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02/03/2017

DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

16 MARZO NO LEZIONE!!

TESTI (due, vedi su esse3 - moodle) + MATERIALI DI AULA

Faremo anche due lezioni online su moodle

Fine maggio —> esame scritto

Tratteremo tanti disturbi ma non solo, anche le difficoltà di apprendimento, molto incidenti

nella vita scolastica dei bambini, ma anche i PREREQUISITI necessari per

l’apprendimento. Infatti noi lavoreremo molto sulle METODOLOGIE DI INTERVENTO

piuttosto che sulla diagnosi, essendo educatori.

Gli argomenti saranno molto ampi. Parleremo in generale di tutte le difficoltà di

apprendimento e i correlati come i disturbi emotivi e motivazionali.

Tratteremo non solo i DSA ma anche le DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO, DIFFICOLTA’

COMPORTAMENTALI.. riassumendo quindi tratteremo i BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI!

Queste definizioni in certi casi si sovrappongono e quindi il quadro generale non è molto

chiaro.

Si tratta di analizzare QUALI SARANNO I POSSIBILI INTERVENTI DI AIUTO.

Ne avevamo già parlato in per speciale per alcuni casi e sappiamo benissimo che è

importante valutare la condizione e situazione della persona (intervento personalizzato) e

le risorse che abbiamo a disposizione (umane, conoscenze, materiali, meccanismi..)

quindi torneremo anche qui sul discorso della PERSONALIZZAZIONE. Avevamo parlato di

PEI che sono ormai alla base delle risposte alle persone.

Qui parleremo più di PDP —> PIANI DIDATTICI PERSONALIZZATI.

Una delle prime chiarificazioni è quella relativa alla DIVERSITA’ nel momento in cui si

parla di DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO E DISTURBO DELL’APPRENDIMENTO.

Bisogna comprendere le definizioni.

DISTURBO —> INNATO (c’è una base genetica, una familiarità dietro), RESISTENTE

ALL’INTERVENTO (nonostante la riabilitazione, il bambino venga seguito

e stimolato, si possono vedere miglioramenti ma MAI la guarigione

completa: es. se sono dislessico, rimarrò dislessico tutta la vita; potrò

modificarla, migliorarla, ma lo rimarrò tutta la vita), RESISTENTE

ALL’AUTOMATIZZAZIONE (= imparare a svolgere un’abilità e svolgerla in

modo veloce e senza dispendio di energie -tipo guidare la macchina-, fa

riferimento quindi ad abilità non particolarmente complesse anzi semplici e

diventa una risposta veloce e corretta a certe abilità che non impegnano

risorse cognitive. Es: la lettura strumentale è la semplice lettura di

riconoscimento di parole.)

DIFFICOLTA’ —> NON INNATA (può quindi essere scatenata da una deprivazione agli

stimoli, un rallentamento dell’acquisizione di certe abilità),

MODIFICABILE CON INTERVENTI MIRATI (attraverso la stimolazione e

la riabilitazione può superarle e modificare in meglio le sue attitudini) e

quindi il ragazzino con difficoltà con gli stimoli giusti e la giusta didattica

può automatizzare certe abilità.

LA DIFFICOLTÀ è una QUASIASI GENERICA DIFFICOLTA’ INCONTRATA DALLO

STUDENTE IN AMBITO SCOLASTICO.

—> CAUSE POSSIBILI di difficoltà:

• CONDIZIONI DI DISABILITA’ (tipo bambino non ci vede bene alla lavagna, all’inizio può

sembrare una difficoltà che poi si rivela risolvibile tipo con gli occhiali o spostando il

bambino in prima fila)

• SVANTAGGIO SOCIO-CULTURALE (difficoltà collegate a mancanze dei primi anni di

vita)

• DEPRIVAZIONI STIMOLI COGNITIVI

• DEPRIVAZIONI AFFETTIVE-MOTIVAZIONALI (per esempio si nota molto nei casi di

bambini adottati, essa può addirittura bloccare la crescita

• SVANTAGGIO LEGATO ALLA CONDIZIONE DI IMMIGRAZIONE (conoscenza della

lingua ed altro)

• ESPERIENZE TRAUMATICHE (traumi subiti come bambini che magari perdono madre

e quindi si rifiutano di parlare perché il trauma lo porta ad un blocco psicologico così

grave da impedirgli di utilizzare la parola, per esempio ).

L’INCIDENZA nella popolazione scolastica è MOLTO ALTA: 25/30% —> in una classe

almeno 4/5 con difficoltà quindi, soprattutto in matematica (20%). Nella lettura e nella

scrittura meno invece (10%).

