1. La psicologia del lavoro. Definizione: Disciplina scientifica che si occupa dell’interazione tra
persona e lavoro, il cui la persona persegue scopi, apprende e sperimenta esperienze psicologiche
legate al suo compito nell’interpretazione del ruolo.
2. La psicologia delle risorse umane. Definizione: è orientata ad affrontare una serie di
problematiche individuali e organizzative relative al miglior adattamento tra l’individuo e i bisogni
organizzativi.
3. La psicologia dell’organizzazione. Definizione: studia gli aggregati di persone (gruppi) con lo
scopo principale di generare e guidare il cambiamento organizzativo.
21. Marketing: definizione: Processi per creare, comunicare, fornire e scambiare offerte che
posseggono un valore per gli acquirenti/clienti
22. Social Marketing: definizione: Un tipo di marketing con l’obiettivo di influenzare
comportamenti di cui possano beneficiare gli individui e le comunità per il bene sociale comune.
4. Gli errori non intenzionali nel modello di Reason (1990), le disattenzioni: Le disattenzioni o
sviste sono dovute ad una mancanza di attenzione, l’individuo non se ne rende immediatamente
conto (es. comportamenti “sopra pensiero”)
5. Gli errori non intenzionali nel modello di Reason (1990), le dimenticanze: Sono errori di
memorizzazione che comportano azioni mancate o omissioni.
6. Gli errori intenzionali nel modello di Reason (1990), gli errori veri e propri (mistakes):
Sono causati da un azione guidata da un intenzione errata.
7. Gli errori intenzionali nel modello di Reason (1990), le violazioni: L’errore è causato da un
comportamento che deliberatamente non segue le istruzioni/regole.
8. Gli errori rule-based di Rasmussen (1986): Si manifestano in compiti di problem solving nei
quali non viene applicata appropriatamente lo schema (se… allora…)
9. Gli errori knowledge-based di Rasmussen (1986): Sono errori legati a conoscenze e
competenze insufficienti per affrontare il compito.
10. Errori attivi e condizioni latenti nello Swiss Cheese Model: Gli errori arrivi sono associati
alle prestazioni degli operatori in prima linea, le condizioni latenti sono associate ad attività distanti
nel tempo/spazio come attività organizzative (possono rimanere silenti per molto tempo)
11. La razionalità limitata: La capacità della mente umana di formulare e risolvere problemi
complessi è poca cosa se paragonata alla dimensione dei problemi (difficoltà a trattare la grande
mole di dati che riceviamo in modo consapevole.)
12. La razionalità imperfetta: La presenza di Euristiche (scorciatoie) e di errori strutturali su cui ci
si basa per rendere più semplici/veloci le operazioni mentali.
13. La razionalità riluttante: Evitamento della tensione cognitiva, difficoltà ad elaborare info
complesse per lungo tempo
14. Lo stress: caratteristica ‘chiave’: Squilibrio tra richieste, risorse e scopi, percepito come
minaccioso per il self
19. Stress negativo e positivo: Eustress: stress positivo, i fattori che provocano lo stress sono
visti come sfide stimolanti che danno la possibilità di crescere. Distress: gli stressors non sono
valutati all’altezza delle ricompense lavorative.
20. Differenze tra stressors e strain: Stressors: eventi che possono attivare il processo di stress.
Strain: Reazioni fisiologiche, psicologiche e comportamentali adottate dalla persona nel breve o
nel lungo periodo.
15. Stress, linee di prevenzione: Individuale: Tramite un adeguata collocazione lavorativa che
rispetti le capacità, formazione, riduzione carico lavoro, sostegno; Gruppo di lavoro: identificazione
delle situazioni contenenti stressors, miglioramento collaborazione, comunicazione, decisioni
condivise; Organizzativo: interventi preventivi e correttivi dell’ambiente (procedure strumenti…) per
diminuire le fonti di stress. (((Prevenzione primaria (riduzione degli stressors) Prevenzione
secondaria (prevenzione di malesseri e facilitare la gestione attiva dello stress) Prevenzione
terziaria: trattamento e riabilitazione di persone che vivono condizioni stressanti.)))
16. Il burnout: definizione: Grave stress cronico, riscontrato nelle professioni caratterizzate da
molti rapporti con altre persone. Comprende: depersonalizzazione (cinismo verso il proprio lavoro),
Esaurimento emotivo e Senso di ridotta efficacia professionale
26. Fatica mentale: le due caratteristiche tipiche: decremento delle performance e modifica
dello stato emotivo, dovuto ad un sovraccarico di lavoro di natura cognitiva, emotiva o relazionale.
