Che materia stai cercando?

Panoramica approfondita dei disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) Appunti scolastici Premium

Panoramica approfondita e completa dei DSA, dagli aspetti clinici a quelli di ricerca, con particolare riferimento ai test utilizzati per la diagnosi, con la spiegazione di ogni test delle batterie comunemente usate, ad esempio WISC, NEPSY, DDE, BDE, BVSCO2... Utile per chi deve sostenere un esame universitario, scrivere tesi o chi ha necessità di avere informazioni chiare e corrette sui disturbi... Vedi di più

Esame di Disturbi specifici dell'apprendimento docente Prof. C. Cornoldi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

3

DISTURBI SPECIFICI

DELL’APPRENDIMENTO

D ’

ISORDINI CHE IMPEDISCONO L ACQUISIZIONE DI QUELLE COMPETENZE CHE SI

,

APPRENDONO NEI PRIMI ANNI DI SCUOLA NECESSARI AD UN EFFICACE USO

, ,

DELLA LETTURA SCRITTURA E CALCOLO COMPROMETTENDO IL

RAGGIUNGIMENTO DI OBIETTIVI SCOLASTICI MA ANCHE LE ATTIVITÀ DELLA

.

VITA QUOTIDIANA

Appartengono alla famiglia dei disturbi evolutivi specifici

Non acquisiti, Riguardano

ovvero non si perde l’apprendimento di

una capacità ma si quelle competenze che

ha difficoltà si maturano solo se si è

nell’apprenderla. alfabetizzati

Epidemiologia

2,5 – 3,5% in Italia 1 – 2% nel periodo prescolare

5 – 10% nel periodo scolare

fattori:

La rilevazione epidemiologica è influenzata da alcuni

1) FONTE  i registri dei casi conosciuti daranno probabilmente una

sottostima

2) ETA’  I DSA sono legati all’età quindi bisogna far attenzione all’età

del campione di riferimento

3) I dati cambiano a seconda di come il concetto di DSA viene

OPERAZIONALIZZATO  dare più peso alla velocità o correttezza

4 4) LIVELLO SOCIOCULTURALE  più frequenti nello status basso con

un rapporto 24:3

Fattori di rischio

1. Ambiente familiare

Gioca un doppio ruolo di determinante biologico e ambientale.

Da un lato il fattore genetico si somma alla povertà linguistica e alla ridotta

esposizione alla lettura secondarie alla presenza del disturbo in un genitore,

pertanto il b. avrà una probabilità 4 volte maggiore di sviluppare un DSA.

Dall’altro lato, il livello socioculturale basso (soprattutto la scolarità dei

genitori) aumenta la probabilità di un DSA rispetto ad un livello alto.

2. Meccanismi cognitivi

Sul piano dei meccanismi cognitivi coinvolti il maggior potere predittivo

sembrano averlo le competenze fonologiche, seguite da quelle di

denominazione rapida, linguistiche globali e memoria di lavoro.

Questi fattori sembrerebbero pero migliori predittori del livello di accuratezza

nella lettura raggiunto a 8 anni, che non quello di velocità.

3. Ritardo nello sviluppo motorio e del linguaggio

I b. con ritardo nello sviluppo cognitivo e motorio sono piu a rischio

soprattutto quando un familiare soffre gia del disturbo.

Il 30% dei bambini con ritardo nello sviluppo del linguaggio va incontro a

DSA, cosiccome il 30% dei b. con DSL.

Parlatori tardivi = - a 24 mesi hanno un vocabolario inferiore o uguale al 10

percentile E/O

5 - a 30 mesi assenza di linguaggio combinatorio

Eziologia

Innatisti

Difetto genetico - Scopo è identificare l’insieme di

geni alla base del DSA

deficit in uno specifico

circuito cerebrale (modulo) - Usano compiti cognitivi nella ricerca

di disturbi selettivi somministrati ad

conseguenze adulti o bamb che hanno già

comportamentali su abilità sviluppato la disfunzione

dominio specifiche

Empiristi

Fattori ambientali - Scopo è identificare i fattori

ambientali

generico deficit cerebrale

deficit dominio-generali

Neurocostruttivisti

Difetto genetico, specifico o - Scopo è identificare i periodi di

generale a seconda di quanto espressione genetica e l’interazione

precocemente avviene tra questa e i fattori ambientali

l’alterazione dello sviluppo

Interaz dinamica gene-amb - Usano strumenti che siano in grado

di isolare i diversi processi nps,

Alterazione dello sviluppo somministrandoli sia a sogg

neurobiologico pre e patologici (più precocemente

postnatale possibile) che normali anche in

prospettiva longitudinale

6

Manifestazioni sia specifiche

che generali

Disturbo specifico della lettura

(Dislessia)

