Estratto del documento

Storia delle dottrine politiche

  • Esponi le ragioni del contrasto tra Socrate e i sofisti
  • In che senso la società teorizzata da Platone nella Repubblica è definibile “chiusa”?
  • Distribuzione delle terre, demografia e valutazione morale della ricchezza in Platone
  • Le forme di governo in Aristotele
  • Come si articola la gerarchia tra legge divina, legge naturale e legge umana nel pensiero di Tommaso d’Aquino?
  • Spiegare in che senso lo Stato è una “(1) invenzione (2) moderna ed (3) europea”
  • Definizione di Stato secondo Weber
  • Il dibattito sulla “data di nascita” dello Stato moderno
  • Machiavelli e il cristianesimo
  • “Realismo politico” e “pessimismo antropologico” nel Principe di Machiavelli
  • L’interpretazione “repubblicana” di Machiavelli
  • Lutero e Calvino: obbedienza al potere e diritto di resistenza
  • La sovranità nel pensiero di Bodin
  • Althusius come un’alternativa radicale all’assolutismo moderno
  • Illustra le caratteristiche principali del genere letterario utopico nell’Utopia
  • La proprietà privata di More
  • Analogie tra la Repubblica di Platone e La Città del Sole di Campanella
  • In che senso le società utopiche possono dirsi “chiuse”?
  • Dimensione pedagogica e società utopiche e/o distopiche
  • La laicizzazione del diritto naturale nell’età moderna
  • Natura umana e utilitarismo in Hobbes
  • Come si esce dallo stato di natura secondo Hobbes
  • Legge e libertà nel pensiero politico di Hobbes
  • Locke e l’acquisizione originaria della proprietà
  • La nascita della società politica in Locke
  • In che senso, secondo Locke, i diritti naturali sono antecedenti alla società civile?
  • Aspetti simbolici e implicazioni politiche della definizione di “Illuminismo” di Kant
  • Protagonisti e temi principali dell’Illuminismo francese
  • Montesquieu: la separazione dei poteri
  • Tipizzazione delle forme di governo in Montesquieu
  • L’Illuminismo scozzese
  • Che cosa si intende per Terzo Stato?
  • Rousseau e il Discorso sulla scienza e sulle arti
  • La nascita della proprietà secondo Rousseau
  • Rousseau e la “volontà generale”
  • In che senso Rousseau è un pensatore “organicista”?
  • “Uguaglianza” e “libertà” in Rousseau?
  • Religiosità e valori civili nelle colonie americane
  • Ragioni politiche, fiscali e commerciali della Rivoluzione americana
  • Ricostruisci il dibattito tra Federalisti e Antifederalisti
  • Illustra i principi della Costituzione americana
  • La Rivoluzione industriale inglese e la produzione?
  • Morale ed economia politica secondo Adam Smith
  • Adam Smith e la cooperazione nel mercato
  • Quali sono i compiti legittimi dello Stato secondo Adam Smith?
  • Madame de Staël critica della Rivoluzione Francese
  • Constant e il “potere neutro”
  • Constant e la libertà degli “antichi” e dei “moderni”
  • Libertà e uguaglianza nel pensiero di Tocqueville
  • L’utilitarismo di J.S. Mill e quello di J. Bentham
  • Progresso ed evoluzionismo in Spencer
  • La razionalità dello Stato secondo Hegel
  • Marx e la dialettica hegeliana
  • “Struttura” e “sovrastruttura” nel pensiero di Marx
  • Il plusvalore
  • Il problema dello Stato in Marx
  • La revisione del marxismo da Bernstein in poi
  • Il nazionalismo come fenomeno tipicamente moderno
  • Nazionalismo, lingua e cultura in Herder e Fichte
  • Centralismo e nazionalismo nel processo di unificazione italiana
  • Il nazionalismo liberale di Renan
  • Stato e individuo nella dottrina fascista elaborata da Gentile
  • Stato e “razza” nella dottrina nazionalsocialista
  • Mosca: “formula politica” ed elitismo
  • Pareto e la “circolazione delle élites”
  • Weber e la spiegazione “culturale” sulla nascita del capitalismo
  • Schmitt: “stato di eccezione” e “decisione sovrana”
  • Che cos’è l’“individualismo metodologico”?
  • Il contributo di Mises al dibattito sul “calcolo economico”
  • Concorrenza e conoscenza secondo Hayek
  • “Ordine spontaneo” e Scuola austriaca di economia
  • Di che cosa si occupa la Public Choice?
  • Il sistema morale di Rawls, “giusto” e “bene”
  • Il velo d’ignoranza e la giustizia
  • Esponi e commenta i “principi di giustizia” formulati da Rawls
  • Rothbard e il monopolio
  • Nascita dello Stato minimo per Nozick
  • Nozick critico della teoria della giustizia di Rawls

