Teoria e metodologia del movimento umano
Stadio narcisistico primario
(Pag.44 le Boulch) Va dalla nascita fino ai due mesi, suddividendosi in maturazione ed esercizio funzionale. L'esercizio funzionale avviene dalla nascita fino ad oltre il primo mese, mentre la maturazione avviene nel corso del secondo mese, prendendo il sopravvento sull'esercizio funzionale, favorito dall’ambiente.
Il passaggio dalla vita intra-uterina alla vita extra-uterina per il bambino è molto stressante, per questo il corpo produce l’ormone dello stress, proprio per rispondere allo stress dovuto ad un cambiamento così brusco. La crescita postnatale è molto elevata fino al 24º mese di vita, dopo di che la crescita prosegue ad un ritmo meno rapido.
La capacità motoria del neonato
(Pag.47 le Boulch) Per i primi 2 mesi di vita, come nel feto, la motricità del neonato è di tipo sub-corticale. La formazione reticolare, matura intorno all’8º mese pre-natale, ed ha il compito di organizzare il tono muscolare.
Due sistemi regolano l’attività reticolare: parte principale del sistema posturale, il cui ruolo consisterà nel preparare la muscolatura alle diverse attività. Invece, è l’insieme delle ghiandole endocrine l'ipotalamo. Quest’ultimo sistema fa variare il tono in funzione dei grandi bisogni e conferisce alla muscolatura un significato particolare nell’espressione della vita affettiva del neonato.
Categorie di movimenti del neonato
Alla nascita il bambino neonato possiede tre categorie di movimenti:
- Resistenza della motricità fetale (stimoli enterocettivi e propriocettivi, possibilità di comunicazioni)
- Riflessi arcaici (di protezione)
- Automatismi vitali (suzione e respirazione)
Resistenza della motricità fetale
Ci sono due stimoli: enterocettivi e propriocettivi. I primi sono stimoli che provengono dall’ambiente esterno, mentre i secondi sono la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto della vista.
- Postura: I 4 arti sono in flessione nel bambino normale. Riflesso tonico asimmetrico del collo, con apparente regressione della regolazione posturale rispetto alla vita intrauterina.
- Attività di massa: Irradiazione diffusa del movimento tramite la motricità anarchica esplosiva e disadattata. Impulsività motoria con gesti esplosivi non orientati.
- Attività segmentaria: (bilaterale ed asimmetrica) Estensione e flessione degli arti, incrociare e divaricare i piedi, mano chiusa a pugno, pollice all’interno, mano aperta a ventaglio.
Riflessi arcaici
(Pag.48 le Boulch) Le caratteristiche di questi riflessi si spiegano con l’immaturità corticale proprio perché caratteristici dei primi due mesi di vita. Rappresentano un insieme di reazioni innate, caratterizzate da modificazioni della distribuzione tonica, tramite riflessi di raddrizzamento e automatismi ritmici degli arti.
Il punto di partenza di questi riflessi è sia propriocettivo che esterocettivo, vengono coordinati dal midollo, che svolge il ruolo di centro di comando. L’entrata in azione dei centri corticali inibisce e provoca la scomparsa dei riflessi arcaici. È la cancellazione dei circuiti ciechi del livello sub-corticale.
- Riflesso di drizzamento statico: (riflesso di estensione)
- Riflesso di andatura o marcia automatica: Prendendo il bambino sostenendolo dal torace sotto le braccia e mantenendogli la testa in avanti con le piante dei piedi in appoggio al suolo, si osserva una notevole contrazione degli arti inferiori in estensione, poi del tronco. Questo riflesso si chiama riflesso di estensione. Se s’inclina il tronco in avanti, si notano gli arti spostarsi alternativamente in avanti se l’operatore assicura la propulsione. Sono movimenti lenti, regolari, alternati, ritmati.
- Riflesso di prensione: La stimolazione palmare provoca la chiusura della mano con pollice in fuori, mantenimento in tensione dei flessori. Se l’osservatore solleva le sue mani, la contrazione si estende a tutti i flessori dell’avambraccio e del braccio. Ciò permette di valutare il tono attivo degli arti superiori, visto che il bimbo così facendo riesce a sostenere il suo peso o almeno una parte di esso.
Evoluzione del riflesso di prensione
Alla nascita è presente il riflesso di presa, nel primo mese va via via indebolendosi, per poi scomparire nel secondo mese e lasciar spazio alla prensione dove il movimento avviene sotto il controllo visivo.
Riflesso cutaneo plantare
R rovesciamento del riflesso di Babinski in estensione invece che in flessione.
Riflesso di Moro
Quando il bambino viene messo nella posizione seduta, egli drizza la testa e dopo aver superato la verticale cade indietro. Il cambiamento di angolazione della testa in rapporto al tronco scatena il riflesso di Moro, dove si notano tre comportamenti: estensione, abduzione (allontanamento dal piano sagittale delle braccia), apertura delle mani, il tutto accompagnato da un grido.