Per quanto riguarda il DISTURBO invece è qualcosa, un deficit MOLTO SEVERO,

persistente. Non c’è automatizzazione.

Può riguardare la difficoltà nell’apprendimento e utilizzo della lettura (DISLESSIA disturbo

specifico di lettura, incidenza nella popolazione scolastica pari al 3,1%, in ogni classe

possiamo trovare quindi 1 o 2 bambini dislessici), difficoltà nella scrittura

(DISORTOGRAFIA, disturbo specifico che riguarda i processi di cifratura (di natura

linguistica), quindi incapacità di acquisire le regole morfo-sintattiche, nonostante gli

insegnamenti ripetuti, che si usano in una lingua per esempio l’uso dell’H nei verbi ecc. e

DISGRAFIA, disturbo specifico che riguarda i processi di realizzazione grafica (di natura

motoria), è quando vi è una scrittura malformata e incomprensibile da leggere talvolta

anche a lui stesso), difficoltà nella matematica (DISCALCULIA, disturbo che riguarda i

processi di cognizione numerica e delle procedure esecutive e di calcolo, incapacità di

solito ad automatizzare le abilità di base che usiamo nella matematica come calcoli

mentali velocemente, le tabelline ecc, cose che ci servono per i calcoli quotidiani; il

discalculico non è che non fa, ma ci mette molto tempo).

—> Tutto ciò può infierire anche in altre abilità.

Vi è poi la difficoltà di comprensione del testo che oggi vede un dibattito aperto (esiste o

no il DS di comprensione del testo? —> è un disturbo specifico o più generale?)

Il DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO si presenta come un disturbo

scolastico che può collegarsi con altri DISORDINI DELLO SVILUPPO, che ha quindi vasi

nel DISTURBO DEL LINGUAGGIO, MOTRICITA’ (parleremo del DISTURBO DELLA

COORDINAZIONE MOTORIA), APPRENDIMENTO DSA (espressione scritta, dislessia,

disortografia, disgrafia, discalculia, disturbo di comprensione del testo), ABILITA’

COGNITIVE: memoria, attenzione (come l’ADHD Attention Deficit Hyperactivity Disorder -

Sindrome da deficit di attenzione e iperattività o la SNV Sindrome Non Verbale, difficoltà

nelle abilità non verbali come capacità di coordinamento oculo-manuale, motorio, capacità

di gestione dello spazio per esempio della pagina del quaderno ecc).

Fino a qualche anno fa le conoscenze erano poche e diversificate tra di loro quindi

psicologi e neuropsicologi di fronte a dislessici elaboravano e interpretavano il disturbo in

modo diversi a seconda del loro modello interpretativo di base.

Secondo le ricerche attualmente più accreditate i DSA sono di origine NEUROBIOLOGICA

(non ambientale).

Negli anni 2000 nasce l’esigenza di CONCORDARE delle LINEE GUIDA e quindi degli

strumenti comuni di individuazione e definizione dei DSA, e dei criteri diagnostici in modo

da dare le pari opportunità ai bambini di tutta Italia di avere diagnosi condivise e comuni.

La risposta si è data attraverso la CONSENSUS CONFERENCE in ambito sanitario, uno

STRUMENTO CHE PERMETTE, ATTRAVERSO RIUNIONI COMUNI E ACCORDI PRESI

TRA SPECIALISTI, DI CHIARIRE ALCUNI PASSAGGI E INFORMAZIONI SU QUESTO

TEMA. La Consensus Conference a cui ci riferiamo è quella del 6-7 dicembre 2010,

promossa per chiarire le definizioni, i criteri diagnostici ed eziologici, le procedure e gli

strumenti dell’indagine diagnostica, i segni precoci, il corso evolutivo e la progonosi,

l’epidemiologia e la comorbilità (compresenza di più disturbi contemporaneamente), i

trattamenti riabilitativi e quali possono essere gli strumenti compensativi che possono

essere d’aiuto.

La principale caratteristica della DSA è la SPECIFICITA’ ovvero un DISTURBO che

interessa uno SPECIFICO DOMINIO DI ABILITA’ IN MODO SIGNIFICATIVO MA

CIRCOSCRITTO, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale (non ha a che

fare con il funzionamento intellettivo che dev’essere nella norma).

Il principale criterio per stabilire la diagnosi di DSA si basa sul concetto di DISCREPANZA

tra l’abilità del dominio specifico interessato (che è fortemente deficitario) e l’intelligenza

generale (adeguata per l’età cronologica).

