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Donne, società, territorio: il quadro generale

Fra le tante diversità che caratterizzano l’umanità, la geografia non ha ignorato le distinzioni tra maschi e femmine: la divisione per sesso relativa all’analisi delle caratteristiche e dei comportamenti della popolazione di un determinato territorio rientra nei suoi compiti tradizionali. Di recente, la geografia si è interessata alle differenze di carattere sociale e culturale tra uomini e donne, al ruolo che rivestono nella società e alla proiezione nello spazio delle loro azioni e delle loro relazioni.

Si tende pertanto ad usare in maniera differenziata e con diversi significati i termini di ‘sesso’ e ‘genere’: al primo si attribuisce un carattere puramente biologico e distintivo in base a caratteristiche fissate per natura; mentre con il secondo si individuano le caratteristiche e i ruoli assegnati a uomini e donne dalla società, che mutano nel tempo e nello spazio. Attribuendo importanza centrale al genere come categoria analitica interpretativa, la geografia si prefigge lo scopo di individuare e di analizzare i riflessi spaziali delle diversità sociali e culturali e le possibili relazioni che si instaurano con i luoghi; inoltre, si pone l’obiettivo di far emergere il ruolo specifico delle donne, in quanto l’analisi, la ricerca delle problematiche spaziali hanno escluso la “metà del mondo” dal discorso geografico.

L'evoluzione paradigmatica dell'approccio di genere in geografia

Nel tentativo di mettere in luce la vita delle donne e di sottolineare i diversi modelli di uso dello spazio da parte di uomini e donne, si è fatto inizialmente ricorso al paradigma della diversità dei ruoli fra uomini e donne. Si riconosce che la società costruisce una marcata diversità sociale, operando una netta distinzione di ruoli: agli uomini viene riconosciuto un ruolo nella sfera produttiva, alle donne una prevalente azione nella sfera riproduttiva.

La distinzione di ruoli, che viene argomentata attraverso la separazione delle sfere o ambiti di azione, si costruisce in spazi determinati, cosicché si può arguire che esista una dimensione spaziale della diversità di genere (gendered spaces). Le identità di genere non sono solo diverse; in molte società sono anche ordinate gerarchicamente in modo tale che le donne si trovano collocate in condizioni svantaggiate rispetto agli uomini.

Nell’interpretazione della distinzione di genere è stato introdotto il paradigma della disuguaglianza di chiara impronta ideologica marxista. Secondo questa impostazione, l’origine della distinzione dei ruoli e degli spazi fra uomini e donne va ricercata nelle relazioni di potere che si instaurano fra i due sessi nella società e nella famiglia. Società economicamente avanzate, come la nostra, riconoscono ad esempio alla sfera produttiva un ruolo ‘preponderante’ sulla sfera riproduttiva.

La denuncia della disuguaglianza fra uomini e donne ha portato il movimento femminista a lottare contro questo tipo di ordine sociale, per ottenere il riconoscimento della parità tra sessi. Dal punto di vista geografico, viene sottolineato il fatto che la distinzione di ruoli, che si riflette in una separazione degli spazi, destina agli uomini lo spazio ‘pubblico’, mentre alle donne viene riservato lo spazio ‘privato’. Si ha una relazione di asimmetria, in quanto lo spazio pubblico riveste una maggiore importanza di quello privato.

Dal movimento femminista in poi, molte situazioni sono mutate specialmente nelle relazioni tra uomini e donne e di conseguenza nei ruoli riconosciuti agli uni e alle altre. I nuovi ruoli non hanno più sfere d’azione che tendono ad essere paritetiche, e soprattutto si sovrappongono: lo spazio pubblico diventa anche ambito delle donne e lo spazio domestico non è più esclusivamente sfera d’azione femminile, ma spazio in cui uomini e donne interagiscono.

I fattori che hanno favorito una maggiore interrelazione, e quindi una parziale sovrapposizione delle sfere d’azione, sono l’emancipazione femminile, la crisi dei ruoli tradizionalmente impostati, l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro e nello spazio pubblico, la collaborazione da parte degli uomini nel ménage familiare.

A partire dagli anni ’90, si è andato affermando un terzo paradigma: il paradigma post-moderno della differenza riconosce una molteplicità di situazioni possibili e diverse tra loro, che si spiegano con la combinazione delle differenze di genere con le differenze culturali, etniche, economiche, sociali e sottolinea la centralità delle relazioni che si manifestano in uno spazio.

I temi affrontati adottando una prospettiva di genere sono molteplici, in quanto essa si affianca alle altre ottiche e metodologie adottate nell’affrontare i diversi campi della ricerca geografica. Fra i contributi più significativi vanno sottolineati quelli che trattano dell’occupazione e delle relazioni di genere nel mondo del lavoro, in particolare per ciò che riguarda l’organizzazione della vita quotidiana. Questi studi hanno messo in luce i nuovi connotati del fenomeno migratorio internazionale in seguito alla crescente partecipazione delle donne.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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