DOMANDE PSICOLOGIA CLINICA:
1) LE DIFFERENZE TRA IL DSM-IV IL DSM-5:
La revisione si esprime attraverso:
Rielaborazioni formali: Nuova struttura del manuale, Assessment dimensionale, Sistema
multiassiale
Rielaborazioni concettuali: identificazione di nuove, categorie diagnostiche, e nuova
definizione di alcune categorie già presenti.
Approccio ateoretico;
1. Il sistema multiassiale:
2. nel DSM-V è stato sostituito da 3 sezioni.
I disturbi psichici:
3. entità discrete.
Criteri di Inclusione/esclusione.
4. Validità e attendibilità diagnostica.
5.
2) CLASSIFICAZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLA PERSONALITÀ KERNBERG X X
Kernberg ha proposto un approccio psicoanalitico alla diagnosi sulla base
dell’organizzazione della personalità. Egli distingue tre principali organizzazioni di
personalità (nevrotica, borderline, psicotica) sulla base di tre criteri strutturali:
l’integrazione dell’identità.
I meccanismi di difesa utilizzati.
L’esame di realtà.
Organizzazione Nevrotica:
1. (più sana) (psicosi somatiche)
a. Identità integrata. La rappresentazione del sé è differenziata da quella dell’oggetto
e i suoi confini sono preservati.
b. i meccanismi di difesa utilizzati sono evoluti (rimozione, formazione reattiva,
isolamento, annullamento, intellettualizzazione, razionalizzazione).
c. L’esame di realtà è conservato;
Organizzazione Borderline:
2. (il borderline, lo schizoide, lo schizotipico, il paranoide, il
narcisistico, l'ipocondriaco, l'antisociale)
a. Diffusione di identità. Le rappresentazioni di sé e degli altri sono scisse.
b. Meccanismi di difesa primitivi, in particolare la scissione.
c. L’esame di realtà è mantenuto o, nelle situazioni più gravi, compromesso.
Organizzazione Psicotica:
3. (schizofrenia o altra forma psicotica, isterico, ossessivo)
a. Diffusione dell’identità. Vi è una mancata integrazione del Sé e una mancata
differenziazione fra sé e l’oggetto.
b. Predominio di operazioni difensive primitive
c. L’esame di realtà è perduto, sono presenti deliri, allucinazioni e comportamenti
bizzarri.
1
3) CONFRONTO TRA DSM-V E GABBARD:
DSM-V: disturbi dello spettro schizofrenico e correlati. Gabbard: schizofrenia.
DSM-V: disturbi bipolari e correlati Disturbi Depressivi. Gabbard: disturbi affettivi.
DSM-V: disturbi d’ansia. Ossessivo-compulsivi e correlati. Gabbard: Disturbi d’ansia.
DSM-V: disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti. Disturbi dissociativi. Gabbard:
disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti e disturbi dissociativi.
DSM-V: disturbi di personalità (A, B e C). Gabbard: Disturbi di personalità Gruppo A.
Disturbi di personalità Gruppo B. Disturbi di personalità Gruppo C.
4) DISTURBI BIPOLARI (DSM 5) X
Disturbo bipolare I
Disturbo bipolare II
Disturbo ciclotimico
Disturbi bipolari correlate a sostanze/farmaci
Disturbi bipolari correlate a altra condizione medica
5) DISTURBO BIPOLARE I
Per la diagnosi di disturbo bipolare I, è necessario soddisfare i seguenti criteri per 1
può essere preceduto e seguito da episodi ipomaniacali o
episodio maniacale, che
depressivi maggiori.
6) DISTURBO BIPOLARE II
Per la diagnosi di disturbo bipolare II è necessario soddisfare i seguenti criteri per 1
attuale o pregresso seguenti criteri per un attuale o pregresso
episodio ipomaniacale e i
episodio depressivo maggiore.
7) DIFFERENZA TRA DISTURBO BIPOLARE I E II
Disturbo bipolare I: è necessario soddisfare i criteri per un episodio maniacale (che può
essere preceduto e seguito da episodi ipomaniacali o depressivi maggiori).
Disturbo bipolare II: è necessario soddisfare i criteri per un attuale o pregresso episodio
ipomaniacale e i seguenti criteri per un attuale o pregresso episodio depressivo
maggiore.
8) EPISODIO MANIACALE
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A. Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espanso o
irritabile e di aumento anomalo o persistente di almeno 1 settimana e presente la
maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
B. Durante il periodo di alterazione dell’umore e di aumento di energia o attività, tre (o
più) dei seguenti sintomi (quattro, se l’umore è solo irritabile) sono presenti
significativamente e rappresentano un cambiamento evidente:
1. Autostima ipertrofica o grandiosità;
2. Diminuito bisogno di sonno.
3. Maggiore loquacità;
4. Fuga dalle idee o esperienza che i pensieri succedano rapidamente.
5. Distraibilità riferita o osservata;
6. Aumento dell’attività finalizzata o agitazione psicomotoria.
7. Eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale dannoso.
C. L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata
compromissione del funzionamento sociale o lavorativo, oppure presenza di
manifestazioni psicotiche.
D. L’episodio non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza.
9) EPISODIO IPOMANIACALE
A. Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espanso o
irritabile e di aumento anomalo o persistente, della durata di almeno 4 giorni e
presente la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
B. Durante il periodo di alterazione dell’umore e di aumento di energia o attività, tre (o
più) dei seguenti sintomi (quattro, se l’umore è solo irritabile) sono presenti
significativamente e rappresentano un cambiamento evidente
1. Autostima ipertrofica o grandiosità;
2. Diminuito bisogno di sonno.
3. Maggiore loquacità;
4. Fuga dalle idee o esperienza che i pensieri succedano rapidamente.
5. Distraibilità riferita o osservata;
6. Aumento dell’attività finalizzata o agitazione psicomotoria.
7. Eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale dannoso.
C. Episodio non sufficientemente grave. Se sono presenti manifestazioni psicotiche allora
l’episodio è maniacale.