Risposte domande dottrine

1. Esponi le ragioni del contrasto tra Socrate e i sofisti

I sofisti erano coloro che avevano viaggiato e conoscevano, essi cercavano all’interno dei dibattiti di convincere la gente che loro avevano ragione e che stessero dicendo la verità, ma una verità che faceva solo comodo a loro.

Socrate era in contrasto con loro in quanto credeva che l’uomo doveva essere a conoscenza della sua ignoranza, sapere di non sapere toglie quell’arroganza intellettuale che si è creata nell’uomo che crede di poter sovrastare anche la natura, essa induce a commettere errori nel ragionamento.

2. In che senso la società di Platone nella Repubblica, può dirsi chiusa?

Si potrebbe definire chiusa in quanto il filosofo ateniese la immagina come una società che non tende ad espandersi ma anzi è limitata sia sotto il profilo geografico sia sotto quello demografico.

Per lui una polis troppo aperta all’espansione e al mondo esterno, è di sicuro soggetta alla degenerazione, per lui va perseguito un equilibrio e ciò va ricercato negli abitanti della città, ecco perché donne e bambini sono in comune, per cercare di accoppiare al meglio uomini e donne e far crescere una razza forte.

3. Distribuzione delle terre, demografia e ricchezza morale secondo Platone

Nelle Leggi Platone raccomanda che le terre siano divise in modo equo tra i cittadini, 5040 proprietari terrieri con un lotto di terra e una casa ciascuno, che il padre di famiglia dovrà lasciare ad un unico erede maschio e affidare gli altri figli maschi ai cittadini che non ne avevano avuti per preservare il numero dei nuclei familiari nel tempo.

È vietato il possesso di qualsiasi reddito ecceda il massimo consentito, il tutto va consegnato alle autorità.

4. Le forme di governo in Aristotele

Aristotele fu il primo a dare nomi alle prime forme di governo in base a quante persone partecipavano alle funzioni del governo:

  • Monarchia: se comanda uno solo e fa gli interessi di tutti i cittadini
  • Tirannia: se comanda uno solo e fa solo il proprio interesse
  • Aristocrazia: governo di pochi che fa il bene comune
  • Oligarchia: governo di pochi che fa solo i propri interessi
  • Politìa: dove a governare è l’insieme della polis, esiste quindi un autogoverno
  • Democrazia: dove governano in molti ma fanno il bene solo di una certa fazione

Per lui le forme degenerate sono quelle in cui chi comanda persegue il suo interesse privato, le forme buone sono quelle in cui chi detiene il potere persegue il giusto.

5. Come si articola la gerarchia tra legge divina, legge naturale e legge umana in Tommaso d’Aquino

In Tommaso le tre fonti si fondono in un disegno nel quale l’uomo vi partecipa per la sua salvezza.

La prima fonte di giustizia è la ragione divina che dà luogo alla legge divina e guida l’uomo verso la beatitudine eterna.

La seconda fonte è la legge di natura, conoscibile per mezzo della ragione e fondata sui principi universali comuni a tutti gli uomini.

La terza fonte è la legge umana che si basa sulla legge divina e sulla legge naturale.

6. Spiegare in che senso lo Stato è una invenzione, moderna ed europea

Lo Stato viene inteso come un’invenzione in quanto non fu scoperto ma fu un’opera artificiale della ragione umana che fu progettato e congegnato.

Si dice moderno in quanto nasce nell’età moderna tra il 400 e il 500 e prima di esso non vi sono altri tipi di Stati magari antichi, ma lui è il primo.

Europeo in quanto nacque in quegli anni in Europa e poi si espanse nel resto del mondo.

7. Lo Stato secondo Weber

Secondo Weber lo Stato nasce nel momento in cui la popolazione viene disarmata e viene armata solo un’unica unità di comando. Forza e monopolio diventano quindi importanti per poter parlare di Stato.

La sua nascita è dovuta quindi al tentativo di pacificazione. Lo Stato per Weber è un’impresa cioè un gruppo politico che agisce con continuità per arrivare a uno scopo istituzionale.

