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Montesquieu

Quali sono i principali caratteri del dispotismo?

È il governo di un solo uomo (despota) che esercita il potere al di sopra delle leggi, al di là di ogni controllo da organi dello Stato e senza nessun condizionamento da parte di corpi sociali. Si tratta di un potere: monocratico, arbitrario e concentrato nelle mani di una sola persona. È una forma "illiberale" poiché non garantisce la libertà delle persone, si vive in una condizione di costante paura (principio del dispotismo). Il potere dispotico si adatta a stati di grandi dimensioni come gli imperi, in particolar modo gli imperi orientali, dove i popoli per cultura, religione ecc. sono portati a obbedire senza opporre grandi resistenze ai sovrani, a causa anche del clima caldo che favorisce l’obbedienza.

Quali sono i principali caratteri della monarchia?

È il governo di una sola persona (monarca), il quale è sottoposto alla legge del proprio paese e al controllo di una serie di organi istituzionali che governano con lui (primo fra tutti il parlamento - secondo il principio della divisione dei poteri), è anche controllato da tutti quei corpi intermedi che sono tipiche delle società di antico regime. Si tratta di un potere che agisce secondo delle regole, le quali garantiscono la libertà degli individui. Il principio che muove la monarchia è l’onore, intesa come capacità di compiere il proprio dovere senza uscire dai limiti del proprio gruppo di riferimento. La monarchia si addice a stati di media grandezza, come gli stati dell’Europa centro occidentale e si adattano a popoli che hanno un forte senso della propria indipendenza e libertà.

Quali sono i principali caratteri della repubblica?

Forma di governo in cui a governare è un gruppo più o meno ampio di persone. Può essere una repubblica aristocratica in cui a governare è una piccola élite (i migliori), si basa sul principio della moderazione, secondo cui chi governa deve essere moderato e non suscitare la rabbia e l’invidia del popolo. Può essere una repubblica democratica in cui a governare sono molti o addirittura tutti (popolo), la passione principale è la "virtù", intesa in senso "civico" che consiste nel rispetto interiorizzato della legge e delle istituzioni pubbliche. Le repubbliche vanno bene per le piccole comunità. Le repubbliche hanno il difetto che essendo piccole vengono sottomesse dagli stati più grandi. Vi è la possibilità della formazione di una Federazione attraverso l’unione di tante piccole repubbliche in modo da avere i vantaggi di uno stato sia piccolo che grande.

Che cosa intende Montesquieu per natura e principio delle forme di governo?

Montesquieu, partendo dalla teoria classica e quella di Machiavelli, ne elabora una propria costruita come opposizione al dispotismo. Egli fissa due criteri di classificazione delle forme di governo:

  • Natura delle forme di governo: indica qual è la specifica struttura istituzionale delle singole forme di governo (quanto governano, in base a quali controlli ecc.) si riferisce all’assetto politico-istituzionale del governo.
  • Principio delle forme di governo: con cui intende qual è la passione dominante caratteristica in una determinata forma di governo (ad esempio il dispotismo si basa sulla paura), le passioni che la muovono.

Perché è importante separare i poteri? Qual è il fondamento della separazione dei poteri?

Montesquieu parte dal principio generale secondo cui chiunque detenga un potere tende ad accrescerlo, di conseguenza il potere tende a concentrarsi e a sfuggire ad ogni controllo. Se non si contrappone potere a potere attraverso meccanismi e dispositivi di checks and balances si precipita nel dispotismo e nel potere arbitrario. Il che mette a rischio la libertà. Per evitare che questo accada, bisogna contrapporre al potere un altro potere, attraverso non semplici formule o frasi, ma attraverso i fatti, unici che possono avere effetto in questi casi.

In che termini Montesquieu giustifica il bicameralismo?

