Domande ipotesi
La formulazione dell'ipotesi è la fase più importante della ricerca. L'ipotesi è un'asserzione ritenuta vera al fine di vagliarne la verità. L'ipotesi è perciò una proposizione formulata in modo da poter essere verificata o falsificata alla fine di una ricerca ed è formulata sotto forma di un'affermazione espressa attraverso un costrutto tipico: SE in particolari condizioni si fanno determinate azioni e la previsione è esatta, ALLORA si dovranno ottenere i seguenti risultati.
Per Fraisse esistono due tipi d'ipotesi: indotta (quando scaturisce dall'osservazione dei fatti e dagli stimoli del contesto), dedotta (quando nasce da una elaborazione della conoscenza pregressa). Le affermazioni, per poter essere ipotesi, devono essere sempre sottoposte a verifica. Un'ipotesi, secondo Fraisse, deve sia proporre una risposta adeguata al problema posto che essere verosimile. Per essere verosimile un'ipotesi deve essere coerente con il complesso delle teorie di cui disponiamo in relazione al problema in questione. L'ipotesi è verificabile quando l'affermazione può essere sottoposta a verifica sul piano logico o su quello empirico. Perché questo accada è necessario che i termini e i concetti con cui si opera, siano definiti in modo operativo.
La verifica delle ipotesi può essere diretta (quando i termini del problema sono tutti osservabili), indiretta (quando è più complessa e richiede la considerazione di variabili che non è possibile osservare direttamente). I criteri che si utilizzano per la verifica delle ipotesi sono prevalentemente di tipo probabilistico.
Approcci
Approccio teorico
L'approccio teorico è un'indagine volta ad approfondire con strumenti conoscitivi di tipo teorico, logico ed epistemologico gli apparati concettuali e i costrutti teorici che stanno alla base della ricerca educativa. Non esiste impianto scientifico che non si confronti costantemente con il problema di una forte dimensione teorica. La ricerca teorica non può voler dire comunque ricerca estranea alla dimensione empirica dell'esperienza. Si preferisce una ricerca interessante, audace e altamente informativa, a una banale.
Approccio storico
L'approccio storico è un'indagine storica rigorosa legata all'esame delle fonti e ai diversi paradigmi storiografici che regolano la ricostruzione, la narrazione e l'interpretazione di eventi e dottrine. Le indagini longitudinali sull'evoluzione dei sistemi educativi e sull'evoluzione delle metodologie educative richiedono una forte componente di lavoro di ricostruzione storica.
Approccio comparativo
L'approccio comparativo è un'indagine che confronta in maniera sistematica modelli educativi e sistemi formativi di differenti contesti regionali o nazionali. L'educazione comparata è la scienza che scopre, analizza e spiega le somiglianze e le differenze fra i fatti educativi nelle loro relazioni con il contesto politico, economico, sociale e culturale. La ricerca comparativa in Italia si è sviluppata a partire dalla metà degli anni '60.
Approccio clinico
L'approccio clinico è una modalità di condurre ricerca che mette al centro del suo interesse l'individuo nella sua particolarità e nella sua storia. Oggi si intende con approccio clinico un modo di comprendere e spiegare casi concreti, fatti particolari, situazioni individuali cercando di approfondirne la dimensione qualitativa e di coglierne le particolarità. L'approccio clinico privilegia l'analisi qualitativa di singoli casi individuali ma, come nel campo medico e psicologico, prevede la possibilità di generalizzazioni quantitative.
Approcci di ricerca-azione
La ricerca-azione è un tipo d'indagine riflessiva, orientata all'azione e al cambiamento, spesso condotta da ricercatori non professionisti che indagano sulle proprie azioni al fine di risolvere situazioni problematiche e tentare di apportare dei miglioramenti. Viene svolta in collaborazione da operatori e ricercatori e serve a migliorare le pratiche dei primi, attraverso il monitoraggio e la valutazione delle modifiche introdotte, guidate dai secondi. La ricerca-azione viene fatta sul campo, con un monitoraggio continuo dei risultati e una forte dimensione di condivisione e collaborazione, al fine di sviscerare i problemi, smascherare assunti e riflettere criticamente sul proprio agire. Oltre a strumenti denotativi (es. griglie, registrazioni, questionari), fa uso anche di strumenti connotativi (fotografie, diari, racconti) che sottolineano il coinvolgimento in prima persona degli operatori.
Approccio sperimentale
Nell'approccio sperimentale, se ci si limita ad osservare le variabili controllate, senza poter intervenire attivamente sulle variabili indipendenti, allora si parla di analisi della correlazione. In questo approccio, si cercano correlazioni significative tra variabili per poter ipotizzare delle relazioni sul piano teorico. Se invece la sperimentazione avviene in condizioni rigorosamente controllate e lo sperimentatore agisce sulle variabili indipendenti e monitora l'influsso di questi cambiamenti sulle variabili dipendenti, allora si tratta di un esperimento. L'esperimento è il solo metodo per definire relazioni di causa-effetto.
Ricerca sperimentale
Nella ricerca sperimentale ci si propone di verificare gli effetti della manipolazione di una o più variabili indipendenti da parte del ricercatore, sulle variabili dipendenti target. La modifica delle variabili indipendenti è detta trattamento. L'introduzione del trattamento T sulla variabile indipendente X provocherà una modifica nel senso Q della variabile dipendente Y. L'obiettivo di qualunque disegno sperimentale è isolare le variabili indipendenti e dipendenti, in modo da neutralizzare l'effetto delle variabili concorrenti o confondenti e poter inferire nessi di causa ed effetto tra X e Y.
I vantaggi della ricerca sperimentale sono: controllare al meglio le condizioni, ridurre le dimensioni del campione, stabilire relazioni causali tra variabili, effettuare anche studi longitudinali. Gli svantaggi sono: rischio di creare situazioni artificiose, effetto reattività, necessità di estrarre campioni adeguati.
Fonti di errore in un esperimento
Campbell e Stanley hanno classificato le principali fonti di errore che possono inficiare la validità di un esperimento: fattori legati alla costruzione dei gruppi.
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