8. Il dibattito sulla data di nascita dello Stato moderno

Sappiamo con precisione dove è nato lo Stato ma la sua età risulta piuttosto indefinita, la discussione e il dissenso tra gli storici sulla precisa datazione non sembrano destinati a placarsi.

Alcuni reputano che la nascita dello Stato deve essere collocata in un periodo che va tra il 1400 e il 1500, ossia con la nascita delle prime monarchie assolute, altri studiosi giudicano le monarchie non ancora interamente sovrane perché la produzione del diritto è ancora frammentata.

La forma completamente statuale sorgerebbe quindi solo alla fine dell’età delle rivoluzioni con la rivoluzione giuridica rappresentata dalla riorganizzazione napoleonica.

Non sono pochi coloro che vorrebbero anticipare non di poco la nascita dello Stato, a avviso di Fioravanti lo Stato avrebbe una sorta di preistoria medievale di natura non sovrana ma non per questo meno statuale, l’esistenza di un preciso rapporto di governo fra signori e territorio, pur in assenza di monopolio, spinge Fioravanti a credere che già nel medioevo vi sia qualche forma di governo territoriale in assenza di sovranità.

Gianfranco Miglio indicava nel periodo 1250-1350 il grande secolo in cui si forma lo Stato.

In realtà il 500, periodo intermedio fra le varie datazioni, rimane il secolo su cui si concentrano le indagini sul decollo dell’idea e delle pratiche statali.

D’Addario scorge l’origine dello Stato nei principati assoluti ed in particolare in quello toscano del 1300-1400. Le evoluzioni dei governi monarchici sotto i Medici sarebbe un caso esemplare di costruzione statuale, in effetti tutto il processo di costruzione dello Stato europeo ruota intorno alla figura del principe, simbolo di potere unico centrale ed esclusivo, nella quale si colloca la sovranità.

9. Machiavelli e il cristianesimo

Machiavelli segnò il passaggio all’età moderna, fu il primo scienziato politico.

Per lui la religione cristiana ha provocato una cesura profonda nella storia portando debolezza e ozio dove c’era virtù e grandezza.

Si spinse oltre la laicità, le sue critiche al cristianesimo si basavano sul fatto che la religione fosse incapace di esaltare le virtù guerresche delle popolazioni.

10. Realismo politico e pessimismo antropologico nel Principe

Machiavelli è alla ricerca del realismo politico, ovvero della verità delle cose, di ciò che è e non di come dovrebbe essere.

Esso si accompagna a un pessimismo antropologico dove si chiede se al Principe convenga essere amato o temuto.

Per egli conviene molto di più essere temuto perché gli uomini sono più portati ad offendere chi amano piuttosto che chi temono e il Principe al potere non deve essere offeso ma deve esser temuto per poter preservare il potere nelle sue mani.

11. L’interpretazione repubblicana di Machiavelli

Il Principe non vuole essere un manuale per tiranni ma anzi Foscolo gli dà una definizione repubblicana.

Il Principe sarebbe in realtà un libretto di matrice repubblicana, un tentativo di smascherare i tiranni esponendone i metodi.

12. Lutero e Calvino: obbedienza al potere e al diritto di resistenza

Lutero ha fiducia nel potere politico, egli infatti è contrario alle proteste dei contadini in quanto esse vanno contro il Vangelo che dice di condividere i beni, non di desiderare quelli degli altri, per lui la fede è la via maestra, diede vita alla riforma del cristianesimo.

La sua riforma arriva fino in Francia con Calvino. Per lui vi è una cerchia di predestinati ma l’uomo non sa se è parte di questa cerchia.

Per lui fede e potere politico devono correre insieme. Opporre resistenza alle autorità significherebbe opporsi a Dio, il cittadino deve quindi vivere la sua vita e non fare vita politica, solo i magistrati più bassi possono opporsi a quelli maggiori.

13. La sovranità nel pensiero di Bodin

Jean Bodin è il vero inventore della sovranità.

Per lui la forma divina del re iniziava a perdere terreno e serviva una figura in cui consolidare il potere ma che fosse puramente terrena e non divina.

Con lui si inizia a pensare che lo Stato debba integrarsi con la politica e deve essere giusto, ovvero amministrato secondo giustizia.

Questo governo giusto si esercita con potere sovrano su diverse famiglie e su tutto ciò che hanno in comune.

