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Lezioni di procedura penale

Misure cautelari reali

Data: 09-03-2015

Le distinguiamo dalle personali, perché non c’è limitazione sulla persona, ma l’oggetto sono i beni, mobili o immobili di qualunque genere essi siano. La misura è un vincolo di indisponibilità apposto sul bene. Esiste una unica tipologia di misura cautelare reale → Il sequestro.

  • In realtà il codice ne individua 3, due che appartengono al genus delle misure reali: sequestro preventivo e conservativo.
  • Poi esiste una terza tipologia di sequestro che è il sequestro probatorio. Il codice lo inserisce tra i mezzi di ricerca della prova. Questi mezzi hanno delle peculiarità diverse.

Mezzo di ricerca della prova

Consente l’assunzione della fonte, o l’acquisizione della fonte, se rispettivamente personale o documentale. Sul termine prova va fatta una precisazione → con questi strumenti non si cerca la prova come deducibile dalla terminologia, ma è strumento di ricerca della fonte, da dover ricavare questi elementi. Gli elementi può ricavarli da solo il giudice oppure attraverso l’ausilio tecnico.

Lo stesso si può dirsi con riguardo all’ispezione → La differenza tra ispezione e perquisizione. L’oggetto della perquisizione è il corpo del reato o le cose pertinenti al corpo del reato. Il corpo del reato è il bene sul quale o mediante il quale è stato prodotto il reato, o l’oggetto utilizzato per il reato stesso. “Cose mediante le quali o sulle quali viene commesso il reato” o cose “che costituiscono, il prodotto, il profitto, o il prezzo”: questi beni hanno un legame intenso con il reato. Questo fa sì che il bene abbia una particolare valenza dal punto di vista probatorio. Hanno una fondamentale importanza per il processo penale.

La cosa pertinente al reato è quel bene che comunque ha un collegamento con la condotta illecita. Tutto quello che non è inquadrabile nelle corpo del reato. Ma è potenzialmente idoneo a fornire elementi di prova al giudice. La cosa pertinente al reato è un sottoinsieme del corpo del reato. Ovviamente parliamo di beni.

I beni hanno una diversa natura. Proprio qui è la differenza tra ispezione e perquisizione → L’oggetto dell’ispezione sono le tracce ed altri effetti materiali del reato. È un oggetto più generico e ampio. Proprio per questo, è più invasiva l’attività di ricerca. In questo caso è più garantita la procedura. Più invasiva e penetrante la ricerca. Quali sono gli elementi di più garanzia?

Le intercettazioni invece sono utilizzate differentemente per ricercare elementi di prova e non fonti.

Sequestro

Quando si arriva al sequestro, ti rendi conto che nemmeno la ricerca è ipotizzabile. Ma il fine è quello di preservare una fonte di prova dal pericolo di inquinamento o di prova, e cioè gli elementi ricavabili da quella fonte. È strumento di conservazione della fonte. Non c’è necessariamente un collegamento tra sequestro e perquisizione, intercettazione o ispezione.

Perché il legislatore ha operato questa scelta sistematica. Cioè, perché il sequestro pur essendo un vincolo di indisponibilità sul bene, il proprietario, possessore, titolare di un diritto reale sul bene non può liberamente disporre della res perché sotto sequestro? Perché si rende indisponibile un bene a chi ne può legittimamente disporne?

Tipologie di sequestro

  • Preventivo → Prevenire ulteriore commissione di reati, od evitare che ci siano conseguenze ulteriori di quello già commesso.
  • Conservativo → Finalità di garanzia. Serve a garantire il pagamento da parte dell’imputato, nel caso di condanna all’esito del procedimento penale, delle spese processuali, della pena pecuniaria, e della somma eventualmente dovuta a titolo di risarcimento alla parte civile. In breve: è posto a garanzia dell’adempimento delle obbligazioni civili pecuniarie derivanti dal reato.
  • Probatorio → Preservare eventuali fonti di prova, dal pericolo di inquinamento o di dispersione.

Quando il sequestro è misura cautelare reale ci deve essere l’intervento del giudice, mentre nel probatorio no, quindi c’è una grande differenza anche sul piano strutturale. Sono più garantiti. Nel sequestro non è necessario l’intervento del giudice.