27. Fatica mentale: linee di prevenzione: Struttura dei compiti (varietà, autonomia, significativa,
feedback), miglioramento della distribuzione delle pause, miglioramento del coordinamento delle
attività.
28. Carico cognitivo: Costo complessivo che un lavoratore sostiene per mantenere un buon
livello di prestazione
17. Il mobbing: definizione di Einarsen et al. (2003): Il mobbing comprende: • Azioni di attacco,
offesa, esclusione di un lavoratore intaccando i suoi compiti. • La presenza di tale interazione
conflittuale ripetuta e regolare nel tempo. • La presenza di un’asimmetria di posizione.
18. Il mobbing: tipologie: • Mobbing verticale: Superiore -> Subordinato (tentando di allontanarlo)
colleghi = side-mobbers. • Mobbing orizzontale Colleghi -> Collega per espellerlo. • Mobbing
strategico: Atti di prevaricazione per espellere un lavoratore sapendo già con chi sostituirlo.
23. Cecità ai banner: definizione: Per evitare di essere distratti da informazioni inutili
(pubblicitarie) gli utenti rischiano di non usufruire di informazioni o di funzionalità di cui hanno
bisogno.
24. Mappe di priorità: definizione: La posizione delle informazioni/immagini ha un ruolo cruciale.
25. Il workaholism: caratteristiche principali: Condotta lavorativa atipica con effetti
controproducenti sulla persona, che si esprime con eccessivo impegno nella sue attività lavorative.
La persona opera senza vincoli temporali, è compulsiva (bisogno interno di arrivare al risultato), è
perfezionista e prova una tensione competitiva per la riuscita professionale.
30. Il workaholism: definizione di Karoshi: Potenziale sindrome fatale derivata da prolungato
orario lavorativo
31. I partecipanti ai focus group
32. Cos’è il “funnel approach”: È un approccio che consiste nel sottoporre ai partecipanti
domande generiche per metterli a loro agio ed inseguito passare a domande più mirate
34. Tipi di domande nel focus group: •Domande di apertura: semplici che rendono neutro il
clima •Domande introduttive: graduali, introducono l’argomento, incoraggiano la discussione
•Domande chiave: quesito di ricerca •Domande di transizione: chiariscono un punto, per cambiare
argomento •Domande finali: raccolgono le impressioni del gruppo.
36. Quali sono gli errori più comuni che si commettono nel condurre un focus group? Non
sottolineare la domanda principale del FG, non seguire il funnel approach, sottoponendo le
domande in ordine non consequenziale senza passare dal generico allo specifico,
mancato/inappropriato utilizzo delle tecniche di controllo, incapacità di rimanere imparziale.
* . Quali sono gli errori più comuni che si commettono in un focus group? •I bias: nel testo
cerco argomenti che confermano le mie idee; •Generalizzare: fare assunzioni generali su
commenti di un solo partecipante; •Quantificare i risultati d un Focus Group
40. Quali caratteristiche deve possedere un buon conduttore di focus: Capacità di gestire i
gruppi, di ascoltare e di stimolare le persone timide a parlare, di cambiare agilmente argomento, di
apparire neutrale e non giudicante, sicuro, flessibile, buone capacità comunicative.
33. Il moderatore nel diagramma di affinità: Il moderatore o Facilitatore è una figura neutra che
modera la discussione e guida il gruppo
35. Definizione di affordance: Tutte le possibilità d’azione latenti presenti nell’ambiente,
misurabili ed indipendenti dalla capacità del individuo di riconoscerle, me sempre legate ad un
agente/oggetto. Perceived affordance: Le qualità o proprietà di un oggetto che definiscono i suoi
possibili utilizzi o chiarificano come potrebbe o dovrebbe essere usato. (Invito di fare delle azione
con l’oggetto)
37. Il concetto di mapping naturale: È la relazione esistente tra l’azione che si può compiere su
di un comando e gli effetti che me derivano sul mondo
41. Qual è il problema che le persone hanno coi termostati? Il problema delle persone con i
termostati è che i comandi dei termostati danno delle affordance errate, in quanto le persone
hanno l’impressione che più premono il pulsante per alzare la tempe
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Domande Psicofarmacologia
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Domande esame psicologia del lavoro, prof Maeran
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Domande esame psicologia generale
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Domande per il ripasso esame psicologia del lavoro e delle organizzazioni