Lo Stato poggia sulla sovranità, essa sta nel trono e nella corona e non nella persona in quanto è una funzione che non muore mai, essa diventa un meccanismo che promette pace in cambio di obbedienza.

Per Bodin la monarchia appare un regime in sintonia con la sovranità, in quanto il potere del re non è assoluto ma limitato dalla legge di natura.

14. Althusius come alternativa all’assolutismo moderno

La sua opera La politica esposta con metodo, può essere considerata come una testimonianza di Europa che poteva essere ma che non fu.

Per lui il mondo non è fatto di governanti e governati ma pensa che la società umana e lo Stato sono praticamente indistinguibili, essi nascono assieme per esigenze e finalità richiesta dalla comunità umana.

L’altro concetto per lui è il patto che fa mettere in comune agli uomini tutto ciò che serve per la vita associata.

Il potere sovrano non deve essere al di fuori della società e sopra di essa, ma lo Stato è costruito attraverso la complessa relazione tra uomini e comunità, ossia lo Stato è il risultato dell’incontro di molti poteri: cittadini, regionali, corporativi.

Il suo tipo di regime è composto da un magistrato supremo e altri al di sotto che sono eletti a sorte.

Questi sono garanti del patto e del comportamento del magistrato supremo, il popolo non abbandona i propri diritti anzi essi possono resistere.

15. Illustra le caratteristiche principali del genere letterario utopico

Il primo a usare questo termine fu Thomas More in una sua opera chiamata Utopia, essa vuol dire “non luogo” ossia un posto che non c’è nella realtà.

Per Utopia si intende qualcosa di quasi impossibile da realizzare o irrealizzabile.

Tutti gli scrittori utopici vanno alla ricerca della forma di governo perfetta, molti scrivono parlando di città in cui la vita è felice nessuno sovrasta un altro e tutta la comunità è in pace.

16. La proprietà privata nell’utopia di More

More nel suo primo libro parla dei mali dell’Inghilterra, questi mali derivano dal libero commercio e dal desiderio di guadagno.

Il vero problema sta nella proprietà privata, essa crea disaccordi e mancanza di giustizia.

Per gli utopiani, lo Stato deve essere regolato così bene e così da poche leggi che vi è onorato il merito e anche l’uguaglianza è stabilita in modo che ognuno abbia in abbondanza di ogni cosa.

17. Analogie tra la Repubblica di Platone e La città del sole di Campanella

Il filosofo calabrese ne riprende la struttura immaginando una comunità politica modellata sui principi dell’animo umano.

La città è governata da un principe sacerdote. Anche qui la proprietà privata è il nemico. Donne e bambini sono in comune come i beni.

La crescita economica va evitata per evitare differenze e scontri sociali.

18. Società utopiche chiuse

La comunità utopica è totalitaria e pianifica nei minimi dettagli, gli spazi di libertà sono minimi o inesistenti.

Anche i nomi propri non esistono, i cittadini sono grigi automi incapaci di scegliere.

19. Dimensione pedagogica e società utopiche e distopiche

La pedagogia diventa fondamentale, i cittadini devono essere plasmati e rieducati alla vita comunitaria, senza possibilità di contestazione.

L’uguaglianza è il bene da proteggere.

Nel novecento nascono le società distopiche, ovvero quelle società che ambiscono a svelare il lato oscuro della costruzione utopica.

20. La laicizzazione del diritto naturale in età moderna

La laicizzazione inizia con Grozio, le azioni che la ragione ci suggerisce di fare sono obbligatorie, con o senza Dio.

Il fondamento non è più la natura, il creato, ma la natura umana.

21. Natura umana e utilitarismo in Hobbes

Hobbes vuole dimostrare che i tornaconti personali vincono su ogni altra considerazione.

L’uomo può mettere freno ai propri appetiti in vista di un’utilità maggiore in futuro.

L’utilità individuale è ciò che fa sorgere lo Stato, l’abbandono dello stato di natura è la massima aspirazione di ogni singolo uomo dotato di ragionevolezza.

L’orrore che si prova dinnanzi all’anarchia naturale, nel quale gli uomini avrebbero sempre un coltello puntato alla gola del prossimo, ci deve far accettare qualunque Leviatano per preservare la vita e la pace.

22. Come si esce dallo stato di natura secondo Hobbes

Per prima cosa secondo Hobbes l’uomo deve imparare a fare come il suo creatore, egli ha creato l’uomo per la salvezza così l’uo

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Simone1258 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bassani Luigi Marco.
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