Automatismi vitali
(Pag.49 le Boulch) (stimoli entero e esterocettivi) Fondamentali per assicurare la sopravvivenza del neonato, la loro funzione è di tenere sotto la loro dipendenza in gioco delle funzioni metaboliche in rapporto alla respirazione e all’alimentazione.
- Automatismo di respirazione: Vede la comparsa verso i 5 mesi prenatali.
- Automatismo di suzione: Vede la comparsa verso gli 8 mesi prenatali ed è il solo automatismo veramente adattato. Le labbra del neonato sono capaci di stringere il capezzolo o la tettarella con una forza sufficiente a rendere la chiusura ermetica. Così facendo si crea un vero diaframma.
Reazioni circolari
Le reazioni circolari sono un legame fra movimento e sensazione: l’esercizio dell’automatismo provoca una serie di informazioni, le quali finiscono per modificare lo svolgimento dell’automatismo per migliorare via via il suo adattamento allo scopo (feed-back).
L'influenza dell'ambiente
(Pag.50 le Boulch) Esperienze sensoriali e comportamenti fondamentali L’ambiente umano e le esperienze sensoriali. Dopo la nascita l’arrivo nell’ambiente aereo moltiplica la qualità delle stimolazioni sensoriali, esse svolgono un ruolo importante nell’organizzazione della sensorialità e nella maturazione dei centri nervosi.
Evoluzione della funzione visiva
Il sistema visivo è doppio:
- Visione ambientale: Concerne l'insieme della retina e più in particolare la sua regione periferica, con un campo di visione molto ampio, ma che non riesce a distinguere i dettagli.
- Visione focale: Concerne la macula, è una visione molto dettagliata delle forme, ma con il campo di visione molto ristretto.
Alla nascita, il livello di sviluppo di queste due forme di visione è ineguale: la visione ambientale è già funzionale prima della nascita, mentre la visione maculare è inesistente.
Evoluzione del riflesso di fissazione
- 1º stadio: Forma rudimentale di fissazione dell'oggetto appare nel corso del primo giorno, essa è monoculare a condizione che lo stimolo sia vicino.
- 2º stadio: Una fissazione monoculare stabile appare verso il quinto giorno.
- 3º stadio: Sia una fissazione monoculare dominante seguita dall'adeguamento convergente per secondo.
- 4º stadio: Alternanza di dominanza.
- 5º stadio: Alla quarta settimana il bimbo diviene capace di fissare lo stimolo, qualunque sia la distanza, senza tuttavia essere capace di mantenere su di esso lo sguardo in modo continuo.
- 6º stadio: Alla quinta settimana, lo sguardo segue senza fallire lo stimolo, quindi avrà una perfetta fissazione sostenuta.
Movimenti oculari di fissazione
I movimenti oculari di fissazione si sviluppano secondo la seguente sequenza: fissazione monoculare, dominanza monoculare, alternanza di dominanza e infine fissazione binoculare. Fino a quattro settimane segue bene movimenti orizzontali, per gli altri si deve arrivare a nove settimane per i movimenti verticali e 10 settimane per quelli circolari.
Reazioni al colore
Alla nascita i bambini sono più sensibili ad alcune differenze di lunghezza d’onda delle radiazioni luminose. Essi rivolgono più attenzione ad oggetti colorati anziché a oggetti grigi, mentre sono maggiormente attratti da oggetti bianchi e neri rispetto ad oggetti a tinta unita.
Funzione uditiva
I rumori complessi costituiscono stimoli efficaci, vi è una stretta correlazione tra intensità dello stimolo e la sua risposta. È importante anche l’altezza dei suoni, difatti il bambino risponde più facilmente a suoni gravi a bassa frequenza rispetto a suoni acuti ad alta frequenza. Il bambino inoltre si orienta molto precocemente in relazione all’ascolto di un suono sufficientemente intenso.
I comportamenti fondamentali
(Pag.52 le Boulch) Riguardano soprattutto il soddisfacimento dei bisogni alimentari e del sonno.
L'Alimentazione
Rappresenta una pulsione endogena, corrispondente ad un bisogno biologico. L’ipotalamo, che è il centro nervoso, permette l’adattamento al comportamento allo stato fisiologico presente. Questo risveglio comportamentale si tradurrà esteriormente in un aumento generale di attività, che a sua volta si tradurrà in scariche toniche che diventano sempre più intense, denominate da Wallon "comportamento tonico-emozionale".
- Fase 1: Il risveglio comportamentale Privilegia elementi dell’informazione che provengono dall’ambiente e che permettono di giungere alla soddisfazione del bisogno biologico. Questi stimoli sono rappresentati dall’eccitazione della mucosa boccale la cui soglia è abbassata.