Ora perché i primi due sono reali, e l’ultima non lo è? La differenza sta nel fatto che la funzione probatoria si esaurisce prima delle altre. Perché una volta finita il bene deve essere restituito. La preventiva e conservativo, tendenzialmente permangono per l’intera durata del procedimento.

Nota Bene: In ragione della funzione non solo cambia la natura, cambia tutta la disciplina. E di conseguenza la stabilità del sequestro:

  • Conservativo: tutti i beni mobili e immobili, compresi i crediti, perché è volto a garantire la solvibilità dell’imputato stesso in caso di condanna. Il presupposto per il sequestro conservativo è l’esercizio dell’azione penale. L’accusa deve essere sostenibile in giudizio. Il fumus deve essere elevatissimo. Non è possibile farlo nei confronti dell’indagato. Può essere applicato solo nella fase processuale. Attenzione → non basta solo il fumus di colpevolezza. Occorre anche il periculum in mora. Lo chiede la parte civile, o il PM. Il sequestro conservativo dura fino al momento in cui vi è una sentenza irrevocabile oppure se l’imputato offre una cauzione.
  • Preventivo: presupposto: FUMUS (diverso) e PERICULUM IN MORA. Il fumus si abbassa, che non è più di colpevolezza, ma è fumus commissi delicti. Devono esserci elementi concreti che lasciano ipotizzare la commissione di un reato. Bastano elementi concreti che lasciano ritenere plausibile la commissione del reato, più il PERICULUM IN MORA, rischio che la libera disponibilità del bene possa compromettere la finalità preventiva. Sempre richiesto dal PM, applicato dal giudice che procede. Potrebbe essere eseguito per urgenza dalla polizia Giudiziaria che trasmette il verbale di esecuzione del sequestro che potrebbe. La polizia sequestra ma a chi spetta qualifica il sequestro, è il PM. Esecuzione preventiva dalla polizia giudiziale, trasmesso al PM, che trasmette al GIP, alla convalida.
  • Probatorio → Presupposti: Disposto dal Pm o eseguito in urgenza dalla Polizia Giudiziale, dopo di che il Pm con decreto convalida il sequestro. Oppure prima con decreto viene disposta dal PM, poi vengono eseguite dalla Polizia. FUMUS E PERICULUM (Di immediata rilevazione evitare che sia disperso). Il fumus si abbassa ancora di più perché basta la mera notizia di reato. Potrebbe anche essere utilizzato per accertare l’infondatezza della figura di reato. È meno stabile perché dopo la verifica viene restituito il bene.

Nota Bene: Possono essere impugnate, con il riesame, e con il ricorso per Cassazione. Esiste anche l’appello, che è esperibile solo nel caso delle misure reali. Per il probatorio non è previsto l’appello.

Libro – Capitolo VI

La notizia di reato

È l’informazione scritta o orale, di un fatto nel quale possono ravvisarsi gli elementi costitutivi di un reato almeno dal punto di vista oggettivo, destinata all’autorità giudiziaria, anche per il tramite di un’autorità che ad essa abbia l’obbligo di riferire. Ipotesi fattuale, che può essere penalmente rilevante. Unico requisito di configurabilità è un elemento oggettivo, minimo, cioè solo il fatto. Può essere infatti frammentaria, e anche senza soggetto. Il fatto deve essere denunciato da un soggetto. La notizia può essere poi catalogata come mod 21 noti, mod 45 Anonimi, mod 44 ignoti. Mod 45 non sono notizie di reato. (Registro dei reati.) Viene acquisita dall’organo di polizia giudiziaria o dal Pm. Più la notizia è grave più i termini di trasmissione sono corti.

Si pongono in evidenza tre profili:

  • Oggetto → la notizia deve contenere un fatto corrispondente ad una fattispecie penale. Non necessariamente ci deve essere una la notizia del reato formata cioè da un’identificazione dell’elemento oggettivo e dell’elemento soggettivo, ma basta anche una notizia di reato generica. La notizia può anche essere incompleta. Resta fuori dall’indagine soltanto la diceria, o ogni frammento d’informazione o supposizione che per intrinseca vaghezza ed indefinibilità darebbe luogo ad inutili attività. Nel momento iniziale il fatto viene inquadrato in una fattispecie di reato; concluse le indagini se non si deve richiedere l’archiviazione degli atti si registra la corrispondenza di quel fatto, ad un modello legale d’incriminazione e si esercita l’azione penale.
  • Destinatari → sono l’autorità giudiziaria e all’autorità che ad essa abbia l’obbligo di riferire. Per autorità giudiziale si intende il titolare dell’azione penale: destinatario naturale, della notizia di reato è il PM.
  • Modalità di acquisizione → Il Pm e Pg prendono notizia dei reati di loro iniziativa e ricevono le notizie di reato ex art 30 cpp. Occorre distinguere quindi un’apprendimento diretto e la ricezione. Entrambe devono essere trascritte in atti: la Pg deve redigere verbale ex art 134 e 357 cpp. Il Pm allo stesso modo deve redigere verbale. Ogni verbale va trasmesso al PM, per l’iscrizione immediatamente.

Tipologie di denuncia

  • Denuncia → è atto proveniente da soggetti di regola, obbligati a presentarlo, descrittivo di un fatto nel quale sono ravvisabili gli estremi di un reato perseguibile d’ufficio. Si intende il fatto per cui il pm promuove l’azione penale senza attendere che si realizzi la condizione di procedibilità alla cui esistenza in altri casi, è subordinato l’esercizio dell’azione. In questo caso chi è tenuto all’obbligo della denuncia, se omette commette un reato. Pg o consob i pubblici ufficiali e anche i magistrati che svolgono una funzione giurisdizionale. I privati sono obbligati alla denuncia solo per la commissione di delitti contro la personalità dello Stato punito con la pena dell’ergastolo. Anche nel caso in cui il privato esegua un arresto di una persona colta in flagranza ex art 383 cpc. Nella denuncia fa descritto il fatto, identificazione del soggetto che trasmette, senza supposizione o convincimenti. Se è noto il nome di chi ha commesso il reato, di soggetti che possono riferire circostanze inerenti alla ricostruzione del fatto. La forma è scritta o orale, presentata personalmente o con procura speciale. Chi la riceve redige verbale che deve essere sottoscritto dal denunciante. La sottoscrizione è requisito essenziale. Si può presentare a Pg o PM. La denuncia anonima non è utilizzabile. Unica eccezione è quando la sua provenienza è il soggetto indicato come autore del fatto illecito o costituisce il corpo del reato.
  • Referto → è la denuncia presentata da chi nell’esercizio di una professione sanitaria, presta la propria assistenza o la propria opera in situazioni che evidenziano la commissione di un delitto perseguibile di ufficio. L’omissione è reato, eccetto quando l’informazione esporrebbe a procedimento penale la persona assistita. Esso deve contenere notizie utili a ricostruire le circostanze del fatto, i mezzi e effetti cagionati. Deve indicare la persona al quale si è prestata assistenza, con le generalità e il luogo in cui si trova. Deve essere trasmetto all’autorità, pm o pg entro 48 ore dall’intervento, o immediatamente in caso di pericolo.
  • Condizione di procedibilità → è la manifestazione di volontà della persona offesa dal reato, o dell’autorità, o del provvedimento amministrativo, finalizzata alla rimozione di un ostacolo all’esercizio dell’azione penale nei confronti di chi si assume essere autore di un fatto penalmente rilevante. L’autorizzazione a procedere, dovendo essere richiesta e concessa nel corso della fase preprocessuale, nei confronti di persona che non ha ancora assunto lo status d’imputato è condizione alla quale è subordinato l’esercizio dell’azione al pari della querela, dell’istanza, e della richiesta. Istanza, richiesta di procedimento, autorizzazione a procedere. Ostacoli All’esercizio dell’azione penale. Sono tassativamente previsti dalla legge.
  • Querela → è la dichiarazione, scritta o orale, raccolta a verbale di chi la riceve, con la quale il titolare del diritto o chi è abilitato in sua vece ad esercitarlo, chiede personalmente o per mezzo di un procuratore speciale, che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato ex 336 cpp. Sono indicati dalla legge i reati perseguibili con querela di parte. La ratio della querela risiede nell’esigenza di tutela della riservatezza della persona offesa, che potrebbe anche valutare un eventuale processo dannoso nei suoi confronti più della lesione ricevuta. Deve poter decidere se querelare o no. Non è obbligatoria ma facoltativa. È un diritto della persona offesa dal reato, che appartiene alla sfera dei diritti della persona. La querela non vale per ottenere restituzioni o risarcimento del danno; per far valere questo ulteriore diritto l’offeso deve nel processo costituirsi parte civile. Il diritto di querela non è più esercitabile dopo 3 mesi dalla data in cui si ha notizia del fatto che si assume personalmente rilevante. Art 124 cp. Il termine per il procuratore speciale decorre, ovviamente dal giorno in cui gli è notificato il provvedimento di nomina ex art 338 cpp. Per reati molto pesanti come quelli di violenza sessuale il termine è di 6 mesi. Contenuto minimo, è la manifestazione di volontà di voler perseguire l’autore del reato. Se la polizia ha già acquisito la notizia di reato, l’offeso si limita a dichiarare, che per quel reato, vuole porre querela. La dichiarazione va formalizzata a verbale di arresto in caso di applicazione di misura precautelare. Anche questa avviene personalmente o per mezzo del procuratore speciale. Se orale va trascritta in atto. Presentata al PG o PM. Per i reati GDP, si può scegliere tra querela e ricordo per la citazione a giudizio della persona al quale il reato è attribuito che produce gli stessi effetti. La querela è un diritto indisponibile.
  • Rinuncia → alla querela è tacita o espressa e produce effetti nei confronti di tutti coloro che sono indicati come autori del fatto. Una volta che sia intervenuta, il diritto di querela non può più essere esercitato.
  • Remissione di querela → è la dichiarazione di volontà dell’offeso, che deve essere accettata dal querelato, diretta ad annullare gli effetti di una querela già proposta. Può essere processuale, con dichiarazione o extraprocessuale, con il compimento di atti incompatibili con la volontà di persistere nella querela.
  • La richiesta e istanza di procedimento è l’atto amministrativo discrezionale con cui il ministro della giustizia chiede all’ufficio del pm di perseguire un reato, la cui procedibilità è espressamente subordinata dalla legge all’esistenza di tale condizione. Art 342
  • L’autorizzazione a procedere è il provvedimento di natura discrezionale con cui un’autorità dello stato, previa istruttoria, consente all’ufficio del pubblico ministero di perseguire determinati reati o d’iniziare l’azione penale nei confronti di determinati soggetti.
  • In carenza di condizioni di procedibilità, sono consentiti gli atti d’indagine necessari per assicurare le fonti di prova e se l’attesa del decorso del tempo necessario al verificarsi della condizione comporta pericolo di dispersione o d’inquinamento delle fonti di prova individuate è possibile ricorrere alla procedura dell’incidente probatorio per l’assunzione anticipata del mezzo di prova.

