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Patologie dei documenti

Abnormità - Creazione giurisprudenziale

Causa l’invalidità di un provvedimento affetto da anomalie così gravi da renderlo eccentrico rispetto al sistema del cpp. Questo vizio atipico giustifica l’immediato ricorso per Cassazione. Comprende i casi di provvedimenti che:

  • All’interno ordinamento per la singolarità e la stranezza del contenuto risulta estraneo processuale;
  • Si esplichi al di fuori dei casi consentiti e delle ipotesi previste al di là di ogni ragionevole limite.

Non è prevista alcuna norma riguardo l’impugnabilità dell’atto abnorme → in teoria non sarebbero impugnabili ma SU hanno affermato che il termine per proporre ricorso per cassazione decorre non dal momento della sua conoscenza legale ma dalla sua conoscenza concreta.

Inutilizzabilità

L’inutilizzabilità è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento. Inutilizzabilità patologica, consegue ai vizi più gravi del procedimento probatorio: ammissione, assunzione e valutazione della prova.

Speciale e generale

Una norma del codice la commina 191 cpp che individua in modo unitario quali vizi della prova danno luogo alla inutilizzabilità: per le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge, l’inutilizzabilità è rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del procedimento. Il divieto idoneo a provocare l’inutilizzabilità è soltanto quello che è previsto da una norma processuale: è richiesta una violazione di un divieto probatorio. Tale divieto probatorio consiste nel fatto che il giudice ha esercitato, nell’acquisizione di una prova, un potere che la legge processuale vietava.

Inutilizzabilità assoluta e relativa

  • Assoluta → I documenti anonimi non possono essere acquisiti o utilizzati.
  • Relativa → L’inutilizzabilità ha valore solo nei confronti di particolari soggetti.

Dichiarata dal giudice, d’ufficio o su richiesta di parte, può essere sanata perché l’atto è stato compiuto esercitando un potere vietato dalla legge processuale. Non è possibile procedere alla rinnovazione dell’atto.

L’inutilizzabilità ha elementi in comune con la nullità ma a differenza di quest’ultima, non si trasmette per derivazione.

Indagini preliminari

Accertamenti tecnici (359)

Il PM può compiere accertamenti (ovvero atti valutativi); rilievi (operazioni di osservazione e descrizione, senza valutazione), di tipo segnaletico, descrittivo, fotografico. Ogni altra operazione tecnica necessaria. Ove siano necessarie "specifiche competenze tecniche", il PM può avvalersi di consulenti, che possono anche essere autorizzati ad assistere a singoli atti di indagine: essi, nominati di regola tra gli iscritti in appositi albi, non possono rifiutare la propria opera. Concretandosi in operazioni sempre ripetibili, la consulenza non produce risultati spendibili in dibattimento: non è perciò necessario coinvolgersi l'indagato e la persona offesa.

Accertamenti tecnici irripetibili (360)

La duplice variante procedurale (garanzia) è introdotta da un avviso: l'indagato, la persona offesa, e i difensori sono informati senza ritardo (pena nullità) di giorno, ora e luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici [se l'indagato ne è privo, è inoltre avvisato che è assistito a un difensore d’ufficio e che può nominarne uno di fiducia]. Difensori e consulenti tecnici hanno diritto di assistere al conferimento dell'incarico, partecipare agli accertamenti e formulare osservazioni e riserve. L'obbligo di avviso e la correlativa sanzione di nullità per l'eventuale inadempimento ricorrono solo nel caso che al momento del conferimento dell'incarico al consulente sia già stata individuata la persona nei confronti della quale si procede: mentre i risultati dell'accertamento sono utilizzabili anche verso persone che all'epoca non erano ancora indagate (causa mancanza di elementi indiziari a loro carico), e che quindi non hanno ricevuto suddetto avviso.