Da questo concetto di discrepanza derivano alcune implicazioni sul piano diagnostico:

1) necessità di usare test standardizzati sia per misurare l’intelligenza generale che

l’abilità specifica, le cose più utilizzate solo le classiche prove di lettura che verificano

la velocità e la correttezza in certi casi, la comprensione in altri;

2) necessità di escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero influenzare i

risultati dei test (escludere tutti gli aspetti che potrebbero duplicare la difficoltà).

Quindi dev’esserci un’intelligenza nella MEDIA —> problema del LIVELLO INTELLETTIVO

che non dev’essere inferiore a -1ds (=85). In genere infatti l’intelligenza media sta attorno

al punteggio 100 mentre al di sotto dell’85 viene considerato ritardo mentale (se sopra il

100 meglio per lui). Avere per esempio 87 è bassino rispetto alla media ma non

abbastanza basso per considerarlo ritardo mentale quindi la diagnosi potrà portare magari

poi a DSA. La compromissione dell’abilità specifica deve essere significativa cioè inferiore

a -2ds dai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata qualora non coincida con

l’età del bambino.

Altri criteri utili per la definizione dei DSA sono:

A) il CARATTERE EVOLUTIVO di questi disturbi,

B) la DIVERSITA’ ESPRESSIVA del disturbo nelle diverse FASI EVOLUTIVE dell’abilità in

questione,

C) a quasi costante associazione ad atri disturbi (COMORBIDITA’),

Questo determina la mancata ETEROGENEITA’ dei profili funzionali e di ESPRESSIVITÀ

con cui i DSA si manifestano e che comporta significative ricadute sul versante

dell’indagine diagnostica.

D) il carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA

(importante sottolineare che i fattori biologici interagiscono attivamente nella

determinazione della comparsa del disturbo, con i fattori ambientali),

E) il disturbo specifico deve comportare un impatto significativo e negativo per

l’adattamento scolastico e/o per le attività della vita quotidiana.

Per quanto riguarda la DIAGNOSI —> importante avere diagnosi precoce per perdere in

carico il bambino il prima possibile! L’età ideale è intorno ai 7 anni, secondo la Consensus

Conference, dal momento che quest’età coincide con il completamente del ciclo

dell’istruzione formale del codice scritto (fine 2^ elementare perché tutti i bambini hanno un

buon livello di lettura, passano da una lettura di tipo fonologico, lettera per lettera, ad una

lettura lessicale, quindi riconoscono le parole anche se le lettere sono messe in modo

errato —> ESEMPIO: Socdno una riccrea dlel’Unvrsetiià di Carbmdgie l’oidrne dlele lertete

all’iternno di una praloa non ha imprtzaona a ptato che la pimra e l’ulimta saino nllea gusita

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poblremi. Ciò è dovuto al ftato che il nstoro celverlo non lgege ongi sigonla leterta ma tiene in

Icnrebidile he?).

cosinaderzione la prolaa nel suo inesime.

Per quanto riguarda la DISGRAFIA (fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali,

della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione) e

la DISORTOGRAFIA (riguarda l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto

tale) anche qui attorno ai 7-8 anni.

Per quanto riguarda il CALCOLO, la più recente letteratura sul Disturbo del Calcolo

distingue nella DISCALCULIA profili connotati da debolezza della strutturazione cognitiva

delle componenti di cognizione numerica (cioè intelligenza numerica basale) ed altri che

coinvolgono procedure esecutive ed il calcolo. In questo caso la diagnosi avviene a 8 anni,

a fine 3^ elementare. I parametri per verificare le abilità sono la VELOCITA’ e la

CORRETTEZZA. Viene fatta sulle procedure esecutive e di calcolo.

Si esclude dalla diagnosi la difficoltà di SOLUZIONE DEI PROBLEMI MATEMATICI.

La discalculia evolutiva viene valutata su TRE MECCANISMI DI BASE:

1) meccanismi semantici (regolano la comprensione della quantità 5=*****),

2) meccanismi lessicali (regolano il nome del numero, 1 - 11),

3) meccanismi sintattici (grammatica interna = valore posizionale delle cifre, 25=2 decide

e 5 unità)

CORSO EVOLUTIVO E PROGNOSI

L’evoluzione dei diversi tipi di prognosi può essere differente ai diversi livelli considerati ed

influenzati da fattori diversi quali:

- la gravità iniziale del DSA

- La tempestività e adeguatezza degli interventi

- il livello cognitivo e metacognitivo

- l’estensione delle compromissioni neuropsicologiche

- l’associazione di difficoltà nelle tre aree (lettura, scrittura, calcolo)

- la presenza di comorbilità psichiatrica

- il supporto ambientale

STIMA EPIDEMIOLOGICA: ad oggi si stima ce tra la 3a e la 5a classe primaria e la 3a

classe della secondaria di primo grado, il valore medio della prevalenza dei DSA vari dal 3

al 4%. Questo range può dipendere dall’età in cui viene effettuata la diagnosi e dal tipo di

strumenti utilizzati per la diagnosi.

