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Indice

  • Panoramica dei DSA
  • Dislessia
  • Disturbi specifici della scrittura
  • Discalculia
  • Diagnosi dei DSA
  • Approfondimento batteria NEPSY

Panoramica dei DSA

Definizione

I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) sono disordini che impediscono l'acquisizione di quelle competenze che si apprendono nei primi anni di scuola. Questi disturbi compromettono il raggiungimento di obiettivi scolastici e le attività della vita quotidiana.

I DSA appartengono alla famiglia dei disturbi evolutivi specifici non acquisiti, il che significa che non si perde l'apprendimento di una capacità, ma si ha difficoltà a maturare competenze che si sviluppano solo se si è alfabetizzati.

Epidemiologia

La rilevazione epidemiologica è influenzata da alcuni fattori:

  • Fonte: i registri dei casi conosciuti daranno probabilmente una sottostima.
  • Età: i DSA sono legati all’età, quindi bisogna far attenzione all’età del campione di riferimento.
  • I dati cambiano a seconda di come il concetto di DSA viene operazionalizzato, ad esempio dare più peso alla velocità o correttezza.
  • Livello socioculturale: più frequenti nello status basso con un rapporto 24:3.

Fattori di rischio

Ambiente familiare: Gioca un doppio ruolo di determinante biologico e ambientale. Da un lato il fattore genetico si somma alla povertà linguistica e alla ridotta esposizione alla lettura secondarie alla presenza del disturbo in un genitore, pertanto il bambino avrà una probabilità 4 volte maggiore di sviluppare un DSA. Dall’altro lato, il livello socioculturale basso (soprattutto la scolarità dei genitori) aumenta la probabilità di un DSA rispetto ad un livello alto.

Meccanismi cognitivi: Sul piano dei meccanismi cognitivi coinvolti, il maggior potere predittivo sembrano averlo le competenze fonologiche, seguite da quelle di denominazione rapida, linguistiche globali e memoria di lavoro. Questi fattori sembrerebbero però migliori predittori del livello di accuratezza nella lettura raggiunto a 8 anni, che non quello di velocità.

Ritardo nello sviluppo motorio e del linguaggio: I bambini con ritardo nello sviluppo cognitivo e motorio sono più a rischio, soprattutto quando un familiare soffre già del disturbo. Il 30% dei bambini con ritardo nello sviluppo del linguaggio va incontro a DSA, così come il 30% dei bambini con DSL. Parlatori tardivi: a 24 mesi hanno un vocabolario inferiore o uguale al 10 percentile e/o a 30 mesi assenza di linguaggio combinatorio.

Dibattito tra innatisti, empiristi e neurocostruttivisti

Innatisti: Difetto genetico - scopo è identificare l’insieme di geni alla base del DSA. Usano compiti cognitivi nella ricerca di disturbi selettivi somministrati ad adulti o bambini che hanno già sviluppato la disfunzione.

Empiristi: Fattori ambientali - scopo è identificare i fattori ambientali. Utilizzano deficit cerebrali generici e dominio-generali.

Neurocostruttivisti: Difetto genetico, specifico o generale a seconda di quanto precocemente avviene l’alterazione dello sviluppo. Usano strumenti che siano in grado di isolare i diversi processi neuropsicologici, somministrandoli sia a soggetti patologici (più precocemente possibile) che normali anche in prospettiva longitudinale.

Dislessia

Criteri diagnostici (ICD10 e DSM5)

ICD-10: Un punteggio standardizzato di accuratezza e/o comprensione della lettura 2DS sotto la norma correlata all’età e QI oppure storia di gravi difficoltà nella lettura o punteggi che soddisfano i criteri per un’età inferiore. Il disturbo interferisce nel rendimento scolastico e nella vita di tutti i giorni. Criteri di esclusione: deficit sensoriali, sindromi neurologiche, psichiatriche, ritardo mentale.

DSM-5: Un punteggio standardizzato di accuratezza, velocità o comprensione della lettura 2DS sotto la norma correlata all’età e QI. Il disturbo interferisce nel rendimento scolastico e nella vita di tutti i giorni. Criteri di esclusione: deficit sensoriali, sindromi neurologiche, psichiatriche, ritardo mentale.

Quadro clinico e abilità metacognitive

Il quadro clinico della dislessia può includere:

  • Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio (es. p-b, u-n, b-q).
  • Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari (es. m-n, c-e, a-e).
  • Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sonori e sordi (es. t-d, p-b, c-g).
  • Difficoltà nella decodifica sequenziale, cioè nella lettura da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, con omissioni di grafemi o sillabe, inserzioni, sostituzioni, inversioni.
  • Errori di anticipazione.