Dys (mancante) + Lexis (linguaggio, lettura)

Criteri diagnostici

ICD-10

- un punteggio standardizzato di accuratezza e/o comprensione della

lettura 2DS sotto la norma correlata all’età e QI

oppure

- storia di gravi difficoltà nella lettura o punteggi che soddisfano i criteri

per un’età inferiore

- disturbo interferisce nel rendimento scolastico e nella vita di tutti i giorni

- Criteri di esclusione  deficit sensoriali, sindromi neurologiche,

psichiatriche, ritardo mentale

DSM-5

- un punteggio standardizzato di accuratezza, velocità o comprensione

della lettura 2DS sotto la norma correlata all’età e QI

- disturbo interferisce nel rendimento scolastico e nella vita di tutti i giorni

- Criteri di esclusione  deficit sensoriali, sindromi neurologiche,

psichiatriche, ritardo mentale

7

Quadro clinico

1. scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

p-b, u-n, b-q…

2. scarsa discr di grafemi che differiscono per piccoli particolari

m-n, c-e, a-e…

3. scarsa discr di grafemi che corrispondono a fonemi sonori e sordi

t-d, p-b, c-g…

4. difficoltà nella decodifica sequenziale cioè nella lettura da sx a dx e dall’alto verso

il basso: - omissioni di grafemi o sillabe

- inserzioni

- sostituzioni

- inversioni

5. errori di anticipazione

Abilità meta-

Errore metafonologico  quale parola inizia come mela? Il b deve disinteressarsi del

campo semantico, scomporre la parola, concentrarsi sulla prima lettera e ripescare nel

magazzino una parola che inizia uguale.

Oppure, quale parola inizia con l’ultima sillaba di cane?

Errore metalinguistico  spegnuto invece che spento

Treno è una parola lunga o corta? Spesso dicono lunga perche il treno è lungo

Lava è un'unica parola o due parole la-va?

Sottotipi di DE

a. Disdeietica

E’ difficoltosa la rappresentazione di parole nuove o vaiate per un deficit a carico del

sistema visivo

b. Disfonetica

Problema nelle mappe graafema-fonema (più comune)

c. Mista

8

Eziologia

1. Geni e ambiente La componente genetica gioca un ruolo

Studi su gemelli importante.

Casi di familiarità  Si tratta di geni legati alla migrazione dei neuroni

Genetica molecolare durante lo sviluppo cerebrale

Tuttavia l’individuo è il risultato dei suoi geni E dell’ambiente

2. Deficit a carico del sistema magnocellulare

La dislessia è dovuta ad una debolezza del sist. magnocellulare

Coinvolge cellule del sistema visivo e uditivo

con grandi campi recettivi, che pemettono di

- cogliere stimoli periferici

- elaborarne il movimento

Nei soggetti dislessici spesso si ha un deficit di elaborazione di stimoli sia

visivi che uditivi brevi o presentati in rapida successione temporale.

Per es. non discriminano coppie di sillabe dove c’è un rapido

cambiamento della consonante:

“tada”  la sillaba “da” fa da maschera alla sillaba “ta”

3. Deficit generale dell’elaborazione multisensoriale

Prove:

a)I deficit specifici del sistema M non vengono riscontrati in tutti i

dislessici

b)hanno difficoltà anche in compiti non M, cioè dove non c’è modulazione

temporale

9 c)Bambini dislessici sono disturbati anche dalle maschere laterali, cioè

dall’affollamento

4. Deficit dell’attenzione (Facoetti)

Att. spaziale visiva dovrebbe – inibire i segnali distraenti

- rinforzare quelli rilevanti

- in periferia modulare il crowding

I bambini con DE hanno difficoltà in queste azioni (disturbo della

segregazione grafemica e fonemica/sillabica che è indispensabile per imparare

a leggere), infatti un intervento educativo è fornire materiale dove lettere e

righe sono più distanziate (intervento per il disturbo visivo).