In alternativa, alla partecipazione al contradditorio, la persona sottoposta alle indagini (non la persona offesa), prima del conferimento dell'incarico, può formulare riserva di promuovere incidente probatorio. Di fronte al comportamento resistente della controparte, il PM deve prestare acquiescenza, rinunciando ai programmati accertamenti, salvo che questi non possano più essere compiuti se differiti (360 comma 4). Spetta allo stesso PM la valutazione della reale indifferibilità dell'acquisizione della prova, ma un comportamento sleale non resterebbe senza conseguenze: se il PM procedesse fuori dai casi consentiti, i relativi risultati non potrebbero essere usati nel dibattimento. (art 360 comma 5) In questi casi, l'eventuale consulenza tecnica è inserita nel fascicolo dibattimentale. Ed è perciò utilizzabile dal giudice. Si tratta di una forma di anticipazione della prova la cui acquisizione è demandata al PM, attraverso la quale il legislatore ha cercato di comporre contrastanti esigenze.

  • Da un lato, affidando al PM la titolarità del potere di svolgere accertamenti irripetibili si è inteso assicurare la non dispersione della prova, anche nei casi in cui non sarebbe stato possibile assumerla con le forme maggiormente garantite dell'incidente probatorio.
  • Dall'altro a tutela dei diritti difensivi la legge ha previsto un duplice livello di garanzie: tutte le parti private interessate possono partecipare all'accertamento:
    • Contraddittorio tra consulenti e difensori senza la presenza del giudice;
  • In alternativa → RISERVA di promuovere INCIDENTE PROBATORIO - Il PM deve allora rinunciare ai programmati accertamenti, salvo che questi non potranno più essere utilmente compiuti se differiti [spetta al PM tale valutazione, ma in caso di "comportamento sleale", i risultati degli accertamenti non sarebbero utilizzabili nel dibattimento → lo sarebbero invece comunque nei riti speciali e decisioni incidentali]. Tuttavia, la riserva perde efficacia se la richiesta di incidente probatorio non è formulata entro 10 giorni dalla riserva.

Nota a CC 239/2017: È infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 360 c.p.p. (Accertamenti tecnici non ripetibili), nella parte in cui non prevede che le garanzie difensive ivi sancite si applichino anche alle attività di individuazione e di prelievo di reperti utili per la ricerca del DNA. La sentenza qui annotata presenta un duplice profilo di interesse: da un lato, porta all’attenzione il tema (ampiamente discusso) relativo alla linea di confine che intercorre fra i rilievi e gli accertamenti tecnici; dall’altro, conduce a interrogarsi in ordine all’atipicità degli atti di indagine che caratterizza il nostro sistema e, non da ultimo, la specifica materia in questa sede trattata, nonché sui limiti e sulle problematiche che essa genera per l’interprete.

Acip (415 bis)

Se il PM non opta per l’archiviazione, alla fine delle ip deve procedere con il rinvio a giudizio. Entro 6 mesi dall’iscrizione del nome dell’indagato nel registro delle notizie di reato, PM deve notificare, a pena di nullità del rinvio a giudizio, l’ACIP a:

  • Persona sottoposta alle indagini
  • Suo difensore
  • Per certi reati anche alla persona offesa dal reato

Questo avviso non è previsto in nessuno dei procedimenti speciali né nel procedimento davanti al giudice di pace. Deve contenere:

  • Sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede
  • Norme di legge che si assumono violate
  • Data e luogo del fatto
  • Avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del PM e della facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.
  • Dell’indagato di avvertimento della facoltà
    • Entro 20 giorni
    • Presentare memorie
    • Produrre documenti
    • Depositare documentazione relativa a investigazioni difensive
    • Chiedere al PM compimento di atti di indagine
    • Presentarsi per rilasciare dichiarazioni
    • Essere sottoposto ad interrogatorio

Se l’indagato lo chiede il PM deve procedervi. Quando il PM dietro richiesta dell’indagato dispone nuove indagini, devono essere compiute entro 30 gg dalla richiesta. Il termine può essere prorogato dietro richiesta del PM, non più di 60 gg, una volta sola. Con l’ACIP cade completamente il segreto investigativo interno.

Acip e casi in cui deve essere notificato alla persona offesa

Quando si procede per:

  • Maltrattamenti contro famigliari e conviventi
  • Atti persecutori (stalking)

È necessario notificare l’ACIP anche al difensore della persona offesa o direttamente alla persona offesa se sprovvista di difensore.