Le abilità metacognitive includono la capacità di scomporre le parole e concentrarsi su specifiche lettere o sillabe per rispondere correttamente a domande come "quale parola inizia come mela?".

Sottotipi di dislessia

  • Disdeietica: Difficoltà nella rappresentazione di parole nuove o variate per un deficit del sistema visivo.
  • Disfonetica: Problemi nelle mappe grafema-fonema (più comune).
  • Mista: Combinazione delle precedenti.

Ipotesi eziologiche

Le possibili cause della dislessia includono:

  • Geni e ambiente: La componente genetica gioca un ruolo importante. Studi su gemelli e casi di familiarità indicano che si tratta di geni legati alla migrazione dei neuroni durante lo sviluppo cerebrale. Tuttavia, l’individuo è il risultato dei suoi geni e dell’ambiente.
  • Deficit a carico del sistema magnocellulare: La dislessia è dovuta ad una debolezza del sistema magnocellulare, coinvolgente cellule del sistema visivo e uditivo con grandi campi recettivi, che permettono di cogliere stimoli periferici e elaborarne il movimento.
  • Deficit generale dell’elaborazione multisensoriale: I deficit specifici del sistema M non vengono riscontrati in tutti i dislessici. Hanno difficoltà anche in compiti non M, cioè dove non c’è modulazione temporale.
  • Deficit dell’attenzione (Facoetti): L'attenzione spaziale visiva dovrebbe inibire i segnali distraenti, rinforzare quelli rilevanti, e in periferia modulare il crowding. I bambini con DE hanno difficoltà in queste azioni, indicando un disturbo della segregazione grafemica e fonemica/sillabica.

Disturbi specifici della scrittura

Modelli di scrittura

La diagnosi e il quadro clinico dei disturbi specifici della scrittura, come la disgrafia e la disortografia, sono basati su criteri simili a quelli della dislessia, ma centrati sulla scrittura piuttosto che sulla lettura.

Discalculia

Basi teoriche delle abilità matematiche

La discalculia riguarda difficoltà nel senso del numero e nelle competenze matematiche, influenzate da fattori genetici e ambientali. Gli studi scientifici suggeriscono che le abilità matematiche si sviluppano attraverso precise fasi di apprendimento.

Sviluppo delle competenze matematiche

L'apprendimento matematico avviene in tappe successive, a partire dalla comprensione del concetto di numero fino all'acquisizione di abilità più complesse come il calcolo.

Epidemiologia

La discalculia colpisce una percentuale significativa della popolazione scolastica, con varianze a seconda del contesto culturale e delle pratiche diagnostiche.

Criteri diagnostici e quadro clinico

I criteri diagnostici per la discalculia sono simili a quelli per altri DSA, con un focus specifico sulle difficoltà nel calcolo e nella comprensione numerica.

Sottotipi di discalculia

  • Secondo la Consensus Conference: identificate categorie basate sulla natura e gravità del disturbo.
  • Secondo C.Temple: ulteriori suddivisioni basate su aspetti cognitivo-comportamentali.

Eziologia del disturbo

Le cause della discalculia sono complesse e multifattoriali, comprendendo aspetti genetici, ambientali e neurobiologici.

Modelli del sistema dei numeri e calcoli

Vi sono diversi modelli teorici che tentano di spiegare come il cervello processi le informazioni numeriche e di calcolo.

Aspetti emotivi e motivazionali e strumenti per valutarli

L'aspetto emotivo e motivazionale è cruciale nell'apprendimento matematico. Sono disponibili vari strumenti per valutare questi aspetti e migliorare l'approccio educativo.

Diagnosi dei DSA

Valutazione della segnalazione

La diagnosi dei DSA inizia con una valutazione accurata della segnalazione, comprendendo la raccolta anamnestica e la valutazione clinica/neuropsicologica. Strumenti per la valutazione dell’intelligenza includono il WISC 4, le matrici di Raven e il Leiter R. Per le funzioni cognitive, vengono utilizzati test di linguaggio come il PPVT e il PASAT, oltre ad altri strumenti come il Movement ABC e la Visual Motor Integration (VMI).

Valutazione della lettura

Per valutare la lettura, si utilizzano strumenti come il DDE-2, i brani di Cornoldi e Colpo, e prove di comprensione del testo.

Valutazione della scrittura

La valutazione della scrittura può includere l'uso del DDO, BVSCO.2, DDE-2, fluenze grafiche, scala BHK, e scala DGM-POST.

Valutazione del calcolo

Per il calcolo, vengono impiegati strumenti come ACMT, BDE, e ABCA per valutare le competenze matematiche degli studenti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edoardorosati di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disturbi specifici dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Cornoldi Cesare.
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