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Storia delle relazioni internazionali 4/5/6 marzo 2019

Le conseguenze del disarmo della Germania

Il disarmo imposto dalle quattro potenze alla Germania comporta anche delle conseguenze economiche. Alla Germania era vietato avere un sistema di leva ed uno Stato Maggiore Generale, a cui è stata attribuita la colpa della gestione della prima guerra mondiale.

La rivalità anglo-tedesca, con la sfida dei controlli dei mari, fu una causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Nei vertici delle forze armate prussiane, si vedeva la colpa di questo disastro e dopo Versailles furono “decapitati”. Le si concedeva solo di avere un piccolo corpo di militari per mantenere l’ordine interno. In certi territori inoltre, vi era il divieto di costruire edifici di tipo militare, soprattutto nella Renania che si trova al confine con la Francia.

La “pace” fu quindi per la Francia, garantirsi un minimo di sicurezza; per la Germania fu una punizione non accettata dai tedeschi. La Germania si comportò infatti come gli altri paesi e rivendicava la sua posizione a livello internazionale.

La mobilitazione dell'Italia e il patto di Londra

L’Italia si mobilitò per ottenere dei nuovi territori secondo il principio di autodeterminazione dei popoli. Ad ogni modo ci sono alcuni territori che non appartenevano all’Italia, nemmeno secondo questo criterio. È il caso del Tirolo, che ha basi culturali ed etniche tedesche. La giustificazione per ottenerli fu che in origine quel territorio era popolato da italiani; un’altra ragione furono le frontiere naturali: ciò che era prima dell’arco alpino doveva essere reso italiano.

Questa promessa fu sancita con il patto di Londra del 1915; con questo accordo segreto si volle anche prevedere la questione del confine orientale. Al momento della pace di Parigi, gli italiani chiedono territori extra, come la zona di Sesto e la città di Fiume. Queste richieste sono però in contrasto con il principio di autodeterminazione dei popoli. L’Italia ottiene però dei territori sul confine settentrionale, grazie al confine naturale, senza però rinunciare ai territori richiesti sul confine orientale. La questione del confine orientale fu sistemata con il trattato di Rapallo del 1920.

Società delle Nazioni e Concerto d'Europa

Per la prima volta si volle creare un’istituzione internazionale atta a promuovere la pace e dove la guerra non abbia motivo di esistere. Il concerto d’Europa è la prima forma di organizzazione internazionale con caratteristiche diverse dalla società delle nazioni. Nasce al congresso di Vienna dopo le guerre napoleoniche. Le grandi potenze che sconfissero la Francia, stabiliscono che dovevano mantenere la pace ed evitare nuovi conflitti.

In modo informale, ma attraverso la convocazione di periodici incontri tra le potenze, si lavorava alla soluzione pacifica dei conflitti ed alla peggio, alla circoscrizione degli stessi. L’obiettivo del concerto d’Europa era l’equilibrio della potenza (balance of power). La Francia della restaurazione, l’impero Russo, l’impero Austroungarico, l’impero Britannico erano le quattro grandi potenze del concerto d’Europa che dovevano garantire il balance of power.

Il custode ed elaboratore del Concerto d’Europa era la Gran Bretagna, che voleva evitare l’egemonia di un paese sul continente europeo per garantire la sicurezza del proprio territorio e delle sue vie di commercio con le colonie. Da secoli l’impero britannico ha cercato di perseguire questo obiettivo.

Queste quattro grandi potenze subordinavano i paesi più piccoli, come l’impero ottomano. Il concerto d’Europa era infatti incaricato di sorvegliare i contrasti interni dell’impero ottomano per evitare un conflitto generale. Dentro questo sistema del balance of power c’è il concetto delle sfere d’influenza: è una forma di pretesa che le quattro potenze potevano attirare sui paesi più piccoli violando l’indipendenza di ogni paese e i diritti delle popolazioni.

Questo sistema era accettato dai paesi più piccoli perché si sentivano protette dalle grandi potenze.

Conferenze dell'Aja e agenzie internazionali

Alla fine del 1800, con le conferenze dell’Aja, in Russia, si voleva stabilire l’arbitrato controllato per far sì che in caso di contrasto fra i paesi, un soggetto terzo sia chiamato a mediare fra i due paesi. Si avviò una via giuridica per la risoluzione dei conflitti internazionali.

A partire dal congresso di Vienna cominciano a nascere delle agenzie internazionali a cui si delegano alcuni aspetti tecnici della convivenza internazionale. Per esempio la gestione postale internazionale. C’erano anche delle agenzie che avevano dei compiti politici, come l’agenzia che doveva sorvegliare la navigazione sul fiume Reno. Questa aveva dei compiti tecnici ma anche una dimensione politica enorme. Si imposero infatti delle norme internazionali di navigazione sui fiumi per far sì che la navigazione non fosse scintilla in grado di provocare un conflitto. Queste agenzie erano però controllate dalle solite potenze che si garantivano una sicurezza commerciale su tutta l’Europa. Il loro scopo era di neutralizzare il rischio di conflitto.

Queste agenzie sono gli embrioni della burocrazia internazionale che adottano come obiettivo un interesse collettivo, terzo, al quale rispondono. Ad oggi la logica delle Nazioni Unite è proprio questa.

Movimenti internazionali e sicurezza collettiva

Anche associazioni e gruppi di privati cominciano ad operare al di sopra degli Stati per raggiungere l’internalizzazione degli stessi. Questo fu operato per movimenti socialisti e religiosi sempre per pensare al di sopra dei confini. Questi credono alla presenza di un umanesimo soprannazionale per la costruzione di un’umanità globale che via via prende importanza a livello internazionale. Si arriva quindi al concetto di sicurezza collettiva.

Visioni europee della sicurezza collettiva

La proposta francese è un’organizzazione internazionale forte con potere coercitivo per intervenire in caso di crisi lo Stato aggressore. Léon Bourgeois è il promotore di questa organizzazione fortemente basata su basi giuridiche e su regole obbligatorie che tutti devono adottare, riconoscere e rispettare. Secondo i francesi la forza valida il diritto.

Il punto di vista britannico, la League of Nation Society, è il punto di vista britannico delle istituzioni. In UK il sistema giuridico non è basato su codici ma su di un sistema di common law, delle regole generali che devono essere rispettate da tutti.

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

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