IL PROBLEMA DELLA COMORBIDITA’: La dislessia si presenta nel 65% dei casi anche

con la disortogtafia, 43% con la disgrafia e 44% con la discalculia.

La pratica [didattica (—> abilitare e compensare, trovare delle strategie di aiuto)

e clinica (—> abilitare al meglio la funzione deficitaria)] evidenzia un’alta presenza di

comorbilità sia fra i disturbi specifici dell’apprendimento sia con altre condizioni cliniche

quali disprassie, disturbi del comportamento e dell’umore, ADHD, disturbi d’ansia ecc.

I PROFILI DEI DSA più caratteristici sono due:

AREA LINGUISTICA —> manipolazione consapevole del linguaggio (fonologia,

metafonologia, morfosintassi, semantica), esecuzione rapida di compiti sequenziali,

recupero rapido di info verbali della memoria, compiti che richiedono MBT e ML;

AREA PRASSICA SPAZIALE —> difficoltà attentive e di pianificazione (distratti,

confusionari), organizzazione spazio/tempo (disordinati), organizzazione vita quotidiana

(lenti).

06/03/2017

NORMATIVA ITALIANA

La legge 104 del 92 regola le disabilità, come sappiamo. In base a ciò i bambini hanno

diritto a ricevere una DIDATTICA DIFFERENZIATA/ADATTATA e, se in caso, un

INSEGNANTE DI SOSTEGNO.

Il panorama negli ultimi 15 anni è cambiato, però, in Italia.

Nel 2010 è uscita una legge: La legge 170/2010 che va anormale i diritti dei soggetti che

ricevono diagnosi di DSA differenziandola da una diagnosi di altro tipo di disabilità perché

si lavora solo nell’ambito DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO. Il ragazzino non riceve

più l’insegnante di sostegno, inoltre, perché il diritto è quello di ricevere una DIDATTICA

PERSONALIZZATA IN FUNZIONE DELLE SUE DIFFICOLTA’. Dal punti di vista scolastico

quindi è l’insegnante di classe che deve attivarsi con un PIANO DIDATTICO

PERSONALIZZATO PER GARANTIRE L’APPRENDIMENTO DEL RAGAZZINO CON

DSA.

Il DECRETO del 12 luglio 2011 con le Linee Guida ci danno moltissime indicazione sulle

aspettative della risposta che bisogna dare a tutti i livelli, dalla scuola dell’infanzia

all’università, anche al mondo del lavoro. Attraverso questa legge si va a NORMARE

TUTTA LA VITA DI UNA PERSONA quindi.

Ci sono anche bene altri tipi di difficoltà che rendono difficile l’adattamento e

l’apprendimento del bambino, quindi a livello ministeriale è uscito un DECRETO SUI BES

(Bisogni Educativi Speciali) CON DELLE LINEE GUIDA che ci dice che nelle classi ci sono

molte altre difficoltà oltre ai DSA.

LEGGE 8 OTTOBRE 2010 n. 170

Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.

Serve per garantire diritti ai ragazzi con queste problematiche.

ART.1: riconoscimento e definizione di dislessia, disgragia, disortografia e discalculia

come disturbi specifici dell’apprendimento, denominati DSA, che si manifestano in

presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit

sensoriali, ma possono costituire una limitazione e difficoltà importanti per alcune attività

della vita quotidiana. Se noi non funzioniamo bene la nostra vita viene limitata, a questo

livello quindi rappresenta una disabilità.

ART. 2: le finalità della legge sono garantire diritti all’istruzione perché sono bambini a

rischio di chiudere prima i contatti con la scuola. I bambini con difficoltà scolastica sono tra

quelli che in più alta percentuale abbandonano la scuola, talvolta anche prima della 3^

media; favorirne il successo scolastico attraverso misure di supporto e preparazione

adeguata del personale; ridurre i disagi relazioni ed emozionali, il bambino più ci tiene a

far bene a scuola e meno riesce, è un bambino a forte rischio di disagio emozionale;

adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti;

preparare gli insegnanti e sensibilizzare i genitori nei confronti delle problematiche legate

ai DSA; favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi; incrementare la

comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso

di istruzione e formazione; assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in

ambito sociale e professionale.

ART. 3: parla di diagnosi. E&rs

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fedlou di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disturbi specifici dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Bortolotti Elena.
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