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Interesse ai disturbi specifici dell'apprendimento

Le difficoltà di apprendimento costituiscono un problema rilevante per la loro incidenza nella popolazione scolastica, e qualora vengano individuate in ritardo, comportano condizioni di insuccesso nella scuola dell'obbligo che spesso finiscono per compromettere non solo la carriera scolastica, ma anche lo sviluppo della personalità e l'adattamento sociale del soggetto.

La tempestività è una delle variabili più importanti per l'efficacia di un intervento di recupero: le difficoltà tendono, infatti, ad accentuarsi con il passare del tempo, se non vengono messi in atto interventi precoci. Ciò si verifica sia perché alcuni apprendimenti dipendono da altri precedenti, sia per gli effetti negativi reciproci che si creano tra gli insuccessi e le difficoltà nell'apprendimento da un lato e la motivazione allo studio, l'autostima dell'alunno e le aspettative dei genitori e degli insegnanti dall'altro.

Importanza della diagnosi precoce

Quindi, benché la diagnosi delle difficoltà di apprendimento venga posta generalmente nel corso degli anni successivi, già nella scuola dell'infanzia si possono manifestare dei segnali di rischio che gli insegnanti dovrebbero essere in grado di capire ed, eventualmente, interpretare come indicatori di difficoltà.

Aumento dell'interesse in Italia

Negli ultimi anni si è assistito in Italia a un aumento di interesse per i disturbi specifici dell'apprendimento, che costituiscono un fenomeno molto complesso. Tale interesse si è focalizzato soprattutto sulla dislessia evolutiva.

Tale attenzione si è accentuata con la recente approvazione della Legge 170/2010 intitolata "Nuove norme in materia di disturbi specifici dell'apprendimento in ambito scolastico" che ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso per il pieno riconoscimento dei DSA nel nostro Paese e per consentire la migliore realizzazione delle potenzialità delle persone che ne sono affette.

Legge 170/2010 e approccio didattico

In via generale, la Legge 170 ha lo scopo di definire dei principi al fine di consentire un corretto approccio a questi disturbi sia in ambito scolastico sia sanitario. L'approccio didattico è stato particolarmente approfondito nel primo decreto attuativo del MIUR, accompagnato da linee guida. Tale decreto stabilisce una serie di interventi deputati a garantire la realizzazione di una didattica personalizzata e individualizzata ai particolari bisogni degli alunni con DSA (come la realizzazione del Piano Didattico Personalizzato).

Bisogna però sottolineare che l'approvazione di una legge da sola non può risolvere tutti i problemi, dato che l'efficacia è intrinsecamente connessa alla sua corretta applicazione. Attualmente sono stati oggetto di osservazione alcuni nodi interni alla Legge 170, in particolare si è aperta una questione sull'articolo 3 comma 1 per il riconoscimento del disturbo e la conseguente applicazione delle misure connesse. Si discuteva sulla validità delle diagnosi e se avessero validità solo le diagnosi rilasciate dal SSN o anche quelle effettuate da specialisti e strutture accreditate.

Tale questione è stata affrontata nel documento Accordo Stato-Regioni su "Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell'apprendimento", che ha demandato alle Regioni la possibilità "nel caso in cui i servizi pubblici o accreditati da Servizio sanitario nazionale non siano in grado di garantire il rilascio delle certificazioni in tempi utili per l'attivazione delle misure didattiche e delle modalità di valutazione previste e, comunque, quando il tempo richiesto per il completamento dell'iter diagnostico superi i sei mesi…" di "prevedere percorsi specifici per l'accreditamento di ulteriori soggetti privati che devono dimostrare il possesso di alcuni specifici requisiti. La legge è stata ben accetta e sostenuta sia dalle famiglie che dalle associazioni che si interessano di tutelare i diritti degli studenti con DSA.

Cosa sono i disturbi specifici dell'apprendimento?

I DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) sono disabilità che compromettono significativamente l'acquisizione delle abilità strumentali di lettura, scrittura e del numero-calcolo che si manifestano in presenza di adeguate capacità cognitive. In questo caso, il termine "Specifici" si riferisce alla condizione che questi disturbi si manifestano in soggetti indenni dal punto di vista intellettivo-cognitivo e in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma nonostante ciò possono costituire una vera e propria limitazione per alcune attività quotidiane.

Questi disturbi sono stati classificati all'interno della Legge 170/2010 e tale classificazione riprende la distinzione operata in ambito clinico nella Consensus Conference del 2009 che differenzia nella categoria dei DSA quattro quadri clinici distinti: Dislessia, disortografia, disgrafia e la discalculia.

  • La dislessia è un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.
  • La disortografia è un disturbo specifico che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica.
  • La disgrafia è un disturbo specifico della scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica.
  • La discalculia è un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.

I DSA possono manifestarsi separatamente o assieme, a tal proposito va sottolineato che la comorbilità nei Disturbi Specifici dell'Apprendimento e l'associazione tra loro e altri disturbi è la regola piuttosto che l'eccezione.

Base neurobiologica e fattori ambientali

La base neurobiologica dei DSA è oggi ampiamente compresa e riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale e recentemente anche dalla comunità scientifica italiana; infatti, grazie all'impiego delle metodologie di indagine come le neuro immagini tipo la PET (tomografia ad emissione di positroni) o la RMF (risonanza magnetica funzionale), è stato possibile rilevare un disfunzionamento di alcune aree della corteccia del cervello delle persone con dislessia.

L'accordo sulla natura neurobiologica del disturbo e sulla modalità di trasmissione genetica non è tutt'oggi estendibile alla localizzazione precisa delle sedi e delle funzioni responsabili del deficit. L'ampio consenso delle basi neurobiologiche dei DSA ovviamente non esclude il possibile ruolo che possono avere i fattori ambientali nel modulare l'espressione del disturbo nel corso degli anni; ruolo che è stato riconosciuto nella Consensus Conference sui DSA.

Un criterio utile per la definizione di DSA è: "il carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA. È altrettanto importante sottolineare che i fattori biologici interagiscono attivamente nella determinazione della comparsa del disturbo, con i fattori ambientali" (Consensus Conference 2009).

I DSA hanno un carattere evolutivo e si manifestano già nelle prime fasi di apprendimento, quando il bambino viene a contatto con il codice scritto. Generalmente il bambino compie errori caratteristici nella lettura e nella scrittura come la sostituzione di lettere (m/n; V/f; b/d; a/e) oppure l'inversione di lettere e numeri (ad esempio 21/12), ha difficoltà ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come i giorni della settimana, i mesi dell'anno; può fare confusione nei rapporti temporali e spaziali. In certi casi sono riscontrabili anche difficoltà in abilità fino-motorie, nel calcolo, nella capacità di attenzione e concentrazione.

La questione della comorbilità nei e tra i DSA solleva importanti interrogativi sia a livello clinico, per quanto concerne l'inquadramento diagnostico e la progettazione dell'intervento riabilitativo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartiBalu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di didattica e pedagogia dell'inclusione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Manzo Generosa.
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