Domande esame Economia degli Intermediari Finanziari
1. Indicate le principali attività finanziarie delle famiglie italiane.
Le principali attività finanziarie delle famiglie, settore tipicamente in surplus, sono: i depositi a vista, i
titoli di stato, azioni e i fondi comuni di investimento. Negli anni compresi tra il 1970 e il 2012 si può
osservare una drastica riduzione (-‐12,5%) della parte “monetaria” delle attività finanziarie: il circolante
e i depositi a vista. Contestualmente si assiste ad un aumento di peso degli investimenti azionari e
dell’emergere dei fondi comuni di investimento.
2. Caratteristiche del mercato obbligazionario italiano e la sua evoluzione nel tempo
Il mercato obbligazionario è l’insieme delle transazioni sui titoli di debito aventi convenzionalmente
scadenza nominale superiore ai 12 mesi. Circa i rapporti tra emittenti e investitori (cd mercato
primario) dal lato degli emittenti si osserva negli anni l’elevata quota delle emissioni del settore
pubblico a discapito di quello privato che assume scarsa rilevanza relativamente all’emissione di
obbligazioni da parte di imprese. Ciò dipende essenzialmente dalla struttura societaria del nostro paese
incentrata su attività medio-‐piccole, e dal trattamento fiscale alquanto oneroso a cui sono sottoposti gli
interessi dei titoli in questione.
Dal lato degli investitori risulta ancora più marcata la tendenza alla riduzione del ruolo delle banche a
dronte della crescita del peso del settore degli investitori individuali e istituzionali (fondi comuni di
investimento, società di gestione del risparmio, assicurazioni). Si può concludere che il principale
circuito di emissione/sottoscrizione di titoli obbligazionari è rappresentato dai rapporti tra settore
pubblico (Tesoro) e investitori individuali. Il Tesoro ha privilegiato la sistematicità e la regolarità delle
emissioni, attraverso il meccanismo dell’asta e l’utilizzo di banche come intermediari nei confronti del
pubblico.
Circa il mercato secondario, delle negoziazioni di titoli non in fase di primaria emissione, si possono
identificare due segmenti di transazioni sui titoli obbligazionari: quello al dettaglio e quello all’ingrosso.
Nel caso italiano la maggior parte delle obbligazioni in circolazione è quotata sul mercati regolamentati
ad asta continua.
3. Le attività delle società di intermediazione mobiliare e le loro alternative strategiche
Le società di intermediazione mobiliare, costituite nella forma giuridica della Spa con sede legale e
direzione generale in Italia, sono imprese che esercitano professionalmente l’attività di offerta nei
confronti del pubblico di servizi di investimento, previa autorizzazione della Banca d’Italia. Le cd SIM,
possono prestare professionalmente i servizi accessori e altre attività finanziarie nonché attività
connesse e strumentali fatte salve le riserve di attività previste dalla legge. Alle aziende di
intermediazione mobiliare è vietata la raccolta del risparmio presso il pubblico, ogni attività di
intermediazione dei pagamenti e l’emissione di titoli (non possono dunque svolgere attività di
intermediazione creditizia); devono inoltre essere iscritte a un apposito albo presso la CONSOB che ne
autorizza i servizi di investimento quando ricorrono condizioni legate alla forma societaria,
all’ammontare del capitale versato, al programma di attività, alla struttura organizzativa nonché ai
requisiti di onorabilità, e professionalità dei soggetti che svolgono attività amministrativa e di direzione
e controllo.
Le SIM essenzialmente svolgono attività di
A) investment banking ovvero la negoziazione/compravendita di strumenti finanziari sia per conto
proprio (attività di dealing) che per conto terzi (attività di brokerage).
B) corporate finance ovvero sottoscrizione/collocamento di strumento finanziari con garanzie da parte
dell’intermediario ( underwritten) o direttamente presso il pubblico ( selling).
C) asset management ovvero gestione individuale di portafogli di investimenti
D) ricezione e trasmissione ordini di negoziazione di strumenti finanziari
E) nonché dal 2007 anche attività di consulenza in materia di investimenti.