Acip e differenza con informazione di garanzia

Notificazione Contenuto
ACIP
  • È sempre inviato alla conclusione delle indagini preliminari
  • Sommaria enunciazione del fatto
  • Norme di legge che si assumono violate
  • Data e luogo del fatto
Informazione di garanzia
  • Inviata per posta al primo atto garantito; ma NO se atti non garantiti
  • NO sommaria enunciazione fatto
  • Norme di legge che si ritengono violate
  • Data e luogo del fatto
  • Invito ad esercitare facoltà di nominare un difensore di fiducia

Archiviazione

È uno dei possibili esiti delle indagini preliminari:

  • Infondatezza della notizia di reato (408): 125 disp att→ gli elementi acquisiti nelle ip non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Nel caso di prove incomplete/contraddittorie si pone un problema.
  • CC 88/1991→ il PM deve esercitare l’azione penale perché nulla può escludere che quella contraddittorietà si dilegui una volta arrivati in sede dibattimentale.

Oggi tuttavia in caso di contraddittorietà probabilmente:

  • Indagato chiederà giudizio abbreviato
  • Giudice deve giudicare allo stato degli atti (contraddittori)
  • Sentenza di non luogo a procedere per elementi insuff/contradditori
  • Ne bis in idem e quindi non si può più procedere

Quindi è meglio per il PM chiedere l’archiviazione perché non impedisce di tornare a procedere in un secondo momento.

  • Casi indicati dal 411:
    • Mancanza condizione di procedibilità
    • Indagato non è punibile per particolare tenuità del fatto

Legge Orlando→ no iscrizione nel casellario giudiziale quindi è più facile che l’indagato accetti l’archiviazione e non faccia opposizione.

  • Di solito è solo la persona offesa a poter proporre opposizione
  • In questo caso anche indagato può perché magari mira ad una archiviazione più vantaggiosa
    • Reato è estinto
    • Fatto non è previsto dalla legge come reato

Reato commesso da persone ignote (415): entro 6 mesi dalla registrazione della notizia di reato il PM presenta richiesta di:

  • Archiviazione
  • Prosecuzione delle indagini

MA se il GIP ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata, ordina che il suo nome sia iscritto nel registro delle notizie di reato. Il termine di 6 mesi entro cui il PM deve chiedere rinvio a giudizio/archiviazione, si conteggia dal provvedimento del GIP.

È richiesta dal PM e verificata dal GIP che può accoglierla o meno. Persona offesa dal reato può chiedere al momento in cui presenta notizia di reato dell’eventuale richiesta di archiviazione del PM per essere informata e per poter opporre opposizione (410) indicando a pena di inammissibilità:

  • Oggetto della investigazione suppletiva
  • Relativi elementi di prova

Dopo l’avviso può:

  • Nel termine di 20 giorni
  • Prendere visione degli atti
  • Presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini

Nel caso di delitti commessi con violenza, la persona offesa viene automaticamente avvisata. Ha 30 giorni per proporre opposizione all’archiviazione.

Archiviazione (presupposti, svolgimento dell’eventuale udienza, possibili epiloghi)

Presupposti per l’archiviazione sono:

  1. Infondatezza della notizia di reato
  2. Ipotesi ex 411
    • Fatto non previsto come reato dalla legge penale
    • Soggetto non punibile per particolare tenuità del fatto
    • Mancanza di una condizione di procedibilità
    • Reato estinto
  3. Reato commesso da persone ignote

Il GIP non accoglie richiesta di archiviazione. Se è stata presentata opposizione, il GIP, nel termine di 3 mesi, fissa udienza in camera di consiglio di cui è dato avviso a:

  • PM
  • Persona sottoposta alle indagini
  • Persona offesa

A seguito dell’udienza se il giudice ritiene che siano necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza. Anche successivamente ad un provvedimento di archiviazione, è possibile riaprire le indagini con:

  • Autorizzazione del GIP con decreto motivato
  • Richiesta del PM
  • Motivata da esigenza di nuove investigazioni

Archiviazione suicida

Il PM sa che le indagini che ha compiuto non sono complete ma che al contempo la notizia di reato è fondata, allora:

