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IL CORANO E LE DONNE

NEL NOME DI EVA: LE SPECIFICITÁ RELIGIOSE NEI CONFRONTI DELLE

DONNE

Il femminismo islamico è una realtà esigua, ma già consolidata. Quando

pensiamo alle tre fedi monoteistiche, non di rado diciamo che Dio è unico per

tutte e tre le fedi. Pensiamo anche che queste fedi si ispirino al comune

patriarca Abramo, dimenticando la matriarca Sarah. Sono diversi i modi in cui i

credenti delle diverse fedi si rapportano a Dio e alla sua tradizione religiosa e

anche alle donne. Il ruolo delle donne nelle diverse fedi è molto complesso a

partire dalla prima donna della tradizione religione, Eva.

Nelle tre fedi monoteistiche, la figura di Eva assume tre significati differenti:

Cristianesimo Eva è considerata responsabile del peccato originale e

 

della cacciata dal Paradiso terrestre

Ebraismo è meritevole di aver permesso la nascita del genere umano.

 

Infatti, Eva in ebraico si dice Hawwah che significa vita.

Islam Eva è considerata, insieme ad Abramo, corresponsabile del

 

primo atto di libera scelta da parte degli esseri umani.

Ebraismo e Islam sono più simili tra loro, perché non colpevolizzano la figura di

Eva come invece fa il cristianesimo.

EBRAISMO: ULTRA ORTODOSSO, ORTODOSSO E RIFORMATO

Nel corso dei secoli il potere è stato preso dagli uomini e anche

l’interpretazione delle scritture è variata. A seconda dell’appartenenza o meno

all’ambiente ortodosso, anche il ruolo delle donne e l’apparenza fisica in

pubblico diventa diversa:

Ebraismo ortodosso le donne pare che vivano ancora nel passato con

 

matrimoni precoci, tanti figli, abbigliamento modesto (abiti con maniche

lunghe e cappelli coperti con parrucche). Gli ultraortodossi e gli ortodossi

si riferiscono a Dio al maschile e al popolo ebraico al femminile.

Ebraismo riformato le donne possono vestire come desiderano,

 

possono rimanere nubili o sposarsi con un uomo o con una donna e

possono addirittura diventare rabbine. Il femminismo ebraico, tipico

dell’ebraismo riformato, ha prodotto studi per dimostrare che, dal

momento che Dio è la fonte della vita esso non può che comprendere al

suo interno anche l’aspetto femminile, dunque un Dio può essere

chiamato Padre come anche Madre. Per questa ragione gli ebrei riformati

hanno cambiato le preghiere e accanto ai patriarchi compaiono anche le

matriarche.

Cristianesimo il discorso femminista è nato all’interno delle comunità

 

cristiane riformate, in particolare nelle comunità calviniste degli Stati

Uniti dove, con forza e decisione, era sottolineata l’uguaglianza degli

esseri umani, e di conseguenza anche l’uguaglianza tra uomo e donna.

Nel protestantesimo le donne possono essere nominate pastore e hanno

uguali diritti e doveri di fronte a Dio e alla comunità.

CRISITANESIMO: CATTOLICO E RIFORMATO

Se prescindiamo dalla riforma nata dai padri riformatori come Lutero, Calvino e

Zwingli, notiamo che il cristianesimo cattolico fino a poco tempo fa non era così

progressista, identificando le donne con Eva, la peccatrice. In epoca medievale

a 7 anni, le donne potevano essere date in matrimonio e a 12 potevano

1

convolare a nozze con uomini che avevano il diritto di punirle per le loro

trasgressioni. Anche oggi, nel cattolicesimo romano, le donne non possono

accedere né al sacerdozio né al papato. Nel 1998 la teologa statunitense Mary

Daly, docente all’università Gesuita, è stata licenziata per aver negato le

caratteristiche esclusivamente maschile di Dio Padre.

La riforma nell’ebraismo ha portato a maggiore uguaglianza quanto ai diritti e

ai doveri. Nel cristianesimo la riforma ha portato a un significativo

miglioramento del ruolo della donna all’interno sia della famiglia che della

comunità.