4. Funzioni e limiti di efficacia della gap analysis.
La gap analysis studia in che modo variazioni dei tassi di interesse di mercato si ripercuotano sul
margine di interesse nel periodo considerato. Essa non illumina però sull’impatto patrimoniale delle
variazioni dei tassi. Ad esempio non prende in considerazione nel calcolo del gap titoli a cedola fissa
(BTP) lontani da scadenza, che non possono essere classificati come attività sensibili stante la fissità
della cedola. Alternativamente può essere utilizzata la cd duration gap anaysis che prende in analisi non
tanto le variazioni del margine di interesse quanto quelle che influiscono sul valore di mercato
dell’attivo e del passivo dell’azienda. Quando la durata media ponderata dell’attivo è maggiore di quella
del passivo il gap sarà positivo e quindi ad un aumento dei tassi di interesse corrisponderà una
diminuzione del valore attuale del passivo.
5. Circuiti finanziari diretti ed indiretti, vantaggi e svantaggi per gli investitori
Alcuni settori istituzionali si caratterizzano per la funzione di accumulazione del risparmio e altri per la
funzione di investimento. La dissociazione risparmio/investimento tra chi ha le risorse ma non le
impiega e chi vorrebbe impiegarle ma non le possiede è il presupposto per il concetto di circuito
finanziario tra unità in surplus e in deficit. Il cosiddetto circuito finanziario diretto prevede che il
trasferimento di risorse avvenga per mezzo di strumenti finanziari che rappresentano un rapporto
contrattuale tra investitore (datore di fondi) e emittente (prenditore di fondi); viceversa il circuito
finanziario indiretto prevede l’inserimento di uno o più intermediari finanziari che si fanno carico dei
rischi connessi al finanziamento che altrimenti graverebbero sulle unità in surplus, e offrono servizi di
supporto agli utilizzatori finali delle risorse sia nel canale diretto che indiretto. Dal punto di vista degli
investitori il circuito diretto rappresenta un vantaggio in termini di minori costi di transazione ma
presenta un maggior rischio, i costi aumentano nel circuito indiretto a favore di una sensibile
diminuzione del rischio.
6. Le differenti funzioni della Banca d’Italia e CONSOB nell’industria finanziaria
La Banca d’Italia, nata nel 1893 come fusione delle principali banche del tempo (Banca Nazionale del
Regno, banca Nazionale Toscana e Banca Toscana di Credito) ha quattro aree funzionali: come banca
centrale parte del SEBC concorre a definire gli indirizzi della politica monetaria comunitaria e attuarne
l’esecuzione in virtù del principio di sussidiarietà. Come organo di vigilanza, esercita attività di
controllo nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari secondo i principi di sana e prudente
gestione con l’obbiettivo di rafforzare le condizioni di stabilità ed efficienza del sistema finanziario di
concerto con CONSOB E ISVAP. Come organo di vigilanza inoltre esercita la sorveglianza sul sistema dei
pagamenti.
La CONSOB (commissione nazionale per le società e la borsa) istituita nel 1974, ha il compito di
controllare il mercato mobiliare e svolge attività di orientate alla tutela degli investitori e
miglioramento dell’efficienza e della trasparenza del mercato. Svolge dunque attività di
regolamentazione, in merito alla prestazione dei servizi da parte degli intermediari finanziari, agli
obblighi informativi delle società quotate e dell’offerta al pubblico di strumenti finanziari; di
autorizzazione, riguardo la pubblicazione di prospetti e documenti relativi alle offerte pubbliche,
l’istituzione di nuovi mercati, l’esercizio di attività di intermediazione finanziarie ecc; vigilanza sul
funzionamento trasparente e ordinato delle negoziazioni e sul corretto comportamento degli
intermediari finanziari; controllo sulle informazioni fornite al mercato dalle società quotate; e
monitoraggio delle eventuali anomali nell’andamento delle negoziazioni ( insider trading e
aggiotaggio).
7. Illustrare le caratteristiche e le funzioni dei fondi comuni di investimento immobiliare
I fondi comuni di investimento immobiliare consentono di trasformare investimenti immobiliari,
solitamente di liquidità molto minore e tempi di investimento molto maggiori rispetto agli investimenti
mobiliari, in quote di attività finanziarie che consentono di generare liquidità senza che l’investitore
debba acquisire direttamente un immobile. Investono il patrimonio in misura non inferiore ai 2/3 in
beni immobili, diritti reali immobiliari e in partecipazioni di società immobiliari. Nascono con una
dotazione iniziale prestabilita di patrimonio, che  
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