  • Chiede al GIP archiviazione della notizia di reato con decreto di archiviazione
  • MA GIP non ritiene di archiviare notizia
  • Concede al PM un termine ulteriore per compiere le indagini

Archiviazione: differenza tra decreto e ordinanza del GIP (409)

Accoglie richiesta di archiviazione:

  1. Decreto motivato
    • GIP pronuncia decreto e restituisce gli atti al PM se sussistono 2 requisiti
    • Non è stata proposta opposizione
    • GIP accoglie richiesta di archiviazione

Il provvedimento che dispone l’archiviazione è notificato alla persona sottoposta alle indagini. Il decreto è nullo per mancanza di avviso della richiesta di archiviazione a PM, imputato e persona offesa. Se il GIP non si dichiara sull’opposizione:

  1. Ordinanza → Fissa udienza camerale

Se manca una o entrambe le condizioni dette sopra, il GIP decide in camera di consiglio con un procedimento che si conclude con un’ordinanza:

  • GIP ritiene che il PM non abbia svolto tutte le indagini preliminari opportune: ordina al PM quali indagini svolgere e fissa un termine indispensabile.
  • GIP non accoglie richiesta di archiviazione perché ritiene che sulla base degli stessi atti il PM debba esercitare l’azione penale: dispone che entro 10 giorni il PM eserciti l’azione penale.
  • Imputazione coatta (409)

Ordinanza di archiviazione:

  • Stesso contenuto decreto
  • Ma a seguito dell’udienza in camera di consiglio

Archiviazione: esiti a cui può arrivare il giudice se fissa l’udienza camerale

Il giudice deve fissare con ordinanza un’udienza camerale se:

  • Vi è opposizione all’archiviazione
  • Non accoglie richiesta di archiviazione

A seguito dell’udienza può decidere di:

  1. NON accogliere la richiesta di archiviazione e
    • Ordinare al PM nuove indagini
    • Ordinare al PM di esercitare l’azione penale
    • Fuori dai casi appena detti il GIP dispone con ordinanza che entro 10 gg il PM formuli l’imputazione
      1. Dall’imputazione il giudice fissa con decreto l’udienza preliminare
      2. Entro 2 giorni
  2. Accogliere la richiesta di archiviazione con ordinanza che ha lo stesso contenuto del decreto motivato

Archiviazione: richiesta del PM (125 disp attuazione)

Di archiviazione quando ritiene l’infondatezza della notizia di reato. Il PM presenta al GIP la richiesta perché gli elementi acquisiti nelle ip non sono idonei a sostenete l’accusa in giudizio.

Arresto, fermo, doveri e udienza di convalida

Arresto in flagranza

Misura adottata dalla PG. Può essere:

  1. Obbligatorio (380)
    • Ufficiali e agenti di PG
    • Arresto di chi è colto in flagranza di delitto non colposo, consumato o tentato
      • Ergastolo
      • 5 anni < Reclusione < 20 anni
      • Elenco reati gravi
  2. Facoltativo (381)
    • Ufficiali e agenti di PG
    • Arresto di chi è colto in flagranza
      • Di delitto non colposo, consumato o tentato punito con reclusione > nel max a 3 anni
      • Di delitto colposo - reclusione non inferiore nel max a 5 anni
    • PG deve considerare
      • Gravità del fatto
      • Pericolosità sociale del soggetto desunta da
        • Personalità
        • Circostanze del fatto

Fermo di indiziato di delitto (384)

  1. PM
    • Elementi specifici che fanno pensare a
    • Pericolo di fuga
    • Persona gravemente indiziata di un delitto
      • Ergastolo
      • 2 anni < Reclusione < 6 anni
      • Riguardo armi da guerra, terrorismo, eversione democrazia.
  2. PG di propria iniziativa (FERMO DI PG) → stessi presupposti di quello del PM

PG ha dei doveri (386) nei confronti del soggetto sottoposto ad arresto o fermo:

  • Dare immediata notizia al PM del luogo dove è stato eseguito
  • Consegnare al soggetto una comunicazione
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Scienze giuridiche IUS/16 Diritto processuale penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sailor420 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto processuale penale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Della Casa Franco.
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