Quindi:

UNA LIEVE DISFUNZIONE DEL SISTEMA M, ALTERANDO

L’ATTENZIONE SPAZIALE, POTEBBE DETERMINARE

GRAVI DEFICIT NELL’ELABORAZIONE DEGLI STIMOLI

SENSORIALI (esclusione del rumore dal segnale) SIA UDITIVI

CHE VISIVI.

5. Ipotesi fonologica (Ramus)

Disfunzione dell’area perisilviana sx (probabilente

dovuta ad un disturbo della migrazione neuronale)

Alterazione della corrispond Carenza nelle abilità

grafema-fonema metafonologiche

Difficoltà di lettura

10

6. Ipotesi multifattoriale

Deficit sensoriale – uditivo (disfunzione temporale bilaterale)

e visivo (occipito-parietale bilaterale)

+

Deficit fonologico (temporo-parietale sinistra)

+

Deficit ortografico (disfunzione area della forma visiva della parola)

+

Deficit attentivo (temporo-parietali bilaterali)

+

Deficit di automatizzazione e apprendimento implicito (cervelletto)

 Possono essere compromessi in misura variabile.

Modelli interpretativi della lettura

Teoria del doppio deficit

Deficit fonologici (nella lettura di parole nuove o non parole, con intatta la

capacità di lettura di parole conosciute) + deficit dei processi sottostanti la

denominazione rapida

Modello a due vie di Coltheart

FONOLOGICA LESSICALE

(soprattutto all’inizio) (emerge più tardi)

Riconoscimento della parola scritta

Conversione grafema-fonema (lessico ortografico d’entrata)

Mantenimento in WM dei fonemi Accesso al magazzino semantico

11 per riconoscerne il significato

Recupero dell’etichetta lessicale

Fusione fonemica (lessico fonologico in uscita)

Lettura della parola

Rivisitazione di Giacomo Stella del modello a due vie

Piu adatto alle trasparenti. E 

EL  Elmo

Elettrico

Elefante

ELE  Elettrico

Elefante

ELEF  Elefante

Modello di Uta Frith

L’apprendimento della lettura avviene attraverso 4 fasi:

LOGOGRAFICA  “Coca-Cola”

ALFABETICA  lettura lettera per lettera

ORTOGRAFICA  lettura seriale ma l’unità non è la lettera, ma le sillabe o i

gruppi consonantici o ortografici

LESSICALE

12

La logografica e la lessicale si sviluppano contemporaneamente sia in lettura

che scrittura, l’alfabetica prima in scrittura e l’ortografica prima in lettura.

Circuiti cerebrali della lettura

Regioni posteriori sinistre (temporo-parietali)

SISTEMA ORTOGRAFICO  occipito temporale in un’area detta della

“forma visiva della parola”

Disturbi specifici della scrittura -

Disgrafia

Modelli di scrittura

Heyes e Flower

Nella scrittura spontanea

Interviene innanzitutto la capacità di pianificazione di ciò che il b. vuole

scrivere.

Accesso alla LTM per il recupero lessicale e sintattico e delle conoscenze

di “come si scrive”

Nel dettato Percezione uditiva  discriminazione dei fonemi

Recupero forme ortografiche (lettere, gruppi di lettere, intere parole)

Associazione al grafema corrispondente

Alla fine  scelta del pattern grafo-motorio e movimento

13

Modello di Uta Frith

L’apprendimento della lettura avviene attraverso 4 fasi:

LOGOGRAFICA  “Coca-Cola”

ALFABETICA  lettura lettera per lettera

ORTOGRAFICA  lettura seriale ma l’unità non è la lettera, ma le sillabe o i

gruppi consonantici o ortografici

LESSICALE

La logografica e la lessicale si sviluppano contemporaneamente sia in lettura

che scrittura, l’alfabetica prima in scrittura e l’ortografica prima in lettura.

Modello di Ferriero e Toberosky

1. LIVELLO PRECONVENZIONALE  comincia a capire che c’è un

linguaggio scritto che rappresenta quello orale.

