cessione delle poste valutate al costo storico ammortizzate invece del fair value voce 100 del C.E,

non è finalizzata al trading.

voce: crediti e finanziamenti

schemi dell’attivo dello STATO PATRIMONIALE ATTIVO: 28.05.14

Gli available of sales: 2 voci ad hoc voce 60 e 70, si distinguono dal fatto in cui la controparte sia

costituita solo ed esclusivamente da banche.

Voce 60: quando una banca assolve alla ROB presso la BCE, credito vs la BCE indicato in crediti

vs/banche che nascono da saldi attivi di altre banche, op. di crediti nelle op interbancarie.

Voce 70: controparte tutti gli altri soggetti, diversi dalle banche, con una soc. finanziaria,

un’assicurazione, un soggetto S.G.R, intermediari finanziari diversi da banche.

Alimentata da: Crediti nei confronti da intermediari finanziari diversi da banche, clientela, privati,

imprese, P.A.

Crediti al netto delle rettifiche, quando una banca valuta crediti che ne fanno parte, e dalla

valutazione dell’impeirmant test, se diminuiti di valore, la rettifica va fatta direttamente sul credito

(al netto delle rettifiche, mai al lordo).

Dalla nota integrativa, capiamo se i prestiti sono garantiti, durata, insomma una riesamina di questi

prestiti.

I crediti alla clientela, sono valutati al costo storico ammortizzato, crediti che possono essere dotati

di un grado di salute + o meno integrati, si possono dividere in: crediti in bonis e crediti deteriorati.

Voce 80: derivati di copertura, novità del 2005: vengono riportati sopra la linea di bilancio e

bisogna verificare la finalità sul perché vengono detenute: se x trading vengono messe in attività di

negoziazione, mentre nella voce 80 vanno messe le attività di edging.

Copertura contro certe tipologie di rischio, la banca d’Italia deve verificare se è veritiero, deve

assicurare che il derivato non abbia funzione speculativa, ma funzione di copertura adeguata, ad

es: Swap, speculazione sottostante.

Insomma ci deve essere ADEGUATEZZA E COERENZA tra la posta oggetto di copertura e lo

strumento che utilizzo.

Ci sono 2 tipi di copertura: Copertura di tipo generico o specifico

Copertura generica, si rif. a un portafoglio di attività finanziarie esposte a un certo tipo di rischio.

Copertura specifica, si rif. a una determinata posta.

Voce 100: Partecipazioni, partecipazioni azionarie, che la banca detiene anche se non scaturisce

una posizione di controllo, ci sono partecipazioni finanziarie, banche, sgr, sim che partecipazioni in

imprese non finanziarie, industriali..

Con la voce Partecipazioni finiscono le Attività fruttifere, cioè che generano dividenti, variazioni

positive di prezzo, interessi.

Attività non Fruttifere: avviamento, crediti fiscali, attività immateriali, materiali dimissioni.

Nella voce 150: Altre attività

Investimenti in asset, crediti che le banche vantano x attività di servicing, che rende in relazione ad

operazioni di cartolarizzazione, commissioni di incasso, reportistica, relativa a prestiti che sono

state cartolarizzati di cui la banca effettua servizi di incasso x conto della SPV, scatola finanziaria,

non si occupa di incasso nel suo attivo ma se ne occupa una banca con attività di servicing, che

vanno nella voce 150.

INTERNATIONAL ACCOUNT STANDARDS- PERDITE SU CREDITI NELLO IAS 38

devono essere oggetto di:

valutazione analitica, quando ci sono segnali di una possibile perdita, significativa perdita

• finanziaria del debitore, in rif. a crediti concessi, sulla singola posta, la banca attraverso

l’impeirtment test e il valore è minore deve comunicare attraverso il bilancio una rettifica in C.E,

vanno ad impattare sulla redditività della banca andando a diminuire.

Valutazione collettiva, portafoglio omogenei al proprio interno, la singola banca procede alla

• valutazione del valore di questi portafogli, fa l’impairtment test riferito all’intero gruppo di poste

del portafoglio e non al singolo.

LE TIPOLOGIE DI CREDITI

i crediti sono distinti, attraverso la NI.

distinzione tra:

CREDITI IN BONIS, crediti in buono stato di salute, regolarmente pagati

CREDITI DETERIORATI, dentro ai crediti v/clientela, normalmente i crediti sono verso clienti

diversi da banche.

Impaired lons, crediti oggetto di impairment test, sudditi in 4 categorie:

CREDITI SCADUTI e sconfinati da + di 90 giorni (non performing lons).

1. Se i crediti sono scaduti da meno di 90 giorni (Past due).

2. CREDITI RISTRUTTURATI, La banca ha contrattato con il cliente x ristrutturare il debito,

3. finalizzato alfine che il debitore onori il debito nei tempi e nuovi modi stabiliti.

INCAGLI, credito un po’ Past Due, non è stato pagato nelle tempistiche stabilite, neanche

4. catalogato come sconfinante, ha ritardi di pagamento sono il corrispondente italiano del PAST

DUE.

SOFFERENZE, non c’è un oggettività, quando la banca che lo detiene subirà delle perdite che

5. lo detiene ritiene che subirà delle perdite, indipendentemente dall’avviamento di procedure

legali. Posizione + grave dell’incaglio che potrebbe tornare in solubilità mentre Sofferenza, la

banca reputa che incasserà solo una parte limitata.

Se sommo tutte queste poste, Crediti deteriorati cui sono state apportate rettifiche di valore, se

faccio il rapporto tra crediti deteriorati (numeratore) e (denominatore) totale crediti in bonis e crediti

v/clientela, ottengo un indicatore di qualità.

CREDITI DETERIORATI = INDICATORE DI QUALITA’

TOT. CREDITI IN BONIS + CREDITI V/CLIENTELA

STATO PATRIMONIALE PASSIVO

DEBITI V/BANCHE Voce 10: Funding, che la banca fa, fondi che la banca ha contratto in titoli di

debito con la BCE, con funding verso il mercato interbancario.

DEBITI V/CLIENTELA Voce 11: diversi da banche, c/c, depositi a risparmio, modalità di Funding

non cartolari che non implicano l’immissioni di titoli o security.

Dalla NI, possiamo fare una serie di considerazioni, sulla durata, tipo di rapporti..

TITOLI IN CIRCOLAZIONE Voce 30: raccolta cartolare, obbligazioni di vario genere, strumenti

come i certificati di deposito, non ci sono + consegne di titoli ma è tutto dematerializzato, scritture

contabili, la banca prevede l’emissioni di titoli, raccolta che la banca fa x emissione di A.C, titolo

emesso dalla banca che rappresentano una raccolta cartolare.

PASSIVITA’ FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE, sono debiti della banca nei confronti di terzi.


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eligri

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eligri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende di credito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Poli Federica.

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