- Fase 2: Facilitazione sensoriale selettiva Sarà sufficiente allora eccitare leggermente la mucosa boccale tramite uno stimolo esterno, perché si avvii l’automatismo di suzione, meccanismo innato ed indispensabile alla soddisfazione del bisogno biologico.
- Fase 3: Eccitamento della mucosa boccale
- Fase 4: Influenza modulatrice esercitata sul funzionamento dei circuiti di rinforzo L’attivazione più o meno selettiva di comportamenti legati al soddisfacimento del bisogno. Questa descrizione del comportamento mette in evidenza l’insieme dei parametri implicati nella soddisfazione dei bisogni tramite alcuni fattori: il fattore interno alla motivazione, il fattore esterno necessario per lo svolgimento del comportamento, ed infine gli automatismi e componenti affettive ad essi legati.
Il sonno
(Pag.54 le Boulch) Il sonno rappresenta la conseguenza di un’esperienza soddisfacente. Il sonno nel neonato è inizialmente dominato da motivazioni istintive, in particolare quella della fame. Alta tensione vuol dire che ha fame e quindi è uguale ad un disagio. Dopo la poppata si arriva a uno stato di soddisfazione che provoca ipotonia e sonno, quindi si deduce sazietà = distensione. Il sonno del neonato è irregolare e si regolarizza spontaneamente solo tra il primo ed il secondo mese di vita.
Due tipi di sonno
- Lo stato di sonno con onde corticali lente, che può essere profondo o leggero.
- Lo stato di sonno con onde corticali rapide (fase paradossale), costituito da rapidi movimenti oculari e da un rilassamento muscolare completo. Il sonno paradossale porta ad una riprogrammazione dei comportamenti, nel neonato rappresenta il 55% del sonno totale mentre nell’adulto cala drasticamente al 15%.
L'ambiente umano
(Pag.54 le Boulch) Gli stimoli umani: Il bimbo per svilupparsi ha bisogno di stimoli umani. Le prime manifestazioni di ciò che sarà l'affettività sono di tipo meccanico (bisogni), poi, ma molto presto, si manifesta un interesse ed un bisogno di scambi con l'ambiente umano. Con la madre si stabilizza una vera intimità fisica, che è stata paragonata ad una vera simbiosi.
Il contatto corporeo
I movimenti privilegiati sono l'allattamento, il bagno, il vestire. Allattamento al seno non soddisfa solamente un bisogno fisiologico, ma il bambino essendo a contatto con il corpo della madre ne avverte il calore, sente l’odore, sente la sua voce e fissa lo sguardo della Madre. Tutta la sensorialità è messa in funzione in una situazione di soddisfazione, che si ripete ritmicamente, così che il bambino si abitua ad una presenza stabile.
Il rinforzo per attaccamento del bambino alla madre è dato più dal contatto fisico che non dalla nutrizione. Il rituale del bagno e della pulizia con il riscaldare, l’asciugare, vestire, apportano una serie di sensazioni cutanee fondamentali. Il neonato è strettamente collegato all'istinto materno perché risente dello stato d'animo e delle tensioni della mamma in questi contatti. Le reazioni toniche della madre che afferra il bimbo esprimono fedelmente la sua ansia o le sue reazioni emozionali che non saranno senza effetti sul tono del bimbo stesso.
La comunicazione
Sin dal momento in cui è sufficiente il livello di maturazione dei sensi visivo ed uditivo, il neonato ricerca la comunicazione attraverso la vista e l’udito. Il neonato è sensibile e si lascia attrarre dall'adulto che si interessa a lui. Un ruolo importante è rivestito dal tono della voce e dall'espressione del viso. Il bimbo è particolarmente stimolato dalla presenza di un adulto molto attento che cerca di entrare in contatto con lui.
Intorno alle otto settimane avrà ben sviluppato una forma di comunicazione chiamata preparola, una forma rudimentale della parola che comprende movimenti di labbra, di lingua associati a movimenti di braccia, di mani, balbettii, cenni del capo, gridi, sguardi e sorrisi. Mentre i processi percettivi e cognitivi non si sono ancora manifestati. Sono soprattutto le relazioni con l'ambiente umano a giocare un ruolo determinante per l'equilibrio emotivo e l'affettività del futuro.
In questo stadio la relazione resta di tipo puramente narcisistico e accorda priorità alla soddisfazione del bisogno alimentare e agli stimoli propriocettivi e cutanei.
Principali riflessi del neonato
Rotazione del capo: Se viene toccato sulla guancia, gira la testa verso il lato stimolato e poi la gira verso l’altro lato.
Suzione: Quando la bocca viene stimolata, il neonato mostra il riflesso di suzione.
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