1. In che consiste la democrazia?
Alla lettera significa "governo del popolo", ma si capisce ben poco se non si definisce
la natura, le caratteristiche del popolo e se non si comprende in che modo il popolo
esercitava il potere, il governo.
Per popolo si intendono non gli abitanti di una città, ma solo i cittadini. Il potere viene
esercitato a turno con una serie di limiti di estensione e di tempo.
Nessuno ha un potere assoluto, tutti hanno un potere a termine. In genere non si
conserva una carica per più di un anno.
2. Quando parliamo della democrazia antica, cioè della democrazia greca,
non descriviamo un fenomeno di un'altra epoca, assolutamente diversa
dall'attuale? Che utilità ne ricaviamo?
Si parliamo di una realtà di un altro tempo, ma parliamo pure di principi e di "regole di
sistema" che non hanno tempo, nel senso che possono essere attuati in ogni tempo.
Ad esempio la libertà e l'uguaglianza. Si tratta solo di applicare questi principii in un
altro contesto. Così come non possiamo dire che il principio dell'amore, tipico del
cristianesimo, non è superato perchè sono passati 2000 anni, così dobbiamo
riconoscere che gli ideali di libertà e di uguaglianza della democrazia sono attuali e
fondamentali come 2500 anni or sono. Sono diventati due principii della nostra epoca
e del mondo europeo e , in senso lato, "occidentale"
3. In che cosa consiste la libertà democratica? In che senso si può dire
che sta alla base dell'antropologia greca?
La libertà è innanzitutto legata all'idea che l'uomo è un individuo socievole, portato a
convivere e a cooperare con i suoi simili. Quindi ad una visione "ottimistica" dell'uomo,
cioè ad una antropologia che rappresenta l'uomo non come un soggetto aggressivo,
ma pacifico e capace di agire in modo empatico con i suoi simili. Libertà , per i Greci,
significa molte cose: vivere senza un padrone, scegliere il proprio destino, decidere in
modo autonomo, essere liberi di esprimersi, poter dire quello che si pensa.
4. Rispetto al potere, in che modo si definisce la libertà democratica?
In vari modi, innanzitutto come non dipendenza da un potere esterno; in altre parole
non si accetta un padrone, sia esso uno straniero o un individuo della propria
comunità.
Si rifiuta il governo di uno (tirannide) o di pochi (oligarchia), in nome del primato della
comunità e della partecipazione di tutti alla definizione delle leggi e delle decisioni.
Libertà significa anche libertà di critica del potere. La commedia , un'altra invenzione
dei greci, si fonda essenzialmente sulla critica del potere.
5. Che cos’è lo Stato per i greci?
I greci non hanno la stessa nozione che abbiamo noi di Stato cioè di una popolazione
che ha caratteri comuni (lingua, religione, abitudini, storia) e che si trova su un
determinato territorio circoscritto da confini.
Per i greci, la formula più corretta che si usa per descrivere una realtà (lo Stato di
Atene) è quella di città-stato, cioè una città con territorio circostante, con delle
istituzioni politiche e un popolo di cittadini che si auto amministrano.
6. È vero che la flotta è un’arma popolare?
Si, se teniamo presente che un combattimento navale viene vinto dalla trireme che
riesce a speronare la trireme nemica. Quindi hanno un ruolo fondamentale i rematori e
l’addestramento alla navigazione e al combattimento. I rematori appartengono in
genere alle classi sociali meno abbienti soprattutto alla quarta classe di reddito, i teti.
7. Tutti i cittadini combattono?
No, nel V sec. a.C. solo gli opliti (fanti) ovvero coloro i quali sono in grado di acquistare
le proprie armi (Scudo, corazza, elmo, spada, lancia, ecc.), possono combattere. Più
tardi sarà lo Stato ad acquistare le armi per cittadini con poche risorse.
8. Quanti tipi di cittadinanza esistono ad Atene?
Se intendiamo parlare di cittadinanza “in senso assoluto” , come dice Aristotele, cioè
di cittadini che gestiscono in prima persona il potere e decidono sulle scelte della città
partecipando all’Assemblea, ai tribunali, al Consiglio dei Cinquecento, possiamo dire
che c’è solo un tipo di cittadinanza,quella riservata ai maschi adulti liberi, nati da
madre e padre ateniese.
