PSICODINAMICA DELLA VITA
FAMILIARE
ACKERMAN
RUOLO DELLA FAMIGLIA NELL’ASPETTO SOCIALE PER
L’INDIVIDUO
I legami familiari sono il risultato di più fattori, quali:
Biologici: la famiglia serve a tramandare la specie.
Sociologici: i membri della famiglia sono legati dalla reciproca interdipendenza
per la soddisfazione dei bisogni affettivi.
Economici: i membri sono legati per provvedere ai loro bisogni materiali. i
membri sono legati per provvedere ai loro bisogni materiali.
Psicologici: il provvedere alla solidarietà sociale che è alla base del vincolo
affettivo nelle relazioni familiari; l’opportunità di sviluppare un’identità sociale
che è connessa all’identità familiare; l’orientamento dei ruoli sessuali che
prepara alla maturazione e alla soddisfazione sessuale; l’educazione
all’integrazione dei ruoli sociali e all’accettazione delle responsabilità sociali;
l’insegnamento e la promozione della creatività e dell’iniziativa individuale.
CONFRONTO FREUD E ACKERMAN
Ackerman non concepisce la famiglia se non è situata dentro un contesto sociale
mentre Freud vede solo i processi inconsci e non vede la famiglia in una società.
Infatti la teoria freudiana concentra l’attenzione sul ruolo della famiglia nella
formazione della personalità e della salute mentale del bambino e dà la priorità agli
istinti innati. Freud manifestava pessimismo nei confronti della culturalizzazione e
percepiva l’individuo e la cultura schierati uno contro l’altro. Per Freud la famiglia è
uno strumento per disciplinare i bisogni istintuali del bambino.
SÉ PERSONALE/PRIVATO E SÉ SOCIALE
Spesso si traccia una distinzione tra il Sé interno (“privato”) e quello esterno
(“sociale”). 1
Il Sé privato può essere concepito come la relazione sociale interna dell'”Io con me
stesso”. Un orientamento verso l'interno che subordina temporaneamente il contatto
con altre persone. Si suppone che le relazioni dell'”Io con me stesso” siano più
costanti, quelle dell'”Io con gli altri” meno.
Il Sé esterno cambia con le condizioni sociali; il Sé interno (identità individuale),
rimane quasi lo stesso. In particolari condizioni il Sé interno si realizza, o si sviluppa
in espressioni del Sé esterno. Ma può anche accadere che il Sé interno venga
negato nelle rappresentazioni sociali, conformistiche, della personalità.
Talvolta il Sé esterno è visto come una facciata sociale dietro la quale si nasconde il
vero Sé. Quando l'ambiente è sfavorevole per i bisogni del Sé interno, il Sé esterno
provvede a fornire una maschera necessaria perché l'adattamento possa avvenire.
Il Sé interno rappresenta il nucleo privato dell'essere. È individuale, eppure anche
sociale, poiché contiene il residuo dell'esperienza familiare dell'infanzia.
In talune condizioni sociali il Sé interno e quello esterno trovano un felice punto
d'incontro. In altre condizioni, il Sé interno e quello esterno possono scontrarsi in
modo talmente grave da sconvolgere le radici della personalità.
RUOLO SOCIALE
Le funzioni della personalità vanno verso due poli ossia i processi interni
dell’organismo e l’ambiente sociale. Con ruolo sociale intendiamo quel passaggio
tra i processi interni dell’organismo e la partecipazione sociale. Il termine è
concepito come il sinonimo delle operazioni del Sé sociale o dell’identità sociale
della persona nel contesto di una determinata situazione di vita.
I due Sé possono sia trovare un punto di incontro che scontrarsi e, in questo caso,
processo di
possono sconvolgere le radici della personalità. Il concetto di
adattamento sociale implica che alcune componenti della personalità vengono
mobilitate all’azione mentre altre vengono momentaneamente subordinate, poi col
passare del tempo e col mutare della situazione sociale si produce un mutamente
dell’integrazione emotiva a cui corrisponde un mutamento dell’integrazione verso un
altro ruolo sociale e questo significa che altre componenti del sé passano in
posizione dominante preparando un tipo particolare di partecipazione sociale.
L’individuo può reagire alla pressione sociale adattandosi, protestando oppure
ritraendosi; ma c’è un’altra possibilità ossia se la pressione sociale è soverchiante,
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la risposta dell’organismo può consistere nella distruzione della sua vecchia forma e
nella strutturazione di una forma che presenta caratteristiche proprie e diverse.
OMEOSTASI
L’omeostasi è il principio vitale che salvaguardia l’integrità e la continuità
dell’organismo umano, la sua capacità di mantenere un funzionamento efficiente e
coordinato di fronte a condizioni di vita in continuo mutamento. La modalità con cui
si esprime l’omeostasi si estende su 3 livelli:
Corpo: fisiologico
Sul piano questo concetto viene elaborato per analogia in
psiche
modo da riferirlo alle funzioni di integrazione e di equilibrio della e
all’equilibrio tra l’individuo e il gruppo che lo circonda; questo termine implica la
capacità di adattamento necessaria a stabilizzare il Sé di fronte alle esigenze
della vita (ad esempio l’abituare il corpo ad una temperatura).
Psiche: a livello psichico riguarda le tre istanze Es, Io e Super Io: l’Io
Super Io
rappresenta le funzioni integrative specifiche e parziali e il emette
giudizi etici su cosa è giusto o no tra i conflitti di Io e Es; quindi il processo
regola e coordina le funzioni della personalità perché ognuna senza le altre non
ha senso.
Società: riguarda l’istinto di sopravvivenza dell’individuo in una determinata
società.
Abbiamo un paradosso: omeostasi significa rimanere il medesimo ma un organismo
non può rimanere il medesimo perché deve cambiare e modificare le proprie
funzioni in base alla situazione ambientale, se non cambia muore.
IDENTITÀ, STABILITÀ E CRISI FAMILIARE
Ackerman teorizza due concetti:
l’identità psicologica, ossia valori, aspettative e aspirazione. Si riferisce alla
direzione e al contenuto delle aspirazioni ed è un concetto che si esprime in
tendenze, scopi e aspettative di una persona o di un gruppo.
la stabilità del comportamento che si esprime come continuità dell’identità bel
tempo, come controllo del conflitto e come capacità di cambiare, imparare,
conseguire un ulteriore sviluppo, adattabilità e complementarietà in nuove
relazioni di ruolo. La stabilità è l’organizzazione e l’espressione del
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comportamento nell’azione ed è, anche, il prodotto finale di processi complessi
e interdipendenti
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