- Non scrive vere e proprie parole ma cerca di emularle

- Il segno grafico ha un rapporto di analogia con quello che rappresenta

2. LIVELLO PRECONVENZIONALE CON TENTATIVI DI ANALISI 

Capisce cosa è leggibile o no e legge stringhe come Coca Cola

3. LIVELLO CONVENZIONALE

- Fase sillabica  un segno = una sillaba

- fase sillabica alfabetica  a volte un segno = una sillaba

altre volte un segno = un fonema

- fase alfabetica

Modello interpretativo della scrittura (Coltheart)

Analisi acustico-fonemica della parola

Procedura indiretta o Procedura diretta o

fonologica lessicale

14 Buffer fonologico Lessico fonologico

d’entrata

Conversione grafema/fonema Sistema semantico

Lessico ortografico d’uscita

Buffer grafemico

Disgrafia

DEFICIT DEI PROCESSI DI REALIZZAZIONE GRAFO-MOTORIA

Criteri diagnostici

ICD-10

- qualità del tratto grafico non leggibile o difficilmente

- mancato rispetto di margini e dimensioni

- criteri di esclusione = dislessia

Quadro clinico

La mano scorre con fatica

 Impugna la penna in modo scorretto

 Procede in salita o discesa

 Pressione troppo forte o debole

 Inversione della direzione del gesto

 Disegna in modo inadeguato all’età

 Scrittura è illeggibile

15 Disortografia

DEFICIT DEI PROCESSI DI CODIFICA FONOLOGICA E COMPETENZA

ORTOGRAFICA

Criteri diagnostici

ICD-10

- Punteggi sotto 2DS a test standardizzati che valutano la compitazione

- Interferisce con scuola e vita quotidiana

- criteri di esclusione = dislessia

Quadro clinico

Confusioni nella traduzione in simboli grafici di fonemi simili (b-p, t-

 d…)

Confusioni tra grafemi simili (p-q…)

 Omissioni (della doppia consonante per es.)

 Metàtesi (sefamoro)

 Migrazioni (foire)

16 Fusioni per es. con l’articolo

 Errori nell’uso dell’h

 Riduzione gruppi consonantici (pato invece che prato)

17 Disturbo del sistema dei numeri e del

calcolo (Discalculia)

DISTURBO DELLE ABILITA’ DI ELABORAZIONE NUMERICA E DEL

CALCOLO DI BASE (C. Temple, 92)

Basi teoriche delle abilità matematiche

Stabilire la relazione tra gli elementi della realtà ha un grande valore adattivo

quindi è ragionevole pensare che sia una facoltà molto antica dell’essere

umano.

Uno dei lavori piu interessanti di Dehaene parte proprio da una domanda

apparentemente semplice: “come facciamo a sapere se un numero è piu

grande o piu piccolo di un altro?”

Nei suoi studi D. ha visto che se chiedeva di indicare il numero piu grande

tra due numeri distanti (come 5 e 17) i soggetti rispondono molto

velocemente, mentre rallentavano se i numeri erano molto vicini tra loro

(5 e 6) e ancor di più quando erano numeri vicini tra di loro e molto

grandi.

Nel 1993 fece un altro studio in cui chiedeva ai sogg se la cifra sullo

schermo era pari o dispari e di indicare la risp con la mano dx o sinistra.

La performance peggiorava quando i numeri erano grandi e bisognava

usare la sx e quando erano piccoli e bisognava usare la dx.

D. concluse che quando vesiamo o ascoltiamo dei numeri il cervello

automaticamente li ordina dal piu piccolo al piu grande in una linea

immaginaria, che dal 4/5 in su diventa più confusa.

18

Dato che sono più vicini in questa linea, indicare per es tra 7 e 9 qual è il

più piccolo implica un’operazione piu fine perche la loro distanza non è

visibilmente evidente.

Siamo dunque dotati di un SENSO DEL NUMERO, una sorta di

accumulatore che ci permette di valutare la quantità, presimbolico e

indipendente dall’istruzione, infatti è presente anche negli animali.

Starkey e Cooper  già a 6 mesi hanno rilevato cambiamenti

comportamentali (per esempio nei movimenti oculari; paradigma di

abituazione-disabituazione) al cambiare della numerosità di stimoli

presentati a cui erano abituati.