ISLAM: LA MANCANZA DI UNA RIFORMA

Tra le tre fedi monoteistiche l’islam è l’unica che non ha mai vissuto al suo

interno un cambiamento, nonostante abbiamo visto svilupparsi il pensiero di

alcuni riformatori che però non sono riusciti ad imporsi. Nonostante questo, è

nato il femminismo islamico. Queste studiose, lavorando alla

contestualizzazione di quei versi che paiono ribadire l’inferiorità della donna,

sono riuscite a dimostrale la loro scarsa valenza fondante e di conseguenza,

grazie allo studio del Corano e il ritorno alle origini, ovvero al pensiero di

Maometto, sono riuscite a portare avanti un discorso di uguaglianza tra i

generi. La condizione di inferiorità in cui si ritrovano a vivere moltissime donne

dei paesi islamici non dipende, secondo le femministe islamiche, da quanto

affermato nel Corano, ma dalle strutture sociali che hanno istituzionalizzato la

negazione femminile. È stato il califfo Umar (nel VII sec) a proibire che le donne

fossero alla guida della comunità, quando durante la vita del profeta è risaputo

che Aisha, che è stata la sua ultima moglie, facesse da consulente per le

questioni spirituali più complesse. Chi è che afferma una verità così

rivoluzionaria? È una donna, Sherin Kankan, è una immam donna a

Copenaghen. Lei dice che il velo nel Corano non è altro che una metafora,

significa modestia e ogni donna interpreta il concetto come più le si addice.

Sherin Kankan afferma “per me modestia significa essere come sono oggi. Altre

donne si sentono musulmane solo indossando il velo. Mi batterò affinché

possano toglierselo quando vogliono, ma mi batterò anche parchè possano

ancora indossarlo.”

MAOMETTO E IL CORANO

Con il termine Islam si fa riferimento a quella religione monoteistica che crede

in un solo Dio, Allah, che si è rivelato per mezzo del profeta Mohammed,

Maometto, e che vede nel Corano il proprio testo sacro. All’inizio del 2000 vi

erano circa 2 miliardi di musulmani nel mondo, diffusi prevalente in Adia,

Africa, Europa e Nord America. Molte volte noi pensiamo che musulmano e

arabo siano termini sinonimi, in realtà non è così, come non sono sinonimi

ebreo e israeliano. I tre paesi con il maggior numero di musulmani sono asiatici

e non arabi:

l’Indonesia, con capitale Giacarta

 il Pakistan, con capitale Islamabad, comprende anche il Kashmir, zona

 contesa con l’India

l’India, con capitale Nuova Delhi

Il verde è il caratteristico colore dell’Islam. Israele è l’unico paese al mondo a

maggioranza ebraica. L’Islam nasce nella penisola arabica nel 7 secolo DC. È la

terza fede monoteistica a comparire sulla terra. Prima di allora, nella stessa

2

area geografica, erano diffusi altri culti, molti di matrice pagana; inoltre, alcune

tribù professavano l’ebraismo. Vi era tuttavia un punto comune di incontro per

quanto riguarda i culti di origine pagana: La Mecca. Già in epoca preislamica La

Mecca era meta di pellegrinaggio. I fedeli giungevano da ogni parte della

penisola per rendere omaggio alla divinità della città, il Dio Hubal, che era

anche chiamato “Il Dio”. Il Dio si diceva Al Hilah che era il Dio della Mecca,

Allah era diventato con Maometto il Dio unico. Durante i periodi di

pellegrinaggio le ostilità erano sospese. Al Dio Hubal era consacrata la Ka’ba, è

un edificio di forma cubica con incastonata in un angolo la cosiddetta pietra

nera. Sarà Maometto a integrare questo culto nella nascente religione islamica.

La tradizione islamica narra che la Ka’ba è stata in realtà distrutta durante il

diluvio universale e riedificata da Abramo con l’aiuto del figlio Ismaele. La

Bibbia ci narra la storia di Abramo e dice che la moglie Sara non poteva avere

figli e di conseguenza Abramo, su consenso della moglie, si congiunge con la

schiava Agar e da lei avrà il primo figlio, Ismaele. La Bibbia ci dice che poi Sara

potrà anche lei rimanere incinta e avere un figlio, ovvero Isacco, e he a quel

punto, presa da invidia nei confronti di Agar, scaccia Agar insieme al figlio

Ismaele e li fa peregrinare nel deserto. Qui la tradizione si suddivide:

la tradizione ebraico-cristiana segue le vicende di Abramo, Isacco e Sara.

 la tradizione islamica segue le vicende di Agar e Ismaele, tanto da far

 comparire accanto ad Agar e Ismaele il padre Abramo e mettere nelle

loro mani la riedificazione della Kaba.

Per ingraziarsi il favore del Dio Hubal i pellegrini dell’era preislamica erano già

soliti compiere 7 giri intorno alla Ka’ba e i pellegrinaggi erano una fonte di

ricchezza per i meccani, cioè gli abitanti della città di Mecca. Il rito di

circumambulare intorno alla Kaba era un preesistenze rito pagano.