1. Bulè(Consiglio dei 500), Ecclesia, Tribunale, Areopago. (Istituzioni di Atene)
bulè Consiglio cittadino dell’antica polis greca e degli stati federali; nato
(gr. βουλή)
come corpo aristocratico intorno ai re arcaici, assunse importanza con l’affermarsi dei
regimi democratici. L’ordinamento della b. è noto soprattutto per Atene, dove fu
istituita da (fine 6° sec. a.C.): nel 5°-4° sec. contava 500 membri ( 50
Clistene buleuti),
per ciascuna delle 10 tribù territoriali istituite da Clistene. La b. era poi divisa, in base
al numero delle tribù, in 10 sezioni (pritanie) che si alternavano alla presidenza della b.
stessa ciascuna per un decimo dell’anno attico ed eleggevano ogni giorno dal proprio
seno un presidente dei pritani. Funzionari minori del consiglio erano il segretario e il
tesoriere.
La funzione di questo consiglio era quello di proporre all’ekklesia i provvedimenti da
approvare o respingere. Inoltre stilava l’ordine del giorno delle riunioni dell’assemblea.
L’ekklesia è l’assemblea generale di Atene cui partecipavano tutti i cittadini di pieno
diritto che avessero compiuto i vent'anni. La sua funzione era quella di approvare o
respingere i provvedimenti proposti dalla bulè. Le sue attribuzioni, vastissime,
riguardavano l'elezione dei magistrati, l'approvazione delle leggi e la decisione ultima
sulla pace, la guerra e le alleanze. La legge vietava però al presidente dell'ecclesia
(nel sec. V a. C. era l'epistate dei pritani) di mettere in discussione qualsiasi proposta
che non fosse stata presentata dalla bulè. La votazione nell'ecclesia avveniva per
alzata di mano; era invece segreta e si faceva per mezzo di pietruzze se si trattava dei
diritti di un singolo cittadino. L’assemblea rappresenta il simbolo della democrazia
ateniese. Nei primi tempio si svolgeva presso la piazza dell’Agorà; successivamente
venne spostata sulla collina della Pnice.
Il Tribunale o Eliea. Era un tribunale politico composto da giudici popolari.
l’eliea che inizialmente ebbe solo la funzione di corte d appello, ma che in seguito
diventò il tribunale più importante, soprattutto in materia penale e fu strutturato in
varie corti di giustizia; la caratteristica più innovativa di questo organo era la sua
composizione: esso poteva essere costituito da cittadini di qualunque classe (ne
potevano far parte quindi anche i teti), scelti a sorte dalla bulè tra tutti coloro che
avevano compiuto i 30 anni d età (una specie di tribunale popolare quindi, di cui
potevano far parte anche persone non esperte nella legge). Sotto Clistene per
l’esercizio della funzione giudiziaria furono istituite inoltre 10 nuove corti di giustizia
dell’eliea.
l'Areopago, era un tribunale composto dagli ex arconti con compiti giudiziari.
Anticamente provvedeva alla punizione dei reati di sangue, alla tutela delle leggi e alla
docimasia dei nove arconti. Nel tempo perse la giurisdizione dei delitti che
interessavano la città, delle infrazioni commesse contro l'ordine pubblico dai privati e
dai magistrati. Conservò soltanto attribuzioni di carattere religioso e, soprattutto, la
giurisdizione dei delitti di sangue. I poteri politici dell'Areopago passarono
all'Assemblea popolare e alla Bulè, mentre quelli giurisdizionali passarono al tribunale
della eliea.
Ruolo dei Tribunali popolari
A differenza di quanto si potrebbe ritenere, secondo le regole della divisione dei poteri
della democrazia moderna, i tribunali popolari non erano organi autonomi dal potere
politico; in Grecia il concetto di terzietà del giudice è assolutamente assente. I tribunali
popolari sono organi politici, hanno il compito di attuare le decisioni e le leggi
dell’Assemblea. Naturalmente hanno una loro autonomia nell’esercizio delle funzioni
loro attribuite. A volte funzionano anche come corti d’appello su alcune decisioni prese
dall’Assemblea.
2. Ostracismo
La tradizione attribuisce a Clistene l’istituzione dell’ostracismo, una votazione con la quale ogni membro
dell’assemblea aveva diritto di scrivere su un coccio (ostrakon), con voto segreto, il nome di un cittadini che
egli desiderava fosse allontanato dalla città; chi riceveva un certo numero di voti (in seguito fu stabilito in
6000) era condannato a lasciare la città per 10 anni, i suoi beni non venivano confiscati e la famiglia non era
obbligata a seguirlo. Questa procedura dell’ostracismo fu adottata per la prima volta nel 487. L’ostracismo
mirava ad allontanare dalla comunità gli individui pericolosi per la città e per il suo ordinamento democratico;
ma l’istituto si prestò ad abusi e allo sfogo di risentimenti privati.