Wynn  osservando le espressioni dei neonati ha visto che riuscivano ad

anticipare piccole somme, perché nel caso di manipolazioni errate da parte

dello sperimentatore c’è una violazione delle aspettative.

IL SENSO DEL NUMERO SAREBBE GENETICAMENTE

DETERMINATO E RISIEDEREBBE NEL SOLCO INTRAPARIETALE

BILATERALE.

Sviluppo delle competenze matematiche

1) NUCLEO CENTRALE del numero, permette di compiere

- una rappresentazione delle grandezze

- l’approssimazione

- il subitizing (capacità di distinguere rapidamente piccole quantità)

2) evoluzione di tipo LINGUISTICO

3) una rappresentazione in NUMERI ARABI

19

4) l’ORDINALITA’, seppure acquisita, diventa un secondo nucleo centrale del

numero

Epidemiologia

Alla scuola elementare 5 bambini per classe  difficoltà di calcolo

5/7 b. per classe  diff nella soluzione di problemi

Cioè il 20% della popolazione scolastica

Alla fine della scuola superiore solo il 20% ritiene di aver acquisito buone

competenze matematiche.

Quindi bisogna stare attenti nel far diagnosi, e questo influenza anche i dati

epidemiologici.

Prevalenza discalculia = circa 5/6%

Criteri diagnostici

DSM-4

- un punteggio standardizzato a test per calcolo e numeri

- disturbo interferisce nel rendimento scolastico e nella vita di tutti i giorni

- Criteri di esclusione  deficit sensoriali, sindromi neurologiche,

psichiatriche, ritardo mentale

L’ICD-10 specifica che il punt deve essere 2DS sotto la norma correlata

all’età e QI

20

Quadro clinico

Difficolta di:

CONOSCENZA NUMERICA  - nella transcodifica nei vari codici

- relazioni sbagliate tra le cifre

(non capisce che in 12, 1 è decina e 2 unità)

- difficoltà comprensione dello zero

- riconoscere grandezza num (4<8)

CALCOLO  - errori procedurali

- nel recupero di fatti aritmetici

- non capiscono concetti bi base di particolari operazioni

Sottotipi di DCE Il punto di incontro tra Depura e DEprocedurale

sono ad es le triplette perché impone di usare il

codice di grandezza che è il senso del numero.

a) Consensus Indicatore del fatto che il b ha o no senso del

Conference 2007 numero. Non si tratta cmq di Depura perché non

DC evolutiva pura siamo a livello presimbolico.

non riescono a rappresentarsi

mentalmente le grandezze, falliscono nel subitizing e approssimazione

DC in comorbilità

Deficit meno profondi, in generale è un deficit di automatizzazione

b) Dislessia per le cifre

Difficoltà nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di

comprensione del numero e nel calcolo

DC procedurale

Difficoltà nell’acquisizione delle procedure del calcolo


PAGINE

41

PESO

255.27 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Panoramica approfondita e completa dei DSA, dagli aspetti clinici a quelli di ricerca, con particolare riferimento ai test utilizzati per la diagnosi, con la spiegazione di ogni test delle batterie comunemente usate, ad esempio WISC, NEPSY, DDE, BDE, BVSCO2... Utile per chi deve sostenere un esame universitario, scrivere tesi o chi ha necessità di avere informazioni chiare e corrette sui disturbi (per es. genitori di bambini con diagnosi di DSA).
Viene affrontata la dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, in particolare dei criteri diagnostici, eziologia, epidemiologia, quadro clinico, modelli di lettura scrittura e calcolo, studi scientifici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edoardorosati di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disturbi specifici dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Cornoldi Cesare.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica

Riassunto esame Psicologia dell'attenzione, prof. Stablum, libro consigliato Le funzioni esecutive, Cantagallo, Spitoni, Antonucci
Appunto
Riassunto esame Psicologia dell'attenzione, prof. Stablum, libro consigliato L'attenzione
Appunto
Riassunto esame Psicologia clinica, prof. Ghisi, libro consigliato CBA 2.0: La scala CBA, Cognitive Behavioural Assessment
Appunto
Sunto Psicologia dell'invecchiamento, docente Borella, libro consigliato Manuale di Psicologia dell'Invecchiamento e della Longevità, Erika Borella e Rossana De Beni
Appunto