MAOMETTO E IL PERIODO MECCANO (610-622 DC)

Maometto nasce intorno al 570 DC, rimane precocemente orfano e prende in

sposa la ricca vedova Khadija da cui avrà 6 figli. Khadija aveva 20 anni in più di

Maometto. Tra questi 6 figli, l’unico nome riportato dalle fonti islamiche è quello

di Fatima, la figlia prediletta di Maometto. Già qui notiamo qualcosa di

particolare nella nuova fede che sta per nascere. Maometto non ha un figlio

prediletto, ma ha una figlia prediletta, Fatima. Fatima sposerà Ali, il cugino di

Maometto. Il profeta, secondo la tradizione islamica, inizia la sua predicazione

intorno al 610 DC su esortazione dell’angelo Gabriele. Lo stretto monoteismo

che Maometto andava predicando, risulta ben presto poco gradito ai meccani

perché Maometto stava andando a scardinare tutta l’economia che ruotava

intorno ai pellegrinaggi alla Mecca nei confronti del Dio Hubal. Questo

sentimento di ostilità nel corso degli anni diventa una vera e propria

persecuzione. Così, dopo la morte di Khadija, Maometto decide di lasciare la

città di Mecca. L’angelo Gabriele, però, secondo la tradizione islamica, fa

vedere Aisha in sogno a Maometto. È per Maometto una sorta di rivelazione e

decide che prenderà in sposa questa donna. Secondo la tradizione Aisha era

una bambina di soli 6 anni e comunque il matrimonio può essere consumato

solamente all’età di 9 anni. Questo ha permesso di continuare a permettere

matrimoni tra bambine di 6-9 anni e adulti di 20-30 anni. In realtà non abbiamo

certezza che Aisha avesse 6 anni, non abbiamo fonti storiche certe o

registrazioni anagrafiche.

3

Successivamente, nel 622 DC, scelse di abbandonare La Mecca: è la famosa

egira. Il 622 è considerato il primo anno dell’era islamica

MAOMETTO E IL PERIODO MEDINESE (622-632 DC)

Nel 622 DC Maometto sceglie di abbandonare la Mecca ed è la famosa egira,

ovvero Maometto emigra e si sposta verso un’oasi, Yathrib, a 300 km a nord

rispetto alla Mecca. Il 622 DC, l’anno dell’egira, è considerato il primo anno

dell’era islamica. In seguito all’egira, Maometto e i suoi seguaci trovano rifugio

preso l’oasi di Yathrib. In quel luogo vivevano già 3 tribù ebraiche che erano

dedite alla coltivazione della palma da dattero. I resoconti dell’epoca dicono

che gli ebrei accolsero di buon grado Maometto, ma senza convertirsi al nuovo

credo. Per garantirsi la sussistenza, i seguaci di Maometto cominciarono a dare

l’assalto alle carovane dei meccani. Gli episodi di violenza degenerano e dopo

la battaglia di Badr, avvenuta nel 624 DC, Maometto ordina un massacro

eliminando con forza le tre tribù ebraiche di Yathrib, che da allora prenderà il

nome di Medina (letteralmente “città del Profeta”). A Yathrib, durante i primi

mesi in cui musulmani ed ebrei convivevano pacificamente, viene costruita la

prima moschea dando le spalle alla Mecca. Tutte le moschee del mondo sono

rivolte verso La Mecca, ma la prima moschea, invece, gli dava le spalle, perché

la qibla, la direzione di preghiera, scelta da Maometto nei primi due mesi di

permanenza a Yathrib era quella in uso dagli ebrei. Gli ebrei pregavano verso

Gerusalemme e Maometto, per ingraziarsi le tribù ebraiche e convertirle al

nuovo credo, fa si che anche la preghiera islamica sia rivolta verso

Gerusalemme. Gli ebrei, nonostante questo, non vogliono convertirsi e si

mettono d’accordo con i meccani e gli avvertono quando Maometto e i suoi

seguaci stanno preparando delle imboscate. Così Maometto, preso dall’ira, si

vendica nei confronti delle tre tribù ebraiche eliminandole una ad una. Da

allora Yathrib prende appunto il nome di Medina, ovvero la città del profeta.

Maometto e i suoi seguaci continuano con gli scontri con i meccani fino a

quando nel 628 DC Maometto sceglie di firmare un patto chiamato il patto di

Aloudaibia. Secondo questo patto Maometto si impegnava a stare lontano dalla

Mecca per 10 anni. Di fatto questo patto non verrà rispettato tanto che

Maometto entrerà alla Mecca nel 630 DC, soltanto due anni dopo. La Mecca

viene conquistata nel 630 DC e gli abitanti si convertono all’islam per salvarsi

la vita.