Lezione del 20/03/2015

Parti dinamica del procedimento penale

Fase delle indagini preliminari → è una fase dominata dal PM, caratterizzata dalla segretezza, la quale va intesa sotto un duplice profilo, interno (sono coperti da segreto interno gli atti che non possono essere conosciuti nemmeno dal diretto interessato), esterno (è un divieto di pubblicazione degli atti ). La regola è che se c’è il segreto interno, inevitabilmente sarà coperto dal segreto esterno.

Ma come è possibile allora che le domande sono pubblicate dai giornali? Ci sono degli atti che non sono coperti dal segreto interno perché sono conosciuti dall’indagato. Per questi cade in parte il segreto esterno. Muta il segreto esterno in questo caso. Perché non può essere diffuso integralmente ma può essere pubblicato il suo interno. Ciò significa che tu non puoi pubblicare l’atto integrale ma il riassunto di esso. La segretezza è strumentale all’efficienza del sistema investigativo. In Italia c’è sempre la violazione di questi principi di segretezza sia interno che esterno. In sintesi non è pubblicabile in fase preliminare un atto integrale.

Quando e come il diretto interessato può venire a conoscenza del procedimento a suo carico e può partecipare eventualmente all’attività che viene posta in essere a suo carico? La premessa indefettibile è che il procedimento penale prende avvio sempre con l’acquisizione della notizia di reato.

Bisogna a monte fare una distinzione tra due ipotesi:

1. Arresto in flagranza

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Scienze giuridiche IUS/16 Diritto processuale penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher br1one di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Procedura penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Della Monica Giuseppe.
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