3. Democrazia ed uguaglianza (2,3)
4. Qual è il ruolo della flotta ateniese (La scelta del dominio del mare 13)
5. Le donne in Grecia
In Grecia, ad Atene, la donna libera, di buona famiglia, non aveva un ruolo sociale. Il destino di ogni donna
era quello di sposarsi e di mettere al mondo dei figli, preferibilmente maschi, vista l’importanza che aveva la
continuazione del gruppo. La donna trascorreva, quindi, la giornata nel gineceo (stanze a assegnate alle
donne) dove sotto la sua tutela vivevano anche i figli, e le schiave, cui la padrona di casa assegnava i vari
lavori domestici. Essa filava e tesseva, controllava il lavoro affidato alle schiave e organizzava le cerimonie
familiari e i banchetti, ai quali, però, non prendeva parte. La donna usciva in rare occasioni, come le feste di
matrimonio o le feste religiose. In effetti, il solo campo della vita sociale in cui le donne potevano godere
degli stessi diritti degli uomini, era proprio quello religioso, in quanto le donne sposate e madri di famiglia,
con un’ottima reputazione, potevano essere elette sacerdotesse.
6. Pericle(Riforma di Pericle 17)
Pericle, discendente di nobile famiglia, salì al potere alla morte di Efialte nel 460. Possedeva grandi doti
oratorie e una lucida intelligenza politica. Con le sue qualità personali dominò la sua scena politica di Atene
per circa 30 anni, fino alla morte avvenuta nel 429. Pericle fu uno dei più grandi uomini politici della storia di
tutti i tempi; nell’età che da lui prese il nome (età di Pericle) la cultura e le arti raggiunsero un culmine
insuperabile. Pericle esercitò il suo potere conservando per 13 anni la carica di stratega, l’unica
magistratura alla quali si potesse essere rieletti, ma più ancora contavano il prestigio e la popolarità che gli
consentirono di fare prevalere nelle votazioni dell’assemblea le proposte da lui ispirate e sostenute. La
misura più importante presa da Pericle a sostegno di una effettiva democrazia fu la Mistoforia, cioè
l’istituzione di una indennità giornaliera che progressivamente fu estesa anche ai partecipanti alle sedute
dell’assemblea popolare. L’intento di Pericle era quello di garantire la partecipazione dei cittadini più poveri
alla vita politica con un’indennità che risarciva la giornata di lavoro perduta a causa della presenza nei
tribunali e nelle altre cariche pubbliche e nell’ecclesia. Pericle poteva così sostenere che ad Atene la povertà
non era di ostacolo a chi volesse contribuire al bene pubblico.
7. La riforma di Clistene (17)
8. Critica aristocratica contro la democrazia(2)
9. Il rapporto fra la democrazia e la flotta(11)
10. Solone(17)
11. Epitafio Pericleo(6)
12. Battaglia di Salamina
La seconda guerra persiana fu risolta da uno scontro navale nello stretto di Salamina. Serse re dei persiani
dispose la flotta nello stretto che divide l’isola di Salamina dal continente. Le navi greche guidate da
Temistocle indietreggiarono per attirare i persiani nell’interno dello stretto con l’intento di impegnare i nemici
in una battaglia quasi corpo a corpo. Le navi persiane poco abituate a manovrare negli spazi stretti caddero
nella più completa confusione e alla fine vennero distrutte 200 navi persiane, mentre i greci persero solo 40
unità. In questo modo la Grecia respinse per la seconda volta il tentativo di conquista del re dei persiani.
Flotta e fanteria ateniese: Salamina e Maratona
La battaglia di Maratona del 490 a.C., nella storiografia e nella letteratura greca, era
ricordata soprattutto dai fautori dell’aristocrazia perché rappresentò la vittoria del ceto
medio ateniese. A Maratona infatti combatterono soprattutto cittadini della classe
media che erano in grado di comprare a loro spese l’armatura dell’oplita, cioè del
fante con armatura pesante, di più di 20 kg. Solo i cittadini benestanti potevano
affrontare questa spesa, per questo Maratona fu vista come la vittoria del ceto medio,
della “borghesia”. Salamina invece era ricordata soprattutto dai sostenitori della
democrazia perché in questa battaglia, combattuta nel 480 a. C., fu soprattutto
l’elemento popolare che contribuì alla vittoria. “I rematori salvarono la Grecia”, si
disse, a significare che era stato soprattutto il popolo che governava le triremi a
permettere la vittoria contro i persiani.