I CALIFFI SUCCESSORI E LA FRATTURA DELLA UMMA

Due anni dopo, nel 632 DC, il profeta muore a causa di una violenta febbre. Da

allora, i suoi successori prenderanno il nome di califfi, ovvero i ben guidati. Il

primo tra essi è Abu Bakr. Era uno dei primi convertiti all’islam, uno dei

compagni del profeta. Il secondo califfo è Omar, quello che viene accusato di

aver incominciato a indebolire il ruolo delle donne all’interno della comunità

islamica. Tuttavia, nel 656 DC si consuma la prima grande frattura all’interno

dell’islam. Il terzo califfo Uthman viene assassinato in moschea. Dei primi 5

califfi, 4 muoiono perché assassinati da mano islamica a causa di rivalità

interne. Uthman stava pregando in moschea e viene assassinato alla presenza

di Alì, cugino e genero di Maometto che era in moschea, ma non fa

assolutamente nulla per aiutare il califfo Uthman. Alcuni incominciano a

pensare che dietro a questo omicidio ci fosse proprio la volontà di Alì al fine di

poter essere eletto al califfato, come di fatto avvenne. In realtà questo gruppo

4

di persone che insinuò la complicità di Alì nell’omicidio del califfo Uthman non

ne riconosce l’elezione proclamando un altro califfo, ovvero Mu Awiya. Qui

l’islam si suddivide in due parti:

islam sunnita, seguace della tradizione e composto da coloro i quali

 riconoscevano Mu Awiya come califfo

islam sciita, deriva da shiat Alì, ovvero il partito di Alì e composto da

 coloro i quali riconoscevano Alì come califfo

Anche in questo caso vi saranno scontri e battaglie e sarà Alì ad avere la

peggio in quanto sarà sconfitto e ucciso. La suddivisione di islam sunnita e

sciita esiste ancora oggi.

SUNNITI E SCIITI

Al giorno d’oggi, i sunniti rappresentano la maggioranza assoluta dei

musulmani, sono circa il 90% dei fedeli. Gli sciiti invece sono una netta

minoranza. I paesi a maggioranza sciita oggi sono soltanto tre: Iran, Iraq e

Bahrein (piccolo arcipelago nel golfo persico). In Bahrein la casa reale dei

Khalifa è sunnita mentre la popolazione è sciita.

Entrambi i gruppi concordano sui principi basilari dell’islam, ma differiscono per

alcune specificità legate al ruolo dell’immam e al ruolo del califfo. I rapporti non

sono mai stati distesi, anzi gli scontri durano dalla morte di Maometto e ha

portato addirittura a guerre all’interno dell’islam stesso.

IL CASO GERUSALEMME

Gerusalemme è la terza città sacra per l’islam dopo La Mecca e Medina. Nel

Corano, tuttavia, non è menzionata nemmeno una volta: troppo lontana e

troppo difficile da raggiungere ai tempi del profeta.

Gerusalemme è stata oggetto di un’appropriazione culturale intervenuta nel

corso della storia. Lo stesso nome Al-Kuds (con cui viene identificata la città) è

un toponimo di origine ebraica che significa “città del santuario”.

IL RUOLO DEL CORANO

Il Corano è il testo sacro dell’islam ed è diviso in 114 sure (capitoli): le prime

che compaiono nel libro sono le ultime ad essere state rivelate. A seconda del

luogo della rivelazione, si è soliti dividere le sure in due parti:

sure del periodo meccano (610-622 DC)

 sure del periodo medinese (622-632)

Il Corano è la parola rivelata tramite il profeta: non è pertanto interpretabile né

storicizzabile (in linea puramente teorica). È il dio che si fa libro. Nato

inizialmente per l’oralità, è stato messo per iscritto 50 anni dopo la morte di

Maometto. La rivelazione coranica è il compimento, secondo l’islam, della

rivelazione contenuta nella Torah e nei Vangeli.

I CINQUE PILASTRI DELL’ISLAM

L’islam è una fede composita con molte sfaccettature, eppure tutta la fede

ruota intorno a 5 pilastri fondamentali, sia per i fedeli sunniti che per i fedeli

sciiti. Ciò che interessa maggiormente il geografo culturale nell’analisi della

religione islamica è il ruolo del pellegrinaggio. Il pellegrinaggio cosiddetto

5

“maggiore” alla Mecca, che prende il nome di hajj, è considerato il quinto

pilastro dell’islam. La gestione di tale pratica è attualmente affidata al

Ministero Saudita del Pellegrinaggio.

1° PILASTO professione di fede, è l’attestazione che non c’è altro

SHAHADA,

dio al di fuori di Allah e che Maometto è il suo profeta.

2° PILASTO SALAT, preghiera, che si deve compiere 5 volte al giorno

3° PILASTO elemosina nei confronti dei più bisognosi

ZAKAT,

4° PILASTO digiuno nel mese di Ramadan

5° PILASTO pellegrinaggio obbligatorio almeno una volta nella vita alla

HAJJ,

Mecca.

HAJJ

Hajj è il pellegrinaggio alla Mecca. Per far si che l’ob

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara698 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di geografia culturale e Geografia dei Paesi Mediterranei e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Santus Daniela.
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