La teoria della separazione dei poteri prevede l’istituzione di un Parlamento bicamerale, che si contrappone al potere del sovrano, luogo in cui si formulano ed elaborano le leggi che governano sia i cittadini che l'azione del sovrano. Ogni legge per diventare effettiva deve essere approvata da entrambe le camere del parlamento: da una camera bassa elettiva, formata da rappresentanti eletti dal popolo con suffragio ristretto, e una camera alta che è ereditaria.

Federalista

Che differenza c’è tra federazione e confederazione?

La “confederazione” è un’alleanza tra Stati che prevede una comunanza di risorse e la pratica di politiche comuni, ma gli stati mantengono la propria sovranità assoluta, mantengono il proprio potere di decidere in ultima istanza. La confederazione lascia invariata la struttura anarchica degli Stati. La “federazione” è un’alleanza tra Stati indipendenti, i quali, su pochissime circoscritte materie (politica estera, politica economica e moneta), rinunciano alla propria sovranità e delegano il loro potere decisionale ad una struttura al di sopra di essi, ossia l’Unione Federale.

Perché c’è la guerra?

Partendo da una visione pessimistica dell’uomo, Hamilton sostiene che la guerra è il frutto della sovranità assoluta degli stati. Il problema della guerra nasce dal fatto che al di sopra degli stati non c’è nessun attore terzo che sia in grado di imporre agli stati una condotta pacifica. Finché gli stati sono liberi di agire come vogliono, soprattutto dove siano in questione gli interessi fondamentali dello stato, si faranno la guerra finché non hanno il potere di decidere in ultima istanza. La guerra è il prodotto necessario della struttura anarchica delle relazioni internazionali, figlia dell’anarchia internazionale.

Che cosa si intende per separazione territoriale e funzionale dei poteri?

Per combattere il dispotismo quindi ci vogliono sia la separazione territoriale dei poteri sia la separazione funzionale dei poteri. La separazione territoriale prevede che i poteri fondamentali di una grande comunità politica non devono essere concentrati in un'unica parte del paese ma devono essere dispersi sul territorio attraverso l’incastro di diverse istituzioni (comune, contea, lo stato, l’unione federale) che sono legate tra di loro in base al principio di sussidiarietà, principio in base al quale ogni comunità è sovrana solo sulle cose che riguardano la comunità stessa, amministra ciò che ricade sotto il suo interesse. La separazione funzionale invece è una separazione rigida dei poteri che si ispira a Montesquieu: un equilibrio tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, tra loro indipendenti, assicurati da un sistema di pesi e contrappesi.

Le ragioni del bicameralismo in America

Il potere legislativo appartiene al parlamento, che in America è diviso in due camere: camera dei rappresentanti (che rappresentano gli interessi della nazione e quindi l’intera popolazione degli USA) e il Senato (che rappresenta gli stati che compongono gli USA). La logica del bicameralismo si basa sul fatto che ogni legge prodotta dal parlamento nel suo complesso deve passare al vaglio di entrambe le camere, in questo modo vengono tutelati sia gli interessi della nazione sia gli interessi degli stati.

In che cosa consiste il principio di sussidiarietà?

Le comunità territoriali sono regolati dal principio di sussidiarietà: principio in base al quale ogni comunità è pienamente sovrana solo di quello che riguarda la comunità stessa. In altre parole è chiamata ad amministrare ciò che ricade sotto il suo esclusivo interesse.

Il problema delle fazioni

Madison afferma che le fazioni si trovano in ogni società, le più importanti sono quelle dei ricchi e dei poveri. Queste fazioni di regola danno fastidio poiché perseguono degli interessi particolari e non generali. Madison afferma che se noi provassimo ad abolire le fazioni, e a forzare l’eterogeneità sociale per produrre l’omogeneità, toglieremmo la vita della società, perciò l’eterogeneità non va abolita ma deve essere garantita da una continua dialettica tra gli interessi che muovono la società.

Che cosa intende Madison per repubblica federale di grandi dimensioni?

È una formula che riassume tutto il pensiero di Madison, secondo cui:

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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