13. Lega di Delo (15)
14. Trasferimento del tesoro federale ad Atene(16)
15. Tirannide di Pisistrato
L’equilibrio trovato da Solone con la sua riforma tra demos e gli aristocratici non durò a lungo. Nel corso del
VI secolo a.C. Atene piombò di nuovo nel caos. In questo contesto si affermò, come in altre città stato, la
tirannide. Ad Atene si affermò Pisistrato, un tiranno spregiudicato e intelligente. Espressione di quei ceti non
rappresentati dalla riforma di Solone, i piccoli proprietari e i commercianti. Nel 561 a.C. si impadronì del
potere ponendo fine al caos in cui si trovava la città. Senza modificare le leggi di Solone, di fatto, governo da
solo Atene fino al 528 a.C.. Attuò una politica che favorì i ceti popolari e tutelò gli interessi commerciali di
Atene. Dopo la sua morte, nel 528 a.C., gli successero i figli Ipparco e Ippia, che però non seppero
dimostrare lo stesso talento politico del padre.
16. Morte di Pericle
17. La peste ad Atene
Nel 430 a.C. una misteriosa epidemia giunse nel porto del Pireo e dilagò in Atene, fra le cui mura si
ammassava una numerosa popolazione in precarie condizioni igieniche, martellata dall’assedio degli
spartani. In soli 4 anni, un terzo della popolazione ateniese morì, e nell’autunno del 429 a.C. lo stesso
Pericle perse la vita a causa della peste.
18. La commedia
Fra le realizzazioni più significative della cultura ateniese del V secolo a.C. dobbiamo ricordare soprattutto il
teatro. La commedia attica, fiorì ad Atene a partire dall'inizio del V secolo a.C. Le sue origini remote (assai
oscure) risalgono a feste agresti e ai riti dionisiaci della fertilità e della fecondità.Il commediofgrafo più
famoso e influente dell’età Attica è stato Aristofane. Di Aristófane (445-385 circa a. C.) ci sono state
tramandate undici commedie, i cui argomenti sono strettamente connessi con l'attualità politica ateniese. Al
centro degli interessi del poeta e del suo pubblico sono infatti le vicende ed i problemi dell'Atene
contemporanea: la guerra del Peloponneso, che contrappose Atene a Sparta per quasi trent'anni (431-402 a.
C.); gli scontri fra il partito della guerra e quello della pace; i mali e i pericoli della demagogia; la corruzione e
il malcostume dominanti nella vita politica e giudiziaria; i rischi di degenerazione morale insiti nel nuovo
programma educativo proposto dal movimento sofistico ecc.
19. Cleone
20. Temistocle
21. Aristide
22. Ceramio
23. Pireo
24. Il sorteggio
Coerentemente con il presupposto di fornire lo sviluppo della massima competenza generale possibile tra i
cittadini, l'uso del sorteggio fu considerato come il mezzo più democratico di attribuzione delle cariche
pubbliche: una elezione, infatti, avrebbe favorito gli aristocratici, i ricchi, le persone note o dotate di
eloquenza; il sorteggio permetteva a chiunque di impegnarsi nell'esperienza democratica, ossia di
"governare ed essere governati", oltre che di evitare fenomeni di brogli e di ridurre i pericoli insiti a fenomeni
demagogici, specialmente con riferimento ai membri della Boulé e ad alcuni funzionari dal momento che
questi organi detenevano una non irrilevante funzione finanziaria.
25. Il cittadino ad Atene(14)
26. Isegoria
Nel linguaggio politico degli antichi Greci, l’uguaglianza nel diritto di parola, fu uno dei principî fondamentali
della democrazia ellenica.
27. Dominio del mare, talassocrazia ateniese: L’anonimo Oligarca sembra considerare come
l’espressione politica della talassocrazia ateniese si manifesta attraverso il dominio commerciale e
militare sul mare, poiché alla base della talassocrazia ateniese, cioè della potenza e della ricchezza
della città, c’è soprattutto l’elemento popolare.
28. Connessione tra primato economico e commerciale ateniese con democrazia
Il dominio politico-militare esercitato da Atene ebbe anche un risvolto economico-commerciale. La potente
flotta da guerra permetteva ad Atene di godere di tutti i prodotti del mondo greco, perché era in grado di
scortare le navi piene di grano fino al porto del Pireo. Appare evidente che all’indomani di Salamina, il
dominio ateniese si impose grazie al primato sul mare e torni a vantaggio soprattutto del demos che gestiva
le due istituzioni che rappresentano soprattutto la dimensi
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