Gli episodi ipomaniacali sono comuni nel disturbo bipolare I, ma non richiesti per la
diagnosi.
10) EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIORE
3
A. Cinque (o più) dei seguenti sintomi contemporaneamente presenti durante 2 settimane
e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente; almeno uno dei sintomi 1. e
2.
1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
2. Anedonia (Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi, le attività).
3. Significativa perdita, o aumento, di peso. Oppure diminuzione o aumento appetito.
4. Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni.
5. Agitazione o rallentamento psicomotorio.
6. Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.
7. Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati.
8. Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno.
9. Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione
suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un
piano specifico per commettere suicidio.
11) DISTURBI D’ANSIA (DSM-V) X X
Un certo grado di ansia è adattivo; aiuta a prepararsi, esercitarsi e provare, in modo da
migliorare il funzionamento e contribuisce a rendere le persone adeguatamente prudenti
nelle situazioni potenzialmente pericolose. Tuttavia, superato un certo livello, l'ansia causa
disturbi e angoscia eccessiva. A questo punto, essa risulta disadattiva e viene considerata
una malattia.
Disturbo d’ansia di separazione
Mutismo selettivo
Fobia specifica
Disturbo d’ansia sociale
Disturbo di panico
Agorafobia
Disturbo d’ansia generalizzata
Disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci
Disturbo d’ansia dovuto ad altra condizione medica
Un disturbo d'ansia è presente e merita trattamento se si verifica quanto segue:
Non sono riconosciute altre cause.
La sensazione d'ansia è molto angosciante.
L'ansia interferisce con il rendimento.
L'ansia non si interrompe spontaneamente in pochi giorni.
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La diagnosi di uno specifico disturbo d'ansia si basa sulla sua sintomatologia
caratteristica.
Sono posti in base all’età in cui esordiscono (evolutivamente).
12) DISTURBO DI PANICO (L'ORDINE DEI DISTURBI NEL DSM E IL MOTIVO PER CUI
SONO IN QUELLO SPECIFICO ORDINE)
attacco di panico
Un è l'improvvisa comparsa di un periodo distinto e breve di intenso
disagio, di ansia, o di paura accompagnati da sintomi somatici e/o cognitivi.
disturbo di panico
Il consiste nella comparsa di ripetuti attacchi di panico tipicamente
accompagnati dalla paura di un attacco futuro o da cambiamenti nel comportamento atti a
evitare situazioni che possono predisporre agli attacchi. La diagnosi è clinica. Attacchi di
panico isolati possono non richiedere alcun trattamento. Il disturbo di panico viene trattato
con terapia farmacologica, psicoterapia (p. es., terapia di esposizione, terapia cognitivo-
comportamentale) o entrambe.
Il disturbo di panico viene diagnosticato dopo aver escluso i disturbi organici che possono
simulare l'ansia e quando i sintomi rispondono ai criteri diagnostici stabiliti
ciel sereno,
Si definisce a quando si verifica all’improvviso.
13) DISTURBI DI PERSONALITÀ (DSM-V)
tratti di personalità
I rappresentano schemi di pensiero, percezione, reazione e relazione
relativamente stabili nel tempo.
disturbi di personalità
I compaiono quando tali tratti divengono talmente pronunciati,
rigidi e disadattivi da compromettere il funzionamento lavorativo e/o interpersonale.
Queste modalità sociali disadattive possono provocare un disagio significativo nelle
persone con disturbi di personalità ed in coloro che li circondano. Per le persone con
disturbo di personalità (a differenza di molti altri che richiedono assistenza psicologica),
solitamente la sofferenza causata dalle conseguenze dei loro comportamenti socialmente
disadattivi è la ragione per cui richiedono un trattamento, piuttosto che per il disagio
associato ai loro pensieri e sentimenti. Pertanto, i medici devono inizialmente aiutare i
pazienti a capire che i loro tratti di personalità sono la radice del problema.
10 tipi di disturbi di personalità 3 clusters
Il DSM-5 raggruppa i in (A, B, e C), sulla base di
caratteristiche simili.
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Cluster A
Paranoide
Schizoide
Schizotipico
Cluster B
Antisociale
Borderline
Istrionico
Narcisistico
Cluster C
Evitante
Dipendente
Ossessivo-compulsivo
Secondo il DSM-5, i disturbi di personalità sono principalmente problemi con:
Auto-identità
Funzionamento interpersonale
14) DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO E CORRELATI (DSM-V) (CLUSTER C)
Disturbo ossessivo-compulsivo
Disturbo di dismorfismo corporeo
Disturbo da accumulo
Tricotillomania
Disturbo da escoriazione
Disturbo ossessivo-compulsivo indotto da sostanze/farmaci
Disturbo ossessivo-compulsivo dovuto ad altra condizione medica
15) DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO (CLUSTER C)
Il disturbo causa intenso disagio, interferisce significativamente con le attività della
persona oppure occupa quotidianamente più di 1 ora.
ossessioni, compulsioni entrambi:
A. Presenza di o
Ossessioni: pensieri, impulsi o immagini disturbanti, intrusive e indesiderati, ma
riconosciuti come prodotti della propria mente.
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Compulsioni: azioni ripetitive osservabili o mentali che la persona si sente obbligata a
compiere in risposta a un’ossessione allo scopo di ridurre l’ansia associata o prevenire
eventi temuti.
B. Le ossessioni o compulsioni fanno consumare tempo o causano disagio clinicamente
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